{"id":43855,"date":"2022-10-11T12:20:42","date_gmt":"2022-10-11T11:20:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=43855"},"modified":"2022-10-17T21:19:30","modified_gmt":"2022-10-17T20:19:30","slug":"aifabbri2-nuova-rassegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/aifabbri2-nuova-rassegna.html","title":{"rendered":"AiFabbri2, nuova rassegna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\" align=\"center\"><b>AL TEATRO DEI FABBRI TORNA LA RASSEGNA DI TEATRO CONTEMPORANEO DELLA CONTRADA<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"center\"><b>DAL <span dir=\"ltr\">13 OTTOBRE 2022<\/span> A MARZO 2023, SONO 14 I TITOLI NEL CARTELLONE \u201cAIFABBRI2\u201d INSIEME A DAVIDE ROSSI, OSCAR DE SUMMA, DANIELA GATTORNO, MARZIA POSTOGNA, GIUSTINA TESTA, VALENTINO PAGLIEI, ILARIA MARCUCCILLI, DIANA H\u00d6BEL E MOLTI ALTRI<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"center\"><u><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/aifabbri2-nuova-rassegna.html\/d7c89faa-995e-40ad-90c3-55dc8d204223\" rel=\"attachment wp-att-43856\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43856\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/D7C89FAA-995E-40AD-90C3-55DC8D204223-e1665487108314.jpeg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/D7C89FAA-995E-40AD-90C3-55DC8D204223-e1665487108314.jpeg 440w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/D7C89FAA-995E-40AD-90C3-55DC8D204223-e1665487108314-300x203.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a><\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">TRIESTE, <span dir=\"ltr\">11 Ottobre 2022 &#8211; <\/span><b><span dir=\"ltr\">Il 13 ottobre<\/span> si alza il sipario del Teatro dei Fabbri<\/b>, il piccolo gioiello della Contrada nel cuore della citt\u00e0 vecchia di Trieste, con <b>la rassegna &#8220;AiFabbri2&#8221;, dedicata al teatro contemporaneo<\/b>. Sono <b>14 gli appuntamenti<\/b>per sperimentare ed esplorare vie inaspettate rispetto al teatro tradizionale: un calendario variegato nato anche grazie alle collaborazioni con importanti realt\u00e0 culturali nazionali che porteranno ai Fabbri e al pubblico triestino alcune delle loro produzioni pi\u00f9 interessanti e innovative. Con <b>molte storie di donne<\/b>, di oggi e del passato, da <i>Scenes With Girls<\/i>che apre la rassegna al carteggio tra la pittrice ed editrice triestina Anita Pittoni e Linuccia Saba, dall\u2019incrocio tra un\u2019internata nel manicomio di Trieste e la fotografa Marianne Strobl alla rielaborazione della figura di Elena di Sparta, fino all\u2019assolo teatrale di una giovane attrice e autrice \u201cdi seconda generazione\u201d che racconta il confronto tra l\u2019Italia e il tema della diversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abProsegue con la seconda edizione la rassegna della Contrada che restituisce anche al pubblico pi\u00f9 adulto il teatro in via dei Fabbri, da sempre casa degli spettacoli per i pi\u00f9 piccoli con il Teatro Ragazzi\u00bb, spiega la <b>direttrice artistica della Contrada, Livia Amabilino<\/b>, che ha presentato la stagione insieme al <b>direttore organizzativo Diego Matuchina<\/b>. \u00abDa tempo abbiamo iniziato infatti ad ospitare ai Fabbri anche titoli legati al teatro contemporaneo, una proposta che dallo scorso anno \u00e8 diventata una stagione pi\u00f9 articolata, pi\u00f9 coraggiosa e di ricerca. Con la rassegna 2022-2023 continuiamo un percorso di sperimentazione che coinvolge le tante realt\u00e0 culturali nazionali con le quali La Contrada ha stretto collaborazioni, in particolare negli ultimi anni. Sempre con l\u2019idea di fare il teatro tutti insieme, esplorando e contaminando le sue infinite possibilit\u00e0 espressive\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>La stagione di AiFabbri2 parte <span dir=\"ltr\">dal 13 al 15 ottobre<\/span><\/b> con <b><i>Scenes With Girls<\/i><\/b>, storia di ragazze, con le loro aspettative e le loro contraddizioni, dal testo della commediografa britannica Miriam Battye, con un cast tutto al femminile e la regia di Martina Glenda, e prosegue <b><span dir=\"ltr\">dal 27 al 29 ottobre<\/span><\/b>con <b><i>Boddah<\/i><\/b> di Davide Rossi, in veste di autore e interprete, riflessione sul suicidio di Kurt Cobain a partire dalla sua lettera di addio. <span dir=\"ltr\">Dal <\/span><b><span dir=\"ltr\">3 al 5 novembre<\/span><\/b> tocca a <b><i>Il signor <span dir=\"ltr\">Dopodomani<\/span><\/i><\/b>, monologo del fumettista Domenico Loddo interpretato da Stefano Cutrupi, confessione di un uomo vittima sentimentale di un amore finito, tra le note di Battiato e Fossati. <span dir=\"ltr\">Dal <\/span><b><span dir=\"ltr\">17 al 19 novembre<\/span><\/b> il pluripremiato attore e autore Oscar De Summa porta ai Fabbri <b><i>L\u2019ultima eredit\u00e0<\/i><\/b>, viaggio geografico ed emotivo di un uomo che raggiunge il padre malato terminale, ripercorrendo la sua vita, mentre il <b>20 e <span dir=\"ltr\">21 novembre<\/span><\/b> Silvia Priori fa incontrare teatro tradizionale e danza orientale in <b><i>Elena di Sparta<\/i><\/b>. L\u2019appuntamento del <b>1 e <span dir=\"ltr\">2 dicembre<\/span><\/b> \u00e8 con <b><i>Respiro piano<\/i><\/b>, scritto, diretto e interpretato da Piera Russo, tra oggetti che rievocano memorie di famiglia nella Campania degli anni \u201950. <span dir=\"ltr\">Dal <\/span><b><span dir=\"ltr\">5 al 7 gennaio 2023<\/span><\/b> si riparte con una produzione originale La Contrada dedicata alla figura della pittrice ed editrice triestina Anita Pittoni, a 40 anni dalla sua morte: <b><i>Epistolario triestino<\/i><\/b>, con Daniela Gattorno e Marzia Postogna, porta al pubblico il suo scambio di lettere con Linuccia Saba, figlia di Umberto. Il <b>18 e <span dir=\"ltr\">19 gennaio<\/span><\/b>\u00e8 la volta di Giustina Testa, autrice e interprete del monologo <b><i>Sala Party<\/i><\/b>, che d\u00e0 voce a una donna costretta, in una sala operatoria, a decidere del destino di suo figlio. <span dir=\"ltr\">Il <\/span><b><span dir=\"ltr\">25 gennaio<\/span><\/b>, in data unica, <b><i>Gerarchia e privilegio<\/i><\/b> \u00e8 un \u201cmelologo\u201d per voce e pianoforte con Diana H\u00f6bel che riflette sulle dinamiche dei campi di sterminio, attraverso le parole di Primo Levi e di Hermann Langbein. Il <b>3 e <span dir=\"ltr\">4 febbraio<\/span><\/b> Pietro Cerchiello porta ai Fabbri la sua <b><i>Ecologia capitalista<\/i><\/b>, poi la stagione prosegue con quattro produzioni originali La Contrada: il <b>16 e <span dir=\"ltr\">17 febbraio<\/span><\/b> Valentino Pagliei propone il suo <b><i>Ciclope<\/i><\/b>, una r\u00eaverie per luce, voce e contrabbasso tratta dal 12\u00b0 episodio dell&#8217;<i>Ulisse<\/i> di James Joyce, mentre il <b>3 e <span dir=\"ltr\">4 marzo<\/span><\/b>, con <b><i>Bella dentro<\/i><\/b>, Ilaria Marcuccilli, porta in scena la storia di Viola, rinchiusa nel manicomio di Trieste ma libera nella sua mente, e della fotografa Marianne Strobl che la immortala da una finestra di uno dei padiglioni di San Giovanni. <span dir=\"ltr\">Dal <\/span><b><span dir=\"ltr\">17 al 19 marzo<\/span><\/b> tocca a <b><i>Terzetto spezzato<\/i><\/b>, una \u201cfantasia in un atto\u201d di Italo Svevo sul classico triangolo \u201clui-lei-l\u2019altro\u201d, reinterpretato dalla regia di Elke Burul, e infine <span dir=\"ltr\">il <\/span><b><span dir=\"ltr\">31 marzo<\/span> e <span dir=\"ltr\">1 aprile<\/span><\/b> la stagione si conclude con <b><i>Pensiero stupendo<\/i><\/b>, con la regia Omar Makhloufi, assolo teatrale anche cantato e danzato di e con Didi Garbaccio Bogin, autrice e attrice &#8220;della seconda generazione&#8221;, che ci racconta sulla sua stessa esperienza il persistente problema dell\u2019Italia di oggi con la diversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Tanti appuntamenti per sognare e\u00a0 riflettere insieme sotto il tetto a botte del Teatro dei Fabbri e l\u2019insegna di Bruno Chersicla &#8220;Teatro dei Fabbri\u201d. Per informazioni <a href=\"mailto:contrada@contrada.