{"id":46742,"date":"2023-04-28T15:47:36","date_gmt":"2023-04-28T14:47:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=46742"},"modified":"2023-05-20T13:33:26","modified_gmt":"2023-05-20T12:33:26","slug":"satie-rose-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/satie-rose-2023.html","title":{"rendered":"Satie Rose 2023"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/satie-rose-2023.html\/whatsapp_satierose-2023-1\" rel=\"attachment wp-att-46743\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46743 alignright\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/WHATSAPP_SatieRose-2023-1-724x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"436\" \/><\/a><br \/>\n<strong>15, 16, 17 maggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">l\u2019omaggio tradizionalmente dedicato ad Erik Satie in occasione dell\u2019anniversario del suo compleanno<br \/>\nSiamo tutti pronti anche quest\u2019anno a celebrare il compleanno di Erik Satie, un compositore di estremo rigore e rara follia, ammiratissimo da Ravel e Debussy che suonava nei Caf\u00e8 Chantant e che amava l\u2019antica musica da chiesa e che scrisse brani per pianoforte dai titoli \u201cPezzi in forma di pera\u201d o \u201cGinnastica per i piedi\u201d. Di lui il grande John Cage diceva \u201cci \u00e8 indispensabile\u201d e Bonawentura\/Teatro miela attorno a ogni 17 maggio lo dispensa con grande gioia ormai da qualche decennio.<br \/>\nFortunato chi ancora non conoscesse l\u2019eccentrico Satie e che potr\u00e0 innamorarsene per la prima volta (ah, che invidia!) del pi\u00f9 geniale, amabile, bizzarro e moderno musicista del secolo scorso e dei secoli a venire.<br \/>\nL\u2019ospite d\u2019onore di questa edizione, il grande jazzista Enrico Intra, definisce il suo illustre collega di sperimentazioni di un secolo fa \u201cun trapezista del circo sonoro, fuori dal tempo che nel tempo sar\u00e0 sempre il futuro possibile\u201d. Ecco dunque un viaggio di tre giorni nel futuro della musica, guardando all\u2019esaltante stagione delle avanguardie storiche in una vera sarabanda di riletture satiane. Quasi in un filo rosso che lega Satie, Intra e dei giovani musicisti pronti a raccogliere il testimone del pi\u00f9 spericolato e appassionato amore per la musica.<br \/>\nVenerd\u00ec 12 maggio, alle 19.00, in Riva Tre Novembre alla statua J. Ressel, una breve performance \u2018per parole mal temperate e fisarmonica\u2019, in ricordo dello spirito satiano, rigoroso e scherzoso, di Aleks Rojc: \u201cPRELUDIO A UN CANARINO\u201d di Stefano Dongetti (parole) con Stefano Bembi (fisarmonica). Una piccola anteprima, tra il mare e la terraferma, di Satierose2023. Evento nell\u2019ambito della rassegna \u201cLe vie dell\u2019arte\u201d.<br \/>\nLuned\u00ec 15 maggio, alle 18.00, al Teatro Miela: \u201cTARTIN_ATIONS\u201d. Quattro pianoforti troveranno posto al Miela per gli allievi del Conservatorio G. Tartini alle prese con le \u201cVexations\u201d, l\u2019ironica micro-composizione di Satie da ripetere per 840 volte \u201cnel pi\u00f9 profondo silenzio e con seriosa compostezza\u201d.<br \/>\nMarted\u00ec 16 maggio, alle 20.30, al Teatro Miela: \u201cDEBUSSY VS SATIE\u201d. Il soprano Federica Vinci e il pianista Luca Delle Donne in un viaggio sonoro tra Debussy, Satie, Paul Verlaine, tra liriche estasiate ma anche tra le canzoni da cabaret del genio di Montmartre.<br \/>\nA chiusura della rassegna, mercoled\u00ec 17 maggio, alle 20.30, al Teatro Miela: \u201cOSSIMORO PER SATIE | Enrico Intra pianoforte + quartetto d\u2019archi R\u00eaverie\u201d. Un vero evento per Trieste: l\u2019Ossimoro di Enrico Intra. Un eccezionale omaggio a Erik Satie che scavalca tutti i generi, una improvvisazione per pianoforte pronto a \u2018duellare\u2019 con un quartetto d\u2019archi in un raffinato e trascinante tragitto tra improvvisazione e partitura, tra stabilit\u00e0 e impermanenze musicali.