{"id":43594,"date":"2022-09-02T18:40:43","date_gmt":"2022-09-02T17:40:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=43594"},"modified":"2022-09-18T16:28:58","modified_gmt":"2022-09-18T15:28:58","slug":"terra-in-trasformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/terra-in-trasformazione.html","title":{"rendered":"Terra in trasformazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">Terra in trasformazione: 100 autori da tutto il mondo per una riflessione artistica sul cambiamento climatico<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i>Al Magazzino 26 dal 3 al 24 settembre la fusione di due mostre sulla trasformazione, sempre pi\u00f9 rapida, del nostro Pianeta: \u201cCrisis Gaia\u201d, nata in Messico dall\u2019artista e scienziato Manolo Cocho e dedicata a una riflessione sulla vita biologica sulla Terra e sulla capacit\u00e0 umana di distruggerla o preservarla; e \u201caQua\u201d, che con la curatela di Maria Campitelli riflette sul bene liquido pi\u00f9 prezioso per la vita e il pi\u00f9 tragicamente presente nel dissesto dell\u2019eco-sistema. Faranno da corollario all\u2019esposizione una serie di eventi collaterali tra cinema, mostre di giovani under 35, laboratori per ragazzi e conversazioni scientifiche.\u00a0<\/i><\/p>\n<figure id=\"attachment_43595\" aria-describedby=\"caption-attachment-43595\" style=\"width: 211px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/terra-in-trasformazione.html\/attachment\/0\" rel=\"attachment wp-att-43595\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-43595\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/0-e1662139965864-211x300.png\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/0-e1662139965864-211x300.png 211w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/0-e1662139965864.png 310w\" sizes=\"auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-43595\" class=\"wp-caption-text\">Christiane Spatt (Austria) &#8211; immagine fornita da ufficio stampa<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Grazie alle sue potenzialit\u00e0 intrinseche che inglobano emozioni e poesia, l\u2019arte pu\u00f2 offrire un contributo speciale alla presa di coscienza della necessit\u00e0 di una corretta interazione tra umanit\u00e0 e pianeta. E associarsi cos\u00ec al coro globale che chiede un intervento per garantire la sopravvivenza nostra e del pianeta che abitiamo, la nostra unica casa. E\u2019 la filosofia fondante del progetto <b><i>Terra in trasformazione<\/i><\/b>, che <b>dal 3 al 24 settembre<\/b> negli spazi del <b>Magazzino 26, <\/b>proporr\u00e0 un\u2019esposizione che \u00e8 il risultato della fusione di due mostre, <b><i>Crisis Gaia<\/i><\/b> e <b><i>aQua<\/i><\/b>, nate in luoghi diametralmente opposti e in circostanze differenti, cui hanno contribuito un <b>centinaio di artisti provenienti da ogni angolo del pianeta:<\/b> <b>una riflessione necessariamente globale per una sfida che riguarda l\u2019umanit\u00e0 intera.\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Grazie al contributo della<b> Regione Fvg <\/b>e alla collaborazione del <b>Comune di Trieste, <\/b>con il supporto di <b>CrediFriuli e BancaTer <\/b>e grazie a molti altri partner, nei circa 1000 metri quadri espositivi offerti dal primo piano del Magazzino 26 e nell\u2019adiacente Lloyd &#8211; Deposito a vista al piano terra, si potranno visionare un centinaio di opere di artisti provenienti da <b>Stati Uniti, Siberia, Australia, Ecuador, Cina, Cile, Argentina, Turchia, Inghilterra, Russia, Corea, Colombia, Austria, Germania, Slovenia, Serbia, Croazia e ovviamente da Messico e Italia.<\/b> In esposizione <b>fotografie, video, sculture, installazioni, dipinti e contaminazioni tra le diverse forme artistiche.\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>L\u2019inaugurazione avr\u00e0 luogo il 2 settembre alle 18.30 e proseguir\u00e0 fino alle 21.