{"id":43157,"date":"2022-07-08T17:38:06","date_gmt":"2022-07-08T16:38:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=43157"},"modified":"2022-09-25T08:01:00","modified_gmt":"2022-09-25T07:01:00","slug":"piero-marussig-camera-con-vista-su-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/piero-marussig-camera-con-vista-su-trieste.html","title":{"rendered":"Piero Marussig. Camera con vista su Trieste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>PIERO MARUSSIG<\/strong>. <strong>CAMERA CON VISTA SU TRIESTE<br \/>\nIl percorso della visita guidata con Federica Luser<br \/>\nOgni gioved\u00ec e sabato al Civico Museo Sartorio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trieste, Monaco, Roma, Parigi, Milano sono le citt\u00e0 che con le loro specificit\u00e0 pi\u00f9 hanno influenzato il percorso artistico di Piero Marussig, ripreso nel progetto di allestimento della mostra ospitata fino al 9 ottobre al Civico Museo Sartorio di Trieste e curato dalla storica dell\u2019arte Federica Luser che, ogni gioved\u00ec alle 11.00 e sabato alle 10.00, accompagna i visitatori con i suoi racconti sulla vita e il mondo dell\u2019artista (prenotazione a <a href=\"mailto:edizioni.trart@gmail.com\">edizioni.trart@gmail.com<\/a>).<br \/>\n\u201cUn percorso\u201d \u2013 afferma <strong>Federica Luser<\/strong> \u2013 \u201cche parte dalla Trieste del primo &#8216;900, quella citt\u00e0 borghese dove Marussig fa i primi passi, e prosegue a Monaco di Baviera, con la sua Accademia e le spinte verso un&#8217;arte nuova e moderna, per arrivare a Roma dove il pittore si trasferisce nel 1903 per immergersi nella classicit\u00e0 e poi a Parigi, citt\u00e0 dove vive per due anni e nella quale tutto pu\u00f2 accadere, dove l&#8217;arte non vuol dire solo impressionismo, ma anche C\u00e9zanne, Gaugin, Van Gogh e Fauves e Matisse e Picasso. E poi, la fine della Felix Austria e della sua Gem\u00fctlichkeit, del Ritorno all&#8217;ordine nell&#8217;ambiente milanese degli anni Venti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante la visita guidata, Federica Luser invita i visitatori a passeggiare tra le opere di Marussig, a entrare nel giardino della sua villa considerato il suo Eden e nelle stanze pi\u00f9 intime della casa dove la protagonista \u00e8 Rina Drenik, moglie e musa dell\u2019artista. E si sofferma sull\u2019importanza del collezionismo privato, senza il quale non avremmo conservato la memoria della nostra storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra \u201cPiero Marussig. Camera con vista su Trieste\u201d \u2013 curata da Alessandra Tiddia, curatore e conservatore al Mart-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e da Lorenza Resciniti, conservatore del Civico Museo Sartorio di Trieste \u2013 \u00e8 un vero e proprio cameo dedicato a uno dei migliori pittori triestini, e propone 22 opere scelte tra i suoi capolavori, di cui alcune gentilmente prestate dal Civico Museo Revoltella, proposte in tre sale del Civico Museo Sartorio, magnifica casa-museo, una perla adagiata su uno dei colli di Trieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>PIERO MARUSSIG<\/strong>. <strong>CAMERA CON VISTA SU TRIESTE<\/strong><br \/>\n<strong>Villa Maria e il suo parco nei capolavori in mostra al Civico Museo Sartorio<\/strong><br \/>\nLa \u201cPolinesia mitteleuropea\u201d ancora in attesa del suo destino<br \/>\nRIPRENDONO LE VISITE GUIDATE GRATUITE A CURA DI FEDERICA LUSER<\/p>\n<figure id=\"attachment_43668\" aria-describedby=\"caption-attachment-43668\" style=\"width: 394px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/piero-marussig-camera-con-vista-su-trieste.html\/attachment\/0\" rel=\"attachment wp-att-43668\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-43668\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/0-3-e1662830013158.png\" alt=\"\" width=\"394\" height=\"440\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-43668\" class=\"wp-caption-text\">In foto:<br \/>Scorcio di Villa Maria, Marussig 