{"id":24332,"date":"2016-10-14T16:53:58","date_gmt":"2016-10-14T15:53:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=24332"},"modified":"2016-12-19T14:47:57","modified_gmt":"2016-12-19T13:47:57","slug":"spaesati-eventi-sul-tema-delle-migrazioni-xvii-edizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/spaesati-eventi-sul-tema-delle-migrazioni-xvii-edizione.html","title":{"rendered":"S\/paesati \u2013 eventi sul tema delle migrazioni, XVII edizione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>S\/PAESATI 2016 \u2013 ACCOGLIENZA, IDENTIT\u00c0 E DIRITTI UMANI.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\/paesati \u2013 eventi sul tema delle migrazioni \u00e8 una manifestazione che \u00e8 giunta alla XVII edizione e quindi punta almeno alla XX se non alla XXX!\u00a0 In diciassette anni la realt\u00e0 in cui viviamo \u00e8 molto cambiata. Quando S\/paesati \u00e8 nata l&#8217;Italia da paese di emigranti era diventato un paese di immigrazione e quindi c&#8217;era la necessit\u00e0 di raccontare\u00a0 e capire sia il passato che il presente . Poi c&#8217;\u00e8 stata la crisi finanziaria da una parte che ha cambiato gli equilibri interni e quelli europei e l&#8217;Italia \u00e8 ritornato ad essere un paese d&#8217;emigrazione , soprattutto per i giovani, restando un paese di immigrazione. La situazione di tensioni internazionali nel Mediterraneo con la guerra in Siria e in altri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">paesi del golfo ha accentuato la crisi umanitaria, diventando cos\u00ec il nostro territorio un luogo di transito e di accoglienza per milioni di profughi.\u00a0 Le edizioni di S\/paesati hanno cercato di cogliere i cambiamenti e analizzarli per capire e riflettere su quanto accade per essere preparati ad affrontare la dinamicit\u00e0 del reale senza perdere la centralit\u00e0 dell&#8217;individuo e dei diritti umani.<br \/>\nIn questa edizione possiamo dire che ci occuperemo di accoglienza,\u00a0 del tema dell&#8217;identit\u00e0 nella sua accezione pi\u00f9 ampia, di diritti umani.\u00a0\u00a0 Lo spettacolo Social Comedy \u2013 Intrigo a Via Doganelli di Maurizio Zacchigna,\u00a0 coprodotto anche da Spaesati, dipinge in toni ironici le vicissitudini di una comunit\u00e0 di accoglienza di richiedenti asilo per affermare l&#8217;importanza di accogliere con dignit\u00e0 chi cerca rifugio nel nostro paese e per svelare quante siano diverse le storie dei profughi che vivono con noi.\u00a0 La prima nazionale sar\u00e0 il 27 ottobre al Teatro Miela con replica il 28 ottobre.<br \/>\nDi accoglienza e di integrazione parla lo spettacolo Il riscatto di Mohamed Ba, attore musicista senegalese che racconta la storia di immigrato che passa \u201cdalla Savana al Municipio\u201d come dice bene nel sottotitolo. Gli immigrati sono persone come tutte le altre che potranno presto essere al governo delle citt\u00e0.\u00a0 Il libro Voci Rimosse sui profughi di Eidomeni in Grecia di Alberto Flego e lo spettacolo Convention di Barbara Sinicco con la compagnia di attori stranieri e italiani arricchiscono il tema dell&#8217;accoglienza e del diritto di asilo.<br \/>\nDi identit\u00e0 parla la performance del compositore slovacco Juraj Kojs che in E- Slovakia racconta per immagini e suoni il rapporto con il suo paese d&#8217;origine, in scena al teatro Miela gioved\u00ec 13 ottobre in collaborazione con la rassegna Donne Inquiete.\u00a0 Anche Monika Bulaj nel suo reportage Dove gli dei si parlano mette a confronto identit\u00e0 diverse, spirituali, religiose e culturali sottolineando gli aspetti che uniscono piuttosto che quelli che dividono.\u00a0 Marcela Serli in Variabili Umane indaga un altro aspetto del tema identitario, quello dell&#8217;identit\u00e0 di genere nelle sue molteplici variet\u00e0, raccontando insieme a molte persone transgender che cosa significa la transizione da un genere all&#8217;altro. Le identit\u00e0 delle 35 donne che hanno partecipato all&#8217;installazione Rima d&#8217;origine di Elisa Valdilo nel 2013 alla Stazione, sono racchiuse nel volume Rimad&#8217;origine che\u00a0\u00a0 documenta l&#8217;evento attraverso immagini e testimonianze che ben sottolineano la ricchezza culturale e umana di Trieste.<br \/>\nI tema dei diritti umani \u00e8 affrontato dalla giornalista Manon Loiseau che presenter\u00e0 il suo documentario La maledizione di essere femmina in cui racconta i femminicidi delle bambine in India, Pakistan e Cina e di chi si prodiga per salvare le loro vite.\u00a0 Anche il film\u00a0 Voyage en Barbarie affronta il tema della tortura narrando delle vicende dei migranti da Eritrea e Somalia che attraversano il Sinai e l\u00ec vengono rapiti da predoni che li torturano e chiedono un riscatto ai parenti in Europa o nel paese d&#8217;origine.