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alle due mostre faranno da corollario una serie di <b>eventi collaterali<\/b>: una <b>mini rassegna cinematografica<\/b> a cura di <b>Mila Lazi\u0107<\/b>, un <b>laboratorio per ragazzi<\/b> a cura di <b>Cristina Lombardo<\/b> e alcune <b>conversazioni scientifiche<\/b> realizzate in collaborazione con <b>Ogs,<\/b> Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (comunicato stampa a parte).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora, sparse in <b>quattro diverse sedi regionali <\/b>si potranno visionare le mostre di <b>giovani artisti under 35<\/b> sul tema dell\u2019acqua nell\u2019ambito del cambiamento climatico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, il <b>Parco Basaglia di Gorizia<\/b> e <b>l\u2019Adventure Park di Ceroglie<\/b> ospiteranno, dal <b>5 all\u201911 settembre<\/b>, il <b>progetto internazionale di land art e installazioni video sonore <i>Fine del Confine: <\/i><\/b>sette giorni di arte e performance per rivitalizzare questi luoghi e renderli cantieri culturali e di libero incontro fra artisti, natura e territorio. L\u2019iniziativa \u00e8 nata da un\u2019idea di Manolo Cocho, Guillermo Giampietro, Maria Campitelli e Fabiola Faidiga e dalla collaborazione tra CASA C.A.V.E., la Cooperativa La Collina e il Gruppo78.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutte le iniziative sono a ingresso libero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>La doppia mostra \u201cCrisis Gaia\u201d e \u201caQua&#8221;<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma partiamo dalla doppia mostra ospitata al Magazzino 26. La prima esposizione, <b><i>Crisis Gaia<\/i><\/b>, \u00e8 stata ideata in <b>Messico<\/b>, dall\u2019artista e scienziato <b>Manolo Cocho<\/b>, curatore e coordinatore del programma <b>Arte, scienza e complessit\u00e0<\/b> del \u201c<b>C3 Centro delle Scienze della complessit\u00e0<\/b>\u201d dell\u2019<b>Universit\u00e0 nazionale autonoma del Messico<\/b>. E\u2019 nata in piena epoca pandemica, con un\u2019operazione culturale interamente basata sul network, che ha consentito al curatore di stabilire connessioni a livello globale, tradotte principalmente, ma non esclusivamente, in opere fotografiche e video. E\u2019 una <b>riflessione sulla crisi del pianeta, sulla vita biologica sulla Terra e la capacit\u00e0 umana di distruggerla o preservarla<\/b>. \u201cJames Lovelock vede Gaia come un grande essere vivente, che comprende l\u2019insieme degli esseri viventi del pianeta Terra, individui, gruppi e comunit\u00e0 di individui, societ\u00e0 ed ecosistemi, insieme all\u2019atmosfera, al clima e ai contesti geografici, alle diverse condizioni e nicchie in grado di ospitare la vita biologica &#8211; afferma Cocho -. Il biologo nordamericano Simon A. Levin parla dell\u2019organizzazione degli esseri viventi dalla singola cellula agli ecosistemi sotto il concetto di sistemi complessi adattivi, comprendendo le capacit\u00e0 di adattamento di fronte alle emergenze e alle contingenze&#8230; Possiamo creare vita artificiale, proteggere la vita, ma possiamo anche distruggerla. La sovrappopolazione globale e i suoi bisogni, la somma di tutti gli interessi di tutte le persone, gli affari, la portata e il contrasto della povert\u00e0, influenzano direttamente il sistema Gaia\u201d. Un concetto reso con efficacia, per esempio, dal colombiano<b> Yhonathan Virguez Rodriguez<\/b>, che nella sua opera digitale <b><i>Ars Natura<\/i> <\/b>riflette su come un battito di ali di una farfalla possa provocare un uragano dall\u2019altra parte del mondo. Al di l\u00e0 della poetica dell\u2019essere polvere di stelle, ricorda l\u2019autore, siamo organismi di relazione, complessi: le nostre azioni si rifrangono in tutti i DNA. Siamo parte della natura e abbiamo bisogno di riconnetterci con essa: \u00e8 il concetto alla base dell\u2019autoritratto <b><i>Jane<\/i><\/b>, dell\u2019austriaca <b>Christiane Spatt<\/b>, che si mette in scena con una scimmia di