1915<br \/>Villa Maria oggi, foto Gabetti Immobiliare<br \/>immagine fornita da Ufficio stampa Aps comunicazione<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Villa Maria, la splendida propriet\u00e0 sul Colle di Chiadino a Trieste dove visse per un decennio Piero Marussig con la sua famiglia, in attesa di conoscere il suo destino \u2013 completamente da restaurare e ancora in vendita \u2013 pu\u00f2 essere ammirata nella sua bellezza originaria tra i capolavori dell\u2019artista esposti al Civico Museo Sartorio per la mostra \u201cPiero Marussig. Camera con vista su Trieste\u201d, promossa dal Comune di Trieste\u00a0\u2013 Assessorato alle politiche della cultura e del turismo (fino al 9 ottobre, con orario da gioved\u00ec a domenica, dalle 10.00 alle 17.00, e fino alle 21.00 in occasione degli spettacoli di Trieste Estate; visite guidate gratuite ogni gioved\u00ec alle 11.00 e sabato alle 10.00 di settembre con prenotazione a <a href=\"mailto:edizioni.trart@gmail.com\">edizioni.trart@gmail.com<\/a>).<\/p>\n<p>Piero Marussig acquist\u00f2 la villa nel 1907, al suo rientro da Parigi, per stabilirsi con la moglie e la famiglia. Lunghi viali coperti da tralicci in legno per i rampicanti collegavano la casa all\u2019ingresso. La terrazza era uno dei punti pi\u00f9 belli del giardino. La villa era disposta su pi\u00f9 piani, raccordati da una scala in pietra, nella sala principale un caminetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cA Villa Maria Piero Marussig trov\u00f2 il suo Eden domestico, appartato dal resto del mondo\u201d \u2013 afferma <strong>Alessandra Tiddia<\/strong>, curatore e conservatore al Mart-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e curatrice della mostra insieme a <strong>Lorenza Resciniti<\/strong> conservatore del Civico Museo Sartorio di Trieste. \u00a0\u201c La villa e il suo parco di 3200 mq diventarono i soggetti prediletti delle sue opere. Nacquero cos\u00ec dipinti impregnati di un senso di agiatezza intima, quella \u201cGem\u00fctlichkeit\u201d difficilmente traducibile con un sinonimo italiano, ma che corrisponde a un senso di armonia tra s\u00e9 stessi e l\u2019ambiente circostante. Una sorta di Polinesia mitteleuropea\u201d \u2013 come la definisce la storica dell\u2019arte <strong>Elena Pontiggia<\/strong>, curatrice del volume dedicato a Claudia Gian Ferrari e Piero Marussig insieme a Nicoletta Colombo e Alessandria Tiddia (Trart \u00a0editore) \u2013 \u201cper evocare quel senso di isolamento primigenio e naturale ma inserito in una tradizione culturale profondamente radicata a Trieste, quella appunto della mitteleuropa la cui matrice artistica \u00e8 ben rintracciabile nei dipinti di questi anni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 1919 la villa venne acquistata da Ermanno Gambel (1886-1955), antiquario e commerciante di mobili, che vi and\u00f2 a vivere con la moglie Antonia, di origini tedesche. La casa prese il nome di Villa Maria dal nome della madre di Ermanno Gambel. \u00a0Negli anni si susseguirono pi\u00f9 proprietari fino al 1959, quando venne acquistata dal Comune di Trieste che poi la vendette insieme al parco a una societ\u00e0 per l\u2019eventuale realizzazione di sette unit\u00e0 immobiliari, su\u00a0 progetto elaborato dall\u2019architetto Sergio Vesselli e gi\u00e0 approvato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_43538\" aria-describedby=\"caption-attachment-43538\" style=\"width: 248px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/piero-marussig-camera-con-vista-su-trieste.html\/attachment\/0\" rel=\"attachment wp-att-43538\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-43538 size-medium\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/0-25-248x300.