\u00a0 La danzatrice Piera Principe in Guardami esprime attraverso il suo corpo il diritto di danzare oltrepassando i limiti della disabibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sabrina Morena<\/p>\n<figure id=\"attachment_24334\" aria-describedby=\"caption-attachment-24334\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/spaesati-eventi-sul-tema-delle-migrazioni-xvii-edizione.html\/mohamed-ba-18-10\" rel=\"attachment wp-att-24334\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24334 size-medium\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/mohamed-ba-18.10-300x153.jpg\" width=\"300\" height=\"153\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24334\" class=\"wp-caption-text\">mohamed-ba 18.10, foto fornita da Il Miela<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 1\"><\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Teatro Miela &#8211; giovedi\u0300 13 ottobre 2016, ore 21.00 performance di live electronics<\/strong><\/p>\n<p><strong>E-SLOVAKIA di Juraj Kojs<\/strong><\/p>\n<p>Una composizione e performance multimediale e sperimentale. Un lavoro interdisciplinare che unisce il suono, il movimento e le arti visive sul tema del paese natale del compositore. Una serie di sensori senza fili che il performer porta sul suo corpo, controllano la velocita\u0300, la direzione e la modulazione della musica e delle immagini in movimento. La collana sonora di \u201cCaged\u201d del compositori e chiude la serata in omaggio a Henry James con la partecipazione di Zoe Pernici. (In collaborazione con Bonawentura e Donne inquiete)<\/p>\n<p>Uno degli ultimi straordinari spettacoli di Juraj Kojs e\u0300 E-Slovakia \u2013 una composizione e performance multimediale e sperimentale che il musicista e compositore ha realizzato su commissione del Broward College South Campus nel 2015. Si tratta di un lavoro interdisciplinare che unisce il suono, il movimento e le arti visive in un ambiente circoscritto in tempo reale sul tema del paese in cui Juraj Kojs e\u0300 nato : Slovacchia. Una serie di sensori senza fili sviluppati dal Dipartimento di Estetica e Comunicazione nel contesto delle Scienze Informatiche all\u2019Universita\u0300 di Aarhus, Danimarca, assistono nella creazione e nella navigazione successiva all\u2019interno di un contenuto artistico. I sensori che il performer porta sul suo corpo, controllano solitamente la velocita\u0300, la direzione e la modulazione della musica e delle immagini in movimento. L\u2019eco immediato tra il movimento e gli elementi audio-visivi rendono piu\u0300 facile di raggiungere un sottile equilibrio tra il corpo umano e le tecnologie digitali, un rapporto che e\u0300 intenso e allo stesso tempo intimo. Come possono le tecnologie espandere i nostri corpi, la nostra consapevolezza e la nozione di cio\u0300 che l\u2019arte puo\u0300 significare? Kojs s\u2019impegna in un dialogo vitale in cui varie discipline, la scienza e la cultura contemporanea guidata dalla tecnologia giocano un ruolo importante. Juraj Kojs (Slovakia\/USA)<\/p>\n<p>Miami New Times descrive il suo spettacolo di musica energetica multimediale Neraissance come esperienza indimenticabile e struggente. MiamiArtZine considera il suo lavoro \u201c Signals\u201d incantevole e affascinante.<br \/>\nKojs\u2019s composizioni su commissione per musica acustica, elettroacustica multimediale e per installazioni musicali include Meet the Composer, Harvestworks New York, Vizcaya, Miami Light Project and Miami Theater Center.<\/p>\n<p>I suoi lavori sono stati premiati in Europe\u2014A Sound Panorama, Miami New Times, Best Off Award, Eastman Electroacoustic Composition, Performance Competition e Digital Art Award.<br \/>\nI suoi testi sono pubblicati in Organized Sound, Leonardo Music Journal e Journal of New Music Research. Kojs dirige Foundation for Emerging Technologies e anche Arts (FETA) . Insegna alla University of Miami\u2019s Frost School of Music. www.kojs.net<\/p>\n<p>Uno dei suoi ultimi straordinari spettacoli: E-Slovakia \u2013 an experimental multimedia composition and performance Commissioned by Broward College South Campus, 2015.http:\/\/kojs.net\/E-Slovakia.html<br \/>\nKojs ha creato il soundtrack per il film \u201c Caged\u201d, una sceneggiatura di Riccardo Visone curata e realizzata da Beth Vermeer, nell\u2019ambito del progetto Remembering Henry James nel Centenario della morte 2016.<\/p>\n<p>In collaborazione con Bonawentura<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Teatro Miela &#8211; venerdi\u0300 14 ottobre 2016 IL MEGLIO DEL GIORNALISMO FRANCESE<\/strong><\/p>\n<p><strong>A cura di Alliance Franc\u0327aise di Trieste in collaborazione con Bonawentura ore 18.00:<\/strong><\/p>\n<p><strong>documentario<\/strong><br \/>\n<strong> LA MALE\u0301DICTION DE NAI\u0302TRE FILLE<\/strong><\/p>\n<p>di Manon Loizeau et Alexis Marant<br \/>\nIndia, Pakistan, Cina, 2006, 53&#8242;, sott.it<br \/>\nAgence Capa et Arte, Prix Albert Londres 2006.<br \/>\nLe chiamano missing women, donne che mancano, donne ombra. Sono esseri umani a cui e\u0300 stata rubata l\u2019opportunita\u0300 di vivere, di venire al mondo. In Asia mancano all\u2019appello ben 100 milioni di bambine. Questa e\u0300 la conseguenza di secoli di infanticidio a cui oggi si aggiungono gli aborti selettivi dovuti alle ecografie. Omicidi silenziosi in nome delle tradizioni che vedono nella donna solo un fardello economico. Il documentario ci porta in India e in Pakistan. In India a testimoniare sono le madri stesse costrette, sotto la pressione della comunita\u0300, a commettere l\u2019infanticidio. Parlano del loro dolore, del loro senso di vuoto e di impotenza. In Pakistan parla chi giornalmente raccoglie dai fossi e dalle discariche cadaveri di bambine e a volte bambine affamate abbandonate a un angolo di strada. Un quadro terribile che ha pure la conseguenza di creare societa\u0300 di solo uomini allo sbando che sanno che non troveranno mai moglie. Proiezione alla presenza dell&#8217;autrice e giornalista Manon Loizeau<\/p>\n<p><strong>ore 20.00: documentario<\/strong><\/p>\n<p><strong>VOYAGE EN BARBARIE<\/strong><\/p>\n<p>di Ce\u0301cile Allegra e Delphine Deloget<br \/>\nFrancia 2014, 72&#8242;, sott.it<br \/>\nPrix Albert Londres 2015.