{"id":41635,"date":"2022-03-10T17:34:16","date_gmt":"2022-03-10T16:34:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=41635"},"modified":"2022-03-10T17:35:51","modified_gmt":"2022-03-10T16:35:51","slug":"pequod-itinerari-di-letteratura-e-giornalismo-prossimi-appuntamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/pequod-itinerari-di-letteratura-e-giornalismo-prossimi-appuntamenti.html","title":{"rendered":"Pequod \u2013 Itinerari di Letteratura e giornalismo, prossimi appuntamenti"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_41636\" aria-describedby=\"caption-attachment-41636\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/pequod-itinerari-di-letteratura-e-giornalismo-prossimi-appuntamenti.html\/antonio-calabro-1\" rel=\"attachment wp-att-41636\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-41636\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Antonio-Calabro-1-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-41636\" class=\"wp-caption-text\">Antonio Calabr\u00f2 , foto fornita da Miela Bonawentura<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Pequod \u2013 Itinerari di Letteratura e giornalismo <\/strong><br \/>\n<strong>Dal 14 al 16 marzo al Teatro Miela di Trieste<\/strong><\/p>\n<p><strong>CRONACHE DI MAFIA<\/strong><br \/>\n<strong>TRE GIORNATE DEDICATE ALL\u2019IMPEGNO CIVILE E ALLE LOTTE AL FENOMENO MAFIOSO<\/strong><\/p>\n<p>luned\u00ec 14 marzo, ore 11.00 piazzale antistante al Teatro Miela<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>AUTO QUARTO SAVONA QUINDICI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cerimonia inaugurale di presentazione alla presenza delle autorit\u00e0 civili e militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Portando in piazza questo simbolo di lotta contro la mafia si aprono le tre giornate di \u201cCronache di mafia\u201d. L\u2019obiettivo della mostra \u00e8 quello di raccontare la storia di chi viaggiava su quell&#8217;auto, i ragazzi della &#8220;Quarto Savona 15&#8221; (nome in codice della scorta) e la storia di un viaggio, quello della Croma blindata che il 23 maggio 1992, all&#8217;altezza del chilometro 5 dell&#8217;autostrada Palermo-Mazara del Vallo, venne colpita in pieno dalla deflagrazione del tritolo e fu ritrovata nel tardo pomeriggio distrutta in un uliveto a diverse centinaia di metri di distanza dal luogo dell&#8217;attentato. In quell\u2019auto persero la vita gli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Scortavano i magistrati Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, che a loro volta morirono in seguito alla deflagrazione di 500 chili di tritolo nascosti sotto un canale di scolo nei pressi di Capaci e fatti esplodere dal mafioso Giovanni Brusca.<br \/>\nLa storia di questo viaggio \u00e8 la storia di un percorso che non finisce sotto il tritolo e che permette a quell&#8217;auto di percorrere ulteriori chilometri in tutto il Paese per affermare il valore della memoria e dell\u2019impegno contro la criminalit\u00e0 organizzata. \u201dLa Quarto Savona Quindici\u201d rappresenta un monito perenne per non dimenticare la strage di Capaci e tutte le vittime innocenti delle mafie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(Quarto Savona 15 sar\u00e0 visibile al pubblico fino a mercoled\u00ec 16 marzo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">luned\u00ec 14 marzo, ore 18.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019ANTIMAFIA TRADITA<\/strong><br \/>\nRiti e maschere di una rivoluzione mancata<br \/>\n(edizioni Zolfo, 2021)<\/p>\n<p>presentazione del libro e incontro con l\u2019autore Franco La Torre<br \/>\nintervengono i giornalisti Attilio Bolzoni, Enrico Bellavia e Tina Montinaro (moglie di Antonio Montinaro, capo della scorta di Giovanni Falcone).