{"id":38918,"date":"2021-07-14T17:54:31","date_gmt":"2021-07-14T16:54:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=38918"},"modified":"2021-07-14T17:55:40","modified_gmt":"2021-07-14T16:55:40","slug":"festival-estivo-del-litorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/festival-estivo-del-litorale.html","title":{"rendered":"Festival estivo del Litorale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/festival-estivo-del-litorale.html\/festil\" rel=\"attachment wp-att-38919\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38919\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/festil-300x112.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"112\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">dal 25 giugno al 6 agosto 2021<br \/>\nFESTIL_Festival estivo del Litorale<br \/>\nsesta edizione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Programma spettacoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">venerd\u00ec 25 giugno, ore 18.00 | Trieste, Sala Beethoven<br \/>\nAdriatico<br \/>\ndrammaturgia, scenografia, costumi, musiche, animazioni, disegno luci e regia Sini\u0161a Novkovi\u0107<br \/>\ncon Serena Ferraiuolo, Giuseppe Nicodemo, Andrea Tich<br \/>\nvoce Aleksandar Cvjetkovi\u0107<br \/>\nproduzione Dramma Italiano Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc Fiume<br \/>\nin collaborazione con il Teatro Civico dei giovani di Spalato<br \/>\nprima nazionale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mare Adriatico \u00e8 il nostro mare, ci\u00f2 che ci unisce e ci\u00f2 che ci divide. Questo divertente spettacolo per famiglie vi trasporter\u00e0 con una trama da \u201cgiallo-criminale\u201d alla scoperta dei segreti del nostro mare: \u201cesiste una storia\u2026 una storia che va raccontata ad ogni costo!\u201d.<br \/>\nTre oceanografi, a fronte di alcune interferenze alle loro strumentazioni, decidono d\u2019immergersi e svelare il mistero. In fondo al mare trovano un enorme scrigno contenente un inimmaginabile tesoro. Per poterlo recuperare i nostri Andrea, Giuseppe e Serena, dovranno svolgere un compito molto difficile: raccontare la storia di tutte le storie. Insieme a Capitan Luigi, la Foca Chiacchierona, la Seppia Scoreggina e molti altri abitanti del nostro mare, viaggeremo sull\u2019onda della fantasia. Tra proiezioni mozzafiato e buffi personaggi, vi immergerete in uno spettacolo carico di adrenalina e divertimento. Riusciranno i nostri amici a conquistare l\u2019ambito tesoro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">marted\u00ec 29 giugno, ore 21.00 | Trieste, Sala Beethoven \/ in replica a Udine il 30 giugno<br \/>\nCrist\u00d2tem<br \/>\nregia\/drammaturgia Elvira Scorza<br \/>\ninterpreti Noemi Grasso, Alessandro Pizzuto<br \/>\nprogetto sonoro Filippo Conti<br \/>\nprogetto scenografico Rosita Vallefuoco<br \/>\nprogetto luci Umberto Camponeschi<br \/>\nproduzione Golden Show s.r.l. Impresa Sociale, Tinaos, L\u2019Effimero Meraviglioso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">prima assoluta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Argo. Sul monte pi\u00f9 alto della citt\u00e0, dopo anni di razzie e disinteresse, la reggia degli Atridi \u00e8 diventata un cumulo di macerie ormai insignificanti. Il l regno \u00e8 decaduto e la famiglia reale \u00e8 stata destituita dal popolo; chi doveva morire \u00e8 morto, consumandosi nell\u2019attesa di Oreste e della giustizia di cui doveva farsi tramite. Unica depositaria della storia della famiglia \u00e8 Crisotemi, la quale prima di morire deve assolvere l\u2019ultimo compito rimastole: annunciare al fratello che tutto si \u00e8 compiuto, anche senza di lui. Una mattina, Crisotemi vede arrivare un visitatore in cui riconosce suo fratello Oreste. Lo accoglie, senza sapere che in realt\u00e0 l\u2019uomo non \u00e8 suo fratello ma Astianatte, unico sopravvissuto della famiglia reale troiana. \u00c8 arrivato ad Argo con una verit\u00e0 da mettere alla prova: Crisotemi in realt\u00e0 \u00e8 il nome con cui nasconde al mondo la sua codardia Ifigenia, primogenita destinata al sacrificio da cui dipendeva il destino della guerra contro Troia. La storia fu raccontata ad Astianatte dal vecchio Ulisse, il quale lasci\u00f2 in vita il piccolo destinato alla morte perch\u00e9 commosso dalla sua paura, cos\u00ec familiare nel suo ricordo a quella che salv\u00f2 la vita a Ifigenia, condannandola per\u00f2 a un futuro nascosto dal peso della vergogna. Svelati nella loro identit\u00e0, i due si troveranno accomunati da un destino del tutto antieroico: devono la vita alla codardia, loro o di chi aveva in mano il loro destino. E troveranno in questa paura terreno fertile perch\u00e9 nascano nuovi valori per cui resistere.<br \/>\nCrisotemi non fa parte dell\u2019amalgama di vite accecate dal male &#8211; come il patronimico vuole &#8211; e il suo ruolo nelle gesta della famiglia \u00e8 sempre confinato all\u2019esecuzione dei riti domestici, alla pretesa utopistica di salvare l\u2019armonia familiare, alla ricerca di una semplicit\u00e0 quotidiana. Sembra cos\u00ec inutile da essere persino eliminata, a volte, dalla saga.