{"id":33690,"date":"2019-03-24T18:53:43","date_gmt":"2019-03-24T17:53:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=33690"},"modified":"2019-04-01T10:01:23","modified_gmt":"2019-04-01T09:01:23","slug":"platonov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/platonov.html","title":{"rendered":"Platonov"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di grande effetto la rappresentazione della Compagnia Il Mulino di Amleto che ha portato in scena alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti di Trieste,  per la regia di Marco Lorenzi il primo dramma di Anton Cechov, \u201cPlatonov\u201d.  Lo spettacolo \u00e8 stato ospite della Stagione \u201cAltri percorsi\u201d del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ed ha saputo dimostrare come un testo scritto in un altro contesto storico e sociale, possa essere attuale. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il modo usato dal regista \u00e8 stato quello di coinvolgere il pubblico, attraverso lo sviluppo dei sensi durante lo spettacolo. Sono stati offerti dei bicchieri di vodka, e di volta in volta quando i calici sul palcoscenico si alzavano, il brindisi veniva rivolto anche al pubblico, cos\u00ec come gli sguardi nel loro dialogare. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Di grande bravura tutti gli attori e di grande impatto la scelta registica, che nel finale \u00e8 esplosa con una sintonia poetica piovigginante.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La musica scelta \u00e8 stata talmente perfetta nonostante il divario dei secoli che non toglieva nulla al testo, rendendolo contemporaneo. Il vortice pericoloso di una vetrata in movimento ha creato il giusto scompiglio e tutto si \u00e8 svolto nel minor tempo possibile, senza tuttavia omettere nulla.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Platonov<br> <em>Un modo come un altro per dire che la felicit\u00e0 \u00e8 altrove<br> <\/em><\/strong><em>da <\/em>Anton Cechov<br> <em>uno spettacolo di <\/em>Il Mulino di Amleto<br> <em>regia <\/em>Marco Lorenzi<br> <em>riscrittura <\/em>Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo<br> <em>con <\/em>Michele Sinisi<br> <em>e con <\/em>Stefano Braschi, Roberta Calia, Yuri D\u2019Agostino, Barbara Mazzi,<br> Raffaele Musella, Rebecca Rossetti, Angelo Maria Tronca<br> <em>produzione <\/em>Elsinor  Centro di Produzione Teatrale, TPE &#8211; Teatro Piemonte Europa, Festival  delle Colline Torinesi &#8211; Torino Creazione Contemporanea<br> <em>con il sostegno di <\/em>La Corte Ospitale- Progetto Residenziale 2018<br> <em>in collaborazione con <\/em>Viartisti per la residenza al Parco Culturale Le Serre<br> <em>si ringrazia lo sponsor <\/em>Antica Distilleria Quaglia <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Laura Poretti Rizman<br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG_9264.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33691\" \/><figcaption>Platonov, foto fornita da Teatro Stabile del FVG<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante i tumulti della rivoluzione russa del 1917, la sorella di Anton Cechov nascose in una\ncassetta di sicurezza a Mosca molti manoscritti del fratello per proteggerli. La cassetta fu aperta\nsoltanto quattro anni dopo e fu scoperta un\u2019opera teatrale del tutto sconosciuta del grande autore\nrusso: \u201cBezotcov\u0161\u010dina\u201d che significa \u201corfano di padre\u201d ad indicare un\u2019opera \u201cSenza Titolo\u201d.\n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quest\u2019opera, \u201cPlatonov\u201d, arriva ora sul palcoscenico della Sala Bartoli dal 26 al 31 marzo per la\nregia di Marco Lorenzi ed \u00e8 una creazione della compagnia Il Mulino di Amleto: sar\u00e0 ospite per il\ncartellone \u201cAltri Percorsi\u201d del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cechov la scrisse a soli 21 anni e rappresenta il fallimento della sua utopia giovanile di raccontare\nla vita appieno, nei suoi pi\u00f9 profondi meccanismi. In \u201cPlatonov\u201d \u2013 suo primo dramma \u2013 tale utopia\nsi scontra infatti contro la vita stessa e l\u2019impossibilit\u00e0 di coglierla nella sua interezza in un dramma\nteatrale. \u201cPlatonov\u201d appare allora come un testo non concluso, ricchissimo di azione, personaggi,\nargomenti affrontati, molto spesso lo si considera