{"id":42819,"date":"2022-06-08T17:39:03","date_gmt":"2022-06-08T16:39:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=42819"},"modified":"2022-06-21T14:24:30","modified_gmt":"2022-06-21T13:24:30","slug":"pagliacci-al-mulino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/pagliacci-al-mulino.html","title":{"rendered":"Pagliacci\/Al Mulino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/pagliacci-al-mulino.html\/mr3jjix_thumb_highlightcenter267334\" rel=\"attachment wp-att-42820\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-42820 alignleft\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Mr3JJIX_Thumb_HighlightCenter267334-e1654706242592-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Mr3JJIX_Thumb_HighlightCenter267334-e1654706242592-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Mr3JJIX_Thumb_HighlightCenter267334-e1654706242592.jpg 440w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Teatro Verdi di Trieste chiude il cartellone della Stagione Lirica e di Balletto 2022 con un inedito dittico, <em>Pagliacci<\/em>\/<em>Al Mulino<\/em>, in scena dal 10 al 18 giugno. Una stagione contraddistinta da un crescendo costante, in termini di presenze, che giunge all\u2019epilogo con un doppio spettacolo e con un\u2019attesa prima esecuzione mondiale.<\/p>\n<p><strong>Ridi, Pagliaccio,<\/strong><\/p>\n<p><strong>sul tuo amore infranto!<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ridi del duol, <\/strong><\/p>\n<p><strong>che t\u2019avvelena il cor!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Mi reco a teatro parecchio incuriosita. Ho assistito alla conferenza tenutasi dalla Societ\u00e0 dei Concerti di Trieste qualche giorno prima dell&#8217;inizio degli spettacoli meravigliandomi di trovare una sala piena di pubblico, nello spazio dedicato alle conferenze del Palazzo Gopcevich sul Canal Grande a Trieste. Durante il confronto tra i due Direttori d&#8217;Orchestra, Valerio Galli e Fabrizio Da Ros, Rossana Paliaga ha ripercorso tutta la storia della nascita delle due opere, riportando anche spezzoni di film o registrazioni famose.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Per Pagliacci in particolare, la notoriet\u00e0 \u00e8 stata grande, grazie anche agli sviluppi cinematografici, altra sorte ha avuto il dramma lirico Al Mulino, completato\u00a0 nell&#8217;orchestrazione da Paolo Rosato, in prima esecuzione mondiale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Da una parte quindi un&#8217;opera ben nota, anche nel suo motivo principale, facilmente orecchiabile anche ai non melomani, e dall&#8217;altra un dramma sconosciuto; ma cosa hanno in comune questi due lavori per esser rappresentati insieme?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Sono due drammi della gelosia, due storie di passione e di amore. Lui, lei e l&#8217;altro che esprime la sua gelosia nel modo peggiore possibile.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Due storie che narrano vita passata ma che in qualche modo si riallacciano fortemente ai drammi femminicidi di questi tempi. Secoli che scorrono sotto i piedi e nulla muta in questo mondo, e per la prima volta mi ritrovo a valutare quanto maschilismo per nulla celato si esprima in questo mondo rappresentato, sul palcoscenico della lirica. Donne maltrattate psicologicamente o fisicamente vengono palesemente rappresentate da secoli e sicuramente questo, in quei tempi passati, era un modo pi\u00f9 che evidente di sensibilizzare gli animi umani, per\u00f2, a quanto sia servito, solamente i fatti di cronaca quotidiani possono raccontarlo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La prima in scena \u00e8 Pagliacci: rimango incantata dalle scenografie, dai costumi, dalla luce, dagli artisti e dal Maestro. Valerio Galli danza con le mani e con il corpo: ci mette passione e coinvolgimento e se lo sguardo si posa su di lui, si fatica a distoglierlo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Uno spettacolo meraviglioso, che non pecca in nulla. Un tripudio di emozioni ed il protagonista con i suoi vocalizzi finali, riesce nell&#8217;intento di trascinare il pubblico nel suo dolore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Dopo il cambio scena, l&#8217;incanto del colore svanisce per lasciar posto alla poetica drammatica e melanconica: ci si ritrova nella cupezza di una notte di temporale. Abiti scuri, scena tempestosa, una ruota immensa di un mulino che incessantemente gira, come la vita, trascinando\u00a0 tutto quanto trova sulla sua strada. Una storia di dolore, di fatica, di crudelt\u00e0, dove l&#8217;unico sprazzo di luce \u00e8 data da un&#8217;amore con un&#8217;anima bella, che, incapace di vivere in un mondo crudele, soccombe a breve.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La musica richiama la fatica ed il dolore, il buio della notte accentua il disagio. Sulla scena pendono delle catene, molte catene. Mi chiedo fin dall&#8217;inizio cosa vogliano significare e pian piano inizio a intuirlo. Ogni catena \u00e8 legata alla vita e, a volte, pu\u00f2 dipendere anche dagli altri determinare la fine della vita altrui.