<br \/>\nIl Sinai e\u0300 diventato teatro di una vera tratta degli schiavi: a partire dal 2009 cinquantamila eritrei sono passati da qui e diecimila non ne sono mai usciti. Giovani, di buona famiglia, cristiani e in fuga da una dittatura, vengono rapiti durante la marcia verso il Sudan e torturati da beduini per ottenere un riscatto dalle famiglie. Tre sopravvissuti svelano una vicenda avvolta ancora dal silenzio, l\u2019ennesimo dramma sulle rotte della migrazione. \u201cVoyage en Barbarie\u201d e\u0300 un documentario che tratta le migrazioni del popolo Eritreo alla volta della Somalia, del Sudan e di altre \u201cterre promesse\u201d. Attraverso le voci di Germay, rifugiato al Cairo, e Robel e Haleform, che hanno ottenuto asilo in Svezia , sono raccontate le loro tragiche esperienze nel Sinai, diventato da anni un immenso campo di tortura per migliaia di eritrei in fuga dal loro paese, sequestrati mentre si dirigono verso il Mediterraneo Il business e\u0300 semplice, spregevole e redditizio: i giovani vengono catturati da predoni armati, venduti a terzi e stipati in campi di prigionia. I beduini non hanno che un obiettivo: ottenere un riscatto dalle famiglie, come conferma l\u2019intervista senza precedenti a uno di loro.I tre sopravvissuti raccontano di essere stati rapiti nella zona situata a nord-est del deserto del Sinai e di aver vissuto dei mesi interi in una sorta di \u201cbuco nero dell\u2019umanita\u0300\u201d. Una prigionia, caratterizzata da torture e violenze di ogni genere, quasi tutte ancora impresse sulla pelle dei protagonisti. Qui, dove la condizione stessa di \u201cessere umano\u201d viene spogliata del proprio significato comune, i detenuti vengono picchiati, marchiati e torturati. Il tutto in diretta telefonica con le famiglie, al fine di ottenere un piu\u0300 rapido pagamento del riscatto, fissato in decine di migliaia di euro, dove le urla e lo strazio dei figli rappresentano il certificato di garanzia per la richiesta.Il documentario, indispensabile e coraggiosa denuncia, racconta l\u2019itinerario nella sofferenza di coloro che subiscono, un supplizio infame e vigliacco contro chi non ha alternative. Le loro voci sono le prime a svelare una vicenda avvolta dal silenzio, l\u2019ennesimo dramma sulle rotte della migrazione, denuncia di un fenomeno ancora poco conosciuto che merita tutte le attenzione della comunita\u0300 internazionale.<\/p>\n<p>FIGRA Festival International du Grand Reportage d&#8217;Actualite\u0301 et du Documentaire de Socie\u0301te\u0301 Prix de l&#8217;impact FIGRA &#8211; Amnesty International 2016<br \/>\nFIFDH (Festival du Film et Forum International sur Les Droits Humains)Gene\u0300ve (Suisse) &#8211; Grand Prix de l&#8217;OMCT \u2013 2016 PriMed &#8211; le Festival de la Me\u0301diterrane\u0301e en images- Marseille (France) &#8211; Grand Prix du Documentaire &#8211; Enjeux Me\u0301diterraneens 2015 Scam- Paris (France) &#8211; E\u0301toile de la Scam 2015<\/p>\n<p>New York City International Film Festival &#8211; New York (E\u0301tats-Unis) &#8211; Grand Prix 2015 In collaborazione con Bonawentura<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Teatro Miela &#8211; martedi\u0300 18 ottobre 2016, ore 21.00 spettacolo\/concerto<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL RISCATTO di e con Mohamed Ba<\/strong><\/p>\n<p>Nascere e crescere nel sud del mondo, coltivare l\u2019idea ingenua, intollerabile, indegna di gente moderna, che il mondo e\u0300 nostra patria comune e che, prima che la morte ci accolga tutti, secondo le credenze e i riti di ognuno, la terra che calpestiamo e\u0300 di noi tutti. E cosi\u0300 e\u0300 il mare che la avvolge e il cielo che ci disseta capricciosamente. Ritrovarsi in mezzo al nulla assoluto, armati di solo speranza di essere visti, di essere notati, di essere salvati. Il riscatto e\u0300 uno spettacolo che ci porta a toccare con mano tutto quello che bisogna sapere sul fenomeno migratorio e forse capiremo almeno un perche\u0301 tra gli altri mille perche\u0301.In questo spettacolo di una durata di 1 ora e 10, Mohamed Ba ci invita a cogliere l\u2019occasione che ci offre la poverta\u0300 per un riscatto, per una vera rilettura del nostro essere niente a fatto impermeabile alle contaminazioni. Il sogno diventa realta\u0300 ed il profugo diventa sindaco. E se succedesse?<\/p>\n<p>In collaborazione con Bonawentura<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Teatro Miela &#8211; giovedi\u0300 27 e venerdi\u0300 28 ottobre 2016, ore 21.00 spettacolo<\/strong><\/p>\n<p><strong>SOCIAL COMEDY INTRIGO A VIA DOGANELLI di Maurizio Zacchigna<\/strong><\/p>\n<p>regia di Marko Sosic\u030c<br \/>\ncon Manuel Buttus, Roberta Colacino, Daniele Fior, Adriano Giraldi, Marcela Serli,<\/p>\n<p>Maurizio Zacchigna<\/p>\n<p>Una produzione Mamarogi \u2013 ICS Consorzio Italiano di Solidarieta\u0300, Ufficio Rifugiati Onlus, Associazione Culturale Spaesati \u2013 Teatrino del Rifo \u2013 Bonawentura sc in collaborazione con il Rossetti, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia<\/p>\n<p>QUESTA E\u0300 \u201cSOCIAL COMEDY \u2013 INTRIGO A VIA DOGANELLI\u201d<br \/>\nQuattro operatori sociali estremamente variopinti, la loro capa estremamente autorevole, un drammaturgo estremamente sperduto, un poliziotto gentile sempre in vivavoce e un\u2019anziana signora&#8230;. (del Ku Kux Klan?) E poi rifugiati afgani di cui si parla sempre ma che non si vedono mai. Tutti insieme durante due giornate ricche di tensioni, colpi di scena, equivoci, incontri, scontri, tragedie annunciate, tragedie evitate, un amore etero e una storia omosessuale. Va bene, ma di cosa si occupano