{"id":44408,"date":"2022-11-14T16:54:59","date_gmt":"2022-11-14T15:54:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=44408"},"modified":"2022-11-17T18:18:30","modified_gmt":"2022-11-17T17:18:30","slug":"energie-primigenie-burja-bora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/energie-primigenie-burja-bora.html","title":{"rendered":"Energie primigenie | Burja\/Bora"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>Mostra \u201cEnergie primigenie | Burja\/Bora\u201d<\/strong><strong><br \/>\nCastello di Kromberk <\/strong>&gt; Gori\u0161ki muzej &gt; <strong>Nova Gorica<br \/>\n<em>opening gioved\u00ec 17 novembre, ore 18.00<\/em><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_44409\" aria-describedby=\"caption-attachment-44409\" style=\"width: 440px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/energie-primigenie-burja-bora.html\/attachment\/0\" rel=\"attachment wp-att-44409\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-44409\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/0-12-e1668441107931.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/0-12-e1668441107931.jpg 440w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/0-12-e1668441107931-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-44409\" class=\"wp-caption-text\">Castello di Kromberk, foto fornita da ufficio stampa<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p><em>\u201cBurja\/Bora\u201d<\/em> \u00e8 la quarta e ultima mostra del ciclo <strong><em>\u201cEnergie primigenie\u201d<\/em><\/strong> e presenta <strong>dodici artisti <\/strong>del Friuli Venezia Giulia che, fra immagini ed evocazioni, ci portano alla scoperta del forte vento, vera e propria energia primitiva del territorio, che caratterizza la citt\u00e0 di Trieste e i suoi abitanti e che travalica ogni confine. La collettiva propone opere di <strong>Gianpietro Carlesso<\/strong>, <strong>Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz<\/strong>, <strong>Maurizio Frullani<\/strong>, <strong>Nika Furlani<\/strong>,<strong> Massimo Gardone<\/strong>,<strong> Maria Lupieri<\/strong>,<strong> Erik Mavri\u010d<\/strong>,<strong> Davide Maria Palusa<\/strong>,<strong> Roberto Pastrovicchio<\/strong>, <strong>Mario Sillani Djerrahian<\/strong>, <strong>Alessandra Spigai <\/strong>e<strong> Typos.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra, curata da <strong>Massimo Premuda<\/strong>, si inaugura <em><strong>gioved\u00ec 17 novembre,<\/strong><\/em> <strong>alle 18.00<\/strong>, nelle due torri settentrionali del<strong> Castello di Kromberk<\/strong> di Nova Gorica e si inserisce in proiezione di GO!25 nell\u2019ambito dell\u2019ottava edizione de <strong>L\u2019Energia dei Luoghi<\/strong> \/<em> Festival del Vento e della Pietra<\/em>, organizzato dall\u2019associazione <strong>Casa CAVE <\/strong>di Visogliano\/Vi\u017eovlje e sostenuto da <strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia<\/strong>, <strong>Comune di Duino Aurisina<\/strong>, <strong>Fondazione Pietro Pittini<\/strong> e <strong>Fondazione Kathleen Foreman Casali<\/strong>. Accompagna l\u2019evento inaugurale il video <em>\u201cBora scura\u201d<\/em>, realizzato dal giornalista <strong>Simone Modugno<\/strong> che analizza, attraverso una serie di interviste, il particolare rapporto fra la bora e gli artisti in mostra.<\/p>\n<p>La collettiva sar\u00e0 aperta al pubblico fin o al 29 gennaio 2023, con orario marted\u00ec &gt; venerd\u00ec 9 &gt; 17 | domenica e festivi 10 &gt; 18, nel Castello di Kromberk,il principale spazio espositivo del <strong>Gori\u0161ki muzej<\/strong>, il <em>Museo del Goriziano<\/em>, circondato da uno splendido parco con annessi anfiteatro e lapidario all\u2019aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cIl progetto prende ispirazione\u201d \u2013 spiega il curatore Massimo Premuda \u2013 \u201cda questo brusco evento atmosferico portatore di tempesta, <strong>bora scura<\/strong>, o foriero di bel tempo, <strong>bora chiara<\/strong>, e intende esplorare la bora come specchio dell\u2019animo contraddittorio