<br \/>\nEcco la preziosit\u00e0 del mito: la contraddizione, che non sfugge a chi dal mito trae poesia. Euripide ci racconta della sparizione del corpo di Ifigenia sulla pira, per poi ritrovarla in Tauride, viva. Tutti la credevano morta e invece aspetta il ritorno di Oreste, senza saperlo. In questa piega del mito nasce l\u2019idea di CRIST\u00d2TEM: se in Ifigenia la paura avesse vinto sul senso del dovere, che piega avrebbe preso il mito? Chi sarebbe allora questa Crisotemi di cui nessuno realmente racconta le origini, quale sarebbe il suo ruolo? Quanto e come avrebbe avuto inizio la guerra di Troia, quali conseguenze su chi la combatt\u00e9 e soprattutto, il piccolo Astianatte, avrebbe trovato in Ulisse un cuore sensibile al pianto della paura, tanto da salvarsi la vita?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DOPO LO SPETTACOLO<br \/>\nCRIST\u00f2TEM<br \/>\nper il ciclo di incontri<br \/>\nIndagare il tempo &#8211; teatro e sociale in dialogo con il presente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Interverranno gli interpreti dello spettacolo con la Dott.ssa Giusy Guarino psicoterapeuta e presidente della Coop. Athena Citt\u00e0 della Psicologia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">mercoled\u00ec 30 giugno, ore 21.00 | Udine, Teatro San Giorgio<br \/>\nCrist\u00d2tem<br \/>\ntesto e regia Elvira Scorza<br \/>\ncon Noemi Grasso, Alessandro Pizzuto<br \/>\nprogetto sonoro Filippo Conti<br \/>\nprogetto scenografico Rosita Vallefuoco<br \/>\nprogetto luci Umberto Camponeschi<br \/>\nproduzione Golden Show srl \u2013 Impresa Sociale, Tinaos, L\u2019Effimero Meraviglioso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il sostegno del Comune di Udine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spettacolo realizzato in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto Blossoms\/Fioriture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Argo. Sul monte pi\u00f9 alto della citt\u00e0, dopo anni di razzie e disinteresse, la reggia degli Atridi \u00e8 diventata un cumulo di macerie ormai insignificanti. Il l regno \u00e8 decaduto e la famiglia reale \u00e8 stata destituita dal popolo; chi doveva morire \u00e8 morto, consumandosi nell\u2019attesa di Oreste e della giustizia di cui doveva farsi tramite. Unica depositaria della storia della famiglia \u00e8 Crisotemi, la quale prima di morire deve assolvere l\u2019ultimo compito rimastole: annunciare al fratello che tutto si \u00e8 compiuto, anche senza di lui. Una mattina, Crisotemi vede arrivare un visitatore in cui riconosce suo fratello Oreste. Lo accoglie, senza sapere che in realt\u00e0 l\u2019uomo non \u00e8 suo fratello ma Astianatte, unico sopravvissuto della famiglia reale troiana. \u00c8 arrivato ad Argo con una verit\u00e0 da mettere alla prova: Crisotemi in realt\u00e0 \u00e8 il nome con cui nasconde al mondo la sua codardia Ifigenia, primogenita destinata al sacrificio da cui dipendeva il destino della guerra contro Troia. La storia fu raccontata ad Astianatte dal vecchio Ulisse, il quale lasci\u00f2 in vita il piccolo destinato alla morte perch\u00e9 commosso dalla sua paura, cos\u00ec familiare nel suo ricordo a quella che salv\u00f2 la vita a Ifigenia, condannandola per\u00f2 a un futuro nascosto dal peso della vergogna. Svelati nella loro identit\u00e0, i due si troveranno accomunati da un destino del tutto antieroico: devono la vita alla codardia, loro o di chi aveva in mano il loro destino. E troveranno in questa paura terreno fertile perch\u00e9 nascano nuovi valori per cui resistere.<br \/>\nCrisotemi non fa parte dell\u2019amalgama di vite accecate dal male &#8211; come il patronimico vuole &#8211; e il suo ruolo nelle gesta della famiglia \u00e8 sempre confinato all\u2019esecuzione dei riti domestici, alla pretesa utopistica di salvare l\u2019armonia familiare, alla ricerca di una semplicit\u00e0 quotidiana. Sembra cos\u00ec inutile da essere persino eliminata, a volte, dalla saga.<br \/>\nEcco la preziosit\u00e0 del mito: la contraddizione, che non sfugge a chi dal mito trae poesia. Euripide ci racconta della sparizione del corpo di Ifigenia sulla pira, per poi ritrovarla in Tauride, viva. Tutti la credevano morta e invece aspetta il ritorno di Oreste, senza saperlo. In questa piega del mito nasce l\u2019idea di CRIST\u00d2TEM: se in Ifigenia la paura avesse vinto sul senso del dovere, che piega avrebbe preso il mito? Chi sarebbe allora questa Crisotemi di cui nessuno realmente racconta le origini, quale sarebbe il suo ruolo? Quanto e come avrebbe avuto inizio la guerra di Troia, quali conseguenze su chi la combatt\u00e9 e soprattutto, il piccolo Astianatte, avrebbe trovato in Ulisse un cuore sensibile al pianto della paura, tanto da salvarsi la vita?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">venerd\u00ec 2 luglio (in replica il 30 luglio), ore 18.00 e ore 19.30 | Udine, Area verde Ronald George McBride, viale San Daniele (antistante Teatro Palamostre)<br \/>\nCloudscapes \/ La forma delle nuvole<br \/>\nperformance immersiva di parole e nuvole<br \/>\nideazione e regia Lorna Rees<br \/>\nperformer Roberta Colacino<br \/>\nproduzione CSS\/Gobbledegook Theatre (Italia \u2013 UK)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">spettacolo selezionato a Caravan International Showcase &#8211; Brighton Festival \/ British Council<br \/>\nCon il sostegno del Comune di Udine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spettacolo realizzato in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto Blossoms\/Fioriture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cloudscapes \u00e8 un\u2019installazione \u201cdi parole e nuvole\u201d immersa in un anfiteatro di sedute all\u2019aperto, dove gli spettatori, distesi sulle proprie coperte, guardano il cielo e la mutabilit\u00e0 delle nuvole, per scoprire quanto esse assomiglino alla mutabilit\u00e0 dell\u2019animo umano.