<br \/>\nSi festeggi, dunque. Buon compleanno Erik.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venerd\u00ec 12 maggio, ore 19.00<br \/>\nRiva Tre Novembre &#8211; Statua Joseph Ressel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PRELUDIO A UN CANARINO<br \/>\nStefano Dongetti (parole)<br \/>\nStefano Bembi (fisarmonica)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019ambito della rassegna \u201cLe vie dell\u2019arte\u201d una piccola anteprima, dedicata al bizzarro musicista delle avanguardie storiche, il geniale Erik Satie. Un innovatore che nei primi del \u2018900 invent\u00f2 il minimalismo in musica e la \u2018musica d\u2019arredamento\u2019. Un vero angelo del bizzarro dadaista che mangiava solo cibi di colore bianco, possedeva 84 fazzoletti da naso identici e almeno 100 ombrelli tutti uguali (e che del suo ombrello diceva: \u201cteme di avermi perduto\u201d). L\u2019amico di Cocteau, Man Ray, Duchamp e Picasso che fond\u00f2 l'&#8221;\u00c9glise M\u00e9tropolitaine d&#8217;Art de J\u00e9sus-Conducteur&#8221; e della quale fu unico adepto.<br \/>\nIl pianista e compositore che Debussy definiva &#8220;un musicista medievale e dolce, smarritosi nel nostro secolo&#8221; e che per Stravinsky era &#8220;&#8230;un becco fino, pieno di astuzia e intelligentemente cattivo&#8221;.<br \/>\nUna breve performance \u2018per parole mal temperate e fisarmonica\u2019, in ricordo dello spirito satiano, rigoroso e scherzoso, di Aleks Rojc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Luned\u00ec 15 maggio, ore 18.30<br \/>\nTeatro Miela<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">TARTIN_ATIONS<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le Vexations di Erik Satie con gli studenti del Conservatorio G. Tartini di Trieste.<br \/>\nLe Vexations di Satie sono una composizione, destinata al pianoforte e composta nel 1893.<br \/>\nIn quel periodo Satie si guadagnava da vivere (lo scarso successo delle sue composizioni e una certa attitudine anticonformista e provocatoria lo avevano spinto verso questa scelta) come pianista di cabaret all\u2019Auberge du Clou, luogo dove conobbe molti esponenti della fervida cultura parigina del tempo, tra cui Suzanne Valadon, pittrice, che fu proprio in quegli anni compagna del compositore.<br \/>\nL\u2019opera, mai pubblicata, venne trovata e resa nota solo molto tempo dopo la morte di Satie.<br \/>\nLa partitura, composta da un tema affidato ad una sola riga e due armonizzazioni dello stesso, reca alcune indicazioni di Satie riguardanti l\u2019articolazione del discorso (tema \u2013 prima armonizzazione \u2013 tema \u2013 seconda armonizzazione) e il numero di ripetizioni (840) da prevedere per l\u2019esecuzione; tali indicazioni non sembrano essere necessariamente obbligatorie n\u00e9 la destinazione pare essere esclusivamente pianistica; tali caratteristiche, unite alla scrittura, semplicissima ma di scomoda lettura per via dell\u2019uso sistematico di una notazione arbitraria e contraddittoria, ne hanno fatto un simbolo della natura enigmatica e anticonvenzionale di Satie.<br \/>\nIl pezzo in s\u00e9 dura pi\u00f9 o meno un minuto, le 840 ripetizioni lo portano a coprire un arco di 14 ore presunte, ovviamente le diverse, possibili, letture del brano possono durare tra le 10 e le 20 ore.<br \/>\nLa proposta di TARTIN_ATIONS (ovviamente arbitrario connubio tra le parole \u201cTartini\u201d e \u201cVexations\u201d) prevede che le 840 ripetizioni vengano affidate a quattro pianoforti contemporaneamente, cos\u00ec da ridurre la durata del brano ad un arco temporale compreso tra le 5 e le 6 ore. Tale operazione non \u00e8 arbitraria, infatti le indicazioni dell\u2019autore lasciano ampio margine di manovra e, a nostro parere, rende l\u2019esecuzione ancor pi\u00f9 provocatoria e \u201cvessatoria\u201d. Nella lettura degli studenti del Tartini, infatti, si vuole rendere appieno lo spirito di maltrattamento (solo musicale, intendiamoci!) protratto che Satie intendeva opporre al mondo dell\u2019accademismo intellettuale che tanto disprezzava.