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contrada@contrada.it<\/a> oppure <span dir=\"ltr\">040947481<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b><u>PREZZI E ABBONAMENTI RASSEGNA &#8220;AI FABBRI2\u201d:<\/u><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>CARNET FABBRI <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">5 Spettacoli <b>45,00 euro <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>RIDUZIONE ABBONATI CONTRADA <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">5 Spettacoli <b>35,00 euro <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>BIGLIETTI <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intero <b>12,00 euro <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ridotto sopra i 65 anni <b>10,00 euro <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbonati Contrada <b>8,00 euro <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cortesia <b>5,00 euro <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><u>TUTTI GLI SPETTACOLI:<\/u><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>SCENES WITH GIRLS<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 13 AL 15 OTTOBRE<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">di Miriam Battye<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Traduzione di Martina Glenda e Massimo Cerrotta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con Chiarastella Sorrentino, Chiara Gambino, Giulia Chiaramonte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Regia Martina Glenda<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione Khora.teatro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un appartamento e due ragazze che si guardano le spalle l\u2019un l&#8217;altra. Lou e Tosh non hanno intenzione di cedere ad uno schema di vita che qualcun altro sembra aver gi\u00e0 deciso per loro. Altre amiche, come Fran, sono passate da quella casa, poi si sono fidanzate e sono andate via. Lou e Tosh rimangono e resistono. Hanno la loro amicizia e questo \u00e8 quanto basta. Questo \u00e8 amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il testo di Miriam Battye ci porta nel mondo di Lou e Tosh. Tema fondamentale della narrazione \u00e8 l\u2019amicizia ed il valore che devolviamo a un rapporto che, a differenza di quello sentimentale, d\u00e0 tutto senza chiedere una \u201cricompensa\u201d. La stessa autrice si riferisce al testo dicendo: \u00abPenso che tratti del mondo impossibile in cui vivono le giovani donne: viene detto loro che il loro scopo \u00e8 trovare qualcuno che le ami, e poi si sentono patetiche perch\u00e9 vogliono trovare qualcuno che le ami. Non ho idea di dove inizi o finisca il desiderio di essere amati. Non so cosa mi appartiene e cosa \u00e8 solo qualcosa che mi \u00e8 stato inculcato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>BODDAH<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 27 AL 29 OTTOBRE<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">di e con Davide Rossi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">produzione Associazione Culturale Artifragili<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Boddah affronta un tema sempre coinvolgente e ricco di spunti: trovare il proprio posto nel mondo. La vita spesso propone delle sfide che possono rendere incerti e dubbiosi riguardo alle proprie capacit\u00e0 e al proprio posto in un mondo cos\u00ec aspro e spesso indeciso come l\u2019attuale. L\u2019importante \u00e8 cercare di non perdere la bussola e continuare sempre a scavare dentro di s\u00e9. La figura chiave dello spettacolo \u00e8 quella di Kurt Cobain, morto all\u2019et\u00e0 di 27 anni, simbolo di una generazione in rivolta, che combatte per ritagliarsi un piccolo spazio sul suolo dissestato del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il punto di partenza dello spettacolo \u00e8 la lettera di suicidio di Kurt Cobain, personalit\u00e0 profonda, ma anche tormentata e in bilico. Dalle sue parole emerge una grande tristezza, dettata da un\u2019assenza di emozione che l\u2019artista denuncia. Con le dovute proporzioni, \u00e8 facile capire quale sia la difficolt\u00e0 dell\u2019essere un artista che vuole solo trovare un posto nel mondo, sia come persona che come interprete delle arti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Il SIGNOR <span dir=\"ltr\">DOPODOMANI<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>L\u2019INDICIBILE SPROLOQUIO DI UN CONDANNATO A VIVERE<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 3 AL 5 NOVEMBRE<\/span> ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">un monologo di Domenico Loddo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con Stefano Cutrupi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Regia di Roberto Zorn Bonaventura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Elementi scenici di Carlo Omodei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione Teatro dei 3 