{"id":2743,"date":"2011-01-30T11:28:34","date_gmt":"2011-01-30T10:28:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=2743"},"modified":"2011-02-07T16:00:53","modified_gmt":"2011-02-07T15:00:53","slug":"il-perdono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/il-perdono.html","title":{"rendered":"Il Perdono"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Si parla molto di questi tempi di rinnovo, ricostruzione della societ\u00e0 sotto nuovi valori che ci accomunino in definizione di una nuova identit\u00e0 individuale e quindi sociale. Un obiettivo di trasformazione enorme che senz&#8217;altro si presenta con altrettanto enormi difficolt\u00e0. Tra queste, le amarezze e relative disgregazioni nella vita sociale rappresentano le pi\u00f9 difficili da affrontare. Tutti noi combattiamo con i torti subiti come con quelli da noi inflitti ad altri e a volte ci scoraggiamo di fronte all&#8217;immenso dolore che l&#8217;umanit\u00e0 sembra determinata ad infliggere\u00a0a se stessa. Come mantenere viva la speranza? Senza una risposta costruttiva alla tossicit\u00e0 della rabbia, infiniti cicli di vendetta, e paralizzanti sensi di colpa, ci si sente a volte condannati a non poter cambiare mai le cose veramente e a rimanere quindi intrappolati nella disperazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una risposta a tale disperazione si trova nel perdono<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cos&#8217;\u00e8 il perdono? Quando \u00e8 opportuno perdonare?\u00a0\u00c8 possibile farne<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_2745\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 263px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/Forgiveness.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2745\" title=\"Forgiveness\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/Forgiveness-253x300.jpg\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/Forgiveness-253x300.jpg 253w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/Forgiveness.jpg 506w\" sizes=\"auto, (max-width: 253px) 100vw, 253px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">L\u00e0 dove un antica discordia \u00e8 or riconciliata, si \u00e8 per sempre consacrata terra santa <\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">appello, o deve esclusivamente essere un&#8217;offerta autonoma? Si pu\u00f2 ammettere il concetto dell&#8217;imperdonabile? Che fare se si sente di avere tutte le ragioni di essere arrabbiati, o perfino di voler assaporare una dolce vendetta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il perdono certo ha delle condizioni che devono essere rispettate da ambedue le parti. Se si dice di aver perdonato e poi ci si vendica: o si \u00e8 ignoranti del significato della parola, o si \u00e8 semplicemente disonesti.\u00a0\u00c8 chiaro allora che finch\u00e9 si bolle di rabbia e di pensieri di vendetta non \u00e8 il caso di perdonare. Ma spesso ci rendiamo conto della tossicit\u00e0 della rabbia e consideriamo il perdono, se non per altro, almeno per stare meglio con noi stessi. Non c&#8217;\u00e8 niente di male in tale ragionamento. Ma se fosse sufficiente perdonare per liberarsi della rabbia allora basterebbe anche dimenticare, o parlarne con un amico, un terapeuta, o prendere la pillola del dottore di fiducia. Il fatto \u00e8 che il perdono non \u00e8 da intendere n\u00e9 come tecnica terapeutica, n\u00e9 in termini individualisti nella motivazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il perdono \u00e8 un&#8217;importante relazione morale tra se stessi e gli altri in quanto mantiene il carattere vicendevole o sociale della situazione alla quale si riferisce<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rabbia che si sente in conseguenza ad un&#8217;ingiustizia subita \u00e8 giustificabile solo se nella giusta misura e verso il proprio responsabile. Perdonare la persona sbagliata pu\u00f2 essere offensivo. Come sarebbe inappropriato se l&#8217;autore giustamente identificato non\u00a0potesse per\u00f2 essere ritenuto responsabile per via di ignoranza o giovent\u00f9; in tal caso non \u00e8 il perdono ci\u00f2 che \u00e8 necessario ma qualcos&#8217;altro, come la giustificazione o il condono. Siccome non \u00e8 tanto l&#8217;azione che dovrebbe essere perdonata quanto il suo autore, l&#8217;obiettivo del perdono \u00e8 quindi colui che oltre ad essere consapevole dell&#8217;ingiustizia commessa \u00e8 anche ritenibile in piena responsabilit\u00e0. Di conseguenza, la rabbia \u00e8 moralmente giustificabile se in risposta a tali valutazioni, cos\u00ec come la rinuncia alla stessa richiede simili idoneit\u00e0.\u00a0\u00c8 cos\u00ec che, nel migliore dei casi, il responsabile dovrebbe offrire valide ragioni per agevolare la vittima alla rinuncia della rabbia. Tipicamente esse comprendono, oltre l&#8217;ammissione di responsabilit\u00e0, \u00a0un espresso o visibile pentimento, la volont\u00e0 di riparare eventuali danni, l&#8217;intenzione\u00a0di cambiare comportamento o la volont\u00e0 di affrontare diversamente l&#8217;eventualit\u00e0 di future comparabili circostanze, ed il riconoscimento di ci\u00f2 che l&#8217;atto commesso pu\u00f2 aver causato emotivamente nella prospettiva dell&#8217;offeso. Di fronte a questi passi compiuti dal cosciente responsabile dell&#8217;ingiustizia, le scuse verranno molto probabilmente accettate, visto che renderebbero non solo psicologicamente pi\u00f9 facile perdonare ma agevolerebbero molto meglio <strong>il proposito morale del perdono: il ripristino del reciproco rispetto e la riaffermazione che l&#8217;uno non deve essere trattato ingiustamente dall&#8217;altro<\/strong>. Naturalmente, la stessa logica \u00e8 valida dalla