<br \/>\nUn pianoforte in sala (ospite d\u2019eccezione in chiusura il noto pianista e jazzista Enrico Intra), altri tre pianoforti posti in punti strategici del teatro (foyer, ridotto, caffetteria), ciascuno impegnato in 210 ripetizioni delle Vexations, venti e pi\u00f9 giovani pianisti del Conservatorio G. Tartini, tutti insieme per creare una vera e propria persecuzione musicale, tale da non lasciare scampo all\u2019ascoltatore ovunque egli si trovi all\u2019interno del teatro, sempre con il sorriso sulle labbra e un\u2019ironica nonchalance.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marted\u00ec 16 maggio, ore 20.30<br \/>\nTeatro Miela<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DEBUSSY VS SATIE<br \/>\nIl concerto, parte dall&#8217;idea di accostare due compositori francesi come Debussy e Satie, amici oltre che coevi e in grado di trovare una complicit\u00e0 ( come nell&#8217;orchestrazione da parte di Debussy di due delle Gymnop\u00e9die di Satie), nonch\u00e9 cresciuti nell&#8217;influenza reciproca su alcuni elementi compositivi che nascono dal desiderio di aprire al nuovo verso l&#8217;atonalit\u00e0. Assidui frequentatori di quel crogiuolo di convivialit\u00e0 ed arte che \u00e8 stato Le Chat noir a Parigi, hanno poi sviluppato percorsi di vita e compositivi assai diversi, quasi contrapponendosi. Da cui il titolo del concerto che verr\u00e0 presentato in due momenti dal pianista Luca Delle Donne.<br \/>\nI due interpreti triestini &#8211; il soprano Federica Vinci e il pianista Luca Delle Donne &#8211; coinvolti dalla M. Fedra Florit, Direttore artistico della Chamber Music &#8211; sono perfetti per questo raffinato repertorio e in grado di offrire al pubblico una serata di alta qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Claude Debussy (1862 \u2013 1918)<br \/>\nLiriche su testi di Paul Verlaine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ariettes oubli\u00e9es (1885 \u2013 1887)<br \/>\n1.C\u2019est l\u2019extase<br \/>\n2.Il pleure dans mon coeur<br \/>\n3.L\u2019ombre des arbres<br \/>\n4.Chevaux de bois<br \/>\n5.Green<br \/>\n6.Spleen<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">F\u00eates galantes, Libro I (1891)<br \/>\n1.En sourdine<br \/>\n2.Fantoches<br \/>\n3.Clair de lune<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Erik Satie (1866 \u2013 1925)<br \/>\nTrois M\u00e9lodies de 1886 (1886 \u2013 1887)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Liriche su testi di J. P. Contamine de Latour<br \/>\n1.Les Anges<br \/>\n2.\u00c9l\u00e9gie<br \/>\n3.Sylvie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Les danses d\u2019Erik Satie o Trois Cabaret Songs<br \/>\nTendrement (1902)<br \/>\nLa Diva de l\u2019Empire (1904)<br \/>\nJe te veux, Henry Pacory (1897)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Federica Vinci<br \/>\nSoprano triestino, Federica Vinci si \u00e8 laureata presso il Conservatorio G. Tartini nella classe della prof.ssa Susowsky. Si perfeziona presso l\u2019\u201dAkademie BelCanto\u201d del Festival \u201cRossini in Wildbad\u201d. Voce duttile e innate doti attoriali la fanno spaziare dalla musica contemporanea alla musica vocale da camera al repertorio operistico di tradizione. Intensa \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 cameristica in molteplici formazioni in Italia e all\u2019estero. Ha vinto il III premio al Concorso cameristico \u201cL. Caraian\u201d. Si \u00e8 esibita in prestigiose realt\u00e0 cameristiche quali l\u2019\u201cAssociazione Chamber Music\u201d e la \u201cSociet\u00e0 dei Concerti di Trieste\u201d, il \u201cPiccolo Opera Festival\u201d e il Teatro F. P. Tosti di Ortona. In ambito operistico ha debuttato come Seconda Dama al Teatro G. da Udine in \u201cIl flauto magico\u201d. Viene scelta come allieva dell\u2019Accademia \u201cAMO\u201d del Teatro Coccia di Novara. Finalista al Secondo Concorso \u201cSOI\u201d. \u00c8 stata Fata in \u201cCendrillon\u201d di P. Viardot all\u2019Opera Giocosa di Savona e al Teatro Coccia di Novara, a Reggio Calabria e al Teatro Verdi di Trieste. Ha interpretato Marina in \u201cUn Paio in tre\u201d de \u201cI Corti del Coccia\u201d al Teatro Coccia e Annina in \u201cLa Traviata\u201d. Ha avuto il ruolo di Paolo Fuscecchio in \u201cBoccaccio Delivery. Ovvero la vendetta di Cisti fornaio\u201d di A. Cara alla Fondazione Pergolesi Spontini, Ida in \u201cDie Fledermaus\u201d di Strauss II J. al Teatro Verdi di Trieste a luglio 2022. Ha debuttato in novembre 2022 nel ruolo di Pia nell\u2019opera contemporanea \u201cDelitto all\u2019isola delle capre\u201d di M. Taralli al Teatro Pergolesi Spontini e si esibir\u00e0 nel 2023 per l\u2019Opera Giocosa di Savona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Luca Delle Donne<br \/>\nPianista triestino, ha una carriera internazionale da solista e camerista che lo ha portato negli anni a suonare in tutta Europa, Giappone, Cina, America centrale e Brasile, per prestigiose associazioni musicali in importanti teatri, ultimo dei quali il Bunka Kaikan di Tokyo. Per arricchire le sue esperienze musicali ed artistiche ha partecipato a molte master class con docenti di chiara fama come Philippe Entremont, Franco Scala, Benedetto Lupo, Aquiles Delle Vigne, Claudius Tanski ed il leggendario Trio di Trieste e si \u00e8 perfezionato in Italia, Austria (Mozarteum a Salzburg) e Portogallo (\u201cCertificado de Artista Antonio Fragoso\u201d per musicisti particolarmente distinti a Coimbra). Collabora stabilmente con solisti di fama internazionale e ha all\u2019attivo tre CD come solista e in duo con Emmanuele Baldini etichettati NAXOS e Da Vinci Classics che sono stati recensiti dalle pi\u00f9 famose riviste del settore e trasmessi su RAI Radio 3, RSI, BBC e Musiq3 Classique. \u00c8 docente di pianoforte al Conservatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mercoled\u00ec 17 maggio, ore 20.30<br \/>\nTeatro Miela<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">OSSIMORO PER SATIE<br \/>\nEnrico Intra pianoforte + quartetto d\u2019archi R\u00eaverie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019aspetto pi\u00f9 seducente e perturbante dell\u2019ossimoro \u00e8 la contraddizione innata nel lemma stesso: dal greco oks\u00fdm\u014dron, composto di oks\u00fds \u00abacuto\u00bb e m\u014dr\u00f3s \u00abstolto, folle\u00bb. Il termine che lo designa (\u00abacuto- ottuso\u00bb) \u00e8 esso stesso un ossimoro. In quanto espressione dell\u2019antitesi, l\u2019ossimoro unisce contrapponendoli due pensieri o due significati che sono di per s\u00e9 inconciliabili perch\u00e9 l\u2019uno esprime il contrario dell\u2019altro. Il senso di paradosso che questo termine irradia di fatto \u00e8 solo apparente, predisposto invece a illuminare, disvelandoli, significati pi\u00f9 profondi, anche esistenziali. Il titolo che Enrico Intra regala a questo suo nuovo lavoro meraviglioso, scritto pensando a Erik Satie, esercita la stessa forza di scavo, di liberazione, di appassionata elevazione oltre le inerti ovviet\u00e0 delle categorie e dei generi, in questo caso musicali. Li ascolteremo in una esecuzione inedita con il contributo di un quartetto d\u2019archi del Conservatorio G. Tartini di Trieste, nella