{"id":28699,"date":"2017-11-09T09:04:34","date_gmt":"2017-11-09T08:04:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=28699"},"modified":"2017-11-11T19:06:45","modified_gmt":"2017-11-11T18:06:45","slug":"fini-e-colussi-in-mostra-a-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/fini-e-colussi-in-mostra-a-bruxelles.html","title":{"rendered":"Fini e Colussi in mostra  a Bruxelles"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_28712\" aria-describedby=\"caption-attachment-28712\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/fini-e-colussi-in-mostra-a-bruxelles.html\/3c084b85-b291-4d74-8492-a712c2fc63e9\" rel=\"attachment wp-att-28712\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-28712\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/3C084B85-B291-4D74-8492-A712C2FC63E9-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-28712\" class=\"wp-caption-text\">Fabio Colussi fotografato da Laura Poretti Rizman<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_28713\" aria-describedby=\"caption-attachment-28713\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/fini-e-colussi-in-mostra-a-bruxelles.html\/12144779-8132-4e92-b463-e4bf37ad4698\" rel=\"attachment wp-att-28713\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-28713\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/12144779-8132-4E92-B463-E4BF37AD4698-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-28713\" class=\"wp-caption-text\">Foto Laura Poretti Rizman<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gioved\u00ec 9 novembre alle 12 <\/strong>\u00e8 stata presentata alla stampa <strong>all&#8217;Associazione Giuliani nel Mondo<\/strong>\u00a0(via S. Caterina da Siena 7)\u00a0\u00a0le due mostre dedicate a due artisti triestini\u00a0 curate dall&#8217;architetto Marianna Accerboni:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><strong><span style=\"color: #9900ff\"><em>Leonor Fini. Memorie triestine<\/em>\u00a0<\/span>&#8211;<\/strong>\u00a0<strong>16 novembre<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<strong>Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles.Fino al 5 gennaio 2018<\/strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 approfondisce attraverso opere, lettere, capi d&#8217;abbigliamento e video interviste inedite a personaggi che la conobbero (tra i quali Gillo Dorfles) la formazione tutta triestina dell&#8217;artista, avvenuta nei primi vent&#8217;anni della sua vita nel fervido clima culturale della Trieste dell&#8217;epoca accanto a Svevo, Saba, Leo Castelli, Gillo Dorfles, Arturo Nathan, Bobo Bazlen.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 L&#8217;inaugurazione sar\u00e0 sottolineata da un evento multimediale di luce e musica con il concerto di musiche inedite composte per la mostra da Paolo Troni e una proiezione di luce sulla facciata del palazzo che rievocher\u00e0 il mare di Trieste, tanto amato dalla Fini<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><strong><em><span style=\"color: #9900ff\">Incanto e luci dell&#8217;Adriatico<\/span><\/em>\u00a0&#8211; 22 novembre &#8211; Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles. Fino all&#8217;8 dicembre 2017\u00a0 \u00a0 Fabio Colussi\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/strong>in mostra il mare e la luce speciale di Trieste attraverso quasi una trentina di oli\u00a0inediti\u00a0realizzati dall\u2019artista dal 2015 a oggi, accanto a vedute\u00a0di Grado e di Venezia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">In conferenza stampa \u00e9 stato proiettato in anteprima il\u00a0<strong>filmato con una introduzione in esclusiva di Gillo Dorfles per la mostra di Bruxelles\u00a0<\/strong>e alcune\u00a0<strong>interviste inedite sulla Fini dello stesso Dorfles<\/strong>\u00a0e di altri personaggi che conobbero l&#8217;artista triestina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Leonor