addirittura \u201cnon rappresentabile\u201d&#8230;\n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0, evidenziano gli artisti de \u201cIl Mulino di Amleto\u201d \u00abQuesto \u00e8 \u201cPlatonov. Un modo come un\naltro per dire che la felicit\u00e0 \u00e8 altrove\u201d: un\u2019opera non finita per esseri umani non finiti, incompleti,\nincerti, resi fragili dal loro \u201cvoler essere\u201d che si scontra inevitabilmente con ci\u00f2\u0300 che sono nella\nrealt\u00e0. Come noi\u00bb. \u00c8 dunque l\u2019espressione del talento che gi\u00e0 negli anni giovanili Cechov possedeva\nnell\u2019osservare il genere umano e di coglierne i motivi universali e profondi, quelli che ancora oggi\nci parlano con intensit\u00e0.\n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dramma racconta di una calda estate che i protagonisti trascorrono fra fiumi di parole e di vodka\nnella tenuta ormai decadente di Anna Petrovna. Fra i frequentatori appaiono Sergej Pavlovic\nVojnjcev \u2013 figliastro di Anna e artista teatrale \u2013 il ricco Porfirij, con il figlio medico Kirill, ma\nsoprattutto il maestro elementare Platonov e sua moglie Sasha, tradita e infelice. Dall\u2019uomo sono\ninfatti attratte la stessa Anna e la giovane Sofja: dipinte nei toni di una vacanza festosa, le scene fra\ncostoro rivelano in realt\u00e0 il vuoto di molti animi, la solitudine dei personaggi e la loro talvolta\ninconsistente, talaltra disperata sete d\u2019amore.\n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer raccontare la tenuta di Anna e Vojinicev e la \u201ccarne umana\u201d che la abita \u2013 anticipa il regista Marco Lorenzi \u2013 ho bisogno di una vetrata, tanti bicchieri e bottiglie trasparenti come lo sguardo degli attori e le loro lacrime, un lungo tavolo dove tutti si incontrano, un video per cogliere i dettagli  di questa umanit\u00e0, usare il \u201cvoi\u201d come C\u0115chov per poi scivolare nel \u201ctu\u201d, perch\u00e9 il rapporto tra due persone sta cambiando. E vestiti belli, perch\u00e9 questa umanit\u00e0 e questi attori sono belli, belli, belli e io li amo\u00bb.<br> Anche al pubblico per\u00f2, la compagnia de Il Mulino di Amleto deve chiedere qualcosa: di abbandonare gli schematismi della fruizione teatrale e l\u2019idea della quarta parete&#8230; \u00abQuesto raccontiamo \u2013 conclude infatti il regista \u2013 amore, gioia e vita. In sintesi, un allestimento scarno, non realistico ma vero, puro, che chiede al pubblico di essere e sentirsi parte della storia che viene raccontata. Avvicinare le distanze per condividere la furia, le emozioni e i dolori che esploderanno inevitabili\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPlatonov. Un modo come un altro per dire che la felicit\u00e0 \u00e8 altrove\u201d va in scena alla Sala Bartoli da\nmarted\u00ec 26 marzo alle ore 19.30 e replica nei consueti orari fino a domenica 31 marzo per il\ncartellone \u201cAltri percorsi\u201d del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La compagnia Il Mulino di Amleto\n<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAffrontare i classici come fossero testi contemporanei e i testi contemporanei come fossero testi\nclassici\u00bb. Su questo duplice percorso si muove Il Mulino di Amleto, considerata una delle pi\u00f9\nsignificative compagnie under 35, nata nel 2009 da un gruppo di giovani attori diplomati alla Scuola\ndel Teatro Stabile di Torino. Nel corso degli anni la Compagnia si \u00e8 saputa distinguere per\nproduzioni molto diverse tra loro, spesso riletture di testi noti e altri meno noti, in cui centrale\nrimane sempre il lavoro d\u2019attore e di regia e il piacere, ogni volta, di intraprendere sfide\ndrammaturgiche nuove e stimolanti. Gli spettacoli, diretti da Marco Lorenzi, sono stati portati in\ntutta Italia e hanno raggiunto anche la Cina e la Svizzera.\n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in\ninternet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si\npu\u00f2 rivolgere al numero 040. 3593511.\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\ufeff\u201cLa compagnia Il Mulino di Amleto porta in scena per la regia di Marco Lorenzi il primo dramma di Anton Cechov, \u201cPlatonov\u201d. Coinvolgente messinscena di un testo utopico, pieno di sentimento e di attenzione per il genere umano. 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