formazione orchestrale per cui \u00e8 stata concepita e prefissata, con cui il pianoforte di Intra agir\u00e0 in modalit\u00e0 instabile e aperta, improvvisativa, in cui le sonorit\u00e0 si completano e si chiarificano vicendevolmente, in un\u2019azione esecutiva che trova nello stato di irreparabile impermanenza delle cose -e tanto pi\u00f9 delle cose sonore- la pi\u00f9 efficace ed emozionante delle congiunture. In fondo, le due anime apparentemente contraddittorie di questo meraviglioso concerto &#8211; Ossimoro- rinviano nella loro indissolubile sintesi alle categorie inscindibili dell\u2019esserci e dell\u2019essere. La momentanea situazione scaturita dal qui e ora, entra in dialettica con una dimensione invece stabile che, per via delle note scritte, travalica la caducit\u00e0 dell\u2019istante improvvisativo e impermanente. L\u2019esserci estemporaneo \u00e8 l\u2019occasione per far riverberare l\u2019orizzonte pi\u00f9 ampio, solo in apparenza contraddittorio, dei suoni affidati alla \u201criproducibilit\u00e0 tecnica\u201d della notazione. E viceversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quell\u2019ossimoro che \u00e8 Ossimoro e il mio ritorno a Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cMercoled\u00ec 17 maggio sar\u00f2 a Trieste al Teatro Miela. Suoner\u00f2 il pianoforte affiancato dal quartetto d\u2019archi del Conservatorio di Trieste con il quale eseguir\u00f2 una composizione dal titolo Ossimoro, scritta pensando a Erik Satie, e a lui dedicata.<br \/>\nL\u2019idea di suonare a Trieste mi rallegra, anche perch\u00e9 la sorte, o chi per essa, ha voluto che frequentassi poco questa splendida citt\u00e0, quattro o cinque volte al massimo nell\u2019arco della mia lunghissima &#8211; 70 anni e oltre- attivit\u00e0 di musicista.<br \/>\nEppure di Trieste ho ricordi incancellabili. Uno di questi risale ai primi anni Settanta del secolo scorso, se non erro. Franco Basaglia era da poco tempo il direttore del manicomio cittadino, come si diceva all\u2019epoca. Il riformatore della psichiatria, insieme alla moglie e collega Franca Ongaro e ai suoi collaboratori, aveva trasformato il lugubre edificio di contenzione in un ambiente nuovo dove, oltre all\u2019attenzione e alle cure mirate verso ogni singolo paziente, fervevano le attivit\u00e0 lavorative e le iniziative artistiche e culturali.<br \/>\nGrazie alle loro innovazioni Trieste era diventata il punto di riferimento in Italia, e non solo , per tutto ci\u00f2 che concerneva la salute mentale e i suoi servizi. I degenti svolgevano un ruolo operativo all\u2019interno della struttura e, a seconda delle singole inclinazioni, avevano modo di frequentare laboratori di ogni tipo, compresi quelli creativi di teatro, pittura e cos\u00ec via.<br \/>\nFui contattato dallo stesso Basaglia per eseguire un concerto con il mio Trio all\u2019interno dell\u2019ospedale psichiatrico. Fui subito colpito dalla partecipazione che gli ospiti dimostravano per l\u2019evento musicale. E mi colp\u00ec la serenit\u00e0 che si respirava all\u2019interno delle mura. Tutto procedeva per il meglio. Fino a quando, poco dopo l\u2019inizio del concerto, il mio sguardo si sollev\u00f2 dal pianoforte e incroci\u00f2 quello di un omone seduto nella prima fila. Era grande e grosso, enorme; e mi fissava, o cos\u00ec mi pareva (ah, i maledetti pregiudizi) , in modo minaccioso. Cercando di tenere a bada l\u2019inquietudine che cresceva mi concentrai sul pianoforte e nella musica che stavamo eseguendo. Quando il concerto termin\u00f2 ci fu uno scroscio di applausi, ovazioni, richieste di bis. Ero emozionato e travolto da quel calore, in un certo senso inaspettato trattandosi di musica d\u2019ascolto non comune. L\u2019omone a quel punto si alz\u00f2, si diresse verso di me e, sempre con quello sguardo torvo che mi aveva inquietato, mi afferr\u00f2 e mi sollev\u00f2 in aria come un trofeo. Quindi mi pos\u00f2 con delicatezza sul pavimento. Era visibilmente commosso e io non potei frenare l\u2019impulso di abbracciarlo. \u201cHai visto? La musica unisce tutti; la musica pu\u00f2 fare miracoli \u201c, comment\u00f2 Franco Basaglia.