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-43538\" class=\"wp-caption-text\">Marussig_Ritratto della moglie, 1929, foto fornita da Civico Museo Sartorio per la mostra PIERO MARUSSIG. CAMERA CON VISTA SU TRIESTE<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"center\"><b>PIERO MARUSSIG<\/b>. <b>CAMERA CON VISTA SU TRIESTE<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"center\">Civico Museo Sartorio<\/p>\n<p><b>I ritratti della moglie Rina Drenik <\/b><br \/>\n<b>La storia sconosciuta della musa ispiratrice, modella e artista<\/b><b><br \/>\n<\/b><b> <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra i capolavori esposti al Civico Museo Sartorio di Trieste (Largo Papa Giovanni XXIII) nella mostra \u201c<b>Piero Marussig. Camera con vista su Trieste<\/b>\u201d, anche alcuni ritratti della moglie, Katarina Drenik, musa ispiratrice e modella, che spos\u00f2 l\u2019artista nel 1903 e insieme a lui si trasfer\u00ec a Roma. Non molti sanno per\u00f2 che Rina (cos\u00ec era conosciuta a Trieste, citt\u00e0 nella quale nacque nel 1897 e vi trascorse la giovinezza) aveva studiato scultura e che una sua opera in bronzo, Busto del duca d\u2019Aosta, \u00e8 custodita al sacrario di Redipuglia.<br \/>\n\u201cPoco si sa del suo apprendistato come scultrice, dove avesse studiato, chi fossero i suoi maestri\u201d \u2013 afferma la storica dell\u2019arte <b>Federica Luser<\/b>, ideatrice del progetto, a conclusione della prima serie di visite guidate di grande successo. \u201cSi ipotizza che potesse essere stato il triestino Ruggero Rovan, amico del marito, presente a Roma negli stessi anni, anche se non vi \u00e8 conferma, se non nei ricordi di una loro lontana parente. Testimonianza del loro rapporto\u201d \u2013 spiega Federica Luser \u2013 \u201csono con certezza alcune sculture di Rovan come <i>Ritratto di Rina Marussig<\/i>, un busto in gesso del 1905 di cui esiste un\u2019immagine nell\u2019archivio del Civico Museo Revoltella, una placchetta sempre in gesso con il suo profilo e il gruppo <i>Il bacio<\/i> (Civico Museo Revoltella), che per anni si trovava nella villa di Chiadino, dimora triestina dei Marussig, a testimoniare come proprio la coppia avrebbe posato per l\u2019opera\u201d.<br \/>\nPromossa dal Comune di Trieste\u00a0\u2013 Assessorato alle politiche della cultura e del turismo, la mostra \u201cPiero Marussig. Camera con vista su Trieste\u201d \u00e8 curata dalle storiche dell\u2019arte\u00a0Alessandra Tiddia, curatore e conservatore al Mart-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e\u00a0Lorenza Resciniti, conservatore del Civico Museo Sartorio di Trieste.<br \/>\nIngresso libero fino al 9 ottobre, con orario da gioved\u00ec a domenica, dalle 10.00 alle 17.00 e fino\u00a0alle 21.00\u00a0in occasione degli spettacoli di Trieste Estate 2022.<\/p>\n<figure id=\"attachment_43320\" aria-describedby=\"caption-attachment-43320\" style=\"width: 244px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/piero-marussig-camera-con-vista-su-trieste.html\/attachment\/0\" rel=\"attachment wp-att-43320\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-43320 size-medium\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/0-2-e1658487255804-244x300.png\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/0-2-e1658487255804-244x300.png 244w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/0-2-e1658487255804.png 358w\" sizes=\"auto, (max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-43320\" class=\"wp-caption-text\">Concertino nel parco 1916<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: large\">PIERO MARUSSIG\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: large\">CAMERA CON VISTA SU TRIESTE<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: large\">Civico Museo Sartorio<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: large\">8 luglio &#8211; 9 ottobre 2022<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>VISITE GUIDATE NEL MESE DI AGOSTO<\/strong><\/p>\n<p><strong>CON LA STORICA DELL\u2019ARTE FEDERICA LUSER<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una nuova opportunit\u00e0 per conoscere e apprezzare gli indiscussi capolavori di Piero Marussig, uno dei maggiori esponenti dell\u2019arte del \u2018900 a Trieste, esposti al Civico Museo Sartorio del capoluogo giuliano per la mostra \u201cPiero Marussig. Camera con vista su Trieste\u201d: ogni gioved\u00ec, alle 19.00, fino al 25 agosto (e sabato 20 agosto) sono in programma delle visite guidate con l\u2019ideatrice del progetto, la storica dell\u2019arte Federica Luser. Per info e prenotazioni: <a href=\"mailto:edizioni.trart@gmail.