quegli operatori? Cosa ci fa in scena uno chedice di essere l\u2019Autore della commedia? Cosa c\u2019entra poi un\u2019anziana signora razzista? Difficile dirlo in due parole; l\u2019unica chance per trovare una risposta sensata a queste domande e\u0300 vedere Social Comedy, la prima commedia italiana che racconta la quotidianita\u0300 lavorativa all\u2019interno di una Onlus impegnata, come molte nel nostro paese, nell\u2019accoglienza ai richiedenti asilo. La vicenda narra di A\u0300hmad, un giovane profugo afgano che e\u0300 alla vigilia del fatidico incontro con la commissione territoriale che decidera\u0300 se conce degli o meno lo stato di rifugiato. Ma a tutt\u2019oggi, nonostante l\u2019aiuto di Renzo, uno degli operatori piu\u0300 esperti, non e\u0300 ancora riuscito a redigere la sua domanda. Cambia versioni, si contraddice. Perche\u0301? Quale mistero si nasconde dietro alle cicatrici che ha sulla pancia? Contemporaneamente al caso di A\u0300hmad gli operatori della nostra Onlus . seguono la sistemazione di un appartamento preso in affitto e destinato a ospitare un gruppo di otto afgani attesi da un momento all\u2019altro. Tutto bene se non fosse che quell\u2019appartamento e\u0300 sito nello stabile di via Doganelli,6, lo stesso dove al quarto piano abita la terribile e folkloristica signora Devotich, un\u2019ideologa razzista. Social Comedy e\u0300 una commedia polimorfa nella quale realistico e fantastico si inseguono fin dall\u2019inizio ma senza pericolo di smarrirsi: la commedia vola decisa verso l\u2019obiettivo civile per cui e\u0300 stata scritta.<\/p>\n<p>PERCHE\u0301 \u201cSOCIAL COMEDY\u201d ?<br \/>\nOgni fenomeno epocale, anche quello apparentemente piu\u0300 destabilizzante come lo spostamento di milioni di persone a causa di guerre e poverta\u0300 estrema, se visto da vicino puo\u0300 sorprendere se spogliato della sua rappresentazione minacciosa. Si e\u0300 scelto percio\u0300 intenzionalmente di scrivere una Commedia ritenendola la forma di teatro piu\u0300 adatta a raccontare una vicenda come questa esaltandone la normale quotidianita\u0300, evitando eroismi, sentimentalismi e primati etici. Ci siamo focalizzati sul lavoro e le sfide giornaliere di chi opera nell\u2019accoglienza: trovare risposte concrete fra telefoni che squillano sempre o tacciono troppo, riunioni interrotte da emergenze, dubbi, certezze, sbagli e successi. Soddisfazioni. Persone amiche e avversari acerrimi. Incompetenze. Politici vicini che fanno male le cose e politici avversi che le fanno bene. Benpensanti sui pianerottoli. Cene etniche. Insomma il lavoro, quello con gli ospiti, i profughi, e quello al fianco dei colleghi. Ma sullo sfondo di questa quotidianita\u0300 abbiamo messo in evidenza una trama centrale suggestiva, tanto fantastica quanto verosimile. L\u2019obiettivo che speriamo di raggiungere, dopo aver ottenuto l&#8217;abbassamento delle difese da parte dello spettatore immerso in questa storia pop fatta di un po&#8217; di love-story, di un po&#8217; di giallo, di colpi di scena e intrecci, e\u0300 quello di fornire al cittadino\/spettatore stimoli nuovi per ricalibrare la propria visione di un mondo in inarrestabile mutamento.<\/p>\n<p>In collaborazione con Bonawentura<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Teatro Miela &#8211; giovedi\u0300 10 novembre, ore 21.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>performing reportage Immagini, suoni, film, storie<\/strong><\/p>\n<p><strong>DOVE GLI DEI SI PARLANO di e con Monika Bulaj<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Le ultime oasi d\u2019incontro tra fedi, zone franche assediate dai fanatismi armati, patrie perdute dei fuggiaschi di oggi. Luoghi dove gli dei parlano spesso la stessa lingua franca, e dove, dietro ai monoteismi, appaiono segni, presenze, gesti, danze, sguardi. In una parola: l\u2019uomo, la sua bellezza, la sua sacralita\u0300 inviolabile, ostinatamente cercata anche nei luoghi piu\u0300 infelici del Pianeta, seguendo il sole, la luna, le stagioni, i culti e i pellegrinaggi, in una \u201cmappa celeste\u201d che ignora gli steccati eretti dai predicatori dello scontro globale. Un mondo parallelo e poco raccontato che va dall\u2019Asia centrale all\u2019America Latina, dalle Russi e al Medio Oriente, e ti riconsegna la bellezza nella contaminazione: i riti dionisiaci dei musulmani del Magreb, il pianto dei morti nei Balcani, i pellegrinaggi nel fango degli Urali, l\u2019evocazione degli dei in esilio oltremare, sulla rotta degli \u201cscafisti\u201d di un tempo, a Haiti e Cuba, dove la forza spirituale della terra madre diventa rito vudu\u0300, santeria, rap mistico, samba, epitalamio e mistero. E ancora il cammino dei nomadi dell\u2019Asia, che si portano dietro le loro divinita\u0300, come gabbiani dietro a una barca da pesca nel deserto.<\/p>\n<p>Sono molto cambiata nel corso del mio lavoro, all\u2019inizio partivo cercando immagini per documentare qualcosa, poi, ad un certo punto, le mie immagini hanno cominciato a parlare da sole, a cercare me.