Fini. Memorie triestine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>All\u2019Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles una mostra multimediale di pittura, musica e luce dedicata alla grande artista di Trieste<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>17 novembre 2017 \u2013 5 gennaio 2018<\/strong><br \/>\n<strong>Ideazione, curatela e allestimento di Marianna Accerboni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Conferenza stampa: gioved\u00ec 9 novembre 2017, ore 12.00<\/strong><br \/>\n<strong> Associazione Giuliani nel Mondo &#8211; via S. Caterina da Siena 7 &#8211; Trieste<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Inaugurazione: gioved\u00ec 16 novembre, ore 19.00<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_28701\" aria-describedby=\"caption-attachment-28701\" style=\"width: 216px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/fini-e-colussi-in-mostra-a-bruxelles.html\/06-l-fini-visage-anni-60-acquerello-e-tecnica-mista-cm-20x30-coll-giulietta-frausin-trieste\" rel=\"attachment wp-att-28701\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-28701\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/06.-L.-Fini-Visage-anni-60-acquerello-e-tecnica-mista-cm-20x30-coll.-Giulietta-Frausin-Trieste-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-28701\" class=\"wp-caption-text\">06. L. Fini &#8211; Visage, anni &#8217;60 &#8211; acquerello e tecnica mista &#8211; cm 20&#215;30 (coll. Giulietta Frausin, Trieste), immagine fornita da Marianna Accerboni<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 17 novembre 2017 al 5 gennaio 2018 l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles ospita la mostra Leonor Fini. Memorie triestine, che sar\u00e0 inaugurata gioved\u00ec 16 novembre dal direttore dell\u2019IIC Paolo Grossi e dalla curatrice Marianna Accerboni con uno speciale contributo video inedito di Gillo Dorfles. L\u2019esposizione si propone di portare nel cuore d\u2019Europa l\u2019artista Leonor Fini, argentina di nascita e triestina d\u2019adozione, riunendo per la prima volta un\u2019ottantina di opere, molte delle quali inedite, espressione del suo personale lessico surrealista e della sua personalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bruxelles \u00e8 la prima tappa di un ciclo espositivo che vedr\u00e0 la mostra toccare, nel 2018, Parigi, Laveno Mombello (Varese) e infine Trieste, citt\u00e0 dove la Fini crebbe e si form\u00f2, e da dove \u2013 idealmente \u2013 la mostra prende avvio. L\u2019inaugurazione a Bruxelles sar\u00e0 l\u2019occasione per assistere a un\u2019inedita performance multimediale di luce e musica ispirata alle sue opere: la facciata dell\u2019antico e centralissimo palazzo che ospita l\u2019Istituto Italiano di Cultura sar\u00e0 illuminata per la prima volta da un colore azzurro-blu, a ricordare il mare di Trieste, che la Fini amava molto. Il musicista italo-brasiliano Paolo Troni interpreter\u00e0 dal vivo alcune sue composizioni inedite ispirate alla Fini e realizzate espressamente per la mostra. Tali brani continueranno a essere diffusi all\u2019interno della rassegna, divenendone la colonna sonora per tutta la durata dell\u2019esposizione. Anche nelle tappe successive l\u2019inaugurazione sar\u00e0 caratterizzata da una performance multimediale di luce e musica, realizzata site specific, in tema con la mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attraverso una serie di testimonianze artistiche e culturali per la maggior parte inedite, l\u2019esposizione si propone di mostrare il risvolto pi\u00f9 intimo e privato della personalit\u00e0 di Leonor Fini, a 110 anni dalla nascita (Buenos Aires 1907 &#8211; Parigi 1996), tornando innanzitutto alle radici della sua formazione: Trieste, citt\u00e0 fondamentale per lo sviluppo del suo linguaggio artistico, dove fu portata nel 1908 dalla madre, Malvina Braun, appartenente a una colta famiglia della borghesia intellettuale triestina, in fuga da Buenos Aires, e dal marito argentino di origini beneventane, dalla dubbia personalit\u00e0.