Mestieri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il Signor <span dir=\"ltr\">Dopodomani<\/span> \u00e8 &#8220;l\u2019indicibile sproloquio di un condannato a vivere\u201d, scritto dal fumettista calabrese Domenico Loddo con l\u2019intelligente e scorrevole regia di Roberto Bonaventura. Su una scena ben congegnata, desolatamente spoglia, con un tappeto, un registratore a bobine ed uno stereo portatile, si muove il bizzarro protagonista, un agitato uomo in frack, a piedi nudi, spalle da rugbysta e volto sofferente, che racconta la sua amara, grottesca, storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella pi\u00e8ce a scandire le vicissitudini di un uomo senza significato, senza presente e futuro, una track-list su musicassetta di 45 minuti che racchiude tutto ci\u00f2 che \u00e8 rimasto della sua compagna Ada che l&#8217;ha lasciato. E tra le note di Battiato, Fossati ed altri intriganti autori, si racconta e si consuma la via crucis sentimentale di questo giovane vittima di un amore durato solo tre anni e mai pi\u00f9 dimenticato. In scena un\u2019autentica confessione, quella di un uomo senza nome, senza identit\u00e0, che cerca &#8211; in un finale aperto a pi\u00f9 soluzioni &#8211; una implacabile, feroce, definitiva vendetta che lo salvi finalmente da quel suo immenso dolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>L\u2019ULTIMA EREDIT\u00c0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 17 AL 19 NOVEMBRE<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di e con Oscar De Summa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ambiente sonoro e arrangiamenti Matteo Gozzi, Oscar De Summa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Progetto luci Matteo Gozzi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione La Corte Ospitale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ultima eredit\u00e0 \u00e8 la storia di un doppio viaggio, geografico ed emotivo. Alla notizia del peggioramento delle condizioni di salute del padre, il protagonista torna a casa per un ultimo saluto e, come lui stesso dice, mentre va, torna, in un viaggio che ripercorre tutta la vita. Il percorso di ritorno verso i luoghi dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza \u00e8 anche il percorso di ritorno verso quell\u2019infanzia e quell\u2019adolescenza da cui credeva di aver preso distanza, da cui era fuggito e non credeva sarebbe mai ritornato. Una volta arrivato a destinazione trova il padre nel letto, addormentato, in piena notte. Giusto il tempo di un ultimo saluto, di un\u2019ultima raccomandazione, la pi\u00f9 importante, quella che resta nel tempo come segno di ci\u00f2 che \u00e8 stato. Ma anche un ringraziamento che porta con s\u00e9 la consapevolezza che il padre sar\u00e0 sempre, nonostante tutto, una sua fonte di insegnamento. Da qui l\u2019ultima eredit\u00e0: con l\u2019arrivo della morte, la riscoperta del valore della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">De Summa \u00e8 autore e attore tra i pi\u00f9 apprezzati della scena italiana, vincitore dei premi Cassino Off 2015, Hystrio Anct 2016, Hystrio\/Mariangela Melato 2017 e, con la Trilogia della provincia, del premio Rete Critica 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>ELENA DI SPARTA<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 20 AL 21 NOVEMBRE<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da uno studio su \u201cElena\u201d di Omero, Euripide e Ritsos<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di e con Silvia Priori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Corpo di danza orientale Selene Franceschini, Barbara Mulas regia Silvia Priori, Renata Coluccini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione Teatro Blu<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Degrado, abbandono, senso di vuoto e caducit\u00e0 caratterizzano l\u2019aspetto e l\u2019animo della vecchia Elena, che vede scorrere lentamente davanti a s\u00e9 il ricordo di ricchezze, glorie, invidie e bellezza. Com\u2019\u00e8 difficile andare incontro alla vecchiaia per colei che era cos\u00ec bella, intatta, provata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abNon viene pi\u00f9 nessuno a trovarmi. Mi sto per scordare le parole&#8230;\u00bb, dice la donna, che ora vive in un\u2019abitazione fatiscente, impregnata di polvere, frutta marcia e ombre. Chi sar\u00e0 l\u2019uomo che, lungi dal lasciarla abbandonata a se stessa, torna a farle visita, un\u2019ultima volta, per rievocare tempi e uomini ormai lontani?