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Due drammi interpretati in maniera totalmente diversa, e totalmente diversamente diretti. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Entrambi i Maestri per\u00f2, hanno ricevuto l&#8217;ovazione del pubblico.<\/em><\/p>\n<p><strong>Laura Poretti Rizman<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_42868\" aria-describedby=\"caption-attachment-42868\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/pagliacci-al-mulino.html\/foto-di-f-parenzan-171\" rel=\"attachment wp-att-42868\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-42868\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/foto-di-F.Parenzan-171-e1655469177223-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/foto-di-F.Parenzan-171-e1655469177223-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/foto-di-F.Parenzan-171-e1655469177223.jpg 440w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-42868\" class=\"wp-caption-text\">foto di F.Parenzan<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_42869\" aria-describedby=\"caption-attachment-42869\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/pagliacci-al-mulino.html\/foto-di-f-parenzan-1213\" rel=\"attachment wp-att-42869\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-42869\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/foto-di-F.Parenzan-1213-e1655469229137-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/foto-di-F.Parenzan-1213-e1655469229137-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/foto-di-F.Parenzan-1213-e1655469229137.jpg 440w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-42869\" class=\"wp-caption-text\">foto di F.Parenzan<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Pagliacci<\/em>, opera in due atti su musica e libretto di Ruggero Leoncavallo, nel nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, sar\u00e0 diretto da Valerio Galli, con la regia di Victor Garcia Sierra e le scene di Paolo Vitale. Costumi di Giada Masi, light designer Stefano Gorreri. Maestro del Coro Paolo Longo. Il cast \u00e8 composto da Amadi Lagha e Rubens Pellizzari (Canio\/Pagliaccio), Valeria Sepe e Afag Abbasova-Budagova Nurahmed (Nedda\/Colombina), David Cecconi e Stefano Meo (Tonio\/Taddeo). E da Blagoj Nacoski (Peppe\/Arlecchino), Min Kim (Silvio), Damiano Locatelli (Un contadino) e Francesco Paccorini (Altro contadino). Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione, con la partecipazione de &#8220;I piccoli cantori della Citt\u00e0 di Trieste&#8221; diretti dal Maestro Cristina Semeraro. La prima rappresentazione di <em>Pagliacci<\/em> \u00e8 andata in scena al Teatro Verdi di Trieste nel 1896, ultima in ordine di tempo nel 2003.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Al Mulino<\/em>, dramma lirico in due atti di Ottorino Respighi da un libretto di Alberto Donini, ricostruzione del libretto e completamento dell\u2019orchestrazione di Paolo Rosato, nel nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e in prima esecuzione mondiale, sar\u00e0 diretto da Fabrizio Da Ros. Regia, scene e costumi di Daniele Piscopo. Maestro del Coro Paolo Longo. Il cast \u00e8 formato da Afag Abbasova-Budagova Nurahmed e Rinako Hara (Aniuska), Domenico Balzani (Nicola), Zi Zhao Guo e Motoharu Takei (Sergio), Cristian Saitta (Pope), Min Kim (Anatolio), Anna Evtekhova (Maria), Blago Nacoski (Ufficiale), Francesco Cortese e Dax Veleich (solo-lontano), Giuliano Pelizion e Armando Badia (Soldato). Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>Pagliacci<\/em> e\u0300 una delle opere che ho pi\u00f9\u0300 a cuore &#8211; spiega Valerio Galli nelle sue note musicali &#8211; la citta\u0300 in cui sono nato e vivo, Viareggio, e\u0300 stata la culla dei compositori veristi. Puccini, Mascagni, Cilea, Leoncavallo, hanno vissuto la loro quotidianit\u00e0\u0300 e la loro arte in questo luogo. Hanno composto qui molte delle loro opere, talvolta scrivendone alcune parti sui muri delle locande, come Leoncavallo con <em>La Candidata<\/em> e Puccini con <em>La Bohe\u0300me<\/em>. C\u2019e\u0300 una generazione, quella degli anziani del paese, che ricorda ancora moltissimi aneddoti legati alla loro presenza. Mio nonno Carlo mi ha trasmesso la passione per questi compositori e per le loro opere, non sempre apprezzate dai critici e musicisti. Personalmente considero il Verismo un filone importantissimo della produzione musicale italiana, ha avuto la forza di superare lo stile classico verdiano. Leoncavallo aveva una cultura ampia, europea. Ammirava molto Wagner. Il Coro del primo atto di Pagliacci contiene degli echi wagneriani, riporta ad atmosfere tedesche, pur essendo un\u2019opera italianissima\u201d. \u201cTornare a Trieste a dirigere<em> Pagliacci<\/em> &#8211; sottolinea ancora Galli &#8211; per me e\u0300 una gioia. Mi piace la presenza del mare, e\u0300 nelle mie corde, dona un prezioso respiro di liberta\u0300. Un Teatro sul mare e\u0300 meraviglioso. Anche Leoncavallo aveva un legame profondo con il mare\u201d.