{"id":38529,"date":"2021-05-18T21:50:27","date_gmt":"2021-05-18T20:50:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=38529"},"modified":"2021-05-30T10:53:37","modified_gmt":"2021-05-30T09:53:37","slug":"chi-ha-visto-coco-moi-gabrielle-chanel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/chi-ha-visto-coco-moi-gabrielle-chanel.html","title":{"rendered":"Chi ha visto Coco? Moi, Gabrielle Chanel"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teatro Stabile Sloveno<\/strong><\/p>\n<p><strong>e \u0160KUC Gledali\u0161\u010de Ljubljana<\/strong><\/p>\n<p><strong>Maja Gal \u0160tromar<\/strong><\/p>\n<p><strong>CHI HA VISTO Coco?<\/strong><\/p>\n<p><strong>MOI, GABRIELLE CHANEL<\/strong><\/p>\n<p><strong>regia: Yulia Roschina<\/strong><\/p>\n<p><u><strong>PRIMA ASSOLUTA &#8211; dal 21 maggio al TSS<\/strong><\/u><\/p>\n<figure id=\"attachment_38536\" aria-describedby=\"caption-attachment-38536\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/chi-ha-visto-coco-moi-gabrielle-chanel.html\/coco-ssg-foto-jaka-varmuz-7\" rel=\"attachment wp-att-38536\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-38536\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Coco-SSG-foto-Jaka-Varmuz-7-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-38536\" class=\"wp-caption-text\">Coco SSG foto Jaka Varmuz<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Una nuova riapertura per il Teatro Stabile Sloveno che ieri sera ha presentato una prima mondiale, ovvero il debutto dello spettacolo di Maja Gal \u0160tromar in <strong>Chi ha visto Coco? Moi, Gabrielle Chanel<\/strong>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La stagione in abbonamento del Teatro Stabile Sloveno ha dunque ripreso dopo la sospensione causa disposizione anti propagazione del Covid. Da venerd\u00ec 21 maggio andr\u00e0 in scena la produzione creata in occasione del cinquantesimo anniversario dalla scomparsa dell&#8217;iconica stilista. Come ogni spettacolo in programmazione nel bellissimo teatro triestino, ci saranno dei pannelli illuminati che riporteranno la sovratitolatura in lingua italiana.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Lo spettacolo che per la prima volta vede la collaborazione della regista Yulia Roschina, una delle artiste\u00a0 pi\u00f9 apprezzate della scena teatrale slovena attuale con il TSS, \u00e8 una ricerca psicologica all&#8217;interno dell&#8217;animo della stilista interpretata da Maja Blagovi\u010d, che nello spettacolo riporta come unico contatto di fiducia la compagnia della sua cameriera interpretata da Lara Jankovi\u010d. Attraverso simbolismi che uniscono varie arti dello spettacolo, ci ritroviamo di fronte a una grande rappresentazione drammaturgica. Il nero dello sfondo viene a tratti illuminato da bagliori di pantaloni bianchi e lustrini, simbolo dei suoi capi di maggior successo. Una fila di scarpe in prima fila viene trascinata creando suono, il canto sguaiato e urlato lascia spazio alla melodia canora, la sfilata di successo porta il sangue sul tailleur pi\u00f9 conosciuto al mondo, le perle lunghe vengono portate via in punto di morte ma rimangono attaccate al ricordo di questa grandissima donna.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Lo spettacolo va visto conoscendo la vita dell&#8217;artista, la sua genialit\u00e0, la sua caparbiet\u00e0 che pu\u00f2 passare per freddezza. Una donna stabilmente puntata al successo che ha raggiunto nonostante le difficolt\u00e0, abbandonando per\u00f2 l&#8217;unico valore per il quale conti davvero vivere, ovvero l&#8217;amore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Di Chanel si\u00a0 \u00e8 parlato moltissimo negli anni sia come stilista che come esponente di un pensiero femminista. Pochi sanno del suo percorso economico e della sua vita per\u00f2 e di quanto tutto questo sia costato in termini di sopravvivenza.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La libert\u00e0 non \u00e8 voluta dagli umani, dice Coco ad un tratto, ma in fondo nessuno pu\u00f2 dirsi davvero libero, neppure lei legata cos\u00ec tanto alla sua voglia di superare i tempi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Coco \u00e8 stata una donna emancipata, che ha saputo scavalcare come ad un tratto accade sul palcoscenico, quello che poteva esserle d&#8217;impaccio. Ha scavalcato un&#8217;infanzia difficilissima da orfana, ha saputo trarre da una situazione di difficolt\u00e0 una grande opportunit\u00e0. Dalle suore dove \u00e8 stata accolta ha imparato a cucire e ben presto ha superato i suoi limiti, il sua povert\u00e0, l&#8217;esser sola al mondo, il fatto d&#8217;esser donna e tanto altro rendendosi<\/em><em> conto di poter fare con naturalezza tutto quello che voleva senza porsi limiti. Tutto quello che ha creato lo ha fatto principalmente per se stessa, per poter render gioia al suo essere donna. Partita dalla costruzione di cappelli, passata all&#8217;alta moda, ai profumi ed ai gioielli, ben presto divenne una\u00a0 temibile donna d\u2019affari. Fu la prima\u00a0 a creare un\u2019azienda indipendente e dalle dimensioni internazionali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fu una visionaria: Gabrielle Chanel inventa sicura e disinvolta come nessun&#8217;altra e riscrive le regole dello stile, creando un intramontabile punto di riferimento per la moda contemporanea. La sua linea era semplice ed allo stesso momento lussuosa. Il suo pi\u00f9 grande pregio per\u00f2 rimaneva quello di essere libera da costrizioni, essendo lei stessa il manager della sua azienda.