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>RESPIRO PIANO<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>DALL&#8217; 1 AL <span dir=\"ltr\">2 DICEMBRE<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scritto, diretto e interpretato da Piera Russo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Musiche Francesco Granatello, Frankie Broccoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scene Rossella Pugliese<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Collaborazione artistica Elena Starace<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Laboratorio scenico Alovisi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione Teatro Cilea<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Campania, fine anni &#8217;50 del Novecento. Matilde \u00e8 alle prese con gli operai intenti a liberare la casa della famiglia d\u2019origine. La giovane donna ha deciso di cedere l\u2019appartamento e sta selezionando la mobilia ed i complementi d\u2019arredo da tenere in ricordo, vendere all\u2019antiquario o distruggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni oggetto, rimasto perfettamente integro nonostante il tempo passato, le rievoca un ricordo lontano, un\u2019emozione: il vecchio giradischi del nonno, i fragili giocattoli regalati dallo zio, la finestra serrata dalla madre. Alla fine rester\u00e0 sola con l\u2019enorme armadio. Rimbomba nella stanza un silenzio come quello che da bambina la isolava dal resto del mondo dietro le gigantesche ante, come quel silenzio omertoso respirato nel contesto familiare. Nel presente per\u00f2 assume un altro significato. Sar\u00e0 chiamata a scegliere se perpetuarlo o romperlo per conoscere ci\u00f2 che le era stato celato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>EPISTOLARIO TRIESTINO<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 5 AL 7 GENNAIO<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tratto da \u201cPenso a te, che sei tutt\u2019uno con la poesia di tuo padre\u201d \u2013 lettere inedite di Anita Pittoni e Linuccia Saba &#8211; a cura di Gabriella Norio \u2013 Comune di Trieste edito da Biblohaus<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con Daniela Gattorno e Marzia Postogna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Regia Daniela Gattorno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">produzione La Contrada Teatro stabile di Trieste \/ Associazione Culturale Amici della Contrada<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A quarant\u2019anni dalla scomparsa di Anita Pittoni, La Contrada e l\u2019Associazione Amici della Contrada desiderano omaggiare la figura di questa poliedrica artista, che con tanta passione ha lavorato perch\u00e9 l\u2019opera di alcune delle figure letterarie pi\u00f9 significative del panorama triestino del suo tempo non andasse perduta. Con la sua piccola Casa Editrice \u2013 Lo Zibaldone \u2013 Anita Pittoni ha pubblicato dei veri gioielli editoriali che ella stessa curava nei minimi dettagli, partendo dall\u2019ideazione e arrivando fino al confezionamento dei pacchetti dei libri che spediva agli acquirenti fuori Trieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spettacolo opera una scelta di testi basandosi sul carteggio fra Anita Pittoni e Linuccia Saba, testimonianza dell\u2019incontro-scontro tra due donne di forte temperamento e con una spiccata personalit\u00e0. La scomparsa di Umberto Saba diede avvio al loro scambio epistolare e da quel momento, nelle loro lettere, le due donne elaborarono soprattutto idee e progetti per ricordare il grande poeta triestino, molti dei quali purtroppo non videro mai la luce. Tra le lettere affiora anche la stima professionale e personale che avevano l&#8217;una per l\u2019altra tanto che la descrizione del lavoro di entrambe rimane sempre al centro dei loro scritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>SALA PARTY<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 18 AL 19 GENNAIO<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di e con Giustina Testa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Regia Daniela