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Ora quello che faccio e\u0300 una cosa semplice, quasi infantile: raccolgo schegge di un grande specchio rotto, miliardi di schegge, frammenti incoerenti, pezzi, atomi, forse mattoni della torre di Babele&#8230; Forse questo puo\u0300 fare il fotografo, raccogliere tessere di un mosaico che non sara\u0300 mai completo, metterle nell\u2019ordine che gli sembra giusto, o forse solo possibile, sognando, senza raggiungerla mai, quell\u2019immagine intera del mondo che magari da qualche parte c\u2019e\u0300, o forse c\u2019era e s\u2019e\u0300 perduta, come la lingua di Adamo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>In collaborazione con Bonawentura<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Teatro Stabile Sloveno &#8211; giovedi\u0300 17 novembre 2016, ore 20.30<\/strong><\/p>\n<p><strong>danza<\/strong><\/p>\n<p><strong>GUARDAMI<\/strong><br \/>\n<strong> Quadri per un&#8217;esposizione<\/strong><br \/>\n<strong> di e con Piera Principe contrabbasso Michele Anelli<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuesto quadratino di spazio e\u0300 la mia stanza privata&#8230; e\u0300 la mia cassa toracica, c\u2019e\u0300 una pallina rossa spostata dal centro, un cuore che mi ricorda di agire sempre dentro i suoi battiti. Ho imparato dal mio corpo spezzato ad apprezzare il valore del limite come il valore dell\u2019errore. Il bel gesto cosi\u0300 come l\u2019errore muovono l\u2019essere poetico da dentro . Non e\u0300 mai stata la ricerca della bellezza o della abilita\u0300 che mi hanno interessato, ma la ricerca della grazia\u201d (Piera Principe).<\/p>\n<p><strong>Laboratorio \u201cLa zattera di Nessuno\u201d con Piera Principe per danzatori\/rici disabili e operatori 12-13 novembre\/ 19- 20 novembre \u2013 info@spaesati.org<\/strong><br \/>\na me piace delimitare lo spazio e agire in un quadratino di palcoscenico<br \/>\nla mia presenza in questo quadratino di palcoscenico e\u0300 come quella di un ragno che in un angolo, tra i muri di una stanza, tesse la sua ragnatela<\/p>\n<p>Aspetto quel farsi del gesto necessario&#8230; necessario come il filo che il ragno produce per costruirsi una quarta parete Una trama silenziosa sospesa tra limiti e imperfezioni<br \/>\nQuesto quadratino di spazio e\u0300 la mia stanza privata&#8230; e\u0300 la mia cassa toracica, c\u2019e\u0300 una pallina rossa spostata dal centro, un cuore che mi ricorda di agire sempre dentro i suoi battiti<\/p>\n<p>Ho imparato dal mio corpo spezzato ad apprezzare il valore del limite come il valore dell\u2019errore<br \/>\nIl bel gesto cosi\u0300 come l\u2019errore muovono l\u2019essere poetico da dentro<br \/>\nNon e\u0300 mai stata la ricerca della bellezza o della abilita\u0300 che mi hanno interessato, ma la ricerca della grazia<br \/>\nIncontrando lo spazio, un gesto portato dalla grazia lo accarezza soltanto, non vuole sedurlo, possederlo a tutti i costi La grazia attende l\u2019altro Attende altro, l\u2019inedito che si nasconde, il numinoso ed e\u0300 questo l\u2019incontro che non spegne il desiderio del suo cuore<br \/>\nNell\u2019 attesa prolungata ascolto davvero e sposto i miei confini<br \/>\nSe riconosco la forza della sua fragilita\u0300 il corpo ancora oggi mi permette di danzare giocando, di dialogare con la danza senza fare danza<br \/>\nRadicata nella terra attraverso un corpo icona e trasparenza al tempo stesso una danzatrice si dispone ad intercettare l\u2019inedito<br \/>\nInedito che qua e la\u0300 si presenta se lascera\u0300 dialogare il suo segno con i sensi sottili che hanno sede nella memoria del cuore<br \/>\nA questo dialogo amoroso non resta che mettere la punteggiatura<br \/>\nPiera Principe (da \u201cLa Zattera di Nessuno\u201d diario di una danzatrice tra abilita\u0300 e disabilita\u0300)<br \/>\nDopo gli anni di formazione iniziata in Italia nel 1974, si perfeziona a Parigi, New York e Boston. Fin dagli anni Ottanta apre la sua ricerca artistica alla musica jazz e all\u2019improvvisazione danzando con diversi musicisti del panorama internazionale come Stefano Battaglia, Giorgio Gaslini, Daniele di Gregorio e Guido Mazzon. Dal 1999 al 2010 fa parte della compagnia Sosta Palmizi con cui si esibisce in Italia e all\u2019estero. Coreografa e autrice dall\u2019esperienza gestuale particolare ( poli-fratturata a causa di un gravissimo incidente stradale), torno\u0300 in palcoscenico nel 1989 dopo due anni di immobilita\u0300 totale, vincendo lo Spazio Nuove Proposte al Concorso \u201cVignale Danza\u201d con l\u2019 assolo \u201c Riservato\u201d poi ripreso nel \u201892 con la regia di Stefano Monti. Dedica dai primi anni \u201890 la sua ricerca anche al limite-come-diversa- opportunita\u0300 sia in campo formativo che artistico. Ha creato il metodo \u201cLa memoria poetica del Corpo\u201d e il laboratorio permanente per viaggiatori abili e disabili: \u201cLa Zattera di Nessuno\u201d promosso da Anffas Milano Onlus con cui collabora dal 1996. La sua ricerca e\u0300 stata oggetto di diverse tesi di laurea presso le universita\u0300 di Bologna, Firenze e Milano.<br \/>\nDirige laboratori al Centro internazionale della danza ( CID) a Rovereto e master in diverse universita\u0300 italiane. Per alcuni anni ha collaborato come docente di Area Motoria presso l\u2019Universita\u0300 di Scienze della Formazione Milano Bicocca partecipando al libro \u201c I laboratori del corpo\u201d di Ivano Gamelli. Edizioni libreria Cortina.<br \/>\nSolo-performer realizza e propone ancora oggi \u201cpoesie gestuali\u201d e performances di grande intensita\u0300.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>\u201c Guardami\u201d sull\u2019improvvisazione totale contiene pagine del suo libro \u201c La zattera di Nessuno\u201d diario di una danzatrice tra abilita\u0300 e disabilita\u0300 (edizioni Titivillus).