{"id":32505,"date":"2018-12-15T10:32:18","date_gmt":"2018-12-15T09:32:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=32505"},"modified":"2018-12-20T18:03:14","modified_gmt":"2018-12-20T17:03:14","slug":"copenaghen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/copenaghen.html","title":{"rendered":"Copenaghen"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/MASSIMO-POPOLIZIO-UMBERTO-ORSINI-GIULIANA-LOJODICE-in-COPENAGHEN-di-M.-Frayn_foto-Marco-Caselli-Nirmal_0667-683x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32506\" \/><\/figure>\n\n\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div style=\"text-align: left\" data-canvas-width=\"147.7058400000001\">\u00a0<\/div>\n<div data-canvas-width=\"291.22631999999993\">\n<p>Numeri come fossero parte del mare. Spaziosit\u00e0 sulla scena e rumore di dattilografia. Attori immersi al punto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>da crearne vortice.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 venuto a Copenhagen?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Tre fantasmi si interrogano sulla loro vita e sulle scelte importanti da loro effettuate. Scelte che hanno cambiato il destino dell\u2019umanit\u00e0 e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che , a distanza di un secolo, appaiono realmente dense di quell\u2019importanza che forse precedentemente c\u2019era sfuggita. Confessioni sincere tra morti che sono stati i pionieri della teoria atomica e della fisica quantistica. Purtroppo vissuta al tempo del nazismo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La spaziosit\u00e0 della scena raffigura<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>un\u2019aula universitaria con moltissime lavagne appese alle pareti, i numeri si susseguono anche nella tipologia<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>virtuale. Il colore predominante \u00e8 il grigio, anche sui vestiti e le lavagne sono piene di esercitazione e di formule.<\/p>\n<p>Copenhagen, Berlino, SS, astrofisica e fisica che equivale a politica.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>A volte \u00e8 pi\u00f9 difficile tenere separate le due cose.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La moglie, unica Donna sulla scena, ricopre il ruolo della narratrice ma anche quello della coscienza: \u00e8 lei quella che da voce ai pensieri pi\u00f9 nascosti.<\/p>\n<p>La musica \u00e8 un\u2019altra cosa, lei riesce a decidere per te.<\/p>\n<p>Si narra la storia dei progressi della fisica in questo spettacolo, ma anche e soprattutto si narra la nascita di una grande amicizia legata dalla passione per il proprio lavoro, che quando coincide con la passione appunto, lavoro in fondo pi\u00f9 non \u00e8.<\/p>\n<p>Camminando e parlando i due amici consolidano il loro rapporto che neppure la guerra e le diatribe politiche riescono a distruggere. La bellezza delle strutture matematiche si scontra dunque con gli interessi bellici ma, almeno stavolta, i danni sono inferiori di quello che avrebbero potuto essere.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Seduti, uno di fronte all\u2019altro, discutono sul l\u2019impossibilit\u00e0 di rinunciare all\u2019indipendenza morale. Sembrano bambini appassionati con la madre a bilanciare i giochi nella loro pericolosit\u00e0.<\/p>\n<p>Nuvole nere sorvolano il cielo come uno spettro minaccioso di cosa avremmo potuto fare di peggio di quello che gi\u00e0 stiamo facendo per danneggiare il nostro pianeta, i nostri simili e il nostro futuro, mentre sulle note della canzone francese La belle Vie, scatta la domanda importante: \u201cMa cosa rimane del nostro devastato, disonorato ma beneamato mondo?\u201d<\/p>\n<p>Ed improvvisamente un mondo molto diverso e terrificante inizia a prender forma nel dolore di chi paga le conseguenze.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 un fisico decidere il destino dell\u2019umanit\u00e0? Pu\u00f2 avere una responsabilit\u00e0 simile solo per svolgere il suo lavoro e scoprire nuovi orizzonti? E la rinuncia a tutto questo quanto costa?<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><b>Laura Poretti Rizman<\/b><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div data-canvas-width=\"291.22631999999993\">\u00a0<\/div>\n<div data-canvas-width=\"291.22631999999993\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left\" data-canvas-width=\"291.22631999999993\"><strong>Mercoled\u00ec 19 dicembre<\/strong> alle 17.30 si terr\u00e0 alla Sala Bartoli un incontro con\u00a0Umberto Orsini, il professor Sergio Fantoni \u00a0e il giornalista scientifico Fabio\u00a0nell\u2019ambito di ProESOF alla Sala Bartoli. I temi saranno quelli della\u00a0scienza, in collegamento allo spettacolo teatrale \u201cCopenaghen\u201d di Michael Frayn\u00a0con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice in cui si immagina\u00a0l\u2019incontro avvenuto alla fine della seconda guerra mondiale, fra Niels Bohr e\u00a0Werner Karl Heisenberg, impegnati su fronti opposti nella ricerca sulla bomba\u00a0atomica.<\/div>\n<div style=\"text-align: left\" data-canvas-width=\"291.2338800000001\">L\u2019incontro, come di consueto, \u00e8 a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti\u00a0disponibili.\u201d<\/div>\n<div style=\"text-align: left\" data-canvas-width=\"291.23304\">\u201cCopenaghen\u201d va in scena al Politeama Rossetti marted\u00ec 18 e mercoled\u00ec 19\u00a0dicembre alle ore 20.30 per il cartellone \u201cAltri percorsi\u201d del Teatro Stabile del\u00a0Friuli Venezia Giulia.