e inquieto delle popolazioni della nostra area, ma anche mettere in relazione visiva le ricerche di artisti contemporanei con i pezzi della collezione d\u2019arte del <strong>Museo della Bora<\/strong> di Trieste\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il percorso espositivo<br \/>\n<\/strong><br \/>\nNella torre nord-ovest si parte con la <strong>Bora scura<\/strong>, e in particolare con la <em>\u201cCavalcata delle Valchirie\u201d<\/em>, un lavoro storico del grande fotografo isontino <strong>Maurizio Frullani<\/strong> (Ronchi dei Legionari, 1942 &#8211; 2015) che rappresenta una rilettura visiva delle leggendarie creature sul campo di battaglia, che invece di essere a dorso di cavalli sono immaginate su delle bizzarre biciclette. La foto costruita in studio sembra investita da un vento intenso e trasmette una forte impressione di movimento e velocit\u00e0. Si prosegue con le indagini fotografiche di <strong>Mario Sillani Djerrahian<\/strong> e la<br \/>\nsua ricerca sulla fine del paesaggio: una serie di enigmatici scatti che rappresentano metafisiche pietre del Carso triestino pronte a riorganizzarsi in diverse configurazioni fisiche e visive, come messe in moto dai movimenti dell\u2019aria o dai transiti dei pianeti.<br \/>\nSi passa cos\u00ec a un quadro ad olio di grandi dimensioni dell\u2019artista visiva triestina <strong>Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz<\/strong> che, con la sua <em>\u201cBora scura\u201d<\/em>, ci immerge in una profonda atmosfera invernale, in cui gelide sferzate di bora alzano il pelo di un mare percosso da raffiche che lo tingono del caratteristico color cobalto, gradazione fredda e desaturata del blu. Si scorre poi il progetto video <em>\u201cAltri mari \/ Other seas\u201d<\/em> del fotografo triestino <strong>Massimo Gardone<\/strong>, un trittico in cui, sovrapponendo gli scatti in una visione verticale, l\u2019oggettivo e il soggettivo si fondono e si perdono, e quello stesso mare diventa altri mari, o come recita l\u2019aforisma del poeta inglese <strong>Alexander Pope<\/strong> che appare in apertura del lavoro: <em>\u201cIl mare unisce i paesi che separa\u201d<\/em>.<br \/>\nIl primo capitolo della mostra si chiude cos\u00ec con due singolari prestiti dalla collezione d\u2019arte del <strong>Museo della Bora<\/strong>, una stampa in edizione limitata elaborata dall\u2019associazione <strong>Typos<\/strong> con un originale trattamento (tipo)grafico di un frammento de <em>\u201cIl mio Carso\u201d<\/em> di <strong>Scipio Slataper<\/strong>, e <em>\u201cAnalisi Catabatica\u201d<\/em>, una serie di lightbox del fotografo triestino <strong>Roberto Pastrovicchio<\/strong>. Analisi Catabatica \u00e8 l\u2019invenzione di un metodo per rappresentare una raffica di bora attraverso l\u2019effetto che essa crea. Fotografando e analizzando l\u2019oggetto \u201combrello\u201d e facendo una correlazione con i dati meteo del giorno in cui \u00e8 stata effettuata la campionatura, il fotografo ha iniziato cos\u00ec a creare un catalogo estetico delle raffiche.<\/p>\n<p>Nella torre nord-est si passa alla <strong>Bora chiara<\/strong>, e precisamente alla poetica ricerca visiva della fotografa slovena di Trieste <strong>Nika Furlani<\/strong> che presenta il risultato di una lunga indagine su questo vento dal titolo <em>\u201cBurja\u201d<\/em>, in cui drappi di tulle ed enigmatiche presenze disegnano nell\u2019aria il suo passaggio invisibile ma concreto sul Carso triestino, e agli ironici <em>still life<\/em> del fotografo triestino <strong>Davide Maria Palusa<\/strong> che tenta di ricreare in studio i devastanti effetti della bora sulle pietre carsiche in una sorta di esperimento destinato a un romantico fallimento. Si prosegue con <em>\u201c325 sassolini\u201d<\/em>, una serie infinita di quadri di piccolo formato dell\u2019artista sloveno <strong>Erik Mavri\u010d<\/strong> che, percorrendo la strada che lo porta al lavoro, raccoglie ogni giorno sassi e pietre lungo il tragitto, li fotografa ingrandendoli, li archivia e infine li ritrae ad acrilico in bianco e