<br \/>\nLeonor crebbe nel particolare milieu d\u2019avanguardia che all\u2019epoca caratterizzava questa citt\u00e0 \u2013 sospesa tra pensiero mitteleuropeo e suggestioni italiane, avanzatissima e cosmopolita \u2013 in contatto con la colta borghesia intellettuale. Arturo Nathan, Gillo Dorfles, Leo Castelli, Umberto Saba, Italo Svevo e Bobi Bazlen \u2013 il grande traghettatore in Italia della letteratura dell\u2019Est europeo in lingua originale \u2013 sono solo alcuni degli artisti, letterati e intellettuali, che lei frequent\u00f2 nei primi vent&#8217;anni della sua vita e che influirono molto sulla sua formazione concettuale ed estetica, oltre che sulla sua forma mentis internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli anni Trenta, l\u2019artista si trasfer\u00ec a Parigi dove rimase fino alla morte. Qui \u201cl\u2019italienne de Paris\u201d \u2013 come Leonor veniva chiamata in Francia \u2013 ebbe l\u2019occasione di esporre assieme a celebri artisti, quali Salvador Dal\u00ec, Max Ernst, Meret Oppenheim e altri importanti surrealisti, alla mostra inaugurale della Galerie Drouin, che il gallerista Leo Castelli (triestino di origine ungherese) aveva appena aperto nella capitale francese con l\u2019architetto Ren\u00e8 Drouin. A Parigi tenne anche la sua prima personale: nel 1932, alla Galerie Jacques Bonjean, allora diretta da un giovane Christian Dior, non ancora couturier, che la consacr\u00f2 nell\u2019empireo dei grandi artisti del \u2018900. Sempre a Parigi conobbe e frequent\u00f2 personaggi storici quali il fotografo Henri Cartier-Bresson, lo scrittore e poeta Jules Supervielle e Max Jacob, pittore e critico amico di Picasso, Braque, Cocteau e Modigliani. Pur essendo rimasta sempre molto legata a Trieste, dopo la morte della madre, avvenuta molto tardi, non vi torn\u00f2 pi\u00f9, non sopportando l\u2019assenza della figura materna nella citt\u00e0 che le aveva ospitate e accolte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il percorso espositivo<br \/>\nIn linea con le tendenze del linguaggio comunicativo contemporaneo, il percorso espositivo \u00e8 concepito come un evento multimediale di pittura, musica e luce. Un\u2019atmosfera misteriosa e introspettiva \u2013 spesso in penombra e tanto familiare alla sua personalit\u00e0 artistica \u2013 fa risaltare le opere nel buio della sala tramite fasci di luce, gli stessi che si ritrovano sulle tele dell\u2019artista.<br \/>\nIn mostra sono presenti un\u2019ottantina di opere, tra cui: undici, quasi tutte inedite regalate alla cugina triestina Mary Frausin, persona alla quale Leonor era legatissima; una collezione di trentadue opere su carta, in buona parte inedite, fuori commercio o prove d\u2019autore, donate all\u2019amico triestino Giorgio Cociani, cui l\u2019artista era unita dalla comune passione per i gatti, che considerava delle piccole magiche divinit\u00e0 e che furono primo motivo ispiratore delle sue opere. Con Cociani, Leonor intrattenne per quasi vent\u2019anni una corrispondenza fatta di telefonate quotidiane, lettere e cartoline inedite, dedicate in particolare al tema dei gatti, alcune delle quali sono esposte in mostra accanto a fotografie, importanti e rari libri d\u2019arte a lei dedicati e sei affiches di sue importanti mostre personali in Europa. Sono presenti inoltre lettere del grande artista Arturo Nathan e alcuni stralci di lettere di Gillo Dorfles. Si potranno ammirare alcuni vestiti appartenuti all\u2019artista, tra cui una preziosa cappa da sera in pelliccia molto evocativa della sua personalit\u00e0, e infine, nel percorso espositivo sono messi in dialogo tre dipinti: uno suo, uno di Arturo Nathan e uno di Gillo Dorfles, a testimoniare simbolicamente la loro affinit\u00e0 elettive, la pittura introspettiva e visionaria che li accomunava e la loro grande amicizia, oltre a offrire un quadro dell\u2019\u201cintellighenzia\u201d e dell\u2019arte triestina che ruotavano intorno alla Fini in quegli anni di formazione, rimasti fondamentali nell\u2019elaborazione del suo fare artistico. Nella stessa ottica di approfondimento e comparazione delle tre personalit\u00e0, in mostra sar\u00e0 presente un\u2019indagine grafologica e letteraria dei loro scritti.