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>La Zattera di Nessuno<\/p>\n<p>Un laboratorio in forma di viaggio per acqua, dedicato al Mediterraneo: mare &#8211; madre di vicinanza di Piera Principe. La Zattera di Nessuno e\u0300 un laboratorio in forma di viaggio per acqua ispirato all\u2019Odissea. Un viaggio di ritorno al corpo e alla poesia del gesto. \u201cAssumendo le nostre abilita\u0300 e i nostri limiti come straordinarie opportunita\u0300 di lavoro, rifonderemo l\u2019idea che avevamo di noi stessi sulla verita\u0300, rinnovando la relazione e il con-tatto con il nostro corpo e quello dei nostri compagni di viaggio. In un luogo che chiameremo Zattera ci incontreremo per la stessa ragione: non fare quel viaggio da soli&#8230; poi tutti saremo l\u2019Odisseo, noi stessi e Nessuno. (Piera Principe)<\/p>\n<p>Le Tappe del viaggio<\/p>\n<p>LA PARTENZA: training armonico \u201cla memoria poetica del corpo\u201d occupazione dello spazio-zattera, prossemica iniziale, partire con un gesto.<br \/>\nLA MAGIA: training armonico \u201cla memoria poetica del corpo\u201d, la fiaba come spunto teatrale al gioco del corpo, al racconto e all\u2019uso della voce.<\/p>\n<p>L\u2019OBLIO: \u201cla memoria poetica del corpo\u201d l\u2019esagerazione come pratica liberatoria del corpo-soggetto e del corpo-voce. IL GRANDE E IL PICCOLO: \u201cla memoria poetica del corpo\u201d, tecniche teatrali per l\u2019approccio e l\u2019esposizione delle abilita\u0300 e delle disabilita\u0300 di ognuno, \u201cl\u2019angelo ed il suo compagno\u201d: una forma d\u2019ascolto.<br \/>\nL\u2019IMMOBILITA\u2019: training armonico (sulla sedia ) \u201cla memoria poetica del corpo\u201d, sirene, polene e bassorilievi per la giornata del \u201ccorpo legato\u201d.<br \/>\nLA TEMPESTA: \u201c la memoria poetica del corpo\u201d, la madre: una relazione fatta di gesti, ricordi ed emozioni.<br \/>\nL\u2019AMORE: \u201c la memoria poetica del corpo\u201d, il corpo dell\u2019altro come luogo di ri-conoscenza e di abbandono.<br \/>\nIL GRANDE RACCONTO: \u201c la memoria poetica del corpo\u201d la pratica del ricordo: viaggio dentro alle tappe della Zattera di Nessuno.<br \/>\nIL RITORNO: \u201c la memoria poetica del corpo\u201d, la coralita\u0300 nel gesto, nel canto e nel racconto del gruppo- zattera. Tutti insieme Nessuno.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 11\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Stazione Rogers &#8211; domenica 20 novembre, ore 11.00 presentazione del libro<\/strong><\/p>\n<p><strong>RIMAD&#8217;ORIGINE di Elisa Vladilo<\/strong><\/p>\n<p>Il libro (Vita Activa edizioni)<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;installazione realizzata per S\/paesati 2013 presso la Stazione Centrale di Trieste, e il video ora esce il volume che documenta l&#8217;evento attraverso le foto delle poesie scritte dalle 35 donne delle diverse culture presenti a Trieste. Abbiamo chiesto inoltre alle donne di raccontare le ragioni che le hanno spinte a scegliere proprio quella poesia. Cultura, lingua e personalita\u0300 diverse si specchiano l&#8217;una nell&#8217;altra in un volume in cui gli elementi visivi, i colori, le grafie, gli alfabeti sono parte integrante del caleidoscopio triestino.<\/p>\n<p>In collaborazione con Casa Internazionale delle Donne.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Teatro Miela &#8211; sabato 26 novembre 2016, ore 21.00 spettacolo<\/strong><br \/>\n<strong> Atopos Compagnia Teatrale<\/strong><br \/>\n<strong> VARIABILI UMANE<\/strong><\/p>\n<p>progetto e regia di Marcela Serli<\/p>\n<p>Uomini che non sono (sempre) uomini. Donne che non sono (sempre) donne. Un insieme di variabili umane che vagano in una terra di confine senza riconoscibilita\u0300. Sono gli esclusi. Questa e\u0300 anche la storia di una scoperta rivoluzionaria: siamo esseri intersessuali; siamo fatti di madre e padre. In scena, persone con diverse identita\u0300 genere e diversi orientamenti. Donne, uomini e persone transgender che hanno affrontato o stanno affrontando una transizione verso il maschile, il femminile o un genere non definito parlano, danzano, cantano la propria diversita\u0300. Solo storie vere.<\/p>\n<p>In collaborazione con Arcigay Arcobaleno Trieste e Gorizia.<br \/>\nLaboratorio sull&#8217;identita\u0300 di genere con Marcela Serli 3,4,5 dicembre info@spaesati.org Variabili Umane scene di ironico strazio, d\u2019odio e d\u2019amore, di&#8230;<\/p>\n<p>Progetto e regia di Marcela Serli, donna biologicamente femmina, drammaturgia di Marcela Serli e Davide Tolu, uomo transessuale (FtoM) da un&#8217;idea di Irene Serini, donna biologicamente femmina.<br \/>\nCesare Benedetti uomo biologicamente maschio, danzatore; Noemi Bresciani donna biologicamente femmina, danzatrice; Laura Caruso transgender, formatrice aziendale; Marco Dardano uomo transessuale (FtoM), barman; Nicole de Leo donna transessuale, attrice; Mattia Fiori uomo transessuale (FtoM), impiegato; Giulia Lunaspina donna transessuale (MtoF), consulente tecnico; Antonia Monopoli neodonna transgender, referente sportello trans Ala Milano Onlus; Stefania Pecchini donna, ufficiale delle forze dell\u2019ordine; Marta Pizzigallo donna, attrice; Gaia Saitta donna biologicamente femmina, attrice; Irene Serini donna biologicamente femmina, attrice.<\/p>\n<p>Video art di Maddalena Fragnito, donna biologicamente femmina, artistiva visiva; ricerca musicale di Francesca Dal Cero, donna biologicamente femmina, regista radiofonica; consulenza ai costumi di Giada Masi, donna biologicamente femmina, costumista; progetto grafico di Christian Tubito, uomo biologicamente maschio, strategy designer.