Dallavalle<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione Teatrob\u00e0ndus<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il monologo di Giustina Testa non \u00e8 solo il dramma di una donna costretta a scegliere per la vita di suo figlio, ma punta una luce su quel meccanismo caustico, fatto di ironia istintiva, che si attiva nelle situazioni disperate per proteggerci. Per illuderci che lo schianto con la realt\u00e0 sia meno forte. L\u2019ironia come scialuppa di salvataggio, il vetro da rompere in caso di emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per poco pi\u00f9 di un\u2019ora Sala Party, con la sua atmosfera asettica, con le luci gelide da blocco operatorio, costringe il pubblico a soffrire con questa donna. Ed \u00e8 proprio quella di rompere il vetro l\u2019esigenza che proviamo durante il monologo: vorremmo fuggire, scappare lontani da tutte quelle flebo, quelle parole, quelle contrazioni, quel dolore \u201cche non porter\u00e0 a nulla\u201d. Ogni componente della platea deve fare i conti con il fatto che da nessuna porta entrer\u00e0 un super chirurgo zoppicante geniale e stronzo, nessuna Meredith piena di spasimanti, nessuno. Questa \u00e8 roba seria, questo \u00e8 Teatro. \u00c8 la vita. Quando si accendono le luci il trucco \u00e8 sciolto, i pi\u00f9 fortunati si sono ritrovati un fazzolettino in tasca, i meno fortunati sono costretti ad annegare nel disagio. Il disagio di non sapere cosa dire. Guardiamo l\u2019attrice come se fosse un\u2019eroina. Una donna che \u00e8 stata all\u2019inferno ed \u00e8 tornata per raccontarcelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>GERARCHIA E PRIVILEGIO<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">25 GENNAIO<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da Primo Levi e Hermann Langbein<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Melologo per voce e pianoforte con Diana H\u00f6bel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Musiche originali ed esecuzione Claudio Rastelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione Amici della Musica di Modena<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Realizzato in coproduzione con l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Lubiana<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><i>Gerarchia e privilegio<\/i> \u00e8 una riflessione sulla struttura e le dinamiche dei campi di sterminio, costruita interamente con le parole di Primo Levi e di Hermann Langbein. Nel comporne la drammaturgia siamo partiti da Primo Levi, ma non dai romanzi, ben noti, bens\u00ec dalle riflessioni contenute nei suoi saggi, negli articoli di giornale e nelle recensioni a romanzi altrui. Da questi materiali eteroge- nei \u00e8 emersa, costante, una visione pi\u00f9 complessa di quanto ci aspettassimo sulla natura dei campi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi erano s\u00ec luoghi infernali ma &#8211; e questo \u00e8 l&#8217;aspetto che abbiamo voluto approfondire &#8211; erano anche orga- nizzati secondo \u201cprincipi\u201d che possiamo ritrovare nelle nostre societ\u00e0: paura; gerarchia e privilegio; ribaltamento dell&#8217;imperativo categorico, ossia l&#8217;utilizzo dell&#8217;essere umano come mezzo e non come fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>ECOLOGIA CAPITALISTA<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>DIO NON FA LA DIFFERENZIATA<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 3 AL 4 FEBBRAIO<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di e con Pietro Cerchiello<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Musiche scritte e interpretate da Tommaso Imperiali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione Associazione Culturale e Teatrale Dimore Creative<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La storia di un capitalista sfegatato che parla al pubblico. Ama i fast food, i discount, la plastica. Una notte quest\u2019uomo inizia a fare sogni strani. Scenari apocalittici: Pietro spenna il gallo che canta tre volte; Ges\u00f9 moltiplica pani e pesci senza sosta; il montone piange il ritorno del figliol prodigo. L\u2019uomo \u00e8 in pericolo? L\u2019uomo \u00e8 il pericolo. Per un teatro popolare, concreto, senza retorica, buonismi e pietismi, che d\u00e0 il pane al pane. E il vino lo tiene per s\u00e9. La Terra non sta bene? L\u2019uomo non sta bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pietro Cerchiello nel 2020 viene selezionato per il Festival Ecolario: proprio lui, amante della carne e della plastica, selezionato a un Festival di ecologia. Ne prende parte con un monologo che fa acqua da tutte le parti e ha la possibilit\u00e0 di seguire attivit\u00e0, interventi e proiezioni. E contro ogni pronostico, inizia a sentire l\u2019esigenza di approfondire un tema da lui sempre trascurato: nasce cos\u00ec Ecologia Capitalista. Il progetto arriva tra i 5 finalisti di #Pillole 2022.