<br \/>\nTra le sue note di regia Victor Garcia Sierra spiega come \u201cLa musica di quest\u2019opera ci fa toccare con mano un arcobaleno di sentimenti: odio, speranza, gelosia e amore. Ho provato a mostrare la parte umana dei personaggi, che non sono lontani da ognuno di noi; la parte oscura di un uomo che sbaglia il modo di amare, un uomo che non riesce ad accettare l\u2019amara verit\u00e0\u0300 di una donna che non vuole pi\u00f9\u0300 stargli accanto. La regia ha intenzione di mostrarvi, in una versione non classica, l\u2019essenza del pensiero del Compositore stesso, in un paese ancora affamato di divertimento, intento ad evadere la monotonia di tutti i giorni; i personaggi del circo diventano calore e colore, ma ognuno di loro porta dentro s\u00e9 una storia da raccontare e tutto si evolve, cambia e si trasforma\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Paolo Rosato, parlando di<em> Al Mulino<\/em>, in una riflessione dedicata all\u2019opera, scrive: \u201cQuando alcuni anni fa Fabrizio Da Ros mi chiese la disponibilit\u00e0\u0300 a collaborare ad un ambizioso progetto quale quello di portare alla sua prima esecuzione <em>Al Mulin<\/em>o, la seconda opera composta da Ottorino Respighi, che per una serie di vicende non era stata completata nella orchestrazione e che dunque non era mai eseguita se non in una versione per voci e pianoforte, in forma privata, a Bologna nel 1908, accettai con entusiasmo prima ancora di chiedermi come avrei proceduto nel lavoro che mi aspettava\u201d. E conclude: \u201cSi sarebbe potuto procedere con un software, per completare l\u2019orchestrazione. Il software avrebbe avuto pero\u0300 bisogno di un inserimento di migliaia di dati forniti attraverso criteri selezionati comunque da un essere umano. Si e\u0300 scelto, invece, di affidare ad un umano, che e\u0300 egli stesso un compositore, con una propria e personale estetica musicale, l\u2019intera operazione. Nonostante i limiti che ci\u00f2\u0300 comporta, e grazie ai correttivi introdotti, il sottoscritto, in accordo con Fabrizio, ritiene che l\u2019operazione, cosi\u0300 condotta, possa essere per il momento accettata (\u2026..) Anche criticata e giudicata, ovviamente, ma tutto cio\u0300 non potra\u0300 che giovare al riconoscimento di un capolavoro, riscoperto, del grande Ottorino Respighi. O almeno e\u0300 questo e\u0300 cio\u0300 che fortemente mi auguro\u201d.<br \/>\nDaniele Piscopo, tra le note di regia, racconta che \u201cquando un pittore si trova davanti a una tela bianca deve scegliere cosa fare, quali colori utilizzare, quale tecnica, quale soggetto e soprattutto quale messaggio vuole comunicare. In questo caso il soggetto lo offre il nostro Respighi, che attraverso le parole di Donini, compone un dramma dalle tinte cupe macchiato dal sangue della guerra. Dare vita a un\u2019opera che non ha mai risuonato in un teatro e\u0300 una grande responsabilit\u00e0\u0300.<br \/>\nDi fronte a un quadro di questo tipo, le scelte sono due: la prima e\u0300 quella di seguire la strada dell\u2019onirico, ovvero una narrazione frutto dell\u2019immaginazione di un personaggio che condiziona la visione globale della storia; la seconda e\u0300 quella di scegliere la strada dell\u2019iperrealismo, che ha come scopo una fedele e dettagliata rappresentazione del vero. Io ho scelto la via dell\u2019impressionismo, dove attraverso i contrasti di luci e ombre viene rappresentato lo stato d\u2019animo dei diversi personaggi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Pagliacci<\/em>\/<em>Al Mulino<\/em> sar\u00e0 in scena: venerd\u00ec 10 giugno alle 20.30, sabato 11 giugno alle 16, domenica 12 giugno alle 16, marted\u00ec 14, gioved\u00ec 16 e sabato 18 giugno sempre alle 20.30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I biglietti sono in vendita presso la biglietteria del teatro, aperta da marted\u00ec a sabato dalle 9 alle 16, e nei giorni di spettacolo dalle 9 alle 13 e dalle 18 alle 21. Domenica dalle 10 alle 13, e nei giorni di spettacolo anche dalle 15 alle 16. Chiusura il luned\u00ec. Biglietti in vendita anche sul circuito Vivaticket: www.vivaticket.com\/it\/acquista-biglietti\/verdi-trieste<br \/>\nAttive sempre le scontistiche per i giovani, per la fascia under 30 e per il pubblico tra i 30 e i 34 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per gli appuntamenti di prolusione alle opere della stagione 2022, alle ore 18 di mercoled\u00ec 8 giugno, nel Ridotto del teatro (Sala Victor De Sabata), Gianni Gori presenter\u00e0 l\u2019opera.<br \/>\nL\u2019incontro \u00e8 ad ingresso libero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Conclusa la stagione ufficiale il teatro offre al pubblico un ulteriore appuntamento con l\u2019opera, con<em> Il pipistrello<\/em>, dal 10 al 17 luglio. I biglietti sono gi\u00e0 in vendita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Teatro Verdi di Trieste chiude il cartellone della Stagione Lirica e di Balletto 2022 con un inedito dittico, Pagliacci\/Al Mulino, in scena dal 10 al 18 giugno. 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