<br \/>\nal termine dell\u2019incontro proiezione del docufilm \u2018UOMINI SOLI\u2019 di Attilio Bolzoni<\/p>\n<p>L\u2019ANTIMAFIA TRADITA<br \/>\nRiti e maschere di una rivoluzione mancata<br \/>\nFranco La Torre ha venticinque anni quando suo padre, Pio La Torre, viene ucciso da Cosa nostra, il 30 aprile del 1982. A met\u00e0 degli anni Novanta raccoglie il testimone dalla madre e si assume, come impegno quotidiano, di continuare la battaglia contro il sistema di potere politico-mafioso. In questo libro ci sono l&#8217;antimafia storica e quella contemporanea. Passata con il tempo l&#8217;emozione per gli omicidi eccellenti in Sicilia e le stragi dell&#8217;estate \u201892, oggi l&#8217;antimafia ha smarrito la sua natura, fatica a riconoscere il nemico che ha cambiato pelle e che non si manifesta pi\u00f9 all&#8217;esterno con la violenza delle armi. Da qui il racconto di come la mafia &#8211; grazie al silenzio di uomini politici, giornalisti, imprenditori, magistrati, associazioni &#8211; si sia persino mascherata da antimafia. Tra queste pagine c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;atto di accusa contro un&#8217;antimafia che ha tradito il mandato originario, che si \u00e8 chiusa in se stessa, sempre pi\u00f9 consociativa e addomesticata. Eppure, in fondo a questa inquietante vicenda, Franco La Torre intravede una luce e un futuro per un&#8217;antimafia che non sia narrazione di singoli eroi ma parte della pi\u00f9 generale battaglia per la difesa della democrazia in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Franco La Torre figlio di Pio La Torre, \u00e8 nato a Palermo e vive a Roma. Appassionato di storia ed esperto di cooperazione internazionale, ha lavorato a lungo in Medio Oriente, Mediterraneo e Africa. Da venticinque anni si occupa di progetti europei per lo sviluppo urbano sostenibile. \u00c8 stato membro dell\u2019Ufficio di Presidenza e della Segreteria nazionale di Libera e responsabile di Libera Europa. Ha pubblicato Grazie a Dio \u00e8 venerd\u00ec, 20 anni di sguardi su Gerusalemme e dintorni (Iacobelli editore, 2011), Sulle ginocchia. Pio La Torre, una storia (Melampo Editore, 2015) e con suo fratello Filippo Ecco chi sei. Pio La Torre, nostro padre (Edizioni San Paolo, 2017).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Docufilm<br \/>\n<strong>UOMINI SOLI<\/strong><br \/>\nPio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono morti venti, trent&#8217;anni fa. Gi\u00f9 a Palermo. Lo sapevano che li avrebbero fermati, prima o poi. Facevano paura al potere. Italiani troppo diversi e troppo soli per avere un&#8217;altra sorte. Una solitudine generata non soltanto da interessi di cosca o di consorteria, ma anche da meschinit\u00e0 pi\u00f9 nascoste e colpevoli indolenze, decisive per trascinarli verso una fine violenta. Avevano il silenzio attorno, a un passo. Pio La Torre, nel partito al quale ha dedicato tutto se stesso. Il generale Carlo Alberto dalla Chiesa nella sua Arma, lui che si pregiava di avere &#8220;gli alamari cuciti sulla pelle&#8221;. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in quel Tribunale popolato da giudici infidi. Vite scivolate in un cupo isolamento pubblico e istituzionale. Fino agli agguati, alle bombe. Un racconto collettivo scritto da Attilio Bolzoni, giornalista tra i pi\u00f9 colti e sensibili, che ha memoria diretta di tutti e quattro i protagonisti e che da Palermo ha spiegato per decenni all&#8217;Italia personaggi e retroscena, misteri e drammi pubblici della Sicilia insanguinata e mai rassegnata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ingresso