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>CICLOPE<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 16 AL 17 FEBBRAIO<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">R\u00eaverie per luce, voce e contrabbasso di Valentino Pagliei tratto dal 12\u00b0 episodio dell&#8217;Ulisse di James Joyce<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con Valentino Pagliei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E proiezioni live della Visual Artist Goga Mason<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione La Contrada Teatro stabile di Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 ancora il tempo dei giganti antropofagi con un occhio solo in mezzo alla fronte? Il Ciclope del dodicesimo episodio di <i>Ulisse<\/i> \u00e8 un prepotente nazionalista irlandese antisemita chiamato \u201cil Cittadino\u201d che staziona in un pub e si scaglia con violenza contro il povero Bloom, soprattutto quando questi gli ricorda che Ges\u00f9, il Salvatore, era ebreo anche lui. Una scatola di biscotti scagliata contro la testa di Bloom manca il bersaglio come il masso che Polifemo indirizza alla nave di Ulisse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La riscrittura per voce, contrabbasso e live painting \u2013 presentata in anteprima in occasione dell&#8217;edizione triestina 2022 del Bloomsday \u2013 offre una prospettiva inedita su questo capitolo giustamente famoso che si interroga magistralmente su Politica e Religioni. Sorreggersi agli appositi sostantivi: corpo ebbro, corpo mistico, corpo politico. Il ciclopico contrabbasso di Valentino Pagliei, autore dell\u2019adattamento e interprete, risuona delle cangianti, coloratissime proiezioni\/visioni della visual artist Goga Mason.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>BELLA DENTRO<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 3 AL 4 MARZO<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di e con Ilaria Marcuccilli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione La Contrada Teatro stabile di Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Due donne, due storie familiari intrecciate, due destini diversi. Viola, venticinquenne friulana, \u00e8 rinchiusa nel manicomio di Trieste. Isterica, affetta da tribadismo per i medici e \u201cfiglia del demonio\u201d per la famiglia, viene abbandonata in una realt\u00e0 dove guarire dalla sua femminilit\u00e0. Giunta all\u2019ultimo stadio di umanit\u00e0, decide di chiudersi dentro la stanza della sua mente e di non camminare pi\u00f9. Resta a letto. E quando la obbligano ad alzarsi, si lascia cadere a terra, come un verme, qualcosa di viscido e poco senziente. Ecco che l\u00ec, un segreto le si rivela come una realt\u00e0 celata a una vita in cui sei solo \u201cbella dentro\u201d: c\u2019\u00e8 sempre una scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Moltissimi anni dopo, Marianne Strobl, fotografa, cammina nel viale alberato del manicomio di San Giovanni: una finestra aperta attira la sua attenzione. Una donna rinchiusa, sola, ma felice. Marianne, macchina fotografica alla mano, cattura l\u2019ultimo momento di vita di Viola, rendendo quella verit\u00e0 senza nome, parte di un\u2019eredit\u00e0 segreta, altrimenti destinata a morire non solo nella materia, ma anche nel silenzio. La scena inizia in una camera oscura dove sono appese delle foto. Marianne le osserva da fuori, invisibile al pubblico, e narra la storia della sua famiglia, che s\u2019intreccia drammaticamente con la storia di Viola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>TERZETTO SPEZZATO<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 17 AL 19 MARZO<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di Italo Svevo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con