{"id":24115,"date":"2016-09-26T18:34:46","date_gmt":"2016-09-26T17:34:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=24115"},"modified":"2016-09-26T18:39:28","modified_gmt":"2016-09-26T17:39:28","slug":"il-canto-della-pietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/il-canto-della-pietra.html","title":{"rendered":"Il canto della pietra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>SI INAUGURA SABATO 1 OTTOBRE A SESTO AL REGHENA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>NELL\u2019ABBAZIA DI SANTA MARIA IN SYLVIS<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/il-canto-della-pietra.html\/ciol-lettering\" rel=\"attachment wp-att-24116\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-24116 size-medium\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Ciol-lettering-300x83.png\" width=\"300\" height=\"83\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/il-canto-della-pietra.html\/000-ciolelio2-2\" rel=\"attachment wp-att-24117\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24117\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/000-ciolelio2-288x300.jpg\" alt=\"000 ciolelio2\" width=\"288\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/000-ciolelio2-288x300.jpg 288w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/000-ciolelio2.jpg 416w\" sizes=\"auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/il-canto-della-pietra.html\/ciol1\" rel=\"attachment wp-att-24118\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24118\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Ciol1.png\" alt=\"Ciol1\" width=\"218\" height=\"261\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/il-canto-della-pietra.html\/ciol3\" rel=\"attachment wp-att-24119\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24119\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Ciol3.png\" alt=\"Ciol3\" width=\"201\" height=\"136\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I FANTASTICI SCATTI DEL VIAGGIO ARMENO DEL GRANDE FOTOGRAFO PAESAGGISTA (76ENNE ALL\u2019EPOCA DEL REPORTAGE, NEL 2005) SARANNO \u00a0VISITABILI FINO AL 13 NOVEMBRE. LA MOSTRA DI SESTO AL REGHENA, CON L\u2019ESPOSIZIONE \u201cGEMELLA\u201d DEDICATA A ELIO CIO, CHE SI APRIRA\u2019 A S. VITO AL TAGLIAMENTO, INTEGRA IL CARTELLONE DELL\u2019EDIZIONE 2016 DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA SACRA DEDICATO A \u201cDA NORD A SUD DEL MONDO. LA FEDE DEI POPOLI\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>PORDENONE<\/strong> \u2013 Un <strong>progetto culturale<\/strong> intessuto <strong>fra vestigia del mondo e contemporaneita\u2019<\/strong>, <strong>fatto di arte, fotografia e musica<\/strong>: un evento che esprime <strong>l\u2019urgenza di \u2018materializzare\u2019 ponti e network fra latitudini estreme del pianeta<\/strong>, affiancando popolo a popolo nel costante fluire dell\u2019umanita\u2019. <strong>Da queste premesse nasce la nuova edizione del Festival internazionale di Musica Sacra promosso da Presenza e Cultura con il Centro Iniziative Culturali di Pordenone:<\/strong> un <strong>grande cartellone autunnale<\/strong> che come sempre attraversa <strong>diversi linguaggi<\/strong>, oltre a quello piu\u2019 specificamente musicale. <strong>Due esposizioni \u2018gemelle\u2019, concepite nel segno del grande fotografo paesaggista Elio Ciol, sono chiamate a integrare un percorso che ci guidera\u2019 attraverso il tema \u201cDa nord a sud del mondo. La fede dei popoli\u201d, traccia guida del Festival in questo 2016.