{"id":25319,"date":"2017-01-06T20:23:19","date_gmt":"2017-01-06T19:23:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=25319"},"modified":"2017-01-10T12:03:39","modified_gmt":"2017-01-10T11:03:39","slug":"effetti-del-global-warming","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/effetti-del-global-warming.html","title":{"rendered":"Effetti del \u201cGlobal Warming\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il 2016 e\u0300 il terzo anno piu\u0300 caldo dal 1851 sulle Alpi orientali italiane. Gli effetti del \u201cGlobal Warming\u201d sono particolarmente amplificati ad alta quota.<\/strong><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/effetti-del-global-warming.html\/umfvg\" rel=\"attachment wp-att-25321\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-25321 alignleft\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/UMFVG-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a>Udine, 4 gennaio 2016<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Con una temperatura media annua di +2.1\u00b0C misurati presso la stazione meteorologica del monte Canin, Parco Naturale delle Prealpi Giulie, a 2203 m di quota (n.d.r., la stazione meteorologica piu\u0300 ad alta quota del Friuli Venezia Giulia), il 2016 e\u0300 risultato il terzo anno piu\u0300 caldo dal 1851 almeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Piu\u0300 caldi del 2016 solo il 2015 con +2.7\u00b0C ed il 2011 con 2.5\u00b0C. \u201cGli ultimi 3 anni hanno fatto registrare consecutivamente una temperatura media annua superiore ai +2\u00b0C, fatto accaduto solo altre 2 volte negli ultimi 165 anni almeno, nel 2011 e nel 2000\u201d dichiara Renato R. Colucci del CNR che da diversi anni, in collaborazione con il Parco, conduce ricerche glaciologiche in Canin e nella Alpi Giulie volte alla comprensione delle interazioni tra la criosfera (tutto cio\u0300 che rimane ghiacciato in maniera permanente) ed il clima. \u201cFino all\u2019inizio degli anni \u201980 la temperatura media annua nelle Alpi Giulie a quella quota era inferiore a 0\u00b0C, mentre dal 1984 non si sono piu\u0300 registrare temperature medie annue inferiori a questa soglia ma bensi\u0300 sempre valori positivi. Tutto cio\u0300 ha portato ad una drastica e rapida riduzione dei resti glaciali della nostra regione che sta vedendo scomparire gli ultimi relitti glaciali del sud-est alpino. Dagli anni \u201980 aree e volumi si sono ridotti di oltre il 50%, mentre dalla fine della piccola eta\u0300 glaciale (un periodo piu\u0300 freddo e umido che aveva caratterizzato le Alpi tra il 1350 ed il 1850) la riduzione e\u0300 vicina al 90%.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In aggiunta a questa gia\u0300 compromessa situazione, il mese di dicembre appena trascorso, che in assoluto e\u0300 risultato il secondo mese di dicembre piu\u0300 caldo nella storia climatologica delle Alpi Giulie dopo quello del 2015, non ha fatto registrare nessuna nevicata. \u201cQuesto, combinato alle previsioni nel breve e medio termine che al momento non sembrano dare speranze per nevicate copiose in gennaio, minera\u0300 ulteriormente la sopravvivenza di quel che resta degli ormai piccolissimi ghiacciai delle Giulie\u201d prosegue Colucci. \u201cLe copiose nevicate di alcuni inverni degli ultimi 10-15 anni avevano portato con se una fase di relativa stabilita\u0300 ai ghiacciai del Montasio e del Canin. L\u2019ingente copertura nevosa a fine primavera (come nel 2009, 2010, 2013 e 2014) aveva permesso infatti di bilanciare estati sempre piu\u0300 lunghe e sempre piu\u0300 calde. In mancanza della neve, pero\u0300, la prossima estate potrebbe dare un colpo durissimo a quel che resta della criosfera nostrana.\u201d<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gli effetti del Cambiamento Climatico in atto sembrano essere particolarmente importanti e di magnitudo quasi doppia rispetto alla media globale nelle aree di alta quota del Friuli Venezia Giulia. Se la Terra si e\u0300 infatti scaldata mediamente di circa 1\u00b0C dall\u2019inizio della rivoluzione industriale, le nostre montagne ormai hanno superato la soglia dei 2\u00b0C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accelerazione al riscaldamento degli ultimi anni sta inoltre minando in maniera considerevole anche il ghiaccio piu\u0300 nascosto del Canin, quello presente nelle grotte ed abissi carsici del massiccio montuoso. Anche in profondita\u0300 nella roccia calcarea il caldo sta penetrando la montagna. L\u2019aria piu\u0300 calda che entra dagli ingressi carsici, eventi intensi di pioggia \u201ccalda\u201d fino a tardo autunno (che fino a 30 anni fa sarebbero stati ingenti nevicate) ed estati sempre piu\u0300 lunghe stanno portando gradualmente alla riduzione del ghiaccio sotterraneo, custode di importanti informazioni paleoclimatiche che andranno presto irrimediabilmente perse. Proprio per questo motivo e\u0300 recentemente iniziato il progetto scientifico C3 (Cave\u2019s Cryosphere and Climate) che vede tra i capofila la Societa\u0300 Speleologica \u201cCommissione Grotte E. Boegan\u201d della SAG (CAI) ed il CNR di Trieste, oltre al Parco Naturale delle Prealpi Giulie ed istituti di ricerca austriaci, svizzeri e tedeschi. L\u2019obiettivo e\u0300 cercare di raccogliere piu\u0300 informazioni possibili dal ghiaccio sotterraneo ancora presente, prima che l\u2019inevitabile riscaldamento del pianeta faccia scomparire tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Presidente UMFVG Dott.ssa Laura Palmisano<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2016 e\u0300 il terzo anno piu\u0300 caldo dal 1851 sulle Alpi orientali italiane. 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