{"id":30502,"date":"2018-04-03T15:36:56","date_gmt":"2018-04-03T14:36:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=30502"},"modified":"2018-04-08T17:12:03","modified_gmt":"2018-04-08T16:12:03","slug":"il-misantropo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/il-misantropo.html","title":{"rendered":"Il Misantropo"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201cUn capolavoro molieriano come \u201cIl Misantropo\u201d rivela nella lettura della regista Monica Conti, risvolti ancor piu\u0300 potenti e universali: si sorride e si riflette sulle relazioni umane, non sempre facili, e si gode dell\u2019interpretazione accurata di un ottimo cast capeggiato da Roberto Trifiro\u0300 nel ruolo del titolo. Lo spettacolo debutta alla Sala Bartoli, nuovo appuntamento della stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, martedi\u0300 3 aprile e replica fino a domenica 8 aprile\u201d.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_30503\" aria-describedby=\"caption-attachment-30503\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/il-misantropo.html\/misantropo-ph-angelo-redaelli-panoramica\" rel=\"attachment wp-att-30503\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-30503\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/misantropo-ph-angelo-redaelli-panoramica-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-30503\" class=\"wp-caption-text\">misantropo ph angelo redaelli fornita da teatro stabile del fvg<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Con \u201cIl Misantropo\u201d di Molie\u0300re si riflette sulle relazioni umane, in particolare nella nuova lettura registica che Monica Conti propone alla Sala Bartoli dal 3 all\u20198 aprile, ospite del cartellone \u201caltripercorsi\u201d del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Messo in scena per la prima volta a Parigi nel 1666, \u201cIl Misantropo\u201d e\u0300 uno dei grandi capolavori di Molie\u0300re e Monica Conti \u2013 regista di spicco nel panorama italiano \u2013 lo affronta a conclusione di un ciclo di spettacoli che ha costruito basandosi sulla necessita\u0300 di ripresentare testi classici passando attraverso il corpo dell\u2019attore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si tratta dunque di una messinscena classica, con grandi impianti scenografici, bensi\u0300 di un lavoro che si concentra molto sull\u2019interpretazione attoriale, puntando con decisione sull\u2019esplorazione dell\u2019energia e della dinamicita\u0300 delle relazioni in scena.<br \/>\nL\u2019indagine delle relazioni umane disvelera\u0300 i nodi piu\u0300 universali e senza tempo di questo testo, trasmettendole con forza. Assi portanti della ricerca registica e del lavoro attoriale sono percio\u0300 l\u2019indagine sugli stati d\u2019animo, in cui non si ricerca in chiave psicologica ma tipologica. Hanno inoltre fondamentale importanza i rapporti, le situazioni, i sottotesti e la musica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gia\u0300 ne \u201cLe Intellettuali\u201d (precedente lavoro molieriano di Monica Conti) musicalita\u0300 e ritmo nei dialoghi avevano costituito per la regista materia d\u2019indagine. Ne \u201cIl Misantropo\u201d prosegue questo lavoro, teso a dare rilievo al ritmo e al suono non come forme estetiche, ma come forme di espressione dell\u2019inconscio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche lo spettatore, dunque, aiutato dallo spazio raccolto della Sala Bartoli, che permette di rapportarsi con gli attori quasi in un continuo \u201cprimo piano\u201d, e\u0300 chiamato a considerare soprattutto il lavoro degli interpreti in relazione ai temi del testo, godendosi l\u2019apporto davvero notevole di una preparata compagnia, con Roberto Trifiro\u0300 impegnato nel ruolo del protagonista Alcesti.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Questi e\u0300 l\u2019emblema di un ambire disperato e costantemente deluso all\u2019armonia: Alcesti e\u0300 intransigente, ma anche il mondo in cui vive e\u0300 duro, e in questa sua lotta egli viene talmente frustrato da risultare infine molto comico. Molie\u0300re lo sapeva bene e lo pone davanti a un \u201cTeatrino del Mondo\u201d di cui egli \u2013 puro, sincero e rigoroso fino al parossismo \u2013 non riesce ad accogliere o a perdonare ipocrisie e stupidita\u0300.