<\/p>\n<p>&#8220;Le parole sono importanti# di Marcela Serli<\/p>\n<p>Alla ricerca dell\u2019identita\u0300 perduta:<br \/>\n1. saper guardare i nostri desideri<br \/>\n2. affrontare le nostre paure<br \/>\nSono le premesse per questo intenso e felice lavoro che da alcuni anni ci accompagna e ci da linfa vitale.<br \/>\nIn questi anni ho capito che una persona transessuale e\u0300 sempre in via di definizione, che e\u0300 in transizione sempre. E soprattutto ho capito che anche noi &#8220;normali# siamo in via di definizione sempre, e a volte senza saperlo. Aderisco davvero a me? Qual e\u0300 la mia reale identita\u0300? Uomini che non sono (sempre) uomini. Donne che non sono (sempre) donne. Un insieme di variabili umane che vagano in una terra di confine senza riconoscibilita\u0300. Sono gli esclusi. Questa e\u0300 la storia di un popolo offeso e della sua rivincita. Come una tragedia greca, canteremo la nostra storia e la nostra visione di felicita\u0300. Questa e\u0300 anche la storia di una scoperta rivoluzionaria: siamo esseri intersessuali; siamo fatti di madre e padre. In scena, quindici persone con diverse identita\u0300 genere e diversi orientamenti. Donne, uomini e persone transgender che hanno affrontato o stanno affrontando una transizione verso il maschile, il femminile o un genere non definito, parlano, danzano, cantano la propria diversita\u0300, il proprio sguardo sulla societa\u0300, sugli altri, su di se\u0301. In scena uno schermo, una ricerca in diretta su internet, a proposito delle definizioni che ci danno, che ci diamo. Solo storie vere. Ho proposto uno spazio vuoto, tutti in piedi, con l!instabilita\u0300 che da un non luogo. Di volta in volta ho creato situazioni dove le variabili potessero muoversi e ritrovarsi e perdersi. Una struttura che segnala una esposizione diretta senza orpelli, un lavoro su di se\u0301 e su un altro da se\u0301. Perche\u0301 non si puo\u0300 definire qualcosa se non si definisce anche il suo &#8220;contrario#. Ho deciso di lavorare sui mostri, sugli zombie: questo desiderio ha maturato in me un&#8217;idea precisa di regia. Lavorando sulla deformazione in tante forme sono arrivata ad usare questo concetto nella messa in scena stessa. La deformazione della realta\u0300. Senza aver paura di deformarsi per arrivare al caos .Ognuna delle persone coinvolte in questo progetto ne e\u0300 parte fondante, lavora con me a scoprirsi, a nascondersi, a rivedersi. Molti di loro non sono attori ne\u0301 danzatori professionisti, ma sono professionisti nel loro lavoro, consulenti aziendali, medici, ispettori di polizia, sposati, genitori, una ex prostituta oggi consulente per una onlus, e gli altri, artisti vari; tutti insieme lavoriamo sulle nostre paure, su da dove veniamo e su dove vogliamo andare, sui nostri desideri. E tutti<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 13\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>insieme facciamo un percorso sempre in via di definizione, come le persone in transizione. Uno spettacolo professionale, con professionisti della vita, della lotta per la vita. Uno spettacolo pulito tecnicamente, sporco emotivamente.<br \/>\n&#8220;Variabili Umane# dunque e\u0300 la storia di un!identita\u0300 mancata. Un desiderio di trovare &#8220;casa#. Un canto d\u2018amore e d!odio per &#8220;essere# umani. Un urlo di vita. Un urlo parossistico, fottutamente indigesto. Una danza di corpi buffi e belli che desiderano essere amati. Una tragicommedia sull\u2019ignoranza e una ricerca continua Le variabili umane entrano nelle menti come un elettroshock.<\/p>\n<p><strong>ATOPOSLAB<\/strong><br \/>\n<strong> Laboratorio Teatrale sull!identita\u0300 di genere<\/strong><br \/>\n<strong> diretto da Marcela Serli<\/strong><br \/>\n<strong> con la collaborazione di Irene Serini, Laura Caruso, Cesare Benedetti, Antonia Monopoli.<\/strong><br \/>\nATOPOS Compagnia Teatrale organizza laboratori teatrali rivolti ad attori, danzatori e artisti dai diversi linguaggi espressivi, ma anche a tutti coloro che sono curiosi di sperimentare le proprie possibilita\u0300 creative indagando sulla propria identita\u0300, e in particolare sulle proprie componenti maschile e femminile.<br \/>\nI laboratori partono dall&#8217;analisi della psicogenesi del maschile e del femminile attraverso l!osservazione e il confronto tra persone di diverse identita\u0300 di genere.<br \/>\nVengono indagate le potenzialita\u0300 espressive del proprio corpo e degli stati emotivi attraverso tecniche teatrali antiche, arcaiche, animali, contemporanee, performative.<br \/>\nIn particolar modo ci si concentra sulla differenziazione dei generi e dei ruoli, dunque sulla costruzione di personaggi maschili e femminili.<br \/>\nA questo fine viene proposto un percorso di osservazione guidata e di emulazione della realta\u0300.<br \/>\nUn momento della giornata e\u0300 dedicato al lavoro da performer, in cui il corpo diventa strumento artistico, per giungere a teatralizzare il se\u0301.<br \/>\nAlla fine del lavoro i partecipanti saranno in grado di raccontarsi e di raccontare la propria identita\u0300 attraverso un\u2019installazione teatrale.<br \/>\nUna giornata tipo prevede: teorie di genere con narrazioni\/presentazioni di se\u0301, training fisico e vocale, improvvisazione e composizione (il cerchio del ritmo), ricerca sull\u2019identita\u0300 individuale.<br \/>\nIl laboratorio e\u0300 diretto da Marcela Serli, attrice e regista argentina, laureata in drammaturgia contemporanea. Da tempo progetta e realizza spettacoli a tematica sociale.