<br \/>\nIn cuffia, la voce di chi a pochi metri da noi, sar\u00e0 l\u00ec per raccontarci la sua storia. La storia di un viaggio iniziatico, forse il viaggio di una vita, sulla mitica Route 66, in compagnia del padre.<br \/>\nCloudscapes \u00e8 un\u2019opera molto personale, intima con un focus sul ruolo delle nuvole nei cambiamenti climatici.<br \/>\nAl termine, nelle vicinanze, si potr\u00e0 visitare il Museo delle nuvole e fermarsi a parlare della nostra \u201cvita fra le nuvole\u201d, con l\u2019attrice e gli altri spettatori.<br \/>\nIl CSS ha creato per Udine la prima versione italiana di questa creazione della compagnia inglese Gobbledegook Theatre, fra le pi\u00f9 brillanti e personali del panorama dell\u2019innovazione britannica, sempre molto sensibile ai problemi della Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pubblico: 30 spettatori<br \/>\nDispositivi:<br \/>\ncuffie igienizzate<br \/>\nil pubblico si distende su sedute gonfiabili.<br \/>\nsi chiede di portare con s\u00e9 un proprio asciugamano o una coperta su cui distendersi.<br \/>\nSe \u00e8 brutto tempo: portarsi un ombrello e\/o abbigliamento da pioggia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">sabato 3 luglio (in replica il 4 luglio), ore 18.15 e 20.15 | Trieste, Museo Storico e Parco del Castello di Miramare \u2013 Sala del Trono<br \/>\nParadiso dell\u2019inferno<br \/>\ncon Stefania Ventura, Luca Negroni, Malvina Ruggiano, Emma Nicole Morganti<br \/>\nmusiche Riccardo Moccia<br \/>\ntesto e lettura scenica a cura di Jacopo Squizzato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">produzione Golden Show srl \u2013 Impresa Sociale | Tinaos<br \/>\ncon il patrocinio del Comitato nazionale Dante 700<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una lettura in forma scenica che testimonia la necessit\u00e0 della pi\u00f9 immateriale delle arti: la poesia. Nel ghetto di Theresienstad venne allestito un vero e proprio teatro in cui artisti e intellettuali ebrei da tutta Europa si esibirono durante il corso della loro prigionia. Da l\u00ec partivano i treni diretti ai campi di sterminio. La famiglia Summer incontra l&#8217;opera dantesca in un contesto disumano. Il paradiso di Dante viene calato nel cuore nero del novecento. Alice, madre di Lenka dopo aver affrontato la deportazione della madre ad Auschwitz si prefigge come compito quelli di imparare l&#8217;intera Divina Commedia a memoria. Un canto di ribellione il suo, atto a costruire un muro d&#8217;amore attorno all&#8217;infanzia della figlia. I versi del sommo poeta si dimostrano il terreno su cui germogliano nuove speranze di bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">domenica 4 luglio, ore 18.15 e 20.15 | Trieste, Museo Storico e Parco del Castello di Miramare \u2013 Sala del Trono<br \/>\nParadiso dell\u2019inferno<br \/>\ncon Stefania Ventura, Luca Negroni, Malvina Ruggiano, Emma Nicole Morganti<br \/>\nmusiche Riccardo Moccia<br \/>\ntesto e lettura scenica a cura di Jacopo Squizzato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">produzione Golden Show srl \u2013 Impresa Sociale | Tinaos<br \/>\ncon il patrocinio del Comitato nazionale Dante 700<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una lettura in forma scenica che testimonia la necessit\u00e0 della pi\u00f9 immateriale delle arti: la poesia. Nel ghetto di Theresienstad venne allestito un vero e proprio teatro in cui artisti e intellettuali ebrei da tutta Europa si esibirono durante il corso della loro prigionia. Da l\u00ec partivano i treni diretti ai campi di sterminio. La famiglia Summer incontra l&#8217;opera dantesca in un contesto disumano. Il paradiso di Dante viene calato nel cuore nero del novecento. Alice, madre di Lenka dopo aver affrontato la deportazione della madre ad Auschwitz si prefigge come compito quelli di impararsi l&#8217;intera Divina Commedia a memoria. Un canto di ribellione il suo, atto a costruire un muro d&#8217;amore attorno all&#8217;infanzia della figlia. I versi del sommo poeta si dimostrano il terreno su cui germogliano nuove speranze di bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">marted\u00ec 6 luglio (in replica il 7 luglio), ore 19.30 | Trieste, Politeama Rossetti &#8211; Sala Bartoli<br \/>\nLe notti bianche<br \/>\ndi Fedor Dostoevskij<br \/>\nadattamento e regia Lorenzo Lavia<br \/>\nscene Eleonora Scarponi<br \/>\ncostumi Alessandro Lai<br \/>\ncon Lorenzo Lavia e Marial Bajma Riva<br \/>\nproduzione Golden Show srl \u2013 Impresa Sociale<br \/>\nin collaborazione con Istituto di Cultura e Lingua russa \u2013 Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">prima assoluta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 200\u00b0 anniversario dalla nascita dell\u2019autore, F\u00ebdor Dostoevskij, e universalmente considerato un capolavoro della narrativa mondiale di fine Ottocento, \u201cLe notti bianche\u201d vede protagonisti un uomo ed una giovane donna che si incontrano durante una lunga notte insonne, la prima di una lunga serie, in cui \u2013 complice il buio \u2013 si raccontano e si confidano fino ad innamorarsi. L\u2019amore per\u00f2, per quanto elemento centrale dell\u2019intera vicenda, non esaurisce in s\u00e9 la carica emotiva che il racconto riesce a trasmettere: quello che arriva come una deflagrazione \u00e8 il rapporto tra di loro e la grande solitudine che vivono e che riesce per un attimo a lasciare spazio alla comunicazione.