{"id":30334,"date":"2018-03-14T10:01:01","date_gmt":"2018-03-14T09:01:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=30334"},"modified":"2018-03-17T17:09:45","modified_gmt":"2018-03-17T16:09:45","slug":"lunga-giornata-verso-la-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/lunga-giornata-verso-la-notte.html","title":{"rendered":"Lunga giornata verso la notte"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Squarci drammatici su un ritratto di famiglia: si potrebbe sintetizzare cosi\u0300 \u201cLunga giornata verso la notte\u201d di Eugene O\u2019Neil che Arturo Cirillo dirige e interpreta assieme a una notevole compagnia d\u2019attori. Lo spettacolo e\u0300 ospite della stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e va in scena da mercoledi\u0300 14 a domenica 18 marzo alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti di Trieste<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_30335\" aria-describedby=\"caption-attachment-30335\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/lunga-giornata-verso-la-notte.html\/lungagiornataversolanotte_1g_66\" rel=\"attachment wp-att-30335\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-30335\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/LungaGiornataVersoLaNotte_1g_66-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-30335\" class=\"wp-caption-text\">LungaGiornataVersoLaNotte, foto fornita da Teatro Stabile del FVG<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLunga giornata verso la notte\u201d Eugene O\u2019Neill illumina squarci molto drammatici sulla famiglia: nessun cliche\u0301 edulcorato, anzi scavo profondo in un malessere che si fatica a celare. Nella drammaturgia americana del Novecento, la tragedia si instilla infatti nella quotidianita\u0300 e sgorga soprattutto dai primi, piu\u0300 naturali rapporti umani, quelli familiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il poco frequentato testo di O\u2019Neill arriva al Politeama Rossetti mercoledi\u0300 14 marzo e vi replica fino al 18, per la Stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in un nuovo allestimento formato da Arturo Cirillo per il Tieffe Teatro di Milano, e fresco di debutto nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Arturo Cirillo, nel suo scandagliare il testo con sensibilita\u0300 contemporanea, ne amplifica ulteriormente la crudelta\u0300, non tanto indagando negli eccessi morbosi dei confronti e dei legami familiari (oggi siamo abituati a ben altri \u201cinferni\u201d privati), quanto concentrandosi sulla solitudine e sulla finzione che connota ognuno dei protagonisti. Solitudine, finzione che avvicinano a noi quei personaggi e che fanno scattare in scena un affascinante e interessante cortocircuito metateatrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul palco il regista pone qualche essenziale, raro oggetto d\u2019arredo, funzionale allo sviluppo del plot, e quattro \u201ccamerini\u201d \u2013 un tavolino, uno specchio circondato da luci, una sedia \u2013 dovei dopo ogni scena si accomoderanno i personaggi, rimanendo a tutti gli effetti sempre \u201cdentro\u201d lo spettacolo. Una scelta che Cirillo costruisce sulla base di due riflessioni: innanzitutto l\u2019idea che ognuno dei personaggi sia costantemente diviso fra la propria realta\u0300 segreta e la recita del proprio ruolo \u201cpubblico\u201d che sostiene in famiglia (il pater familias, il bravo figlio&#8230;). Secondariamente riconosce simbolicamente quale situazione di profonda solitudine quella dell\u2019attore davanti allo specchio, sospeso per un istante fra se\u0301 stesso, l\u2019esistenza reale e il personaggio cui ha appena dato vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abMa possiamo considerare attori tutti e quattro i protagonisti di questa lunga nottata, dove la nebbia e\u0300 data dalla macchina del fumo, dove gli attori\/personaggi escono e rientrano nel proprio camerino, come nella propria solitudine\u00bb spiega infatti il regista. \u00abIl testo di O&#8217; Neill mi si e\u0300 rivelato come un enorme celebrazione dell&#8217;immaginazione, dove i personaggi hanno continuamente un doppio binario di menzogna e verita\u0300, ma per citare il titolo di un libro di Elsa Morante, a vincere e\u0300 il sortilegio: della droga, dell&#8217;alcol, ma soprattutto del teatro\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si muovono dunque spaesati e infelici fra questi estremi i protagonisti del possente dramma che il padre del teatro moderno americano scrisse negli anni Quaranta infarcendolo di molti scomodi, imbarazzanti spunti autobiografici (nuovamente altalenando fra la propria realta\u0300 e la finzione letteraria) e imponendo che venisse rappresentato soltanto dopo la sua morte. Debutto\u0300 percio\u0300 solo nel 1956 con clamoroso successo e valse a O\u2019Neill il primo premio Pulitzer della storia tributato postumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spettacolo si svolge nell\u2019arco di un giorno lunghissimo, in cui i membri della famiglia Tyrone, si urlano in faccia reciprocamente disperazione e solitudini, annegando nel buio del dolore. Il padre James e\u0300 un ex-attore ricco ma avaro che si rifugia nell&#8217;alcool, la madre Mary una donna rovinata dalle droghe, frustrata, apprensiva. Teme soprattutto di perdere il figlio minore Edmund malato di tisi, mentre il maggiore e\u0300 un\u2019infelice replica del padre che si abbandona all\u2019alcool e alle donne, per dimenticare la propria misera carriera attoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLunga giornata verso la notte\u201d di Eugene O&#8217; Neill va in scena nella traduzione di Bruno Fonzi e per la regia di Arturo Cirillo.<br \/>\nNe sono interpreti Milvia Marigliano (Mary), Arturo Cirillo (James), Rosario Lisma (James Jr.) e Riccardo Buffonini (Edmund).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Tommaso Lagattolla, le luci di Mario Loprevite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLunga giornata verso la notte\u201d va in scena da mercoledi\u0300 14 a domenica 18 marzo. Da mercoledi\u0300 a sabato le rappresentazioni iniziano alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali. Domenica 18 marzo si tiene l\u2019unica pomeridiana alle ore 16.<br \/>\nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Squarci drammatici su un ritratto di famiglia: si potrebbe sintetizzare cosi\u0300 \u201cLunga giornata verso la notte\u201d di Eugene O\u2019Neil che Arturo Cirillo dirige e interpreta assieme a una notevole compagnia d\u2019attori. 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