<br \/>\nNell\u2019ultimo concerto del 2019, anch\u2019esso tenuto al Teatro Miela, ho duettato con Fabio Jegher, noto batterista triestino che, come me, ama sconfinare in tutti i linguaggi musicali, tonali ed extratonali, mondo sonoro elettronico compreso. Una delle composizioni che ho eseguito, avvalendomi dell\u2019apporto dei live electronics suoni elaborati daAlex Stangoni, si intitola Dorfles. L\u2019avevo scritta di getto qualche anno prima: un omaggio a un triestino di cui sono caloroso ammiratore. Da quando mi \u00e8 stato regalato, il libro di Gillo Dorfles \u201cL\u2019intervallo perduto\u201d non ha mai lasciato il capezzale. \u00c8 diventato, come si soleva dire, il mio livre de chevet . Ogni volta che lo riapro, colgo un tassello, un senso, un\u2019idea che porta una ventata d\u2019aria nuova al mio pensiero, compreso il pensiero musicale.<br \/>\nCome gi\u00e0 accennato, la composizione Ossimoro \u00e8 dedicata a Erik Satie. Definito, per la sua musica e per la sua persona originale, paradossale, dissacrante, stravagante, tutti aggettivi che si attagliano perfettamente al suo mondo musicale e al personaggio Satie. A mio parere, l\u2019aggettivo pi\u00f9 consono per definirlo, almeno dal punto di vista strettamente compositivo, credo che sia Essenziale. Essenziale nel rifiuto di qualsiasi ornamentazione; ostile alla sovrabbondanza di note, di cui tanti compositori e musicisti virtuosi non possono privarsi. Sostenitore e precursore di quell\u2019horror pleni di cui parla Gillo Dorfles: \u201cl\u2019horror vacui deve lasciare il posto all\u2019horror pleni\u2026 Malauguratamente solo pochissimi intendono questa fisiologica necessit\u00e0 del vuoto e della pausa. La maggior parte degli uomini \u00e8 ancora profondamente ancorata all\u2019errore del pieno e non all\u2019orrore dello stesso\u2026 Solo cos\u00ec si potrebbe riacquistare quelle qualit\u00e0 fantastiche oggi in gran parte perdute&#8230;\u201d.<br \/>\nGli ossimori piacevano indubbiamente a Erik Satie. Tra i vari artifici letterari l\u2019ossimoro \u00e8 lampante, anche per chi ha poca familiarit\u00e0 con le figure retoriche. Non \u00e8 subdolo come la litote; non \u00e8 dolciastro come talvolta lo \u00e8 l\u2019eufemismo; non appare sgrammaticato come l\u2019anacoluto. L\u2019ossimoro (dal greco: acuto\/ottuso) \u00e8 diretto e induce alla riflessione. Chi non si \u00e8 mai soffermato di fronte ad espressioni, peraltro abusate, tipo \u201clucida follia\u201d, \u201csilenzio assordante\u201d? O \u201c Ghiaccio bollente\u201d, come il titolo di una canzone in voga negli anni Sessanta?<br \/>\nNel concerto che si terr\u00e0 al Teatro Miela l\u2019ossimoro \u00e8 costituito dall\u2019incontro tra il quartetto d\u2019archi, per sua natura di tradizione accademica, e la mia annosa vicenda jazzistica, ancorch\u00e9 supportata e ispirata dalla musica eurocolta. Nell\u2019ossimoro che \u00e8 Ossimoro il classico quartetto d\u2019archi viene stimolato al libero dialogo con la libera invenzione jazzistica o, come preferisco definirla, con la libera composizione istantanea. Un\u2019apertura al possibile altro musicale. E Ossimoro rappresenta il mio personale contributo affinch\u00e9 ci\u00f2 possa avvenire sempre pi\u00f9 sovente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Enrico Intra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Enrico Intra musicista di fama internazionale: pianista, compositore, arrangiatore, direttore