Marzia Postogna, Francesco Godina e Valentino Pagliei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Regia Elke Burul<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione La Contrada Teatro stabile di Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Definito dallo stesso autore fantasia in un atto, <i>Terzetto spezzato<\/i> fu scritto nel 1912; la trama prende spunto dal classico triangolo \u201clui-lei-l\u2019altro\u201d, estremamente in voga nella letteratura a cavallo tra l\u2019800 e il \u2018900, cui Svevo riesce a dare un tocco di imprevista originalit\u00e0, mescolando le umane miserie dei protagonisti con la parapsicologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il marito, commerciante di caff\u00e8, e l\u2019amante, letterato presuntuoso ed inconcludente, sono due uomini mediocri ed egoisti, ammantati da quella meschinit\u00e0 tipica di tanti personaggi sveviani; il terzetto, spezzato dalla morte di lei, si riunisce proprio in ragione di una seduta spiritica: mentre i due uomini attendono che il fantasma di Clelia si manifesti, discorrono di quelli che erano i rapporti di entrambi con la defunta e rievocano la loro amicizia, vuota e superficiale. Aggrappati a questa donna anche dopo la sua morte, marito e amante continuano a mostrare la loro aridit\u00e0, esigendo dallo spettro di Clelia l\u2019uno consigli sulla sua attivit\u00e0 commerciale e l\u2019altro sull\u2019ultimo romanzo che sta scrivendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>PENSIERO STUPENDO <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span dir=\"ltr\">DAL 31 MARZO AL 1 APRILE<\/span>, ORE 20.30<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di e con Didi Garbaccio Bogin<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Regia Omar Makhloufi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Produzione La Contrada Teatro stabile di Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><i>Pensiero Stupendo<\/i> \u00e8 un assolo teatrale di una giovane autrice e attrice &#8220;della seconda generazione&#8221;, che ci racconta l&#8217;Italia di oggi e il suo persistente problema con la diversit\u00e0. Una performance, anche danzata e cantata, in cui, attraverso un vortice di stili e registri, la protagonista ci presenta numerosi personaggi. Veri e propri stereotipi italiani che ancora oggi hanno pregiudizi verso lo &#8220;straniero&#8221;, mostrando cos\u00ec ritrosia e ignoranza rispetto a fattori come il colore della pelle, le &#8220;altre&#8221; culture e pi\u00f9 in generale rispetto a tutto ci\u00f2 che risulta diverso da loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ispirato a fatti e situazioni realmente vissuti dall&#8217;autrice, <i>Pensiero Stupendo<\/i> attinge anche a pieno titolo dal repertorio della cultura pop italiana. Da una parte omaggiando Patty Pravo con alcuni suoi brani, interpretati durante lo spettacolo, si racconta la speranza e la possibilit\u00e0 che, nonostante tutto, l&#8217;amore vinca su tutte le ingiustizie. Come a costruirne un contraltare narrativo, si parte dal pulcino pi\u00f9 famoso d&#8217;Italia &#8211; Calimero &#8211; per disegnare l&#8217;alter ego principale della protagonista: una bambina, solo apparentemente straniera, che fa esperienza di persone che non perdono tempo a etichettarla come diversa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AL TEATRO DEI FABBRI TORNA LA RASSEGNA DI TEATRO CONTEMPORANEO DELLA CONTRADA DAL 13 OTTOBRE 2022 A MARZO 2023, SONO 14 I TITOLI NEL CARTELLONE \u201cAIFABBRI2\u201d INSIEME A DAVIDE ROSSI,&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":43856,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318],"tags":[18856,371,1309,799,254,1327,49],"class_list":["post-43855","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-spettacolo","tag-aifabbri2","tag-arte","tag-la-contrada","tag-laura-poretti-rizman","tag-teatro","tag-teatro-dei-fabbri","tag-trieste-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43855","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43855"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43858,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43855\/revisions\/43858"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43856"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}