<br \/>\nA completare il percorso \u00e8 un video realizzato dalla curatrice, che raccoglie una sintesi delle testimonianze e interviste inedite ad amici e conoscenti triestini dell\u2019artista, tra i quali Gillo Dorfles, Daisy Nathan \u2013 sorella del pittore Arturo \u2013 Giorgio Cociani, Eligio Dercar (gallerista di riferimento di Leonor a Trieste).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le tappe della mostra<br \/>\nBruxelles | Parigi | Laveno Mombello | Trieste<br \/>\nIl progetto espositivo prende il via da Bruxelles, dove la Fini \u00e8 molto nota e apprezzata, essendo vissuta a Parigi e in Francia, e in virt\u00f9 del suo legame con i Surrealisti francesi. Un linguaggio, quello del Surrealismo, che in Belgio vanta dei protagonisti internazionali quali Magritte e Delvaux. La rassegna si trasferir\u00e0 successivamente a Parigi, dove Leonor arriv\u00f2 nel 1931 e diede ufficialmente inizio alla sua carriera artistica, per poi essere ospitata a Laveno Mombello (Varese) nel Museo Internazionale del Design Ceramico in possesso di alcune porcellane decorate attraverso decalcomanie, tratte da disegni sul tema delle maschere di Leonor. Esse vennero realizzate per la Societ\u00e0 Ceramica Italiana di Laveno attorno al \u201951, periodo in cui era direttore di produzione l\u2019architetto triestino Guido Andlovitz, grande innovatore del design ceramico europeo. Il ciclo espositivo si concluder\u00e0 proprio a Trieste, dove la Fini crebbe e si form\u00f2 e da dove, idealmente, la mostra prende il via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello spazio espositivo di Bruxelles il 28 novembre verranno presentati i libri Bobi Bazlen. L\u2019ombra di Trieste di Cristina Battocletti (ed. La nave di Teseo) e Paesaggi e personaggi di Gillo Dorfles (ed. Bompiani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019ambito del progetto espositivo, verr\u00e0 editato un volume curato da Accerboni con annesso il video delle interviste integrali sulla Fini (riprese e montaggio Barbara Mapelli) e un approfondimento ragionato dei temi sviluppati nell\u2019esposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Media partner:<br \/>\nIL PICCOLO \/ Gruppo L\u2019Espresso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il sostegno di<br \/>\nCIACCIOARTE Broker Insurance Group, SPAZIOCAVANA Zinelli&amp;Perizzi, SOROPTIMIST Club di Trieste, FIDAPA Sezione Storica di Trieste, AGI Associazione Grafologica Italiana Sezione di Trieste, Tenuta BARONI DEL MESTRI (Cormons, Gorizia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">INFORMAZIONI MOSTRA<br \/>\nLeonor Fini. Memorie triestine<br \/>\n16 novembre 2017 &#8211; 5 gennaio 2018<br \/>\nInaugurazione: gioved\u00ec 16 novembre, ore 19.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">SEDE<br \/>\nIstituto Italiano di Cultura (IIC)<br \/>\nRue de Livourne 38<br \/>\n1000 Bruxelles<br \/>\ntel + 32 (0)2 533 27 20<br \/>\nwww.iicbruxelles.esteri.