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sabato primo ottobre, innanzitutto, nella splendida Abbazia di Santa Maria in Sylvis a Sesto al <strong>Reghena sara\u2019 inaugurata \u2013 alle 17 &#8211; la mostra \u201cElio Ciol. Il canto della pietra. Armenia 2005\u201d, che raccoglie una quarantina di scatti<\/strong> raccolti nel 2005 dal grande fotografo paesaggista, allora 76enne. \u00abSara\u2019 <strong>questa sua <\/strong><strong>sacralit\u00e0 non esibita \u2013 spiega la presidente CICP Maria Francesca Vassallo &#8211; senza effetti speciali<\/strong>, che scioglie alberi e colline tra le nebbie in spazi senza confini, che va a cercare anche in Paesi lontani segni e significati in muri, pietre, case e chiese, a <strong>siglare idealmente l\u2019avvio della 25^ edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra<\/strong>. Un richiamo ai valori presenti in ogni cultura, ieri e oggi, attraverso la musica, l\u2019arte, la storia, in un progetto molto articolato che coinvolge con presenze e collaborazioni importanti istituzioni del Friuli Venezia Giulia e di altre regioni che si affacciano al Nord come pure ad Oriente e sul Mediterraneo. Una scelta che ci porta all\u2019attualit\u00e0, dove i conflitti stravolgono e distruggono, mentre cresce a dismisura l\u2019urgenza di pensieri solidi e azioni costruttive. Ci siamo affidati a Elio Ciol e al suo sguardo che, dal Friuli Venezia Giulia, ha seguito le tracce trasfigurate del sacro nei tantissimi luoghi da lui scelti e percorsi. Come in Armenia con le sue croci, ora visibili a noi in Sesto al Reghena. E come nella mostra \u201cNel soffio della storia\u201d, che sar\u00e0 a San Vito al Tagliamento\u00bb. <strong>\u201cElio Ciol. Il canto della pietra. Armenia 2005\u201d restera\u2019 visitabile fino al 13 novembre (con ingresso libero, da venerdi\u2019 a domenica in orario 10\/12 e 15\/18. L\u2019evento e\u2019 promosso con il Comune di Sesto al Reghena <\/strong>e inoltre in collaborazione con la <strong>Regione autonoma Friuli Venezia Giulia<\/strong>. Alla vernice del primo ottobre <strong>interverranno, con l\u2019artista Elio Ciol, il critico Giancarlo Pauletto e la presidente CICP Maria Francesca Vassallo. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Info <a href=\"http:\/\/www.centroculturapordenone.it\/cicp\">www.centroculturapordenone.it\/cicp<\/a> tel 0434\/553205,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le immagini di Elio Ciol sono solo parte di un ampio lavoro elaborato durante il viaggio del 2005 in Armenia<\/strong>: ben sufficienti, tuttavia, a coinvolgere lo spettatore nel fascino e nell\u2019ancora attuale vitalit\u00e0 di un\u2019antica cultura cristiana, creatrice di straordinari capolavori di architettura e scultura. <strong>Elio <\/strong><strong>Ciol<\/strong>, maestro indiscusso della fotografia, \u00e8 vincitore di ben due <strong>Premi<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><strong>Kraszna Krausz<\/strong> a Londra, nel 1992 e 1996. Tre sue stampe sono inoltre catalogate nella collezione del <strong>Metropolitan Museum of Art di New York<\/strong>: <strong>\u201c<\/strong><a href=\"http:\/\/www.metmuseum.org\/collection\/the-collection-online\/search\/264236\"><strong>Ombre sul Meduna<\/strong><\/a><strong>\u201d <\/strong>(circa 1955), \u201c<strong>Neve a Povolaro<\/strong>\u201d (1970) e \u201c<strong>Colli di Castelnuovo<\/strong>\u201d (1962). <strong>A commento del percorso di scatti \u2018armeni\u2019 scriveva l\u2019archeologo <\/strong><strong>Ermanno Arslan<\/strong>: \u201cPercepii come il primo dato significativo per il visitatore fosse rappresentato dalla constatazione che <strong>nell\u2019Armenia medioevale tutto \u00e8 