libero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attilio Bolzoni inizia la sua attivit\u00e0 giornalistica alla fine degli anni Settanta come cronista del quotidiano \u201cL\u2019Ora\u201d di Palermo. Dal 1982 \u00e8 stato giornalista di \u201cla Repubblica\u201d, lasciando questo incarico nel 2021 per collaborare con \u201cDomani\u201d. Autore di inchieste sulla mafia siciliana e sul Mezzogiorno d\u2019Italia, ha firmato reportage dai Balcani a Kabul, dal Magreb a Bagdad. \u00c8 scrittore, autore di testi teatrali, sceneggiatore di mini-serie televisive e regista di documentari sulla libert\u00e0 di stampa e sulla mattanza dei giornalisti in Messico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Enrico Bellavia. Caporedattore del settimanale \u201cL\u2019Espresso\u201d. Giornalista dal 1994, ha iniziato la sua vita professionale come cronista del quotidiano palermitano \u201cIl Mediterraneo\u201d. Nel 1997 \u00e8 passato alla redazione di Palermo di \u201cRepubblica\u201d per poi trasferirsi nella sede romana, all\u2019ufficio centrale. Per alcuni anni \u00e8 stato anche caporedattore vicario della Cronaca di Roma di \u201cRepubblica\u201d. Autore di numerosi libri sulle vicende di Cosa nostra come \u201cSoldi sporchi. Come le mafie riciclano miliardi e inquinano l\u2019economia mondiale\u201d, scritto con Pietro Grasso e \u201cSbirri e padreterni. Storie di morti e fantasmi, di patti e ricatti, di trame e misteri\u201d. Ha anche collaborato a \u201cMicromega\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">marted\u00ec 15 marzo, ore 18.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019ORA EDIZIONE STRAORDINARIA<\/strong><br \/>\nil romanzo di un giornale raccontato dai suoi cronisti<br \/>\n(edizioni Regione Siciliana, 2019)<\/p>\n<p>presentazione del libro<br \/>\nincontro con Pier Luigi Sabatti<br \/>\nintervengono Sergio Buonadonna, Antonio Calabr\u00f2 e Enzo D\u2019Antona<br \/>\nquadri scenici con Marco Puntin<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tre giornalisti uccisi, una bomba nelle rotative, una lunga storia di lotte in nome della libert\u00e0 di stampa. Fondato a Palermo dai Florio nel 1900, il racconto di un quotidiano da sempre \u201cin edizione straordinaria\u201d, protagonista delle grandi battaglie civili nell\u2019Italia repubblicana e in prima linea nella lotta a Cosa Nostra. Sergio Buonadonna, Antonio Calabr\u00f2 e Enzo D\u2019Antona, tutti formatisi presso il glorioso quotidiano siciliano, presentano il libro intervistati da Pier Luigi Sabatti.<br \/>\nNel quadro scenico Marco Puntin impersoner\u00e0 Vittorio Nistic\u00f2, il caparbio, geniale e battagliero direttore del quotidiano di Palermo dal 1955 al 1975, che seppe radunare intorno a s\u00e9 e al suo giornale tre generazione dei migliori cronisti e intellettuali siciliani scrivendo alcune delle pagine pi\u00f9 importanti della giornalismo, della cultura e dell\u2019impegno civile del nostro Paese.<\/p>\n<p>Con il patrocinio di Circolo della Stampa, Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Assostampa Fvg.<\/p>\n<p>\u201cA trent\u2019anni dalle stragi di Capaci e di via D\u2019Amelio \u00e8 importante ricordare quei tragici episodi che hanno segnato uno dei momenti pi\u00f9 terribili e sanguinosi della lotta contro la mafia. Una battaglia oggi forse meno cruenta ma ancora lungi dall\u2019essere vinta. Per questo \u00e8 giusto sostenere iniziative come quella promossa oggi dal Teatro Miela che vede l\u2019Ordine dei giornalisti del FVG al suo fianco. Tanto pi\u00f9 quando si intende ripercorrere la storia di un quotidiano, L&#8217;Ora di Palermo, che \u00e8 stato in prima linea nelle grandi battaglie civili di