peluche, ricordo d\u2019infanzia, tenendola in braccio e allattandola, a indicare la nostalgia per la natura. Ancora, nella sua opera <b><i>Eccesso di testosterone<\/i><\/b> il messicano <b>Marcelo Calvillo <\/b>riunisce immagini popolari che ci rimandano alla prima met\u00e0 del XX secolo, enfatizzando la vecchia ricetta del sesso e della violenza, in questo caso della violenza a livello planetario: l\u2019uomo che si crede invincibile, convinto di poter imporre la propria volont\u00e0 anche sul pianeta che lo ospita. Mentre nella serie <b>Mondo Caldo e Coraggioso<\/b> (Brave Warm World) il fotografo sloveno <b>Bojan Gol\u010dar<\/b> raffigura un paesaggio alienato, utilizzando la manipolazione e la sovrapposizione delle immagini, i graffi e imperfezioni, per offrire la sua visione di come sar\u00e0 domani il mondo che sta morendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La seconda mostra, <b><i>aQua<\/i><\/b>, nasce e si sviluppa soprattutto a Trieste, pur prevedendo presenze da altri luoghi, anche stranieri, con la curatela di <b>Maria Campitelli,<\/b> storica fondatrice del <b>Gruppo78 International Contemporary Art<\/b>. Raccoglie installazioni e tutte le declinazioni e contaminazioni perseguite dall\u2019attuale ricerca espressiva. E\u2019 dedicata al tesoro liquido pi\u00f9 prezioso per la vita, di cui da un lato gli artisti rilevano la limpida bellezza, l\u2019insostituibile funzione vitale e la sua essenza di bene collettivo, dall\u2019altro la sua degenerazione causata dai cambiamenti climatici &#8211; che provocano siccit\u00e0, innalzamento del livello dei mari, scioglimento dei ghiacciai &#8211; e dall\u2019inquinamento, entrambe conseguenze dirette delle attivit\u00e0 umane. L\u2019uomo, che per secoli si \u00e8 sentito padrone al centro del mondo, oggi \u00e8 chiamato a un\u2019analisi differente del suo ruolo nel mondo. \u201cSi parla oggi di declino dell\u2019antropocentrico, di conclusione del ciclo \u201cHomo sapiens\u201d &#8211; commenta Maria Campitelli -. James Lovelock, scienziato inglese, gi\u00e0 nel 1979 in \u201cGaia. A new Look at Life on Earth\u201d aveva avvertito che l\u2019uomo, facendo parte del sistema sinergico autoregolante che mantiene e perpetua le condizioni per la vita sul pianeta come tutti gli esseri viventi non gode dei diritti privilegiati che si \u00e8 auto-attribuito (a partire dall\u2019umanesimo rinascimentale), ponendosi al centro del mondo. E\u2019 un partner assieme agli altri organismi, che contribuisce a mantenere l\u2019equilibrio della vita sulla Terra, ma pu\u00f2 anche distruggerlo\u201d. In <b><i>Marmorto<\/i><\/b>, olio su tela e video (in collaborazione con Simone Di Mauro) di <b>Cecilia Donaggio Luzzato Fegiz<\/b>, vediamo degli scheletri palestrati sfoggiare un olimpionico \u201cfront crawl\u201d, mentre all\u2019orizzonte futuri fossili lambiscono i cavalloni. <b><i>Black cube<\/i><\/b>, di <b>Cristina Lombardo<\/b>, \u00e8 una meditazione sull\u2019innalzamento delle acque, con un riferimento storico al Diluvio Universale attualizzato con l\u2019ambientazione in Piazza Unit\u00e0, a Trieste. L\u2019arca diventa allora una nave da crociera, che potrebbe salvare gli \u201conesti\u201d dall\u2019impetuosit\u00e0 dei marosi. E all\u2019interno dell\u2019installazione s\u2019inserisce un modellino della basilica di San Pietro in argilla cruda, che si consumer\u00e0 durante il tempo della mostra: una meditazione sulla temporaneit\u00e0 di tutti i poteri paragonati alla potenza della natura. Con l\u2019installazione <b>I\u2019m an Alien Fabiola Faidiga, <\/b>collocata al piano rialzato del Magazzino 26, negli spazi del museo Lloyd \u2013 Deposito a vista, realizza una vistosa scatola nera, approdata su un lontano pianeta, residuo dell\u2019esplosione della terra, da cui si possono cogliere le ultime parole registrate di un\u2019inascoltata esortazione: \u201cPlease open your hears and then act\u201d (Vi prego, aprite i