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">edizioni.trart@gmail.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Promossa dal Comune di Trieste\u00a0\u2013 Assessorato alle politiche della cultura e del turismo, la mostra \u00e8 curata dalle storiche dell\u2019arte\u00a0Alessandra Tiddia, curatore e conservatore al Mart-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e Lorenza Resciniti, conservatore del Civico Museo Sartorio di Trieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra propone i momenti salienti dell\u2019opera di Marussig: quello triestino raccolto nella villa di Chiadino e quello milanese in cui l\u2019artista \u00e8 protagonista della stagione di Novecento Italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le opere degli anni trascorsi a Trieste (dal 1906 al 1919) riflettono la sua percezione di un \u00abmacrocosmo racchiuso nel microcosmo della sua casa, dove interno ed esterno, natura e citt\u00e0, vita privata e vita sociale coincidevano.\u00a0 Siesta\u00a0(1912),\u00a0Serata a Trieste\u00a0(1914), Concertino nel parco\u00a0(1916) sono solo alcune delle opere presenti in mostra riferite a questa tematica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto di allestimento si sofferma poi sul periodo milanese, iniziato nel 1919 con la prima mostra personale alla Galleria Vinciana a Milano, che apre all\u2019artista le porte della critica e quelle del salotto di Margherita Sarfatti, introducendolo di fatto nel milieu artistico italiano. Nel 1920 Marussig si trasferisce nella citt\u00e0 lombarda e da quel momento in poi espone a fianco di quei pittori\u00a0che credono nella traduzione delle modalit\u00e0 classiche italiane in un linguaggio moderno: Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Emilio Malerba, Ubaldo Oppi, Mario Sironi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Accostando la propria ricerca a quella dei colleghi, Piero Marussig abbandona il colore espressivo e d\u00e0 maggiore solidit\u00e0 alle sue figure, trasformando quella intima quotidianit\u00e0 tipica delle opere \u201ctriestine\u201d, in una dimensione sospesa e idealizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: medium\">VISITE GUIDATE (circa 45 minuti)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: medium\">gioved\u00ec 4 agosto 2022 ore 19.00<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: medium\">gioved\u00ec 11 agosto 2022 ore 19.00<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: medium\">gioved\u00ec 18 agosto 2022 ore 19.00<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: medium\">gioved\u00ec 25 agosto 2022 ore 19.00<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: medium\">sabato 20 agosto 2022 ore 19.00<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: medium\">prenotazioni a\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"mailto:edizioni.trart@gmail.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-size: medium\">edizioni.trart@gmail.com<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Orario d\u2019apertura della mostra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">8 luglio &#8211; 9 ottobre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">da gioved\u00ec a domenica, dalle 10.00 alle 17.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">fino\u00a0alle 21.00\u00a0in occasione degli spettacoli di Trieste Estate 2022<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ingresso libero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"center\"><b>Piero Marussig. Camera con vista su Trieste<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"center\"><b>Trieste | Civico Museo Sartorio <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al Civico Museo Sartorio di Trieste, in Largo Papa Giovanni XXIII 1, prosegue con successo la mostra \u201c<b>Piero Marussig. Camera con vista su Trieste<\/b>\u201d,\u00a0che presenta alcuni indiscussi capolavori dell\u2019artista triestino, uno dei protagonisti della stagione di Novecento Italiano, provenienti dal Civico Museo Revoltella e da collezioni private.