modernizzazione del Paese e nella lotta alla mafia. Un giornale dove si sono peraltro formati illustri colleghi, come il triestino Etrio Fidora e l\u2019ex direttore del Piccolo e oggi presidente del Miela, Enzo D\u2019Antona&#8221;<\/p>\n<p>Cristiano Degano \u2013 Presidente dell&#8217;Ordine dei giornalisti del Fvg<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando un giornale muore si lascia dietro tracce e rimpianti ma non sempre riesce a trasmettere e custodire nel tempo il valore della sua memoria. Pare che \u201cL\u2019Ora\u201d sia un\u2019eccezione. Dopo aver concluso la sua esistenza nel 1992, ha alimentato un filone inesauribile di rievocazioni storiche, giornalistiche, cinematografiche e documentaristiche che ne hanno descritto il profilo di un diario civile del Novecento siciliano. Tante volte \u00e8 stato rievocato il clima di quelle esperienze nelle quali si sono formate tre generazioni di giornalisti che poi hanno trasferito nel grande giro nazionale un modello memorabile di tecniche e di saperi professionali.<br \/>\nTra le grandi \u201cgrandi firme\u201d del giornale: Marcello Sorgi, Antonio Calabr\u00f2, Francesco La Licata, Sergio Buonadonna, Attilio Bolzoni, Bianca Stancanelli, Nicola Lombardozzi. Tra i suoi giornalisti ricordiamo due ex direttori de \u201cIl Piccolo\u201d Sergio Baraldi e Enzo D\u2019Antona. E il grande Etrio Fidora, triestino di nascita ma palermitano d&#8217;adozione, che durante la sua collaborazione con \u201cL&#8217;Ora\u201d sub\u00ec quasi 100 querele per diffamazione (che finirono tutte con l\u2019assoluzione).<br \/>\nBasta scorrere l\u2019indice e leggere i titoli delle 51 testimonianze per capire cosa \u00e8 stata la \u201cleggenda\u201d de L\u2019Ora. I titoli pi\u00f9 celebri vano da \u201cLa grande nera che presidiava i fatti\u201d a \u201cLa piovra, il corvo, la talpa e la cultura dei siciliani\u201d; e ancora: \u201cLa notte del terremoto che ci battezz\u00f2 cronisti\u201d; \u201cLe donne e i diritti: tutto cominci\u00f2 da Franca Viola\u201d; \u201cFotogiornalismo scelta vincente\u201d; \u201cTutti i segreti appresi in cronaca\u201d; \u201cLo stanzone dei collaboratori\u201d. In sintesi, per tutti coloro che possono vantarsi con un \u201cio c\u2019ero\u201d, la consapevolezza di essere stati protagonisti di una \u201cgrande storia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa \u00e8 stato L\u2019Ora, nella storia dell\u2019Italia del secolo scorso, \u00e8 sottolineato da Mario Genco, nel primo intervento del libro. La lingua de L\u2019Ora \u2013 scrive Genco \u2013 erano anche le sue inchieste; fu il primo giornale in Sicilia a istituzionalizzare l\u2019inchiesta. Nei quasi 38 anni da quando alla fine del 1954 era cominciata l\u2019era della direzione Nistic\u00f2, fino al 9 maggio del 1992 quando cess\u00f2 le pubblicazioni. Le inchieste si focalizzarono spesso sulla mafia. Cosimo Cristina, Mauro De Mauro e Giovanni Spampinato furono firme di spicco, pagando con la vita per il coraggio dei loro servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marcello Sorgi nel suo intervento (\u201cQuel laboratorio di artigianato pregiato\u201d) scrive che lo schieramento messo su nel 1958, per la prima grande inchiesta sulla mafia e subito accompagnata da una bomba fatta esplodere nella tipografia del giornale, era stato il primo esempio del lavoro di squadra immaginato dal direttore. Giornalisti investigatori, frequentatori di bassifondi e di corridoi di caserme come il \u201cmaestro\u201d Enzo Perrone, messi a fianco di scrittori e intellettuali come Marcello Cimino e Giuliano Saladino e di inviati di lunga lena venuti da Roma come Felice Chilanti o l\u2019avvocato del giornale Nino