<\/div>\n<div style=\"text-align: left\" data-canvas-width=\"233.79887999999997\">\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: left\" data-canvas-width=\"47.12688000000001\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: left\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice: cast di stelle per \u201cCopenaghen\u201d di Michael Frayn al Politeama Rossetti il 18 e 19 dicembre ospite della Stagione \u201caltri percorsi\u201d del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Lo spettacolo avvince trattando il tema della ricerca sulla bomba atomica alla fine della seconda guerra mondiale. Mercoled\u00ec 19 dicembre alle 17.30 incontro con Umberto Orsini, il professor Sergio Fantoni e il giornalista scientifico Fabio Pagan nell\u2019ambito di ProESOF alla sala Bartoli.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo penso che sarebbe stato un errore imperdonabile pensare di dar vita ad una Compagnia teatrale che porti il mio nome senza pensare all&#8217;opportunit\u00e0 di rimettere in scena uno spettacolo come \u201cCopenaghen\u201d\u00bb dichiara Umberto Orsini. \u00abQuando decisi di avere accanto a me un attore come Massimo Popolizio affidandogli anche la regia di &#8220;Il prezzo&#8221; di Miller mi era chiaro che questa collaborazione non sarebbe stata un episodio isolato. Era evidente che insieme avremmo potuto dare vita a qualcosa che oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile trovare e cio\u00e8 a quel teatro di recitazione nel quale entrambi, seppure in epoche diverse, siamo cresciuti e al quale ci ispiriamo. Ed ecco che riproporre &#8220;Copenaghen&#8221;, la pi\u00e8ce di Frayn che insieme a Giuliana Lojodice ci aveva visti interpreti per la prima volta diciotto anni fa, mi \u00e8 sembrata una scelta quasi obbligata\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco allora approdare nuovamente anche al Politeama Rossetti una straordinaria Compagnia teatrale in un eccellente esempio di drammaturgia, di teatro, di pensiero: \u201cCopenaghen\u201d. Fin dall\u2019applauditissimo esordio del 1999, nella regia di Mauro Avogadro, lo spettacolo \u2013 interpretato da Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice \u2013 ha conquistato tutti e l\u2019attenzione che suscita ora, vent\u2019anni dopo, non \u00e8 cambiata affatto.<\/p>\n<p>In particolare allo Stabile regionale \u2013 che da alcune stagioni traccia un proprio itinerario di ricerca intrecciando temi scientifici e linguaggi teatrali, in sinergia con ProEsof, nell\u2019attesa del 2020 quando Trieste sar\u00e0 Capitale Europea della Scienza \u2013 \u201cCopenhagen\u201d di Michael Frayn rappresenta un irrinunciabile momento di discussione e conoscenza.<\/p>\n<p>In un luogo che ricorda un&#8217;aula di fisica, immerse in un&#8217;atmosfera quasi irreale, tre persone parlano di cose successe in un lontano passato, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Karl Heisenberg (Popolizio). Tentano di chiarire il misterioso episodio avvenuto nel 1941: il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr nella Danimarca occupata dai nazisti. Coinvolti nella ricerca scientifica su fronti opposti ed entrambi prossimi a chiudere la ricerca sulla bomba atomica, i due ebbero un colloquio i cui contenuti non sono mai stati svelati. Perch\u00e9 l\u2019allievo volle incontrare il maestro proprio in quel momento? Per offrire protezione a Bohr in cambio di qualche segreto? Oppure al contrario, mosso da scrupoli morali ed essendo vicinissimo al traguardo, Heisenberg desiderava dare informazioni agli avversari?<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: left\">Michael Frayn parte da tali quesiti per creare un appassionante groviglio in cui i piani temporali si sovrappongono, dando un valore universale alle questioni poste dai protagonisti. Le diverse ipotesi fatte all&#8217;epoca vengono enunciate una dopo l&#8217;altra portando in scena diversi incontri tra i due fisici, con diversi andamenti. Metaforicamente si traducono in struttura portante dell\u2019impianto drammaturgico, quel Principio di Indeterminazione e di Complementariet\u00e0 pronunciati molte volte nella pi\u00e8ce e cos\u00ec determinanti per l&#8217;elaborazione della teoria della relativit\u00e0 di Einstein. Non \u00e8 possibile una sola verit\u00e0 oppure una sintesi efficace delle diverse verit\u00e0 perch\u00e9 una verit\u00e0 \u00e8 semplicemente un punto di vista, il punto di vista di chi l&#8217;ha enunciata. Tutto \u00e8 umano, niente \u00e8 assoluto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\u201cCopenaghen\u201d di Michael Frayn va in scena per la regia di Mauro Avogadro e nell\u2019interpretazione di Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice.<br \/>Le scene sono di Giacomo Andrico, i costumi di Gabriele Mayer, le luci di Carlo Pediani, il suono di Alessandro Saviozzi. Lo spettacolo \u00e8 una produzione della Compagnia Umberto Orsini e del Teatro di Roma \u2013 Teatro Nazionale in co-produzione con CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. Si ringrazia: Emilia Romagna Teatro Fondazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\u201cCopenaghen\u201d va in scena al Politeama Rossetti marted\u00ec 18 e mercoled\u00ec 19 dicembre alle ore 20.30 per il cartellone \u201cAltri percorsi\u201d del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si pu\u00f2 rivolgere al numero 040. 3593511.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Numeri come fossero parte del mare. Spaziosit\u00e0 sulla scena e rumore di dattilografia. 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