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Promossa dal Comune di Trieste\u00a0\u2013 Assessorato alle politiche della cultura e del turismo\u00a0e curata dalle storiche dell\u2019arte\u00a0<b>Alessandra Tiddia<\/b>, curatore e conservatore al Mart-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e <b>Lorenza Resciniti<\/b>, conservatore del Civico Museo Sartorio di Trieste, la mostra \u00e8 visitabile a ingresso libero da gioved\u00ec a domenica, dalle 10.00 alle 17.00, e fino\u00a0<u>alle 21.00<\/u>\u00a0in occasione degli spettacoli e dei concerti di Trieste Estate 2022 ospitati nel giardino del Museo.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>AL CIVICO MUSEO SARTORIO DI TRIESTE LA MOSTRA \u201cPIERO MARUSSIG. CAMERA CON VISTA SU TRIESTE\u201d.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_43158\" aria-describedby=\"caption-attachment-43158\" style=\"width: 221px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/piero-marussig-camera-con-vista-su-trieste.html\/attachment\/0\" rel=\"attachment wp-att-43158\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-43158 size-medium\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/0-8-e1657298053172-221x300.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/0-8-e1657298053172-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/0-8-e1657298053172.jpg 324w\" sizes=\"auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-43158\" class=\"wp-caption-text\">Autoritratto, Piero Marussig, Credit foto: Comune di Trieste fornita da press F Zar<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abSono tornato a Trieste nella mia casa di campagna. E l\u00ec ho cominciato a riflettere e controllarmi sulla natura. A Parigi dipingevo una sorta di post impressionismo a modo mio; a Trieste facevo dei paesaggi nei quali mi importava di rendere soprattutto le unit\u00e0 di colore. Non andavo cercando il colore degli oggetti: la realt\u00e0 mi appariva dominata da un\u2019irradiazione luminosa, della quale mi studiavo di cogliere il senso tonale [\u2026]\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 il 1906 e Piero Marussig rientra a Trieste dopo aver soggiornato a Monaco, Roma, Vienna, Parigi: acquista una villa in collina, conosciuta pi\u00f9 tardi come Villa Maria, ora semi-distrutta, un\u00a0<em>buen retiro<\/em>, fonte di ispirazione e vero soggetto di molte sue opere, alcune delle quali sono da oggi (e fino al\u00a0<u>9 ottobre<\/u>) esposte al Civico Museo Sartorio di Trieste per la mostra \u201c<strong>Piero Marussig. Camera con vista su Trieste<\/strong>\u201d,\u00a0promossa dal Comune di Trieste\u00a0\u2013 Assessorato alle politiche della cultura e del turismo\u00a0e curata dalle storiche dell\u2019arte\u00a0<strong>Alessandra Tiddia<\/strong>, curatore e conservatore al Mart-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e <strong>Lorenza Resciniti<\/strong>, conservatore del Civico Museo Sartorio di Trieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019anteprima stampa sono intervenute oggi (gioved\u00ec 7 luglio) la direttrice del Servizio Promozione turistica, Musei ed Eventi culturali Francesca Locci, le storiche dell\u2019arte e curatrici della mostra Alessandra Tiddia e Lorenza Resciniti, Nicoletta Colombo storica dell\u2019arte e direttrice dell\u2019omonimo studio d\u2019arte a Milano e Federica Luser per Trart che ha curato l\u2019efficace allestimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra &#8211; che sar\u00e0 inaugurata ufficialmente questa sera alle ore 18.00, alla presenza dell\u2019assessore alla Cultura Giorgio Rossi e delle autorit\u00e0 locali &#8211; rende omaggio a Piero Marussig, uno dei maggiori esponenti dell\u2019arte del \u2018900 a Trieste e in Italia, con alcuni indiscussi capolavori provenienti dal Civico Museo Revoltella e da collezioni private, come hanno evidenziato Elena Pontiggia, storica e critica d\u2019arte di chiara fama e Nicoletta Colombo, storica dell\u2019arte e direttrice dell\u2019omonimo studio d\u2019arte a Milano, autrici insieme ad Alessandra Tiddia del catalogo dedicato a Piero Marussig e Claudia Gian Ferrari <em>Un omaggio triestino<\/em> (edito da Trart a fine 2020).