{"id":30117,"date":"2018-02-28T19:37:38","date_gmt":"2018-02-28T18:37:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=30117"},"modified":"2018-03-08T09:31:32","modified_gmt":"2018-03-08T08:31:32","slug":"anomalie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/anomalie.html","title":{"rendered":"Anomalie"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>\u201cDebutto nazionale, mercoledi\u0300 28 febbraio alle 21 alla Sala Bartoli, per \u201cAnomalie\u201d di Mauro Covacich, nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Il trittico \u2013 affidato al linguaggio registico sapiente di Igor Pison, che vi dirige Filippo Borghi, Federica De Benedittis, Andrea Germani e Riccardo Maranzana \u2013 racconta il conflitto nella ex Jugoslavia che pero\u0300 e\u0300 pars pro toto per raccontare di atrocita\u0300 ancora attuali. Repliche fino al 18 marzo\u201d.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_30118\" aria-describedby=\"caption-attachment-30118\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/anomalie.html\/prova-anomalie\" rel=\"attachment wp-att-30118\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-30118\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Prova-Anomalie-300x224.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-30118\" class=\"wp-caption-text\">Anomalie, foto fornita da Teatro Stabile del FVG<\/figcaption><\/figure>\n<p>Debutto nazionale, mercoledi\u0300 28 febbraio alla Sala Bartoli, per il cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: va in scena un nuovo spettacolo di produzione, da tre racconti dell\u2019importante autore triestino Mauro Covacich. Si tratta di \u201cAnomalie\u201d che prende il nome dalla raccolta da cui sono tratti i diversi testi.<\/p>\n<p>Testi che compongono da un lato una riflessione universale e emozionante sul tema della guerra, e contemporaneamente ripercorrono il conflitto nell\u2019ex Jugoslavia che viene usato come pars pro toto per raccontare di atrocita\u0300 ancora attuali.<\/p>\n<p>\u00abOgni parte del trittico \u2013 spiega Igor Pison, l\u2019ottimo regista cui e\u0300 stato affidato questo significativo lavoro con la Compagnia Stabile \u2013 presenta una peculiarita\u0300 estetica e poetica, perche\u0301 viene filtrata dal personaggio che la racconta. Anche il lavoro sugli attori della compagnia e\u0300 stato portato avanti in questa direzione: si mischiano infatti realismo e formalismo. La guerra e\u0300 una situazione che nega la vita. Tutti ne sono possibili e potenziali vittime\u00bb<\/p>\n<p>Pison ha gia\u0300 lavorato con successo con gli attori della Compagnia Stabile ed in questo spettacolo dirige con l\u2019intensita\u0300 e la meticolosita\u0300 che lo contraddistinguono Filippo Borghi, Federica De Benedittis, Andrea Germani e Riccardo Maranzana.<\/p>\n<p>Il colto e potente linguaggio registico di Pison sapra\u0300 valorizzare al massimo i tre diversi \u201csguardi\u201d sulla guerra della ex Jugoslavia, restituiti da Covacich \u00abproprio negli anni \u2013 scrive \u2013 in cui mi stavo abituando a pensare alla guerra come a un\u2019esperienza televisiva\u00bb.<br \/>\nE\u0300 anche in cio\u0300 il senso dell\u2019operazione progettata dallo Stabile regionale: nella dura presa di coscienza che il dolore, l\u2019atrocita\u0300 e l\u2019insensatezza appartengono a ogni guerra, ad ogni tempo e che non si tratta mai, purtroppo, di orizzonti lontani. Ed e\u0300 particolarmente inquietante sottolinearlo, riferendosi ad una guerra che un paio di decenni fa ci ha sfiorato appena, e mentre i media propongono le terribili immagini della Ghouta dove civili indifesi sono rimasti intrappolati nello scontro fra siriani e ribelli.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\">In \u201cAnomalie\u201d si inizia seguendo un gruppo di ragazzi di Sarajevo, che marinano la scuola per giocare una partita a pallacanestro: ma e\u0300 la loro quotidianita\u0300 che dovrebbe sferzarli d\u2019adrenalina&#8230; Il campo di basket \u2013 come il posto di lavoro, la scuola, il mercato \u2013 si raggiungono sfidando la mira dei cecchini, abbassandosi sul tram sotto il fuoco degli spari, tentando di schivare la paura dei campi minati. La vita continua, nonostante tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo personaggio invece sta \u201cdall\u2019altra parte\u201d: e\u0300 un cecchino, che in cima a un palazzo, sceglie con cinica crudelta\u0300 le sue prede e ne immagina la vita. Ma presto diverra\u0300 a propria volta una preda. Infine l\u2019amore disperato e struggente di due giovani, tormentati dall\u2019odio di razza e di religione, soffocati dall\u2019arroganza di chi ha deciso dei loro