costruito con le pietre delle sue montagne, sempre con una precisa continuit\u00e0 visiva tra territorio ed edificio<\/strong>. Cos\u00ec la montagna diveniva chiesa o monastero, proponendosi come drammatica emergenza in drammatici paesaggi, con strutture che hanno il colore delle montagne e che paiono esserne parte integrante. Il colore caldo della roccia vulcanica, il medesimo delle pareti delle valli selvagge che incidono il territorio dell\u2019Armenia, \u00e8 onnipresente nella sua architettura, come a Garn\u00ed, Noravank o Goshavank, e ne caratterizza il cromatismo\u201d. <strong>Le croci scolpite, o <em>khatchkar<\/em>, sostanziano buona<\/strong> <strong>parte della mostra<\/strong>. L\u2019Armenia ader\u00ec al Cristianesimo sin dai primissimi anni del III secolo, senza mai aver completamente soppiantato gli antichissimi culti pagani. Nel corso dei secoli successivi gli armeni resistettero a innumerevoli tentativi di conquista e assimilazione dall\u2019esterno anche grazie allo strenuo attaccamento alla propria religione. <strong>Non mancarono tuttavia le sconfitte, e la croce divent\u00f2 un rifugio e un baluardo. Si scolpirono croci ovunque e fior\u00ec un\u2019iconografia che, piuttosto che alla passione di Cristo, dava ampio spazio ai riferimenti alla resurrezione<\/strong>, con un\u2019abbondanza degli elementi che si rifanno all\u2019Albero della vita, quali i frutti del melograno e della vite, o il seme da cui ha origine l\u2019Albero, raffigurato dal disco scolpito tradizionalmente sotto la croce dei khatchkar. <strong>Spiega il critico Giancarlo Pauletto che \u00ab<\/strong><strong>le croci scolpite su colonne e pareti architettoniche, oppure isolate e poi come steli di cimitero <\/strong><strong>oppure guida in salita ai luoghi sacri, sono t<\/strong><strong>utte<\/strong> <strong>diverse, e di diversi tempi, dai primi secoli dell\u2019era cristiana all\u2019era moderna<\/strong>. \u00a0Ogni croce indicava una presenza sostanziale, rappresentava un fedele materialmente presente, pellegrino a fronte del suo Dio, a chiedere \u2018personale\u2019 misericordia. Ogni <em>khatchkar <\/em>cos\u00ec costituiva un\u2019identit\u00e0 sacrale, con la preghiera, per ciascuno diversa, riassunta nella croce, tramite di salvezza per tutti e per ognuno di noi. Ecco perch\u00e9 ognuna di queste croci, dalle pi\u00f9 semplici alle pi\u00f9 elaborate in stesura e raffigurazione, \u00e8 scolpita con tanta attenzione e cura, fino a giungere, pur rimanendo entro lo stesso schema sostanziale, a rese straordinarie per complessit\u00e0 di composizione, tanto da proporsi come veri e propri, ricchissimi gioielli di pietra. Ciol \u00e8 maestro nel mettere in evidenza, con il suo obiettivo, questa preziosit\u00e0. Si veda per esempio il <em>khatchkar <\/em>\u201cdel Salvatore\u201d, risalente al XVI secolo, o l\u2019altro riferito al maestro Pogos (1291) presso la chiesa di San Gregorio l\u2019Illuminatore, a Goshavank: incredibile lavoro di ricamo in pietra che in nulla cede ai pi\u00f9 alti esempi di oreficeria dell\u2019epoca\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I FANTASTICI SCATTI DEL VIAGGIO ARMENO DEL GRANDE FOTOGRAFO PAESAGGISTA (76ENNE ALL\u2019EPOCA DEL REPORTAGE, NEL 2005) SARANNO  VISITABILI FINO AL 13 NOVEMBRE. LA MOSTRA DI SESTO AL REGHENA, CON L\u2019ESPOSIZIONE \u201cGEMELLA\u201d DEDICATA A ELIO CIO, CHE SI APRIRA\u2019 A S. VITO AL TAGLIAMENTO, INTEGRA IL CARTELLONE DELL\u2019EDIZIONE 2016 DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA SACRA DEDICATO A \u201cDA NORD A SUD DEL MONDO. 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