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abNon poteva essere che il Museo Sartorio, una casa-museo, un gioiello incastonato sul colle di San Vito ad accogliere questo saggio di pittura triestina\u00bb \u2013 afferma Lorenza Resciniti.\u00a0 \u00abIn primo luogo perch\u00e9 dalle finestre del secondo piano, dove sono allestite le opere, si gode di una vista magnifica sui tetti delle case della citt\u00e0, sul golfo e sulla costa, come la offre Marussig nei suoi quadri. In secondo luogo\u00bb \u2013 sottolinea la curatrice e conservatore del Sartorio \u2013 \u00abperch\u00e9 questa sede dei Civici Musei di Trieste \u00e8 il luogo ideale \u2013 per la sua atmosfera di intimit\u00e0 domestica, dove piace stare in silenzio a osservare il dentro e il fuori \u2013 per esporre le opere comprese in questo progetto, dipinti preziosi normalmente custoditi da un amorevole collezionismo privato, che oggi li mette generosamente a disposizione di noi tutti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto di allestimento, a cura della storica dell\u2019arte\u00a0<strong>Federica Luser<\/strong>\u00a0per Trart, presenta i momenti salienti dell\u2019opera di Marussig. Quello triestino raccolto nella villa di Chiadino e quello milanese in cui l\u2019artista \u00e8 protagonista della stagione di Novecento Italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le opere degli anni trascorsi a Trieste (dal 1906 al 1919) riflettono la sua percezione di un \u00abmacrocosmo racchiuso nel microcosmo della sua casa, dove interno ed esterno, natura e citt\u00e0, vita privata e vita sociale coincidevano. Chiadino era la sua Tahiti\u00bb \u2013 scrive Elena Pontiggia. \u00abPer un pittore intimista, anzi intimo come lui, la natura non superava i perimetri, pur ampi, del suo giardino e per dipingere la vita gli bastavano le figure e le cose che vedeva nelle sue stanze, sulla spianata di ghiaia bianca davanti alla villa, nel parco di alberi e piante che la circondavano\u00bb.<br \/>\n<em>Siesta<\/em>\u00a0(1912),\u00a0<em>Serata a Trieste<\/em>\u00a0(1914), <em>Concertino nel parco<\/em>\u00a0(1916) sono solo alcune delle opere presenti in mostra riferite a questa tematica. Dipinti impregnati di un senso di agiatezza intima, quella \u201cGem\u00fctlichkeit\u201d difficilmente traducibile con un sinonimo italiano, ma che corrisponde a un senso di armonia tra s\u00e9 stessi e l\u2019ambiente circostante, come ha ben osservato Alessandra Tiddia nel corso dei suoi studi dedicati all\u2019artista. I dipinti di Piero Marussig sono finestre aperte sulla citt\u00e0 e chiuse a contenere un mondo intimo fatto di affetti e \u201cpiccole e belle cose\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto di allestimento si sofferma poi sul periodo milanese, iniziato nel 1919 con la prima mostra personale alla Galleria Vinciana a Milano, che apre all\u2019artista le porte della critica e quelle del salotto di Margherita Sarfatti, introducendolo di fatto nel milieu artistico italiano. Nel 1920 Marussig si trasferisce nella citt\u00e0 lombarda e da quel momento in poi espone a fianco di quei pittori che credono nella traduzione delle modalit\u00e0 classiche italiane in un linguaggio moderno: Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Emilio Malerba, Ubaldo Oppi, Mario Sironi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Accostando la propria ricerca a quella dei colleghi, Piero Marussig