destini, privandoli di ogni possibilita\u0300 di futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abIl racconto e\u0300 una forma espressiva molto piu\u0300 simile alla canzone che al romanzo \u2013 scrive Mauro Covacich nell\u2019introduzione al suo \u201cAnomalie\u201d \u2013 c\u2019e\u0300 un\u2019idea principale, di solito una specie di folgorazione, che si trascina tutto il materiale a folle velocita\u0300 verso l\u2019epilogo, e lo fa lungo una linea retta, che rende difficili per non dire impossibili le digressioni (&#8230;) A me ha sempre fatto pensare a un tuffo, una caduta a precipizio formalizzata in un gesto\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Igor Pison, che ha curato anche la rielaborazione drammaturgica in funzione del linguaggio teatrale, mantenendo la poetica di Mauro Covacich, restituira\u0300 sicuramente attraverso il suo lavoro di messinscena la sensazione inquietante di questo tuffo.<br \/>\nLa produzione di \u201cAnomalie\u201d rappresenta cosi\u0300 anche un nuovo passo nella ricerca sulle contaminazioni fra linguaggi teatrali e letterari, che lo Stabile sta portando avanti attraverso proposte di produzione e di ospitalita\u0300 (ricordiamo i recenti \u201cQualcuno volo\u0300 sul nido del cuculo\u201d oppure \u201cIl nome della rosa\u201d), e che proseguira\u0300 con la messinscena de \u201cIl sogno di un uomo ridicolo\u201d di Dostoevskij e \u201cI Miserabili\u201d di Victor Hugo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAnomalie\u201d di Mauro Covacich va in scena nella regia di Igor Pison: ne sono interpreti Filippo Borghi (Carceriere\/ Zarco), Federica De Benedittis (Carceriere\/ Mariana), Andrea Germani (Capitano\/ Vlado), Riccardo Maranzana (Cecchino).<br \/>\nLe scene e i costumi sono di Petra Veber, le luci di Davide Comuzzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La produzione e\u0300 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mauro Covacich e\u0300 nato a Trieste nel 1965. Ha scritto diversi libri di narrativa, tra cui: \u201cAnomalie\u201d (Mondadori 1998, Bompiani 2015), \u201cL\u2019amore contro\u201d (Mondadori 2001, Einaudi 2009), \u201cA perdifiato\u201d (Mondadori 2003, Einaudi 2005), \u201cFiona\u201d (Einaudi 2005 e 2011), \u201cTrieste sottosopra\u201d (Laterza 2006), \u201cPrima di sparire\u201d (Einaudi 2008 e 2010), \u201cA nome tuo\u201d (Einaudi 2011), \u201cL\u2019esperimento\u201d (Einaudi 2013), \u201cLa sposa\u201d (Bompiani 2014), \u201cLa citta\u0300 interiore\u201d (La Nave di Teseo, 2017).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\">Igor Pison e\u0300 nato a Trieste nel 1982. Dopo gli studi di germanistica all\u2019Universita\u0300 di Trieste, ha proseguito all\u2019accademia nazionale August Everding di Monaco di Baviera, dove nel 2012 ha conseguito il diploma come regista. Da allora costruisce la sua carriera fra Germania, Austria, Slovenia e Italia, dove collabora regolarmente con il Teatro Stabile Sloveno e con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Dei lavori firmati per il primo, vanno citate la rielaborazione di \u201cLei dunque capira\u0300\u201d di Claudio Magris, \u201cL\u2019avvenimento nella citta\u0300 di Goga\u201d di Slavko Grum e in questa stagione \u201cI bei giorni di Aranjuez\u201d di Peter Handke. Firma poi la coproduzione fra i due Stabili \u201cTrieste, una citta\u0300 in guerra\u201d di Carlo Tolazzi e Marco Sosic\u030c e da allora firma regie per lo Stabile del Friuli Venezia Giulia (\u201cRosso Venerdi\u0300\u201d di Roberto Cavosi). In Slovenia ottiene notevole successo al Drama di Lubiana con la regia de \u201cL\u2019angelo dell\u2019oblio\u201d da Maja Haderlap e per \u201cMacbeth\u201d. Dal 2015 affronta anche regie liriche: \u201cEkvinocij\u201d di Ivan Brkanovic\u0301 al Teatro nazionale di Zagabria, la prima assoluta dell\u2019opera \u201cNach Eden\u201d di Nana Forte a Bregenz, il musical \u201cGypsy\u201d allo Stadttheater di Klagenfurt oltre al wagneriano \u201cDas Rheingold\u201d per l\u2019Opera Nazionale di Maribor. Attualmente e\u0300 coordinatore artistico del Teatro Stabile Sloveno di Trieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAnomalie\u201d e\u0300 in cartellone al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da mercoledi\u0300 28 a domenica 18 marzo, alla Sala Bartoli.<br \/>\nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e naturalmente anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDebutto nazionale, mercoledi\u0300 28 febbraio alle 21 alla Sala Bartoli, per \u201cAnomalie\u201d di Mauro Covacich, nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. 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