<\/p>\n<p>Con la collaborazione di:<br \/>\nIrene Serini, attrice diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, gia\u0300 coinvolta in progetti teatrali<br \/>\nche affrontano il tema dei tabu\u0300 legati al sesso.<br \/>\nCesare Benedetti diplomato alla Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, in Teatro Danza. Fondatore<br \/>\ndella compagnia Fattoria Vittadini. Laura Caruso, laureata in Economia e Commercio, formatrice e consulente aziendale, transgender.<\/p>\n<p>In collaborazione con Bonawentura<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 14\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Libreria Antico Caffe\u0300 San Marco &#8211; martedi\u0300 6 dicembre 2016, ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>presentazione del libro<\/strong><\/p>\n<p><strong>VOCI RIMOSSE<\/strong><\/p>\n<p>i profughi di Eidomeni<br \/>\ndi Alberto Flego<br \/>\nIntroduce Gianfranco Schiavone, presidente ICS<\/p>\n<p>Questo e\u0300 un romanzo contemporaneo, che ripercorre sette mesi di storia dando voce a chi non conosciamo, e che a volte fatichiamo a comprendere. Sono le Mille e una Voce che l\u2019Europa ha rimosso. L\u2019autore innesca con la scrittura un ribaltamento di prospettiva analitica che, con il pretesto di narrare la storia di un campo profughi alle porte dell\u2019Europa attraverso l\u2019esperienza dei volontari Alan e Kristin, da\u0300 voce agli esuli ascoltandoli in rispettoso silenzio. Le loro voci rimosse riconquistano cosi\u0300 dignita\u0300, quella dignita\u0300 calpestata da logiche e accordi internazionali ingiusti e lesivi dei diritti umani di chi fugge per salvare la vita. Un pamphlet realistico e per niente satirico, che ricompone i pezzi di un puzzle che la memoria collettiva tende a rimuovere, e che deve ricordarci invece che in futuro le nuove generazioni ci chiederanno come mai tutto questo sia davvero accaduto, qui in Europa, nel lontano e buio 2016.<\/p>\n<p>BIOGRAFIA<br \/>\nAlberto Flego nasce a Trieste nel 1965, dove attualmente vive. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso l\u2019Universita\u0300 degli studi di Udine in Storia delle tradizioni classiche nell\u2019arte Europea, ha gia\u0300 pubblicato per Edizioni Croce il volumetto \u201cInediti da Trieste\u201d, opera letteraria che raccoglie i suoi racconti giovanili. Lavora impegnato nel sociale a Trieste, presso una Fondazione Onlus dedita all\u2019assistenza dei richiedenti asilo e dei rifugiati.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 15\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Teatro Stabile Sloveno &#8211; lunedi\u0300 19 dicembre 2016, ore 20.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>spettacolo CONVENTION<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">regia e drammaturgia di Barbara Sinicco<br \/>\ncon Mamadu Konate, Nasim Nuri, Silvia Mancaleoni, Khouzama Reda, Giulia Binali, Zabiullah Ahmadi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alle radici delle cause dell&#8217;immigrazione. Una riunione ai vertici del potere-una convention-tra alcuni paesi del mondo. Presidenti, ministri, deputati, ambasciatori, capi rivoluzionari&#8230;ex presidenti che non vogliono lasciare il posto, si ritrovano a parlare di corruzione, immigrazione, colpi di stato, guerra, diritti umani&#8230;Non vedono pero\u0300, e ce l&#8217;hanno sotto gli occhi, l&#8217;oggetto principale delle loro discussioni: l&#8217;uomo. L&#8217;uomo e\u0300 diventato invisibile, letteralmente per loro, e\u0300 il personaggio del Griot che lo interpreta, colui che nella tradizione di alcuni paesi africani e\u0300 il cantastorie, il musicista, ma anche chi denuncia le nefandezze dei potenti. Il griot introduce i personaggi, partecipa e commenta la storia, interviene, ma nessuno se ne accorge, se non come di un inserviente&#8230;Fino a quando..? Una satira di fantasia ma non impossibile, ironica ma per niente divertente, poetica ma piuttosto grottesca&#8230;..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spettacolo nasce come naturale prosecuzione del precedente \u201cZindabad!\u201d, primo spettacolo del gruppo formata da attori stranieri e italiani, e dall&#8217;esperienza dell&#8217;associazione culturale Fabbrica delle bucce da anni impegnata nel campo del teatro civile e delle tematiche interculturali e dell&#8217;immigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Info<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">info@spaesati.org www.spaesati.org<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">www.miela.it teatro@miela.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">tel 040 365 119<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S\/PAESATI 2016 \u2013 ACCOGLIENZA, IDENTIT\u00c0 E DIRITTI UMANI.<br \/>\ncalendario<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[799,8865,254,2150,49,11988],"class_list":["post-24332","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-associazioni","tag-laura-poretti-rizman","tag-spaesati-eventi-sul-tema-delle-migrazioni","tag-teatro","tag-teatro-miela","tag-trieste-2","tag-xvii-edizione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24332","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24332"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24332\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24340,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24332\/revisions\/24340"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24332"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24332"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24332"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}