{"id":43799,"date":"2022-09-27T08:34:53","date_gmt":"2022-09-27T07:34:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=43799"},"modified":"2022-10-11T08:08:10","modified_gmt":"2022-10-11T07:08:10","slug":"xxiii-edizione-del-festival-s-paesati-eventi-sul-tema-delle-migrazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/xxiii-edizione-del-festival-s-paesati-eventi-sul-tema-delle-migrazioni.html","title":{"rendered":"XXIII edizione del festival S\/paesati &#8211; eventi sul tema delle migrazioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/xxiii-edizione-del-festival-s-paesati-eventi-sul-tema-delle-migrazioni.html\/308509643_4927251930708114_4613566399891112604_n\" rel=\"attachment wp-att-43802\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-43802 alignleft\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/308509643_4927251930708114_4613566399891112604_n-819x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"436\" \/><\/a><strong>La XXIII edizione del festival S\/paesati<\/strong> <strong>&#8211; eventi sul tema delle migrazioni<\/strong> rispecchia molti temi di questo momento di crisi: la guerra, la pace e la felicit\u00e0, le differenze e le innovazioni tecnologiche, le condizioni di estraneit\u00e0 di fronte al cambiamento. Come spesso \u00e8 accaduto nelle passate edizioni S\/paesati affronta questi argomenti da una prospettiva sia storica che contemporanea, principalmente attraverso il linguaggio teatrale, correlato ad altre forme artistiche e a incontri di approfondimento. Non manca la consueta apertura interculturale organizzando il programma con il Teatro Sabile Sloveno e cercando di instaurare delle\u00a0 collaborazioni\u00a0 internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inaugura infatti il festival al Teatro Miela il <strong>29 e 30 settembre<\/strong> la coproduzione internazionale con il dramma italiano di Fiume NHK \u2019Ivan p. Zajc\u2019 con lo spettacolo <strong>Intelligenze artificiali al Wellness <\/strong>di Giuseppe Nicodemo,\u00a0 in cui la trasformazione antropologica dettata dall&#8217;uso quotidiano delle Intelligenze Artificiali come ad esempio \u2019Alexa\u2019, trova espressione in una commedia surreale in cui due intelligenze artificiali entrano in un corpo umano e si rilassano al Wellness sull\u2019isola di Dokd. La personalit\u00e0 umana \u00e8 cos\u00ec immaginata dalle I. A. che tentano di capire i pi\u00f9 profondi risvolti e contraddizioni dell&#8217;anima dell\u2019uomo. La esilarante commedia, interpretata sapientemente, da Leonora Surian Popov, Serena Ferraiuolo e Giuseppe Nicodemo, diretti da Sabrina Morena e Giuseppe Nicodemo, invita alla riflessione sul rapporto uomo-macchina sempre pi\u00f9 pervasivo nella nostra societ\u00e0. Questa \u00e8 stata una prima coproduzione con il dramma Italiano di Fiume \u2013 NHK\u00a0 \u2019Ivan p. Zajc\u2019 che ci ha permesso di conoscere meglio la comunit\u00e0 italiana in Istria e che ci stimola a trovare altre forme di collaborazione nel prossimo futuro.<\/p>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Dopo un inizio all&#8217;insegna dell&#8217;ironia e della leggerezza, il festival dedica alcuni eventi alla guerra nell&#8217;ex Jugoslavia con un progetto nato durante la pandemia che finalmente trova spazio al teatro Miela.<br \/>\nLa mostra <strong>Shooting in Sarajevo<\/strong> con la presentazione dell&#8217;omonimo volume e\u0300 direttamente correlato allo spettacolo Pazi Snajper \u2013 Attenzione Cecchino. A trent\u2019anni dall\u2019inizio dell\u2019assedio sulla citta\u0300 di Sarajevo 1992-2022, l&#8217;autrice e attrice Roberta Biagiarelli e il fotografo Luigi Ottani hanno immaginato di esplorare l&#8217;immaginario dei cecchini che si appostavano dalle finestre dei palazzi di Sarajevo e sparavano sui passanti. L\u2019efficace gioco di parole scelto da Ottani chiarifica l\u2019idea cardine del progetto: shooting , infatti, significa fotografare ma anche sparare. Ne derivano una mostra e un volume fotografico che ritraggono la citta\u0300 di Sarajevo dalle stesse postazioni dalle quali i cecchini tenevano sotto assedio i suoi abitanti 30 anni fa. La mostra sara\u0300 inaugurata il 10 ottobre con la partecipazione del giornalista Paolo Rumiz, dell&#8217;autrice di uno degli articoli del volume Azra Nuhefendic\u0301, e dell&#8217;editrice di Bottega Errante, Elisa Coppetti.