d\u2019orchestra jazz, nonch\u00e8 anche bandleader della Civica Orchestra Jazz di Milano. Conosciuto anche come organizzatore ed ideatore di rassegne e festival in ambito jazz. Negli anni \u201960 fonda il leggendario Intra\u2019s Derby Club, divenuto poi solo Derby Club, storico locale milanese di cabaret e musica. Come arrangiatore ha collaborato con molti artisti tra cui Francesco Guccini per cui ha curato gli arrangiamenti di \u201cUn altro giorno \u00e8 andato\/Il bello\u201d del 1968, Franco Cerri, il batterista (e attore) Pupo De Luca, Iva Zanicchi, Severino Gazzelloni, Claudio Cusmano, Bruno De Filippi, Marco Ratti, Pino Presti, Tullio De Piscopo, Shirley Bunnie Foy, Gene Guglielmi, Giancarlo Barigozzi, Gil Cuppini, Sergio Farina, Victor Bacchetta, Pallino Solonia, e molti altri. Ha iniziato la sua carriera da giovanissimo e gi\u00e0 verso la met\u00e0 degli anni \u201950 la rivista tedesca Jazz Hot lo ha annoverato tra i migliori pianisti europei.<br \/>\nAnche se le sue influenze sono di stampo classico grazie ai suoi studi musicali, Intra guarda anche al blues e allo swing. Come compositore i suoi lavori, specialmente \u201cClassic Jazz\u201d e \u201cLa strada del petrolio\u201d, rientrano nel genere bebop; il musicista milanese infatti d\u00e0 largo spazio alla sperimentazione e alla ricerca tra suono ed elettronica, e alla rivisitazione di musica antica come la musica sacra e il canto gregoriano. In questo filone si inserisce il progetto SOUND MOVIE nato a met\u00e0 degli anni \u201980 in collaborazione con i musicisti Markus Stockhausen, Roberto Fabbriciani, Mauro Negri, Marco Vaggi e Franco D&#8217;Andrea. Sound Movie era un live di improvvisazione totale in contrappunto con la proiezione di film espressionisti del cinema muto come ad esempio Nosferatu il vampiro di Murnau.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Quartetto R\u00eaverie si \u00e8 formato nell\u2019autunno del 2021 nella classe del M\u00b0 Paccagnella al Conservatorio \u00abG.Tartini\u00bb di Trieste, dove prosegue attualmente sotto la guida del M\u00b0 Alberto Franchin e unisce giovani musicisti di diversi percorsi e nazionalit\u00e0, legati dalla passione per il repertorio quartettistico e il desiderio di far musica insieme. I musicisti hanno frequentato masterclass tenute dai Maestri Simone Gramaglia, Sergio Lamberto e Helfried Fister.<br \/>\nIl Quartetto ha debuttato il 20 febbraio 2022 presso il Circolo Culturale Sloveno di Barcola e successivamente \u00e8 stato invitato ad esibirsi in diversi eventi della regione.<br \/>\nFormazione: Uendi Reka, Florjan Suppani, Lucy Passante Spaccapietra, Alice Romano<br \/>\nSatierose 2023 \u00e8 realizzato in collaborazione con il Conservatorio \u201cG. Tartini\u201d di Trieste e Chamber Music.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Info www.miela.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Satie Rose 2023<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":46743,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318,7],"tags":[371,103,23054,2571,799,1673,149,23053,254,2150,49],"class_list":["post-46742","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-spettacolo","category-trieste","tag-arte","tag-concerto","tag-enrico-intra","tag-erik-satie","tag-laura-poretti-rizman","tag-live","tag-musica","tag-satie-rose-2023","tag-teatro","tag-teatro-miela","tag-trieste-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46742","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46742"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46742\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46747,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46742\/revisions\/46747"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46743"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}