<\/p>\n<p>Il pubblico lo comprende fin dal primo atto: mentre aspetta l\u2019amata Celime\u0300ne (per un gioco del destino si e\u0300 innamorato proprio di una donna vanesia e superficiale) uscita a far compere, Alceste appare subito impegnato a dichiarare a Filinte la propria incapacita\u0300 di accettare corruzione e ipocrisia. E a nulla valgono i miti consigli dell\u2019amico: non passa un attimo che Alceste sbatte in faccia al potente Oronte di aver detestato un suo sonetto&#8230; Naturale che Oronte non la prenda affatto bene. E con la medesima tragicomica caparbieta\u0300 si pone in modo \u201cstonato\u201d in ognuno dei suoi rapporti sociali, traendone insoddisfazione, rabbia, infelicita\u0300, fino ad autoemarginarsi dal mondo. \u00abE\u0300 uno spettatore passivo della vita, talmente scontento da rimanere immobilizzato a causa del suo avvilimento\u00bb dice la regista di questo disperato e disarmonico eroe, emblema di come l\u2019uomo sia sempre in difficolta\u0300 nella percezione di una realta\u0300 sfuggente.<\/p>\n<p>\u00abNe \u201cIl Misantropo\u201d piu\u0300 che la trama, contano le relazioni umane che sono poi la cosa piu\u0300 importante della nostra vita\u00bb approfondisce ancora nelle sue note. \u00abNell\u2019arco di una giornata Alceste rompe con la societa\u0300 malata in cui vive. E\u0300 un essere intelligente e ironico ma che nutre un odio feroce per gli uomini che fa ingigantire in lui la percezione dei loro difetti. E\u0300 un essere contraddittorio, contemporaneamente saggio e folle, che ama proprio la donna che incarna tutti i vizi che lui odia o, forse, la ama proprio per questo.<\/p>\n<p>Ho cercato di approfondire al massimo queste relazioni e, nello stesso tempo, di far diventare carne i versi di Molie\u0300re tradotti nell\u2019italiano di Cesare Garboli. Lavorando da anni su Molie\u0300re e in particolare su questo testo, ho cercato anche di cogliere cio\u0300 che sta sotto a un linguaggio ricercato e \u201cantico\u201d, ma che, a tratti, pare scritto col sangue da un poeta veggente. E se nei primi tre atti ancora, qua e la\u0300, traluce il genio comico dell\u2019autore, nel quarto sprofonda nella follia e nel quinto nel disincanto, aprendo la strada al Teatro moderno\u00bb.<\/p>\n<p>\u201cIl Misantropo\u201d di Molie\u0300re va in scena nella traduzione di Cesare Garboli e nell\u2019adattamento e per la regia di Monica Conti. Ne sono interpreti Roberto Trifiro\u0300 (Alceste), Davide Lorino (Filinte), Nicola Stravalaci (Oronte), Flaminia Cuzzoli (Celime\u0300ne), Angelica Leo (Eliante), Stefania Medri (Arsinoe\u0300), Stefano Braschi (Acaste), Antonio Giuseppe Peligra (Clitandro), Monica Conti (pianista). Il disegno luci e\u0300 di Cesare Agoni, le scene sono di Andrea Anselmini, i costumi di Roberta Vacchetta, le musiche di Giancarlo Facchinetti, cura luci e suoni Rossano Siragusano.<\/p>\n<p>Lo spettacolo va in scena da martedi\u0300 3 aprile alle ore 19.30 alla Sala Bartoli per il cartellone \u201caltripercorsi\u201d del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Le repliche si terranno fino a domenica 8 aprile alle ore 16.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify\">Monica Conti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si diploma in regia alla \u201cCivica Scuola Paolo Grassi\u201d di Milano e in pianoforte al Conservatorio di Brescia. Dal 1986 lavora come attrice per 10 anni diretta dai maggiori registi italiani. Nel 1989 debutta nella regia mettendo in scena \u201cFaust. Un travestimento\u201d di Sanguineti. La regia diviene il suo proincipale capo d\u2019azione dal 1996: firma fra gli altri \u201cAprile a Parigi\u201d di Goldberg, \u201cStretta sorveglianza\u201d di Genet, \u201cL\u2019ultimo nastro di Krapp\u201d di Beckett, \u201cVoltati, parlami\u201d di Moravia, \u201cLa donna di pietra\u201dispirato a Emily Dickinson di cui e\u0300 anche autrice, \u201cIl sottotenete Gustl\u201d di Schnitzler, \u201cMinetti\u201d di Bernhard con Gianrico Tedeschi&#8230; Riceve nel 2001 il Premio Hystrio alla regia, proprio per questi ultimi lavori. Ancora con Gianrico Tedeschi affronta Molie\u0300re, \u201cIl medico per forza\u201d, dello stesso autore mette in scena poi \u201cDispetto d\u2019amore\u201d. Poi e\u0300 la volta di Grillparzer con \u201cle onde del mare e dell\u2019amore\u201d, del grande progetto su \u201cCoefore\u201d di Eschilo-Pasolini per la Biennale di Venezia e le Orestiadi di Gibellina, e dello \u201cStudio sull\u2019Adelchi\u201d di Manzoni con Franco Branciaroli. Dal 200 e\u0300 anche regista di lirica: le prime opere da lei firmate sono la dodecafonica \u201cBarrabas\u201d di Camillo Togni e \u201cIl mito di Caino\u201d di Franco Margola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ufficio stampa<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUn capolavoro molieriano come \u201cIl Misantropo\u201d rivela nella lettura della regista Monica Conti, risvolti ancor piu\u0300 potenti e universali: si sorride e si riflette sulle relazioni umane, non sempre facili, e si gode dell\u2019interpretazione accurata di un ottimo cast capeggiato da Roberto Trifiro\u0300 nel ruolo del titolo. 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