prospettiva opposta: se il colpevole intraprende ogni possibile passo che si possa ragionevolmente richiedere ma la vittima fosse incapace, o nolente al perdono, egli, o ella, sarebbero condannati a combattere con il senso di essere imperdonabili, colpevoli, dimenticati. Ugualmente, se ci fosse la possibilit\u00e0 che la vittima metta da parte rancori, sentimenti vendicativi e presenti l\u2019offerta del perdono, il colpevole molto probabilmente accetterebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paradigma ideale del perdono interpersonale sarebbe quindi quello dove ambedue le parti soddisfino queste condizioni per evitare che il possibile perdono collassi a forme subordinate quali la giustificazione o il\u00a0condono. In ogni caso, non tutto si pu\u00f2 considerare un perdono. Esso non pu\u00f2 avvenire a prescindere da un&#8217;azione compiuta dal responsabile verso quell&#8217;obiettivo. Le opinioni possono essere diverse ma affinch\u00e9 ci siano le condizioni per un sano perdono le azioni delle due parti devono includere almeno un&#8217;ammissione di responsabilit\u00e0, ed una volont\u00e0 a rinunciare alla vendetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrettanto delicata \u2013 e non meno importante \u2013 \u00e8 la circostanza dell&#8217;autoperdono dove il colpevole potrebbe tentare di assolvere se stesso o se stessa dalla responsabilit\u00e0 dell&#8217;ingiustizia commessa\u00a0verso altri; o dalla responsabilit\u00e0 di un&#8217;ingiustizia commessa verso se stessi (come lauto-degradazione) nel commettere il torto ad altri; o, semplicemente, un&#8217;ingiustizia commessa solo\u00a0verso se stessi. Per evitare l&#8217;auto-discolpa, simili condizioni al perdono interpersonale devono essere soddisfatte. Carta e penna ed un po\u2019 di coraggio formano buona parte del lavoro. La pratica, sia personale che interpersonale, consente crescita e rigenerazione profonde e permanenti negli individui coinvolti e le basi della loro relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u00e0 dove un&#8217;antica discordia \u00e8 or riconciliata, si \u00e8 per sempre consacrata terra santa<\/strong> \u2013 disse un saggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma che fare dei colpevoli dei pi\u00f9 indegni atti di violenza quali le molestie sessuali a minori, o peggio ancora, le stragi di innumerevoli quantit\u00e0 di uomini, donne, e bambini?\u00a0\u00c8 possibile perdonare gli autori di questi orrori? La rabbia, come detto prima, \u00e8 nella giusta misura e moralmente giustificabile solamente se diretta all&#8217;autore, e non all&#8217;azione. Altrimenti il famoso paradigma dell&#8217;occhio per occhio, dente per dente non sarebbe una ricetta per l&#8217;autodistruzione della specie e dell&#8217;universo che ci ospita, ma bens\u00ec la migliore soluzione a tutto. Ma per quanto circostanze come quelle sopra menzionate rendano molto difficile mantenere il controllo della ragione, la questione non \u00e8 se la vittima sia in grado o no di rinunciare alla rabbia ma piuttosto se il responsabile pu\u00f2 essere giustamente considerato imperdonabile a prescindere da quello che egli o la vittima dicano o facciano in pegno all&#8217;eventualit\u00e0 del perdono. Si tenga in considerazione che se una cosa come l&#8217;incondizionatamente imperdonabile fosse concepito, si dovrebbe anche essere disposti ad accettare irrisolvibili quanto bizzarre situazioni etiche nelle quali perdoni verrebbero ciclicamente dichiarati invalidi a prescindere dai passi sostenuti da ambedue le parti coinvolte. Inutile elaborare su questo o quell&#8217;esempio pratico, per quanto angosciante e doloroso possa risultare, il pi\u00f9 grande malfattore della storia pu\u00f2 giustamente rimanere non perdonato per un indeterminato periodo di tempo seppure egli avesse intrapreso tutti i passi necessari all&#8217;invocazione del perdono. Ma imperdonabile, non \u00e8. Semplicemente non c&#8217;\u00e8 una formula matematica atta a determinare quando \u00e8 giusto perdonare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa rende il perdono raccomandabile nel modo e nel tempo adatti? Perch\u00e9 non \u00e8, come abbiamo visto, semplicemente una questione di liberarsi dalla tossicit\u00e0 della rabbia, o dall&#8217;immobilizzante colpevolezza, per quanto ci\u00f2 possa essere psicologicamente ed eticamente benefico. Non \u00e8 una questione puramente terapeutica, come se fosse solo una questione personale. Piuttosto, quando le dovute condizioni sono soddisfatte, <strong>il perdono \u00e8 ci\u00f2\u00a0a cui\u00a0una persona perbene andrebbe incontro in quanto rappresenta un atto che esprime fondamentali idee morali, come: crescita spirituale e rigenerazione; integrit\u00e0; reciproco rispetto e riconoscimento del valore intrinseco; responsabilit\u00e0; riconciliazione e pace<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre possiamo trovarci rispettosamente in disaccordo su alcune idee qui descritte, siamo certamente tutti d&#8217;accordo sulla necessit\u00e0 di affrontare la dilagante realt\u00e0 dell&#8217;ingiustizia morale nella vita umana; ma soprattutto sono certo che possiamo trovarci tutti d&#8217;accordo su una cosa: <strong>assai pochi tra noi sono completamente innocenti del bisogno di perdono<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo articolo \u00e8 una versione redatta da <a href=\"http:\/\/opinionator.blogs.nytimes.com\/2010\/12\/26\/on-forgiveness\/\">\u201cOn Forgiveness\u201d, di Charles Griswold, pubblicato sul New York Times il 26 Dicembre, 2010<\/a> e tradotto da Andrea Tamburini<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 il perdono? 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