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">ORARI<br \/>\nluned\u00ec &#8211; venerd\u00ec | 9.30-13.00; 14.30-17.00<br \/>\nIngresso libero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FABIO COLUSSI. INCANTO E LUCI DELL\u2019ADRIATICO: DAL 22 NOVEMBRE 2017 LA MOSTRA PERSONALE DEL PITTORE TRIESTINO ALL\u2019UFFICIO DI COLLEGAMENTO DELLA REGIONE FVG A BRUXELLES<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_28700\" aria-describedby=\"caption-attachment-28700\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/fini-e-colussi-in-mostra-a-bruxelles.html\/canal-grande-2017-olio-su-tela-cm-25x35\" rel=\"attachment wp-att-28700\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-28700\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Canal-Grande-2017-olio-su-tela-cm-25x35-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"210\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-28700\" class=\"wp-caption-text\">Canal Grande, 2017 &#8211; olio su tela &#8211; cm 25&#215;35, immagine fornita da Marianna Accerboni<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">conferenza stampa: gioved\u00ec 9 novembre 2017 ore 12.00<br \/>\nAssociazione Giuliani nel Mondo &#8211; via S. Caterina da Siena 7 &#8211; Trieste.<br \/>\nInterverranno il Vicepresidente dell\u2019Associazione Giuliani nel Mondo Eugenio Ambrosi, il Direttore Fabio Ziberna e la curatrice Marianna Accerboni. Sar\u00e0 presente l\u2019Artista Fabio Colussi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\u2019inaugura il 22 novembre 2017 alle ore 18.30 nella Sede dell\u2019Ufficio di collegamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia a Bruxelles la mostra Incanto e luci dell\u2019Adriatico del pittore triestino Fabio Colussi. Organizzata dall\u2019Ufficio di collegamento della Regione nella capitale belga e dall\u2019Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste, presieduta da Dario Locchi e diretta da Fabio Ziberna, e di Bruxelles, presieduta da Flavio Tossi, l\u2019esposizione \u00e8 curata dall\u2019architetto Marianna Accerboni: in mostra quasi una trentina di dipinti a olio su tela e su tavola realizzati dall\u2019artista dal 2015 a oggi, per la maggior parte inediti. I lavori sono dedicati alle vedute d\u2019acqua, con particolare riferimento alla laguna di Trieste, ma anche di Grado e di Venezia. Fino all\u20198 dicembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa rassegna &#8211; scrive Accerboni &#8211; Colussi ricostruisce con delicata e calibrata vena lirica il fascino del mare della sua citt\u00e0, Trieste, accostandolo a quello della laguna e di Venezia. La medesima, sottile inclinazione neoromantica, intrecciata a una personale e sensibilissima vena cromatica, caratterizzano tali vedute: con grande abilit\u00e0 tecnica e avvalendosi di infinite velature, Colussi cattura l\u2019ineffabile luce del golfo di Trieste e quella magica della laguna, consegnandoci un angolo di mondo, in cui poter sognare ancora, grazie al prezioso virtuosismo di questo poeta del paesaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Memore di una vena neoclassica, che appartiene culturalmente a Trieste, l\u2019artista prosegue in modo del tutto personale l\u2019antica tradizione di pittori e vedutisti attivi a Venezia nel \u2018700 quali Francesco Guardi e Canaletto, vicino al primo per ispirazione poetica e al secondo per l\u2019interpretazione pi\u00f9 razionale dei luoghi. Ma, agli esordi, Colussi ha guardato anche ad altri pittori e vedutisti, in questo caso giuliani, come Giuseppe Barison, Giovanni Zangrando, Ugo Flumiani e Guido Grimani, tutti in un modo o nell\u2019altro legati alla grande tradizione pittorica e coloristica veneziana, che rappresentava un importante punto di riferimento, nel secondo ottocento e nel primo novecento, accanto all\u2019Accademia di Monaco, per gli artisti triestini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altro fulcro fondamentale fu infatti per loro anche la cultura austro-tedesca. E non a caso nelle opere di molti di questi compare spesso una luce azzurro-grigia, che pi\u00f9 che un colore rappresenta un\u2019atmosfera, una sorta di evoca<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 9 novembre alle 12 \u00e8 stata presentata alla stampa all&#8217;Associazione Giuliani nel Mondo (via S. 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