abbandona il colore espressivo e d\u00e0 maggiore solidit\u00e0 alle sue figure, trasformando quella intima quotidianit\u00e0 tipica delle opere \u201ctriestine\u201d, in una dimensione sospesa e idealizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino al 1932 Piero Marussig parteciper\u00e0 a tutte le attivit\u00e0 del gruppo esponendo a importanti esposizioni in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201cPIERO MARUSSIG. CAMERA CON VISTA SU TRIESTE\u201d. <\/strong><br \/>\n<strong>Orario d\u2019apertura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><u>8 luglio &#8211; 9 ottobre<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><u>da gioved\u00ec a domenica<\/u>, dalle 10.00 alle 17.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">fino\u00a0<u>alle 21.00<\/u>\u00a0in occasione degli spettacoli di Trieste Estate 2022<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>PIERO MARUSSIG<br \/>\n<\/strong>Piero Marussig nasce a Trieste il 16 maggio 1879. Frequenta la Scuola Industriale (oggi \u201cAlessandro Volta\u201d) dove ha la fortuna di avere come insegnante Eugenio Scomparini, uno dei pi\u00f9 importanti artisti operanti in citt\u00e0 in quegli anni, presidente del Circolo artistico e impegnato nella decorazione di edifici pubblici e privati. Nel 1898 si trasferisce a Monaco di Baviera, dove rimane fino al 1901, per frequentare la locale Accademia di Belle Arti meta molto ambita dagli aspiranti pittori triestini, che privilegiavano la citt\u00e0 tedesca alla vicina Venezia. In quegli anni a Monaco il clima culturale era estremamente vivace, grazie alla Secessione e a quanto sviluppato intorno ad essa: esposizioni e riviste come \u201cJugend\u201d e \u201cSemplicissimus\u201d decretavano scelte specifiche in termini di stile. Ma a Marussig, di indole schiva e meditativa, interessava soprattutto studiare e apprendere quanto pi\u00f9 possibile e, ben presto, \u00abDa Monaco sono andato a Roma [\u2026] Vivevo il pi\u00f9 delle giornate nei musei, nelle pinacoteche. Di quel che si faceva intorno a me mi importava poco o niente. Amavo i classici volevo rendermi ragione dei segreti della loro pittura [\u2026]\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poco si sa di questo soggiorno, quasi nulli i documenti, mentre molte sono le ipotesi. Come l\u2019incontro con Ruggero Rovan, scultore triestino nella citt\u00e0 eterna grazie a una borsa di studio dell\u2019Istituto Rittmeyer di Trieste, testimoniato da alcune sculture raffiguranti Rina Drenik Marussig, la moglie di Piero. Chi avesse frequentato non si sa con esattezza, ma in quegli anni di stimoli ce ne erano parecchi. A Roma erano presenti anche Umberto Boccioni e Gino Severini, che proseguivano gli studi con Giacomo Balla, aprendosi al divisionismo. Altra probabilit\u00e0 \u00e8 un suo contatto con il gruppo dei Ventiquattro della campagna romana, artisti che dipingevano en plein air e da cui potrebbe aver desunto una maggiore attenzione per il paesaggio aperto e arioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma nel 1905 parte nuovamente e la sua meta \u00e8 Parigi. \u00abIo ho cominciato a dipingere dopo essere stato a Parigi [\u2026] Parigi mi ha aiutato a capire la modernit\u00e0 [\u2026]\u00bb. Qui raggiunge nuovi risultati sia nella composizione che nelle accensioni cromatiche: chiss\u00e0 se avr\u00e0 avuto modo di vedere la mostra al Salon d\u2019Automne con la presentazione al grande pubblico di quelli che saranno definiti i Fauves. Avr\u00e0 visto Matisse, Derain e gli altri? Avr\u00e0 avuto modo di accostarsi alla pittura di C\u00e9zanne? Sicuramente i loro semi erano stati gettati nell\u2019immaginario pittorico di Marussig, ci vorranno ancora degli anni, ma andr\u00e0 a pescare l\u00ec, in quelle cromie forti e contrastate, per i suoi dipinti triestini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 1906 ritorna a Trieste e si trasferisce nella villa a Chiadino che diventa per lui una sorta di \u201cPolinesia mitteleuropea\u201d, una