Sorgi, il padre di Marcello, che doveva valutare ogni conseguenza della materia scottante che doveva essere pubblicata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fare un buon giornale \u2013 scrive Antonio Calabr\u00f2 nel suo ricordo \u2013 \u00e8 come costruire ponti, per rendere pi\u00f9 facile e frequente lo scambio d\u2019idee, valori, progetti ed emozioni, tra parti diverse dell\u2019opinione pubblica. La lunga esperienza di un piccolo-grande quotidiano come L\u2019Ora, in tutto il corso di un Novecento tumultuoso, ne \u00e8 la conferma. Calabr\u00f2 ricorda anche la figura di Vittorio Nistic\u00f2 negli anni della sua direzione e poi nella stagione della presidenza della cooperativa editrice. \u201cIl migliore interprete dell\u2019anima del giornale\u201d, orgogliosa, curiosa, autonoma; legata, comunque, a un\u2019etica del giornalismo, della politica e della cultura tra le pi\u00f9 solide e fertili nel panorama italiano contemporaneo. Inoltre c\u2019era il \u201cpolmone\u201d da cui L\u2019Ora attingeva per i servizi: gli ospiti (soprattutto intellettuali), italiani e stranieri, che a giornale chiuso, nel pomeriggio, affollavano l\u2019ufficio del Direttore, trasformato in salotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ingresso libero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pier Luigi Sabatti \u00e8giornalista e scrittore. Presidente del Circolo della Stampa di Trieste dal 2015 e giornalista a \u201cIl Piccolo\u201d di Trieste dal 1973. Oltre a seguire la politica estera, soprattutto nella ex Jugoslavia (anche come inviato in Croazia agli esordi del conflitto) e a occuparsi delle minoranze etniche, si interessa di cultura, in particolare di Storia, ha collaborato con: \u201cRai\u201d nazionale e del FVG, \u201c Tv Capodistria\u201d, \u201cRadio Sound\u201d, la rivista di geopolitica \u201cLimes\u201d, la rivista triestina \u201cIl Ponte rosso\u201d. Dal 2020 \u00e8 direttore responsabile della rivista \u201cQualestoria\u201d, edita dall&#8217;Irsrec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sergio Buonadonna giornalista professionista e promotore culturale, ha lavorato a lungo a \u201cL&#8217;Ora\u201d di Palermo, poi a \u201cLa Provincia Pavese\u201d ed \u00e8 stato capo redattore cultura e spettacoli de \u201cIl Secolo XIX\u201d. Ha collaborato ai servizi culturali di \u201cRepubblica\u201d Palermo e dei quotidiani locali del gruppo \u201cL&#8217;Espresso\u201d. Da anni svolge una proficua attivit\u00e0 di organizzatore culturale portando in Italia scrittori di fama internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Antonio Calabr\u00f2 Giornalista e saggista italiano. Ha scritto per \u201cRepubblica\u201d, \u201cIl Mondo\u201d e \u201cL\u2019Ora\u201d ed \u00e8 stato direttore editoriale del gruppo \u201cIl Sole24Ore\u201d. Dal 2003 al 2006 ha diretto l\u2019agenzia di stampa APCOM (divenuta poi TM News). Nel 2021 \u00e8 stato nominato membro del Consiglio d\u2019indirizzo per la politica economica di Palazzo Chigi. Insegna all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano ed \u00e8 autore di numerose pubblicazioni,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Enzo D\u2019Antona. Giornalista, presidente di Bonawentura Teatro Miela. Ha iniziato la sua carriera come cronista del quotidiano \u201cL\u2019Ora\u201d di Palermo, dove ha ricoperto anche il ruolo di responsabile del settore economia. Dal 1987 al 1997 ha lavorato a Milano, al settimanale \u201cIl Mondo\u201d, occupandosi prevalentemente di inchieste sugli intrecci tra gli affari, la politica e la criminalit\u00e0 organizzata. Dal 1997 al 2014 a \u201cla Repubblica\u201d \u00e8 stato prima caporedattore della