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il 13 ottobre presenteremo lo spettacolo, <strong>Pazi Snajper | Attenzione Cecchino<\/strong> di e con Roberta Biagiarelli e Sandro Fabiani. Questa e\u0300 un&#8217;altra coproduzione nazionale di Bonawentura-Teatro Miela con Il Contato del Canavese e Babelia &amp; C- progetti culturali. L\u2019azione e\u0300 ambientata in due situazioni parallele: la postazione del cecchino inondata dal suo flusso interiore e l\u2019abitazione di un uomo e di una donna che resistono nella citta\u0300 in guerra. Dalla riflessione sulle lacerazioni del passato si passa alla piu\u0300 scottante attualita\u0300 con lo spettacolo Libia, tratto dal libro di Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini (Mondadori 2019), realizzato dalla compagnia ErosAntEros con Davide Sacco e Agata Toms\u030cic\u030c. Come l\u2019artista-attivista Gianluca Costantini con la giornalista Francesca Mannocchi hanno trasformato dei reportage in un\u2019opera di graphic journalism, cosi\u0300 <strong>ErosAntEros<\/strong> trasforma le potenti immagini e parole di Costantini-Mannocchi in uno spettacolo multidisciplinare sulla la questione libica, con la partecipazione del poliedrico musicista Bruno Dorella. Seguira\u0300 un dibattito in <strong>Voglio solo cercare di essere felice \/ Poskus\u030cam vsaj biti srec\u030cen<\/strong> di Claudio Ascoli, liberamente tratto dagli scritti di Antonin Artaud e\/in Colette Thomas. Collette, donna e artista, diventa allieva delle tecniche di cura di Artaud e attrice del suo rinnovato \u2019teatro della crudelta\u0300\u2019. I due erano accomunati dalla passione per il teatro, ma anche dalla tragica esperienza della reclusione negli ospedali psichiatrici.<\/p>\n<p>Il desiderio di felicit\u00e0 davanti al dolore psichico e alla confusione dei tempi viene ben rappresentato il 27 ottobre al Teatro Miela dalla compagnia Chille de la Balanza, compagnia che opera a San Salvi, ex ospedale psichiatrico fiorentino, in <strong>Voglio solo cercare di essere felice \/ Posku\u0161am vsaj biti sre\u010den<\/strong> di Claudio Ascoli, liberamente tratto dagli scritti di Antonin Artaud e\/in Colette Thomas. Collette, donna e artista, diventa allieva<br \/>\ndelle tecniche di cura di Artaud e attrice del suo rinnovato \u2019teatro della crudelt\u00e0\u2019. I due erano accomunati dalla passione per il teatro, ma anche dalla tragica esperienza della reclusione negli ospedali psichiatrici.<\/p>\n<p>Il giorno seguente il 28 ottobre ci spostiamo al Teatro Stabile Sloveno per lo spettacolo <strong>C\u030crna koz\u030ca, bele maske \/ Pelle nera, maschere bianche<\/strong> per la regia di Ivana Djilas, una coproduzione di Anton Podbev\u0161ek Teater e\/in Plesni Teater Ljubljana. La coreografa slovena di origine africana Ma\u0161a Kagao Knez ha ideato uno spettacolo di danza di grande effetto che indaga sulle diverse percezioni del corpo bianco e del corpo nero africano. La relazione all&#8217;interno della dicotomia dei corpi bianchi e neri, che lo storico B.D. Gottschild chiama sindrome di amore-odio, ha scosso e influenzato la produzione culturale globale nel corso dei secoli.<\/p>\n<p>Sempre al Teatro Stabile Sloveno, il 16 novembre, presenteremo un spettacolo di teatro danza che si lega al passato del nostro territorio e alla difficile condizione delle donne che faticavano trasportando sul loro capo i prodotti della terra: <strong>Plenir\/ La cesta<\/strong>. Questo e\u0300 un progetto dell&#8217;artista e coreografa triestina Das\u030ca Grgic\u030c che ha coinvolto piu\u0300 realta\u0300 come il Balkan dance project, il Festival Velenje e il Teatro Stabile Sloveno. Il cesto aiutava le donne del litorale a sostenere la propria famiglia durante tutte le guerre e le carestie, quando si recavano a Trieste per vendere la frutta e verdura. Il movimento e le voci si integrano con i ricordi sulle figure delle lattaie e delle cuoche, parte importante del patrimonio culturale sloveno.