<br \/>\nTrasporre in dialogo un racconto \u00e8 un\u2019operazione complessa e ambiziosa: \u00e8 necessario modulare abilmente un capolavoro per portarlo ad essere universalmente riconosciuto come esperimento visivo e non soltanto intellettuale. Il tipo di approccio utilizzato ha fatto leva in prima istanza sul rispetto quasi maniacale della parola originale, modulata e portata a servizio dei quella parlata. I due personaggi che si muovono in un non-tempo e in un non-spazio sono legati da un filo indissolubile che \u00e8 rappresentato dalla loro solitudine e dall\u2019angoscia che abita le loro notti, per l\u2019appunto, trascorse in bianco. Nelle loro lunghe chiacchierate hanno la possibilit\u00e0 di accedere a quel luogo segreto dell\u2019anima che solitamente non condividono con altri all\u2019infuori di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">mercoled\u00ec 7 luglio | ore 19.30 | Trieste, Politeama Rossetti &#8211; Sala Bartoli<br \/>\nLe notti bianche<br \/>\ndi Fedor Dostoevskij<br \/>\nadattamento e regia Lorenzo Lavia<br \/>\nscene Eleonora Scarponi<br \/>\ncostumi Alessandro Lai<br \/>\ncon Lorenzo Lavia e Marial Bajma Riva<br \/>\nproduzione Golden Show srl \u2013 Impresa Sociale<br \/>\nin collaborazione con Istituto di Cultura e Lingua russa \u2013 Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 200\u00b0 anniversario dalla nascita dell\u2019autore, F\u00ebdor Dostoevskij, e universalmente considerato un capolavoro della narrativa mondiale di fine Ottocento, \u201cLe notti bianche\u201d vede protagonisti un uomo ed una giovane donna che si incontrano durante una lunga notte insonne, la prima di una lunga serie, in cui \u2013 complice il buio \u2013 si raccontano e si confidano fino ad innamorarsi. L\u2019amore per\u00f2, per quanto elemento centrale dell\u2019intera vicenda, non esaurisce in s\u00e9 la carica emotiva che il racconto riesce a trasmettere: quello che arriva come una deflagrazione \u00e8 il rapporto tra di loro e la grande solitudine che vivono e che riesce per un attimo a lasciare spazio alla comunicazione.<br \/>\nTrasporre in dialogo un racconto \u00e8 un\u2019operazione complessa e ambiziosa: \u00e8 necessario modulare abilmente un capolavoro per portarlo ad essere universalmente riconosciuto come esperimento visivo e non soltanto intellettuale. Il tipo di approccio utilizzato ha fatto leva in prima istanza sul rispetto quasi maniacale della parola originale, modulata e portata a servizio dei quella parlata. I due personaggi che si muovono in un non-tempo e in un non-spazio sono legati da un filo indissolubile che \u00e8 rappresentato dalla loro solitudine e dall\u2019angoscia che abita le loro notti, per l\u2019appunto, trascorse in bianco. Nelle loro lunghe chiacchierate hanno la possibilit\u00e0 di accedere a quel luogo segreto dell\u2019anima che solitamente non condividono con altri all\u2019infuori di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">gioved\u00ec 8 luglio, ore 21.00 | Udine, Parco Moretti (zona chiosco)<br \/>\nVennero in tanti e si chiamavano gente \u2013 Viaggio di poesia e musica tra Spoon River e i suoi affluenti<br \/>\ndrammaturgia Hugo Samek<br \/>\ncon Klaus Martini e Nicoletta Oscuro<br \/>\nvoce e chitarre Matteo Sgobino<br \/>\ncontrabbasso e mandolino Alessandro Turchet<br \/>\nproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG \/ Martini-Oscuro-Sgobino-Turchet<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il sostegno del Comune di Udine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spettacolo realizzato in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto Blossoms\/Fioriture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un fiume di poesia, parole, canzoni, ridere rauco, ricordi tanti e nemmeno un rimpianto.<br \/>\nNavigando nel labirinto umano di Edgar Lee Masters, in quell\u2019epopea all\u2019incontrario che \u00e8 l\u2019Antologia di Spoon River e tuffandoci tra le note di De Andr\u00e9, reinventiamo uno spazio mitico, anti-eroico, limpido e sinceramente umano.<br \/>\nGli abitanti di una piccola citt\u00e0 di fantasmi raccontano la propria storia con la semplicit\u00e0 disarmante di chi dorme sotto l\u2019erba e sembra ormai giacere quieto.<br \/>\nLi ascoltiamo e ci pare di sentirci meno soli, osserviamo questa umanit\u00e0 imperfetta, fragile, e sorridiamo indulgenti nel vedere che ci somiglia.<br \/>\nUn omaggio agli abitanti dell\u2019immaginario paesino di Spoon River e al poeta De Andr\u00e9, che nel disco Non al denaro non all\u2019amore n\u00e9 al cielo mise in musica le loro storie fatte di vizi e virt\u00f9. Ideato dal Comune di Casarsa della Delizia (PN) a vent\u2019anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andr\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">venerd\u00ec 9 luglio, ore 21.00 | Udine, Parco Moretti (zona chiosco)<br \/>\nIn quelle tenebre \u2013 La verit\u00e0 \u00e8 un intreccio di voci<br \/>\ndi Gitta Sereny<br \/>\nuno spettacolo di Rosario Tedesco<br \/>\ncon Nicola Bortolotti e Rosario Tedesco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">prima assoluta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il sostegno del Comune di Udine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spettacolo realizzato in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto Blossoms\/Fioriture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Franz Stangl \u00e8 stato comandante dei campi di sterminio di Sobib\u00f3r e Treblinka, in Polonia. Ha prestato servizio in Italia a Udine e Trieste, presso la Risiera di San Sabba. Viene arrestato nel 1967 e rinchiuso a D\u00fcsseldorf, in Germania.