{"id":41510,"date":"2022-03-01T15:16:06","date_gmt":"2022-03-01T14:16:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=41510"},"modified":"2022-03-01T15:16:17","modified_gmt":"2022-03-01T14:16:17","slug":"fabio-colussi-poesia-del-mare-alla-sala-comunale-darte-di-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/fabio-colussi-poesia-del-mare-alla-sala-comunale-darte-di-trieste.html","title":{"rendered":"Fabio Colussi. Poesia del mare alla Sala Comunale d\u2019arte di Trieste"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_37766\" aria-describedby=\"caption-attachment-37766\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/fabio-colussi-il-pittore-del-mare.html\/tramonto-in-sacchetta-2018-olio-su-tavola-cm-60x120\" rel=\"attachment wp-att-37766\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-37766\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Tramonto-in-sacchetta-2018-olio-su-tavola-cm-60x120-1-300x143.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"143\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-37766\" class=\"wp-caption-text\">Tramonto in sacchetta, 2018 &#8211; olio su tavola &#8211; cm 60&#215;120, Fabio Colussi, immagine fornita da Marianna Accerboni<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">FABIO COLUSSI. POESIA DEL MARE: DA VENERD\u00cc 4 MARZO 2022 LA MOSTRA PERSONALE DEL PITTORE TRIESTINO ALLA SALA COMUNALE D\u2019ARTE DI TRIESTE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venerd\u00ec 4 marzo alle 18 si apre alla Sala Comunale d\u2019arte di Trieste (piazza dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia 4) la rassegna \u201cFabio Colussi. Poesia del mare\u201d, curata dall\u2019architetto Marianna Accerboni e dedicata dal pittore triestino al tema prediletto della veduta marina: in mostra pi\u00f9 di una ventina di oli recenti su tela e su tavola per la maggior parte inediti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa esposizione &#8211; scrive Accerboni &#8211; Colussi ricostruisce con delicata e calibrata vena lirica il fascino del mare della sua citt\u00e0, Trieste, accostandolo anche a quello di Venezia. La medesima, sottile inclinazione neoromantica, intrecciata a una personale e sensibilissima vena cromatica e a una grande abilit\u00e0 tecnica, caratterizza le sue vedute. Cos\u00ec l\u2019artista sa catturare l\u2019ineffabile luce del nostro golfo, quella magica della Serenissima e la pace della laguna, consegnandoci un angolo di mondo, in cui poter sognare ancora, grazie al prezioso virtuosismo di questo poeta del paesaggio. Fino al 30 marzo (orario: tutti i giorni 10 \u00b7 13 e 17 \u00b7 20\/ info 335 6750946 &#8211; 348 8965899).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019evoluzione coerente e appassionata del lavoro pittorico di Colussi, &#8211; scrive Accerboni &#8211; ha condotto l\u2019artista dalla narrazione attenta e delicata della veduta marina verso traguardi sempre pi\u00f9 elevati, raggiunti attraverso un\u2019interpretazione del paesaggio d\u2019acqua sottilmente poetica e intrisa di molteplici valenze luministiche.<br \/>\nAffascinato dal mare, ritratto sempre in momenti di quiete e perci\u00f2 rasserenanti, il pittore ci offre un idillio sottile e al contempo profondo con la natura, che si estrinseca nei notturni sull\u2019acqua veneziani, in cui un sogno lieve solca la veduta, o nei tramonti infuocati che rendono l\u2019orizzonte marino unico a Trieste, com\u2019ebbe occasione di notare alcuni anni fa il celebre architetto Richard Rogers.<br \/>\nAnche se il diapason emotivo pi\u00f9 alto, quello che forse colpisce maggiormente l\u2019emotivit\u00e0 del fruitore, Colussi lo raggiunge in certe sue intense descrizioni come accade per esempio nel dipingere il tramonto sulla rocca di Duino. Un\u2019opera che ci rende pi\u00f9 agevole capire come mai quel luogo e quelle atmosfere furono cos\u00ec amate da un grande poeta germanico quale Rilke e che ci rimanda anche alle visioni di Caspar David Friedrich, il pi\u00f9 significativo pittore romantico tedesco.<br \/>\nRisuona in quei tocchi di pennello di Colussi, in quelle meditate velature tutta la luce neoromantica che un attento sensore, qual \u00e8 l\u2019artista triestino, della nostra cultura visiva e delle molteplici matrici culturali dell\u2019estremo nord est italiano, intuisce ed esprime, assieme agli echi della grande tradizione pittorica e luministica veneziana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Memore di una vena neoclassica, che appartiene culturalmente a Trieste, l\u2019artista prosegue in modo del tutto personale l\u2019antica tradizione di pittori e vedutisti attivi a Venezia nel \u2018700 quali Francesco Guardi e Canaletto. Ma, agli esordi, ha guardato anche ad altri artisti, in questo caso giuliani, come Giuseppe Barison, Giovanni Zangrando, Ugo Flumiani e Guido Grimani, tutti in un modo o nell\u2019altro legati alla grande tradizione pittorica e coloristica veneziana, che rappresentava un importante punto di riferimento, nel secondo ottocento e nel primo Novecento, accanto all\u2019Accademia di Monaco, per i pittori triestini.<br \/>\nAltro fulcro fondamentale fu infatti per loro anche la cultura austro-tedesca. E non a caso nelle opere di molti di questi, cos\u00ec come in quella di Colussi, compare spesso una luce azzurro-grigia, che pi\u00f9 che un colore rappresenta un\u2019atmosfera, una sorta di evocazione di quello \u201csturm und drang\u201d (tempesta e impeto), che nel mondo germanico pose le basi del Romanticismo: punti di riferimento &#8211; conclude Accerboni &#8211; che costituiscono delle interessanti chiavi di lettura della pittura dell\u2019autore triestino, in particolare per quanto riguarda la sua interpretazione del tema della veduta marina, che sa rivisitare attraverso intuizioni, luminosit\u00e0 e ispirazioni che alludono istintivamente anche alla cultura visiva mitteleuropea.<br \/>\nFabio Colussi nasce nel 1957 a Trieste, dove vive e opera. \u00c8 in un certo senso autodidatta, poich\u00e9 si \u00e8 formato studiando i grandi pittori triestini del passato. Dipinge i primi acquerelli a 4 anni, i temi sono paesaggi, boschi e figure realizzati anche a pastelli a cera; pi\u00f9 tardi approccia la tempera e l\u2019acrilico, per poi passare nei primi anni Novanta all\u2019olio su tela e su tavola, tecnica ora prediletta, che non ha pi\u00f9 abbandonato. Per realizzare i suoi lavori, trae spunto dagli schizzi annotati su un taccuino che porta sempre con s\u00e9 e che talvolta sono implementati, per quanto riguarda le architetture, da appunti fotografici. \u00c8 presente in collezioni private in Italia e all&#8217;estero (Stati Uniti, Germania, Spagna e Australia). Ha esposto a livello nazionale ed europeo e recentemente a Bruxelles, in Croazia e Montenegro, suscitando grande consenso.<br \/>\nDOVE: Sala Comunale d\u2019arte \u2013 piazza dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, 4 &#8211; Trieste<br \/>\nQUANDO: 4 &#8211; 30 marzo 2022<br \/>\nORARIO: tutti i giorni 10 \u2013 13 e 17 &#8211; 20<br \/>\nA CURA DI: Marianna Accerboni<br \/>\nCATALOGO: s\u00ec<br \/>\nINFO: 335 6750946 &#8211; 348 8965899<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FABIO COLUSSI. 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