<\/p>\n<p>Il passato, con le trasformazioni avvenute, nei vari dopoguerra sono oggetto della coproduzione tra Teatro Miela e Teatro Stabile Sloveno<strong> Vite sospese \u2013 testimonianze di <\/strong><strong>donne sui dopoguerra \/Negotova \u017eivljenja \u2013 Povojna pri\u010devanja \u017eensk<\/strong> che vede come protagonista la storica Marta Verginella e le tematiche del suo progetto \u2019Eirene\u2019 dell&#8217; European Research Council sulle donne nei dopoguerra. La conferenza\/ spettacolo che si svolger\u00e0 in forma bilingue, divisa in due parti, al Teatro Miela il 7 dicembre e il 15 dicembre al Teatro Sloveno, vuole raccontare lo spaesamento che si rintraccia indagando sia le fonti autobiografiche che quelle psichiatriche nei dopoguerra del Novecento. Vi si denota un difficile adattamento emotivo alla realt\u00e0 post-bellica e soprattutto la difficolt\u00e0 ad accettare lo spostamento dei confini e la conseguente nuova appartenenza nazionale a un territorio. La dissoluzione di compagini statali, come per esempio quella dell\u2019Impero asburgico, o di regimi come quello mussoliniano oppure ancora quello della Jugoslavia socialista, ha imposto nuovi sentimenti nazionali e avvalorato nuove pratiche istituzionali. Una parte dei residenti \u00e8 rimasta senza patria e quindi senza cittadinanza, mentre le minoranze nazionali hanno visto ridimensionarsi i loro diritti nazionali oppure sono state soggette a persecuzioni, spesso molto violente. Daranno corpo e voce alle testimonianze le attrici Laura Bussani e Nikla Petru\u0161ka Panizon.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L\u20198 dicembre, al Teatro Miela, chiuderemo il capitolo dedicato al conflitto in ex- Jugoslavia con lo spettacolo <strong>Noi saremo felici ma chissa\u0300 quando<\/strong> tratto da \u201cDiario da Belgrado\u201d di Biljana Srbljanovic\u0301 con Ksenija Martinovic e la regia di Paolo Bignamini, una produzione del CTB Centro Teatrale Bresciano e deSidera Teatro de Gli Incamminati. In seguito al fallimento dei negoziati di Rambouillet per la pace in Kosovo, le forze armate della Nato sferrano un attacco aereo in Serbia e Montenegro, bombardando, dal 24 marzo all&#8217;11 giugno 1999, la citta\u0300 di Belgrado. Durante quei giorni, sul quotidiano italiano \u201cla Repubblica\u201d, viene pubblicato un vero e proprio \u201cdiario di guerra\u201d da Belgrad di Biljana Srbljanovic\u0301, giovane e affermata drammaturga serba. Ksenija Martinovic e\u0300 nata e cresciuta a Belgrado, nel 1999 vive i primi giorni dei bombardamenti nella sua citta\u0300, per poi attraversare a piedi la dogana e raggiungere suo padre che da anni lavora stabilmente in Italia. Chiude il festival la mostra fotografica <strong>Terra madre<\/strong> al Teatro Stabile Sloveno dal 13 al 27 gennaio, evento nato in collaborazione con la Bottega del Mondo Senza Confini Brez Meja. La sfida della sostenibilita\u0300 ambientale in Africa raccontata attraverso le immagini realizzate da grandi fotografi. Alluvioni, siccita\u0300, cicloni, invasioni di cavallette: in Africa si moltiplicano i disastri naturali da cui originano migrazioni e instabilita\u0300.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXIII edizione del festival S\/paesati &#8211; eventi sul tema delle migrazioni<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":43802,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318,3,8,5,7],"tags":[371,799,254,2150,990,49,21168],"class_list":["post-43799","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-spettacolo","category-associazioni","category-italia","category-scuola","category-trieste","tag-arte","tag-laura-poretti-rizman","tag-teatro","tag-teatro-miela","tag-teatro-stabile-sloveno","tag-trieste-2","tag-xxiii-edizione-del-festival-s-paesati-eventi-sul-tema-delle-migrazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43799","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43799"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43799\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43806,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43799\/revisions\/43806"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43802"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}