<br \/>\nNella sua cella, nel 1971, la giornalista Gitta Sereny, lo intervista per 70 ore; ponendo le domande che ci assillano su come e perch\u00e9 tutto ci\u00f2 \u00e8 stato possibile.<br \/>\n\u00abOggi, il delicato ruolo di Gitta Sereny, credo debba esser affidato alla comunit\u00e0, ovvero al pubblico. Si proceder\u00e0 cos\u00ec, di domanda in domanda, di risposta in risposta. Poich\u00e9 una comunit\u00e0 che interroga il passato lo rende vivo\u00bb. Rosario Tedesco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DOPO LO SPETTACOLO<br \/>\nIN QUELLE TENEBRE<br \/>\nper il ciclo di incontri<br \/>\nIndagare il tempo &#8211; teatro e sociale in dialogo con il presente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Interverranno gli interpreti dello spettacolo con la Dott.ssa Giusy Guarino psicoterapeuta e presidente della Coop. Athena Citt\u00e0 della Psicologia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">mercoled\u00ec 14 luglio, ore 21.00 | Trieste, Teatro dei Fabbri<br \/>\nIl bonsai ha i rami corti<br \/>\nidea e testo Giuseppe Nicodemo \/ Serena Ferraiuolo<br \/>\nregia Giuseppe Nicodemo<br \/>\ncon Serena Ferraiuolo<br \/>\nproduzione Il Dramma Italiano del TNC IVAN DE ZAJC di Fiume<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">prima nazionale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Stefania Laganini nasce in quarantena, nel salotto di casa, tra angosce e risate.<br \/>\nSerena ed io ci siamo detti: \u201cNon \u00e8 una vacanza, siamo costretti a casa per una pandemia! Che fare!?\u201d.<br \/>\nCos\u00ec abbiamo unito idee, desideri, passioni, film e personaggi che ci piacciono ed \u00e8 nata Stefania con il suo mondo, \u201claganini\u201d, cio\u00e8 tranquillamente, pian piano, senza stress: un regalo per il teatro, per noi stessi e per il nostro pubblico.<br \/>\nStefania \u00e8 una donna divertente e piena di vitalit\u00e0: sta a casa, cura il suo bonsai, registra tutorial, fa a maglia, adora il fitness, i bei vecchi film ed i vodka martini.<br \/>\nIn questo mattino uguale a tanti altri, la sua amica Rosalba le d\u00e0 tanti consigli utili; anche Alexia &#8211; un\u2019intelligenza artificiale &#8211; le fa compagnia. Ma qualcosa, forse una canzone speciale, rompe l\u2019equilibrio che aveva trovato e racconta senza freni al bonsai e a noi la sua vera storia. Con un sorriso a volte sguaiato e a volte amaro, Stefania ci mostra cosa si cela dietro a tutorial apparentemente inutili o dietro a troppi vodka martini, mentre guarda Marlon Brando ne Un tram che si chiama desiderio, Sophia Loren ne La baia di Napoli, Liza Minnelli in Cabaret o Liv Ullman in Scene da un matrimonio o ascolta Le colline sono in fiore di Wilma Goich. Stefania Laganini, con le sue fragilit\u00e0, il suo coraggio e le sue manie, ci ha aiutato a sopravvivere in questo periodo, costretti lontano dalle nostre famiglie e dal nostro pubblico. Ci ha tenuto vivi come artisti e come esserei umani. Ci ha fatto capire che, ogni tanto, ci sentiamo tutti come Stefania: una Penelope contemporanea che, con ironia e disicanto, continua a fare e disfare la sua maglia e la sua vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DOPO LO SPETTACOLO<br \/>\nIL BONSAI HA I RAMI CORTI<br \/>\nper il ciclo di incontri<br \/>\nIndagare il tempo &#8211; teatro e sociale in dialogo con il presente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Interverranno gli interpreti dello spettacolo con la Dott.ssa Giusy Guarino psicoterapeuta e presidente della Coop. Athena Citt\u00e0 della Psicologia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">gioved\u00ec 15 luglio, ore 21.00 | Udine, Teatro San Giorgio<br \/>\nAcqua di colonia<br \/>\ntesto, regia, interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano<br \/>\nconsulenza Igiaba Scego<br \/>\nvoce del bambino Unicef Sandro Lombardi<br \/>\naiuto regia e drammaturgia Francesca Blancato<br \/>\nscene e costumi Alessandra Muschella e Daniela De Blasio<br \/>\ndisegno luci Omar Scala<br \/>\nprogetto grafico Valentina Pastorino<br \/>\nuno spettacolo di Frosini\/Timpano<br \/>\nproduzione Gli Scarti, Kataklisma teatro<br \/>\ncon il contributo produttivo di Romaeuropa Festival, Teatro della Tosse, Accademia degli Artefatti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il sostegno del Comune di Udine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spettacolo realizzato in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto Blossoms\/Fioriture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il colonialismo italiano. Una storia rimossa e negata, che dura 60 anni, inizia gi\u00e0 nell&#8217;Ottocento, ma che nell&#8217;immaginario comune si riduce ai 5 anni dell&#8217;Impero Fascista. Cose sporche sotto il tappetino, tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. \u00c8 acqua passata, acqua di colonia, cosa c&#8217;entra col presente? Eppure ci \u00e8 rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall&#8217;Italia, l&#8217;Africa \u00e8 tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell&#8217;Ottocento; Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non paesi reali, e comunque \u201cnoi\u201d con \u201cloro\u201d non c&#8217;entriamo niente; gli africani stessi sono tutti uguali.