nero su un metafisico fondo blu, in un\u2019operazione quotidiana senza fine in bilico fra meditazione e rito. Si arriva cos\u00ec a due lavori storici della grande pittrice triestina <strong>Maria Lupieri<\/strong> (Trieste, 1901 &#8211; Roma, 1961), due oli della fine degli anni \u201850 dal titolo <em>\u201cCarso\u201d<\/em> (bora chiara) e <em>\u201cStrada Napoleonica\u201d<\/em> (bora scura) che ritraggono le bianche pietre carsiche scosse da impietose raffiche di bora, in cui l\u2019effetto del suo dipingere, dai tratti sempre mossi, \u00e8 dovuto proprio all\u2019immaginare un paesaggio eternamente agitato dal vento. Il progetto visivo si chiude infine con un ultimo fantasioso prestito dalla collezione d\u2019arte del <strong>Museo della Bora<\/strong> <em>\u201cL\u2019amante della Bora \u00e8 il rumore del mare\u201d<\/em> di <strong>Alessandra Spigai<\/strong>, un\u2019opera raffinatissima realizzata con caratteri di stampa mobili, che insieme agli altri lavori esposti dialogher\u00e0 con la scultura di grandi dimensioni in cedro del Libano \u201cOmega\u201d di <strong>Gianpietro Carlesso<\/strong> che, in un gioco infinito di curvature, ci fa riflettere sulle eterne forze della natura.<\/p>\n<p><em>\u201cLa bora suscita sentimenti e sensazioni difficili da spiegare a chi non \u00e8 di qui. D\u00e0 vita e inscena un rapporto tutto nostro. Porta ognuno a ritrovare una parte di se stesso rimasta immutata dai giorni dell\u2019infanzia, e nel contempo uguaglia tutti, rendendoli anche solidali tra loro, fedelmente attaccati a questo unico e composito margine di terra che ogni tanto, con la bora appunto, dichiara la sua assolutezza e la sua irripetibilit\u00e0.<\/em> (\u2026)<br \/>\n<em>Bora<\/em>, <em>burja: una di quelle poche voci uguali a pieno diritto, che nessuno dell\u2019altra lingua fingerebbe di non capire o si sognerebbe di contestare.\u201d<\/em><br \/>\ngennaio 1991, <strong>Fulvio Tomizza<\/strong><br \/>\nda <em>\u201c\u00c8 tornata la bora\u201d<\/em> in <em>\u201cAlle spalle di Trieste\u201d<\/em>, Bompiani, 1995<\/p>\n<p>info<br \/>\n<strong>Castello di Kromberk <\/strong>&gt; Gori\u0161ki muzej<br \/>\nGrajska cesta 1, Kromberk, <strong>Nova Gorica<\/strong><br \/>\nmarted\u00ec &gt; venerd\u00ec 9 &gt; 17 | domenica e festivi 10 &gt; 18<br \/>\nluned\u00ec chiuso | sabato su prenotazione<br \/>\nbiglietto intero <strong>4\u20ac<\/strong> | ridotto <strong>2\u20ac<\/strong><br \/>\n+386 (0)5 3351811 &#8211;\u00a0 <a href=\"mailto:goriski.muzej@siol.net\">goriski.muzej@siol.net<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/goriskimuzej.si\/it\/collezioni-permanenti\/il-castello-di-kromberk\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/goriskimuzej.si\/it\/collezioni-permanenti\/il-castello-di-kromberk&amp;source=gmail&amp;ust=1668525379878000&amp;usg=AOvVaw2P4DcFA9aIDjGTFDFYEb72\">https:\/\/goriskimuzej.si\/it\/collezioni-permanenti\/il-castello-di-kromberk<\/a><\/p>\n<p><strong>Casa CAVE <\/strong>Contemporary Art VisoglianoVi\u017eovlje Europe<br \/>\n333 4344188 &#8211; <a href=\"mailto:casacave.art@gmail.com\">casacave.art@gmail.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/casacave.eu\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/casacave.eu&amp;source=gmail&amp;ust=1668525379878000&amp;usg=AOvVaw0KMsIAfi8BDCaMonfXKXPs\">http:\/\/casacave.eu<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CasaCAVE.contemporaryArt\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.facebook.com\/CasaCAVE.contemporaryArt&amp;source=gmail&amp;ust=1668525379878000&amp;usg=AOvVaw3jiUP3X5Hh2lgXZYRki9lv\">https:\/\/www.facebook.com\/CasaCAVE.contemporaryArt<\/a><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra \u201cEnergie primigenie | Burja\/Bora\u201d<br \/>\nCastello di Kromberk &gt; Gori\u0161ki muzej &gt; Nova Gorica<br \/>\nopening gioved\u00ec 17 novembre, ore 18.00<\/p>\n<p>Castello di Kromberk &gt; Gori\u0161ki muzej<br \/>\nGrajska cesta 1, Kromberk, Nova Gorica<br \/>\nmarted\u00ec &gt; venerd\u00ec 9 &gt; 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