vostri cuori e agite), pronunciate da un\u2019attivista keniota dell\u2019ambiente e del clima. Alla scatola si pu\u00f2 accedere solo dichiarandosi \u201cAlieni, pi\u00f9 intelligenti degli umani\u201d. <b>Simone di Mauro<\/b>, in <b><i>In the blink of an eye<\/i><\/b>, utilizza un sistema di riconoscimento facciale che rileva lo stato degli occhi dell\u2019utente, accelerando il processo di avanzata del tempo ogni volta che gli occhi sono chiusi o si battono le palpebre: l\u2019idea \u00e8 quella di non distogliere lo sguardo davanti alla trasformazione, seppure lenta, del nostro pianeta e dei suoi componenti, come l\u2019acqua, la vegetazione e l\u2019atmosfera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Terra in trasformazione.<\/b> ospitata<b> <\/b>nelle sale 1\u00b0 e1B<b> <\/b>del Magazzino 26 intitolate rispettivamente agli artisti Arturo Nathan e Carlo Sbis\u00e0 <b>,sar\u00e0 aperta al pubblico, a ingresso libero, gioved\u00ec, venerd\u00ec, sabato dalle 17 alle 20, domenica 10-13 e 17-20.\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Durante il periodo della mostra<\/b> l\u2019installazione<b> I\u2019m an Alien <\/b>sar\u00e0 visitabile fino alle 19, come da orario del museo Lloyd \u2013 Deposito a vista in cui \u00e8 collocata. Soltanto il 2 settembre, giorno dell\u2019inaugurazione, sar\u00e0 visitabile fino alle 21.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Gli eventi collaterali di Terra in Trasformazione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Cinema, laboratori e conversazioni scientifiche<\/b> arricchiranno e completeranno la mostra <b><i>Terra in trasformazione<\/i><\/b>. La <b>mini rassegna cinematografica<\/b> che accompagna l\u2019esposizione, a cura di <b>Mila Lazi\u0107, <\/b>propone <b>tre film<\/b> che gettano nuova luce sul \u201csistema Gaia\u201d in tre momenti diversi della vita della Terra e della storia dell\u2019uomo.<br \/>\nLo sguardo pi\u00f9 lontano nel tempo \u00e8 stato offerto dall\u2019antropologo <b>Vittorio De Seta<\/b>, con il documentario \u201c<b><i>Lu tempo di li pisci spata<\/i><\/b>\u201d (Italia, 1954), proposto lo scorso primo agosto a Nova Gorica in collaborazione con Zavod Kinoatelje Nova Gorica e la Cineteca di Bologna. Seguir\u00e0 un\u2019immersione in uno dei pi\u00f9 antichi e primordiali ecosistemi del pianeta, la <b>foresta amazzonica<\/b>, in Ecuador, attraverso la profonda capacit\u00e0 d\u2019ascolto di <b>David Monacchi <\/b>ripreso dall\u2019acuta camera della giovane registra croata <b>Nika \u0160aravanja: <i>Dusk Chorus<\/i> (Italia, 2016), <\/b>questo il titolo del lavoro, sar\u00e0 proposto all\u2019interno del <b>Magazzino 26<\/b> nelle giornate della mostra (2-24 settembre), in collaborazione con Zelig &#8211; Scuola internazionale del documentario di Bolzano. Sar\u00e0 un\u2019esperienza sensoriale, poetica e scientifica del patrimonio sonoro alla scoperta di straordinari frammenti, costantemente in via d\u2019estinzione. Infine <b>marted\u00ec 6 settembre alle 21<\/b> il <b>Giardino pubblico di Trieste <\/b>ospiter\u00e0 la proiezione di <b><i>L\u2019ignoto spazio profondo<\/i><\/b>, di <b>Werner Herzog <\/b>(Francia, Germania, Regno Unito, 2005). In collaborazione con La Cappella Underground, CASA C.A.V.E. Visogliano, Riplay Film Roma, ci si immerger\u00e0 nel futuro, con un saggio sull\u2019evoluzione della specie, sull\u2019immigrazione, sull\u2019ecologia che \u00e8 simultaneamente un racconto di fantascienza. Si tratta di un ipotetico viaggio alla ricerca di nuovi territori abitabili per l\u2019uomo nell\u2019immensit\u00e0 dell\u2019Universo, dopo che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 riuscita a distruggere la vita del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><i>Underwater<\/i><\/b> \u00e8 invece il titolo del <b>laboratorio per ragazzi <\/b>curato da <b>Cristina Lombardo<\/b>, che si terr\u00e0 al <b>PAG <\/b>(Progetto Area Giovani del Comune di