<br \/>\nE i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull&#8217;autobus, per strada, anche loro sono astratti, immagini, corpi, identit\u00e0 la cui esistenza \u00e8 irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, che ci piomba addosso come un macigno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">marted\u00ec 20 luglio, ore 21.00 | Udine, Corte di Palazzo Morpurgo (in caso di maltempo, Teatro San Giorgio)<br \/>\nIl Colloquio<br \/>\nprogetto e regia Eduardo Di Pietro<br \/>\ncon Renato Bisogni, Alessandro Errico, Marco Montecatino<br \/>\naiuto regia Cecilia Lupoli<br \/>\ncostumi Federica Del Gaudio<br \/>\norganizzazione Martina Di Leva<br \/>\nresidenza per artisti nei territori &#8211; Teatro Due Mondi, Faenza<br \/>\nuno spettacolo di Collettivo lunAzione<br \/>\ncon il patrocinio dell\u2019Associazione Antigone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Premio Scenario Periferie 2019<br \/>\nFinalista premio In-box 2021<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il sostegno del Comune di Udine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spettacolo realizzato in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto Blossoms\/Fioriture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Colloquio prende ispirazione dal sistema di ammissione ai colloqui periodici con i detenuti presso il carcere di Poggioreale, Napoli. Tre donne, tra tanti altri in coda, attendono stancamente l\u2019inizio degli incontri con i detenuti. Portano oggetti da recapitare all\u2019interno, una di loro \u00e8 incinta: in maniera differente, desiderano l\u2019accesso al luogo che per ognuna custodisce un legame.<br \/>\nIn qualche modo la reclusione viene condivisa all\u2019esterno dai condannati e per le tre donne, che se ne fanno carico, coincide con la stessa esistenza: i ruoli maschili si sovrappongono alle vite di ciascuna, ripercuotendosi fisicamente sul corpo, sui comportamenti, sulle attivit\u00e0, sulla psiche. Nella loro realt\u00e0, la detenzione \u00e8 una fatalit\u00e0 vicina \u2013 come la morte, \u2013 che deturpa l\u2019animo di chi resta. Pare assodato che la pena sia inutile o ingiusta.<br \/>\nNel corso delle ricerche ci siamo innamorati di queste vite dimezzate, ancorate all\u2019abisso, disposte lungo una linea di confine spaziale e sociale, costantemente protese verso l\u2019altrove: un aldil\u00e0 doloroso e ingombrante da un lato e, per contro, una vita altra, sognata, necessaria, negata. La mancanza, in entrambe le direzioni, ci \u00e8 sembrata intollerabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DOPO LO SPETTACOLO<br \/>\nIL COLLOQUIO<br \/>\nper il ciclo di incontri<br \/>\nIndagare il tempo &#8211; teatro e sociale in dialogo con il presente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Interverranno gli interpreti dello spettacolo con la Dott.ssa Giusy Guarino psicoterapeuta e presidente della Coop. Athena Citt\u00e0 della Psicologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">gioved\u00ec 22 luglio, ore 21.00 | Trieste, Teatro dei Fabbri<br \/>\nGiOTTO &#8211; Studio per una tragedia<br \/>\nprogetto &#8220;Un bivio lungo 20 anni&#8221;<br \/>\ndi e con Giuseppe Provinzano<br \/>\nproduzione Babel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A 20 anni dal G8, a 20 anni dall&#8217;assassinio di Carlo Giuliani e dalle atrocit\u00e0 della Diaz, Giuseppe Provinzano riporta in scena lo spettacolo sui fatti di Genova, che nei prossimi mesi toccher\u00e0 tutta Italia.<br \/>\nNel luglio del 2001 a Genova si sono consumati degli eventi di una tragicit\u00e0 epocale, tali da riuscire ad annoverare Genova alla stessa stregua di grandi citt\u00e0 palcoscenico di tragedie. Una Genova che, come Tebe e Troia, possa diventare il luogo di una storia che resti nella memoria, luogo del mito e della sua tragedia.<br \/>\nQuesta citt\u00e0 e la storia\\cronaca di quei giorni vivono cos\u00ec questo parossismo tra urgenza di racconto e irrappresentabilit\u00e0 del tutto.<br \/>\nMa questa storia va raccontata. Ne ha tutto il diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">sabato 24 luglio, ore 18.00 | Udine, Teatro San Giorgio<br \/>\nMala Sirena\/La Sirenetta<br \/>\ncon Katarina Arbanas e Giulio Settimo<br \/>\nmusiche Petar Eldan<br \/>\nscenografia e luci Giulio Settimo<br \/>\nvoce della Sirenetta Hana Hegedu\u0161i\u0107<br \/>\ndrammaturgia e regia Katarina Arbanas e Giulio Settimo<br \/>\nproduzione GLugL<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">et\u00e0 consigliata 10+<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il sostegno del Comune di Udine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spettacolo realizzato in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto Blossoms\/Fioriture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spettacolo \u201cLa Sirenetta\u201d \u00e8 una fantasia acquatica sui segreti delle profondit\u00e0 marine in cui scopriamo le creature miracolose che vivono negli abissi. In questa moltitudine di specie e di forme, ve ne sono alcune che sono simili agli umani, ma allo stesso tempo pesci: il regno delle sirene marine. Ed in questo regno ve una sirena che \u00e8 pi\u00f9 giovane delle altre, la Sirenetta, la voce pi\u00f9 bella che