Cronaca di Palermo, poi all\u2019ufficio centrale a Roma. Ha diretto \u201cla Citt\u00e0\u201d di Salerno e \u201cIl Piccolo\u201d di Trieste. Nel 2021 ha scritto il libro \u201cGli spaesati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">mercoled\u00ec 16 marzo, ore 18.00 Teatro Miela<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>BORSELLINO<\/strong><br \/>\ndi e con: Giacomo Rossetto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">produzione: Teatro Bresci<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u200bSpettacolo vincitore del Premio Grotte della Gurfa per il Teatro d&#8217;impegno Civile &#8211; Regione Sicilia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u200bSelezionato al Torino Fringe Festival 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il giudice Paolo Borsellino, assassinato da cosa nostra assieme a cinque agenti della sua scorta nella strage di via d\u2019Amelio, \u00e8 considerato uno dei personaggi pi\u00f9 importanti e prestigiosi nella lotta contro la mafia, insieme al collega ed amico Giovanni Falcone.<br \/>\nSono passati 30 anni da quel maledetto 19 luglio, giorno della strage. Con lo spettacolo si vuole raccontare la vita del magistrato Borsellino attraverso la descrizione dell\u2019uomo Paolo, un uomo tutto d\u2019un pezzo, un uomo che non accetta compromessi, un uomo dal forte rigore morale, un uomo semplice diventato eroe, il cui lavoro per\u00f2 non \u00e8 ancora finito. Dopo la morte dell\u2019amico e collega Giovanni Falcone, il coraggio \u00e8 ci\u00f2 che spinge, nonostante la paura, il giudice Paolo Borsellino a compiere fino in fondo il proprio dovere. Di magistrato e di uomo, perch\u00e9 pubblico e privato si contaminano sempre nella sua vita: i pensieri del giudice si rispecchiano in quelli dell\u2019uomo e viceversa.<br \/>\n\u00c8 una storia di parole, fatti, speranze, delusioni, numeri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Numeri che raccontano i kg di tritolo.<br \/>\nNumeri che raccontano i mafiosi condannati.<br \/>\nNumeri che raccontano gli amici persi.<br \/>\nNumeri che sono grandi o piccoli, ma sempre importanti.<br \/>\nE\u2019 una storia fatta di parole e suoni, musiche e immagini.<br \/>\nPer continuare a lottare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Organizzazione: Bonawentura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Super green pass e mascherina FFP2 obbligatori. E\u2019 consigliata la prenotazione a biglietteria@miela.it o telefonando c\/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">info: www.miela.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pequod \u2013 Itinerari di Letteratura e giornalismo Dal 14 al 16 marzo al Teatro Miela di Trieste CRONACHE DI MAFIA TRE GIORNATE DEDICATE ALL\u2019IMPEGNO CIVILE E ALLE LOTTE AL FENOMENO&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":41636,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318,7],"tags":[371,1555,20261,799,20260,638,254,2150],"class_list":["post-41635","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-spettacolo","category-trieste","tag-arte","tag-attualita","tag-cronache-di-mafia","tag-laura-poretti-rizman","tag-pequod-itinerari-di-letteratura-e-giornalismo","tag-sociale","tag-teatro","tag-teatro-miela"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41635","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41635"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41635\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41640,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41635\/revisions\/41640"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41636"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}