Trieste), in via del Castello, <b>sabato 17 settembre dalle 10 alle 13<\/b>. I ragazzi verranno invitati a creare dei disegni colorati che, fotocopiati, verranno immersi in una bacinella d\u2019acqua. Le deformazioni che ne conseguono saranno lo spunto per avviare un ragionamento sull\u2019innalzamento del livello del mare e le sue conseguenze sull\u2019erosione costiera e l\u2019esondazione delle citt\u00e0, a partire da Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine saranno <b>tre le conversazioni scientifiche <\/b>che faranno da corollario alla mostra, realizzate in collaborazione con <b>Ogs &#8211; Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale<\/b> per discutere delle grandi sfide che ci vengono poste dal cambiamento climatico. S\u2019inizier\u00e0 l\u2019<b>8 settembre<\/b> con il geologo <b>Angelo Camerlenghi,<\/b> che discuter\u00e0 di \u201c<b><i>Energia: il metano che viene da sotto il mar Mediterraneo<\/i><\/b>\u201d; si proseguir\u00e0 il <b>15 settembre<\/b> con la glaciologa <b>Florence Colleoni<\/b>, che parler\u00e0 di \u201c<b><i>Cambiamenti climatici e poli: perch\u00e9 \u00e8 importante studiarli?\u201d<\/i><\/b>. Infine il 16 settembre, con ila dr. Paola Del Negro, direttrice dell\u2019Istituto, si scoprir\u00e0 come \u00e8 cambiato il nostro Adriatico e non solo, nell\u2019appuntamento \u201c<b><i>Che mare fa?<\/i><\/b>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Le mostre di artisti under 35<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto <b><i>Terra in Trasformazione<\/i><\/b> si espander\u00e0 anche in altre sedi regionali, grazie a <b>quattro mostre affidate a giovani artisti under 35<\/b>, che riflettono a loro volta sul tema dell\u2019acqua nell\u2019ambito del cambiamento climatico. Le quattro esposizioni sono sparse in diversi angoli del territorio e si svolgeranno in momenti differenti, nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2022, per dare modo al pubblico di visitarle pi\u00f9 agevolmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla <b>Portopiccolo art gallery di Sistiana<\/b>, dall\u2019<b>8 al 22 settembre<\/b>, si potr\u00e0 visionare la mostra <b><i>Fluvia<\/i><\/b>, di <b>Linda Mazzolini<\/b> (a cura di Maria Campitelli); dal <b>15 al 30 settembre<\/b>, allo <b>spazio Stone di Cervignano<\/b>, andr\u00e0 in scena l\u2019esposizione <b><i>Gently out of time<\/i><\/b>, di <b>Michele Seffino<\/b> (a cura di Eva Comuzzi e Orietta Masin); <b>dal 1 al 15 ottobre<\/b> alla <b>Juliet-Room di Muggia<\/b> appuntamento con <b><i>Muta<\/i><\/b>, con opere di <b>Janiki Citti, Greta Fila, Jesus Valenti Mora Castro<\/b> (a cura di Massimo Premuda); infine, dal <b>3 al 13 novembre<\/b>, nello <b>spazio Make di palazzo Manin<\/b>, a <b>Udine<\/b>, l\u2019esposizione <b><i>Symbiosis<\/i><\/b>, di <b>Eleonora Garini e Matteo Volonterio <\/b>(a cura di Maria Campitelli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Il progetto Fine del Confine<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 un progetto internazionale di <b>di land art e installazioni video, <\/b>che sar\u00e0 ospitato all\u2019interno del<b> Parco Basaglia di Gorizia<\/b> e all\u2019<b>Adventure Park di Ceroglie<\/b> dal <b>5 all\u201911 settembre. <\/b>S\u2019intitola <b><i>Fine del confine,<\/i> <\/b>perch\u00e9 ha come punto di partenza concettuale lo sviluppo di idee e pratiche orientate al superamento dei confini geografici e mentali attraverso l\u2019arte e la cultura. Mira, inoltre, al recupero e riqualificazione dei parchi pubblici transfrontalieri del nostro territorio, trasformandoli in spazi culturali aperti e partecipativi. <b><i>Fine del Confine<\/i><\/b> si realizzer\u00e0 all\u2019interno dell\u2019evento <b><i>Frontiere dei lunatici<\/i> <\/b>(che comprender\u00e0 land art, concerti, una rassegna cinematografica, incontri sull\u2019arte contemporanea, presentazione di libri e progetti relativi al <b>Parco Basaglia<\/b>) ed \u00e8 collegato alle rassegne <b><i>Terra in trasformazione <\/i><\/b>e <b><i>L\u2019energia dei luoghi &#8211; Festival del vento e della pietra<\/i><\/b>, nonch\u00e9 al progetto <b><i>Meraviglie nel Parco<\/i><\/b> presso l\u2019<b>Adventure Park di Ceroglie<\/b>, dove si trover\u00e0 anche il Laboratorio d\u2019arte dei muretti a secco, patrimonio immateriale dell\u2019Unesco. L\u2019iniziativa \u00e8 nata da un\u2019idea di Manolo Cocho, Guillermo Giampietro, Maria Campitelli e Fabiola Faidiga e dalla collaborazione tra CASA C.A.V.E., la Cooperativa La Collina e il Gruppo78. Punta a rendere questi spazi, per sette giorni, luoghi di arte e performance, cos\u00ec da rivitalizzarli come cantieri culturali e di libero incontro fra artisti, natura e territorio. Il progetto si chiama Fine del confine perch\u00e9 i luoghi scelti per le attivit\u00e0 sono altamente simbolici: il Parco Basaglia \u00e8 situato sulla linea di confine tra Italia e Slovenia e sul confine immaginario tra la follia e l\u2019apparenza di realt\u00e0 normalizzata, mentre l\u2018Adventure Park di Ceroglie \u00e8 situato in prossimit\u00e0 di un confine che fu campo di battaglie e devastazione nelle due guerre mondiali: oggi entrambi i luoghi sono rinati come territorio d\u2019incontro, d\u2019ascolto e di contemplazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto acquista ancora pi\u00f9 rilevanza nella prospettiva di <b>Gorizia e Nova Gorica unificate come capitale Europea della cultura nel 2025<\/b>: sar\u00e0 un evento di carattere internazionale e locale, cui parteciperanno artisti di diversi paesi del mondo assieme ad altri del nostro territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per <b><i>Frontiera dei Lunatici<\/i><\/b>, al <b>Parco Basaglia di Gorizia<\/b>, si potranno apprezzare le <b>installazioni e la land art <\/b>di Pierre Zufferey, Manolo Cocho, Simone Paulin (Aeson), Elisa Zurlo, Elisa Vladilo, Fabiola Faidiga, Gabriela Blanco; i <b>video e le video installazioni <\/b>di Giovanni Cioni, Alessandro Ruzzier, Robert Roesch; Eva Petric; Rubert Huber, Franz Wassermann, Giovanna Torresin, Guillermo Giampietro, Jose Andrare Briones, Jose Cianca, Karina Zothner, Cecilia Donaggio Luzzato Fegiz, Laura Rambelli, Lucia Flego, Maja Flajsig, Mercedes Aqui, Nancy Atakan, Natalia Mali, Natalia Papaeva, Raul Pi\u00f1a, Sissa Micheli Austria, Tilen \u017dbona, Wuei Cai Chen, Kaiqin Zhang, Radio Fragola Gorizia; le <b>ambientazioni sonore <\/b>di Vesel Full of Void, Luca Mirai, Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per l\u2019<b><i>Energia dei luoghi &#8211; Meraviglie del parco<\/i><\/b>, all\u2019<b>Adventure Park di Ceroglie<\/b>, saranno in mostra i lavori di <b>land art <\/b>di Marco Bogar, Cecilia Donaggio Luzzato Fegiz, Rodolfo Liprandi, Cristina Lombardo, Simone Paulin e Aleksander Veliscek; si potr\u00e0 partecipare al <b>laboratorio <i>La rinascita dei muretti a secco<\/i><\/b>, con l\u2019architetto e tutor Danilo Antoni; e alla <b>passeggiata creativa <\/b>con la guida naturalistica Alice Sattolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terra in trasformazione: 100 autori da tutto il mondo per una riflessione artistica sul cambiamento climatico<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":43595,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318,7],"tags":[21071,2077,21070,2822,21069],"class_list":["post-43594","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-spettacolo","category-trieste","tag-bancater","tag-comune-di-trieste","tag-credifriuli","tag-regione-fvg","tag-terra-in-trasformazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43594"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43594\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43598,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43594\/revisions\/43598"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43595"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}