sia mai risuonata nelle profondit\u00e0 dell\u2019oceano. La sua avventura inizia il giorno in cui \u00e8 divenuta abbastanza grande per vedere un altro mondo, il mondo proibito al di sopra della superficie del mare. Ottenendo il permesso di sua nonna, la regina del mare, di potersi avventurare nella superficie, la Sirenetta trover\u00e0 l&#8217;amore, il pi\u00f9 grande di tutti i segreti che cambieranno per sempre la sua vita. Questa \u00e8 una storia di amore e amicizia che va oltre i confini dei mondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">gioved\u00ec 29 luglio, ore 18.00 | Udine, Corte di Palazzo Morpurgo (in caso di maltempo, Teatro San Giorgio)<br \/>\nIl Minotauro<br \/>\ndi e con Roberto Anglisani<br \/>\ntesto Gaetano Colella<br \/>\nregia Maria Maglietta<br \/>\nmusiche e immagini Mirto Baliani<br \/>\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">et\u00e0 consigliata 10+<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il sostegno del Comune di Udine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spettacolo realizzato con il sostegno del Comune di Udine e in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto Blossoms\/Fioriture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abAnni addietro ero stato colpito dalla lettura de Il Minotauro di Friedrich Durrenmatt. \u2013 scrive Roberto Anglisani &#8211; Lo scrittore rinchiude il Minotauro in un labirinto di specchi, ma la moltitudine delle sue immagini riflesse lo fanno sentire ancora piu\u0300 solo. Quando arriva Teseo, il Minotauro e\u0300 felice, ha finalmente trovato un \u201caltro\u201d diverso da se\u0301, ma quando gli va incontro fiducioso, viene da Teseo pugnalato alle spalle.<br \/>\nNel racconto di Jorge Luis Borges Asterione, il Minotauro, riesce ad uscire dal labirinto e camminare nel paese. Ma le reazioni della gente sono cosi\u0300 violente che il Minotauro torna a rifugiarsi nella sua prigione, li\u0300 si sente al sicuro. Il labirinto e\u0300 stato creato per difendere gli uomini dal Minotauro, ma anche per difendere il Minotauro dagli uomini. Il labirinto e\u0300 il centro del nostro spettacolo, e il tema della \u201cdiversita\u0300\u201d e delle paure che essa genera, ne e\u0300 il cuore\u00bb. Gaetano Colella ha immaginato un incontro tra il Minotauro e un Icaro ancora ragazzo. I due si incontrano grazie ad un pallone lanciato per sbaglio da Icaro nel labirinto. Quando prova a recuperarlo, vede per la prima volta \u201cIl Mostro\u201d di cui tutti hanno paura. Ma Icaro non fugge e giorno dopo giorno impara a conoscere quell\u2019essere rinchiuso, ascolta i suoi racconti e ne diventa amico fino a tentare di difenderlo da Teseo venuto per ucciderlo.<br \/>\n\u00abIl mio sodalizio artistico con Roberto \u2013 scrive la regista Maria Maglietta \u2013 dura da piu\u0300 di 30 anni, insieme abbiamo creato narrazioni molto diverse tra loro, partendo a volte da un testo letterario per trasformarlo in pura oralita\u0300, a volte da una semplice fiaba per arrivare a un grande racconto. Stavolta l\u2019esperimento e\u0300 nuovo, si parte da un testo scritto in forma poetica con tanto di rima. In questo caso allora il percorso creativo del narratore di storie deve fare i conti con una partitura, con un andamento ritmico tutto da scoprire ed esplorare. D\u2019altra parte anche per una partitura musicale l\u2019esito dipende dall\u2019 esecuzione dei musicisti che la interpretano\u00bb. Il lavoro sulle immagini e il suono di Mirto Baliani contribuisce a rafforzare l\u2019andamento narrativo del poema creando sensibili suggestioni e ulteriori visioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">venerd\u00ec 30 luglio, ore 18.00 e ore 19.30 | Udine, Area verde Ronald George McBride, viale San Daniele (antistante Teatro Palamostre)<br \/>\nCloudscapes \/ La forma delle nuvole<br \/>\nperformance immersiva di parole e nuvole<br \/>\nideazione e regia Lorna Rees<br \/>\nperformer Roberta Colacino<br \/>\nproduzione CSS\/Gobbledegook Theatre (Italia \u2013 UK)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">spettacolo selezionato a Caravan International Showcase &#8211; Brighton Festival \/ British Council<br \/>\nCon il sostegno del Comune di Udine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spettacolo realizzato in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto Blossoms\/Fioriture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cloudscapes \u00e8 un\u2019installazione \u201cdi parole e nuvole\u201d immersa in un anfiteatro di sedute all\u2019aperto, dove gli spettatori, distesi sulle proprie coperte, guardano il cielo e la mutabilit\u00e0 delle nuvole, per scoprire quanto esse assomiglino alla mutabilit\u00e0 dell\u2019animo umano.<br \/>\nIn cuffia, la voce di chi a pochi metri da noi, sar\u00e0 l\u00ec per raccontarci la sua storia. La storia di un viaggio iniziatico, forse il viaggio di una vita, sulla mitica Route 66, in compagnia del padre.<br \/>\nCloudscapes \u00e8 un\u2019opera molto personale, intima con un focus sul ruolo delle nuvole nei cambiamenti climatici.<br \/>\nAl termine, nelle vicinanze, si potr\u00e0 visitare il Museo delle nuvole e fermarsi a parlare della nostra \u201cvita fra le nuvole\u201d, con l\u2019attrice e gli altri spettatori.