definizione particolarmente calzante coniata da Elena Pontiggia per evocare quel senso di isolamento primigenio e naturale ma inserito in una tradizione culturale profondamente radicata a Trieste, quella appunto della mitteleuropa la cui matrice artistica \u00e8 ben rintracciabile nei dipinti di questi anni. Se la tavolozza accesa, talvolta quasi antinaturalistica nel suo espressionismo cromatico, rivela una sensibilit\u00e0 fauve, le figure e la loro dimensione nello spazio compositivo riecheggiano soluzioni ancora viennesi e secessioniste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la fine della Prima guerra mondiale il suo mondo si dissolve, e anche la sua pittura muta: l\u2019Austria felix non esiste pi\u00f9, nasce una nuova Trieste. E con essa un nuovo Marussig, che abbandona l\u2019espressionismo che l\u2019aveva caratterizzato per assumere forme pi\u00f9 salde e vicine a quel \u201cRitorno all\u2019ordine\u201d diffuso in gran parte d\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Agli inizi del 1920 si trasferisce a Milano, inizia una nuova vita e opera una svolta stilistica nella sua pittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La citt\u00e0 d\u2019altronde offriva molte opportunit\u00e0 tra gallerie, collezionisti e colleghi ed era considerata tappa fondamentale per molti artisti della sua generazione. Entra nella cerchia di Margherita Sarfatti e nel 1922 &#8211; cento anni or sono &#8211; \u00e8 tra i fondatori di Novecento Italiano con Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Emilio Malerba, Ubaldo Oppi e Mario Sironi. Si apre per il pittore triestino una ribalta nazionale e internazionale con mostre a Milano, Venezia, Roma, Berlino, Ginevra, Londra, Nizza, Parigi, Zurigo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sua pittura dagli anni \u201920 giunge a forme solide e compatte, le cromie accese si abbassano a toni moderati, anche se permane sempre un fremito di matrice secessionista nella scansione dei piani, nel panneggio delle vesti. La compostezza delle composizioni durante il periodo di adesione a Novecento Italiano perdurano fino agli anni \u201930, quando Marussig incomincia a defilarsi dal gruppo rimanendo ai margini, forse non capito fino in fondo da critica e colleghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Muore a Pavia il 16 gennaio 1937.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Civico Museo Sartorio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0Civico Museo Sartorio, inaugurato nel 2006, dopo due anni di chiusura per il suo completo restauro finanziato dal Comune di Trieste e da un generoso contributo della famiglia\u00a0Costantinides, \u00e8 un\u2019elegante villa borghese dell\u2019Ottocento, divenuta \u201ccasa museo\u201d nel 1947 grazie al lascito testamentario di\u00a0Anna Segr\u00e8 Sartorio. Al suo interno negli\u00a0arredi, nelle\u00a0opere d\u2019arte\u00a0e negli\u00a0oggetti di uso quotidiano\u00a0convivono gli stili\u00a0Impero\u00a0e\u00a0Biedermeier, sino al revival storico, neorococ\u00f2 e neogotico. La villa, collocata a breve distanza dal mare e circondata da un grande giardino viene edificata nel \u2019700; la primitiva struttura, fu poi modificata e ampliata in epoca neoclassica. Pietro Sartorio, giunto a Trieste dalla natia Sanremo nel 1775, in qualit\u00e0 di mercante di granaglie, entra a far parte del patriziato triestino, avvia una fiorente attivit\u00e0 commerciale, poi rilevata con successo dai figli Giovanni Guglielmo e Pietro. Quest\u2019ultimo sposa la ricca e colta Giuseppina Fontana e diventa assieme a lei il proprietario di questa villa, che arreda con mobili e quadri di pregio, tuttora esposti. Trasmette ai suoi figli il gusto per l\u2019arte, in particolare a Giuseppe che diviene un attento e competente collezionista, cui si deve innanzitutto la rara collezione di 254 disegni di Giambattista Tiepolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PIERO MARUSSIG. 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