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Una donna cos\u00ec non poteva esimersi dall&#8217;esser musa per molti, ma anche e soprattutto amante dell&#8217;arte della quale divenne sostenitrice soprattutto nella corrente d&#8217;avanguardia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il linguaggio utilizzato per il racconto sar\u00e0 misto, passando da frammenti del testo originale alla musica scritta da Branko Ro\u017eman, supportata dal sottotesto proposto dai movimenti coreografici creati da Ana Pandur. I costumi sono di\u00a0 Vasilija Fi\u0161er, che firma anche le scene. Il video e light design \u00e8 a cura di Jaka Varmu\u017e. Lo spettacolo \u00e8 una coproduzione con il teatro \u0160KUC di Ljubljana.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Lo spettacolo del Chi ha visto Coco? Moi, Gabrielle Chanel andr\u00e0 in scena nella sala principale del TSS a Trieste fino a fine mese, per aprire poi la stagione in abbonamento a Gorizia il 31 maggio, mentre il 14 luglio sar\u00e0 in tourn\u00e9e al teatro di Capodistria nell&#8217;ambito del Festival estivo del litorale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Tutte le repliche a Trieste e Gorizia saranno sovratitolate in italiano. Gli spettacoli serali avranno inizio alle ore 20.00, quelli pomeridiani alle 16.00. La domenica pomeriggio \u00e8 confermato il servizio di navetta gratuita per chi arriva da fuori citt\u00e0. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Laura Poretti Rizman<u><br \/>\n<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><u><strong>\u00a0<\/strong><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Coco Gabrielle Bonheur Chanel \u00e8 stata ed \u00e8 tuttora un&#8217; icona di stile, una delle imprenditrici pi\u00f9 ricche del secolo scorso, una personalit\u00e0 pubblica controversa che con la propria stravaganza, l&#8217;impermeabilit\u00e0 alle convenzioni e il temperamento fuori dal comune ha saputo ispirare milioni di persone, liberando la donna al tempo stesso dai corsetti e da molti pregiudizi. Lo stupore di fronte alla storia di una bambina orfana, capace di sfuggire alla povert\u00e0 e di proiettarsi nell&#8217;olimpo del successo \u00e8 per molti la trama di una fiaba meravigliosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto Coco ha saputo esprimere con raffinatezza attraverso la creazione di abiti \u00e8 soltanto un lato della medaglia. L&#8217;altro lato \u00e8 quello che lo spettacolo prova a immaginare, come spiega la regista Yulia Roschina: \u00bb<em>A sentire il suo nome, si delinea davanti ai nostri occhi la figura che lei aveva disegnato per noi nel corso della sua vita. Ma pochi sanno cosa si celi dietro a quest\u2019immagine di facciata che lei aveva rifinito con tanta arguzia e che aveva tutelato. Sotto l\u2019immagine curata, quasi un\u2019uniforme, ripulita da tutto il superfluo, che aveva liberato la donna, restituendole leggerezza e spontaneit\u00e0, si nasconde infatti una bambina che per tutta la vita aveva inseguito l\u2019amore e che in tutti i modi lo aveva combattuto.<\/em>\u00ab<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al centro della ricerca nella psicologia sfuggente del personaggio, dalla quale deriva l&#8217;ispirazione per il testo teatrale, ci sono le parole stesse di Coco Chanel: \u00bb<em>Come donna ho fallito<\/em>.\u00ab Maja Gal \u0160tromar ha immaginato il confronto di una donna di successo con la propria vita e soprattutto con tutto quanto \u00e8 stato necessario sacrificare per la realizzazione del sogno di bambina. Il tema \u00e8 stato sviluppato nella forma di un dialogo che appare pi\u00f9 come un monologo a due voci e della cui struttura l&#8217;autrice rivela:\u00bb<em>L\u2019arco della narrazione nel testo non si appuntisce mai per formare un triangolo, non si annoda mai del tutto, e quindi non pu\u00f2 snodarsi in un gran finale, non nel catartico ah-a; di scena in scena, ora malvagiamente, ora silenziosamente, ora di nuovo cruentemente scorre e si avventa senza apoteosi, senza squilli di tromba, lasciando dietro di s\u00e9 porte socchiuse senza risposta.\u00ab Allo stesso modo molte domande rimarranno eternamente senza risposta, mentre il senso dello spettacolo \u00e8 racchiuso nella sua dedica, in quanto \u00bbritratto di un certo tempo, del nostro tempo, di tutti noi, al di l\u00e0 del genere.<\/em>\u00ab<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Teatro Stabile Sloveno e \u0160KUC Gledali\u0161\u010de Ljubljana Maja Gal \u0160tromar CHI HA VISTO Coco? 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