<br \/>\nIl CSS ha creato per Udine la prima versione italiana di questa creazione della compagnia inglese Gobbledegook Theatre, fra le pi\u00f9 brillanti e personali del panorama dell\u2019innovazione britannica, sempre molto sensibile ai problemi della Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pubblico: 30 spettatori<br \/>\nDispositivi:<br \/>\ncuffie igienizzate<br \/>\nil pubblico si distende su sedute gonfiabili.<br \/>\nsi chiede di portare con s\u00e9 un proprio asciugamano o una coperta su cui distendersi.<br \/>\nSe \u00e8 brutto tempo: portarsi un ombrello e\/o abbigliamento da pioggia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">mercoled\u00ec 4 agosto, ore 21.00 | Udine, Corte di Palazzo Morpurgo (in caso di maltempo, Teatro San Giorgio) \/ in replica a Trieste il 6 agosto<br \/>\nDantis Exilium \u2013 una storia di confini, profuganze, inferni<br \/>\ndi e con Angelo Floramo<br \/>\nin dialogo con Gianni Cianchi<br \/>\nletture a cura di Massimo Somaglino<br \/>\ndisegno luci Mau \u201cWilly\u201d Tell<br \/>\nproduzione Tinaos<br \/>\nprima assoluta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il sostegno del Comune di Udine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spettacolo realizzato in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto Blossoms\/Fioriture<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Camminare sul bordo delle cose, lungo quella linea fragile e impercettibile che divide due abissi: verit\u00e0 e menzogna, dannazione e redenzione, volo e caduta. \u00c8 questo il senso profondo di una rilettura dell\u2019Opera dantesca in chiave moderna, in cui il Poeta si fa interprete del mondo in cui noi oggi camminiamo e di cui siamo chiamati, nostro malgrado, ad essere testimoni. La sua voce, contaminata e sporcata dalle interferenze del vivere quotidiano, diventa dunque di volta in volta canto o invettiva, incoraggiamento o condanna. Sullo sfondo restano i paesaggi delle nostre terre di frontiera, che probabilmente lo stesso Dante attravers\u00f2 da ramingo, non diversamente dalle tante altre ombre che qui continuano a cercare disperatamente i loro varchi. Forse perch\u00e9 in questi paraggi la storia feroce dei grandi ha spesso fatto tana divorando l\u2019umanit\u00e0 multipla e plurale di cui i nostri luoghi sono intrisi. Nessuno si aspetti dunque di incontrare il poeta vate, ma il profugo, lo sbandato, l\u2019errante. In definitiva colui che a fatica cerca di riemergere dall\u2019Inferno. Dai suoi inferni personali, che sono in definitiva anche i nostri. Le affabulazioni di Angelo Floramo si intrecceranno con le letture di Massimo Somaglino e le glosse sapienti di Gianni Cianchi in una sorta di discanto la cui cifra \u00e8 plurale, come la materia che viene cantata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">venerd\u00ec 6 agosto, ore 21.00 | Trieste, Teatro dei Fabbri<br \/>\nDantis Exilium \u2013 una storia di confini, profuganze, inferni<br \/>\ndi e con Angelo Floramo<br \/>\nin dialogo con Gianni Cianchi<br \/>\nletture a cura di Massimo Somaglino<br \/>\ndisegno luci Mau \u201cWilly\u201d Tell<br \/>\nproduzione Tinaos<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Camminare sul bordo delle cose, lungo quella linea fragile e impercettibile che divide due abissi: verit\u00e0 e menzogna, dannazione e redenzione, volo e caduta. \u00c8 questo il senso profondo di una rilettura dell\u2019Opera dantesca in chiave moderna, in cui il Poeta si fa interprete del mondo in cui noi oggi camminiamo e di cui siamo chiamati, nostro malgrado, ad essere testimoni. La sua voce, contaminata e sporcata dalle interferenze del vivere quotidiano, diventa dunque di volta in volta canto o invettiva, incoraggiamento o condanna. Sullo sfondo restano i paesaggi delle nostre terre di frontiera, che probabilmente lo stesso Dante attravers\u00f2 da ramingo, non diversamente dalle tante altre ombre che qui continuano a cercare disperatamente i loro varchi. Forse perch\u00e9 in questi paraggi la storia feroce dei grandi ha spesso fatto tana divorando l\u2019umanit\u00e0 multipla e plurale di cui i nostri luoghi sono intrisi. Nessuno si aspetti dunque di incontrare il poeta vate, ma il profugo, lo sbandato, l\u2019errante. In definitiva colui che a fatica cerca di riemergere dall\u2019Inferno. Dai suoi inferni personali, che sono in definitiva anche i nostri, le affabulazioni di Angelo Floramo si intrecceranno con le letture di Massimo Somaglino e le glosse sapienti di Gianni Cianchi in una sorta di discanto la cui cifra \u00e8 plurale, come la materia che viene cantata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FESTIL Festival estivo del Litorale<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":38919,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318],"tags":[371,18629,799,254],"class_list":["post-38918","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-spettacolo","tag-arte","tag-festil-festival-estivo-del-litorale","tag-laura-poretti-rizman","tag-teatro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38918","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38918"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38918\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38922,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38918\/revisions\/38922"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38919"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38918"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38918"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38918"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}