{"id":52758,"date":"2024-05-14T15:54:44","date_gmt":"2024-05-14T14:54:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=52758"},"modified":"2024-05-15T15:54:02","modified_gmt":"2024-05-15T14:54:02","slug":"larte-della-regione-friuli-venezia-giulia-a-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/larte-della-regione-friuli-venezia-giulia-a-bruxelles.html","title":{"rendered":"L\u2019arte della regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019ARTE DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-52759\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/ADKq_NbvK8H1wd4qbO9YRTYAEfyR6BjfBWDSOFr-MeA2hgzIY5ebRJMllRghhAniUO9ycpwhWrR6j4yfb2YmuLw4Kx89oiZ1tTXZjZ-qbyMEbLExxtJq7qiiZGqQWEkjsn2oURynP7RoaB8P75jNR-yoPiHQTqZQEiwsQaIs0-d-e1-ft-300x112.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"112\" \/><br \/>\n<strong>Un progetto espositivo multimediale di arte visiva, fashion, luce e musica<\/strong><br \/>\nche testimonia nel cuore d\u2019Europa la particolare creativit\u00e0 degli artisti di tale territorio attraverso alcuni dei suoi protagonisti pi\u00f9 rappresentativi, che incarnano diverse tendenze e linguaggi, con il fine di offrire un quadro sintetico ma esaustivo della creativit\u00e0 e della particolare realt\u00e0 artistico culturale della Regione. <strong>Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles<\/strong><br \/>\n<strong>Mostra\u00a0<\/strong><strong><em>L\u2019arte triestina al femminile nel &#8216;900 d\u2019avanguardia italiano ed europeo<\/em><\/strong><br \/>\nArtiste:\u00a0<strong>Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina<\/strong><br \/>\n14 maggio \/ 31 luglio 2024<br \/>\ninaugurazione: marted\u00ec 14 maggio ore 19<strong>Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles<\/strong><br \/>\n<strong><em>La Regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles attraverso i suoi artisti<\/em><\/strong><br \/>\n5 settembre 2024 \/ 21 febbraio 2025<br \/>\nMostre personali degli artisti:<br \/>\n<strong>Mario Claudio Feruglio\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Toni Zanussi<\/strong> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0 inaugurazione 5 settembre \/ chiude il 31 ottobre 2024<br \/>\n<strong>Giorgio Celiberti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 <\/strong>inaugurazione\u00a07\u00a0novembre \/ chiude il\u00a031 dicembre 2024<br \/>\n<strong>Edoardo Devetta\u00a0<\/strong>e<strong> Livio Rosignano\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0 <\/strong>inaugurazione\u00a09\u00a0gennaio \/ chiude il 21 febbraio 2025mostre promosse da<br \/>\n<strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Associazione Foemina APS Triest<\/strong><strong>e<\/strong>in coproduzione con<br \/>\n<strong>Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles\u00a0<\/strong>con il patrocinio di<br \/>\n<strong>Comune di Trieste<\/strong>ideazione, curatela, allestimento<br \/>\narch.<strong>\u00a0Marianna Accerboni<\/strong><\/p>\n<p>organizzazione<br \/>\n<strong>Associazione Giuliani nel Mondo e Circolo AGM di Bruxelles<\/strong><br \/>\n<strong>Ente Friuli nel Mondo\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Fogol\u00e2r Furlan di Bruxelles<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019arte della Regione Friuli Venezia Giulia sar\u00e0 protagonista a Bruxelles dal 14 maggio al 21 febbraio 2025 attraverso 6 mostre, allestite all\u2019Istituto Italiano di Cultura e all\u2019Ufficio di collegamento delle Regione FVG, che vedranno rispettivamente la partecipazione di 5 artiste triestine, tra cui Leonor Fini, e 5 artisti friulani e triestini, presenti con un totale<\/strong>\u00a0di circa\u00a0<strong>250 opere\u00a0tra dipinti,\u00a0disegni, bozzetti teatrali e non, sculture e ceramiche. In mostra anche fotografie, lettere, documenti, libri,\u00a0abiti,\u00a0profumi,\u00a0accessori, gioielli e oggetti<\/strong>. I pezzi in esposizione non sono mai stati presentati in Belgio: tra questi, vari materiali inediti, rari e poco noti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dal 14 maggio al 31 luglio 2024 la mostra\u00a0<em>L\u2019ARTE TRIESTINA AL FEMMINILE NEL &#8216;900 D\u2019AVANGUARDIA ITALIANO ED EUROPEO<\/em>\u00a0ospiter\u00e0 infatti all\u2019Istituto Italiano di Cultura le opere delle triestine\u00a0Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Dal 5 settembre 2024 al 21 febbraio 2025 all\u2019UFFICIO DI COLLEGAMENTO DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES\u00a0avranno invece luogo, sotto il titolo\u00a0<em>LA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES ATTRAVERSO I SUOI ARTISTI<\/em>,\u00a0le personali dei pittori friulani<\/strong>\u00a0<strong>Giorgio Celiberti<\/strong>,\u00a0<strong>Claudio Mario\u00a0\u00a0Feruglio\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Toni Zanussi<\/strong>\u00a0e dei triestini\u00a0<strong>Edoardo Devetta<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Livio Rosignano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il progetto, promosso<\/strong>\u00a0dalla\u00a0<strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dall\u2019Associazione Foemina APS<\/strong>,\u00a0<strong>realizzata<\/strong>\u00a0<strong>in coproduzione con\u00a0<\/strong>l<strong>\u2019Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, con il patrocinio del Comune di Trieste<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>ideata e curata da<\/strong>\u00a0<strong>Marianna Accerboni,\u00a0<\/strong>si propone di testimoniare nel cuore d\u2019Europa la particolare creativit\u00e0 degli artisti di tale territorio attraverso alcuni dei suoi protagonisti pi\u00f9 rappresentativi, che incarnano diverse tendenze e linguaggi, con il fine di offrire un quadro sintetico ma esaustivo della creativit\u00e0 e della particolare realt\u00e0 artistico culturale della Regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le mostre all\u2019Istituto Italiano di Cultura e all\u2019Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles saranno caratterizzate da un taglio multimediale,\u00a0<\/strong>costituito da un intreccio molto contemporaneo tra\u00a0<strong>arte visiva, musica e luce<\/strong>\u00a0con proiezioni luminose e performance musicali. Dopo Bruxelles le esposizioni saranno trasferite in altri Istituti di Cultura e sedi istituzionali italiane nel mondo e a Trieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sar\u00e0 inoltre promossa, attraverso incontri mirati con i giovani artisti belgi e le scuole belghe,\u00a0<strong>un\u2019opera di sensibilizzazione focalizzata sull\u2019arte di Trieste e della Regione Friuli Venezia Giulia<\/strong>\u00a0con la possibilit\u00e0 da parte dei giovani e giovanissimi artisti e alunni belgi di esporre a Trieste e nella Regione FVG e per i giovani giuliani e friulani di esporre in Belgio,\u00a0<strong>creando una corrente di mutuo scambio culturale tra i due Paesi<\/strong>\u00a0anche attraverso concorsi a tema sul nostro territorio (come gi\u00e0 accaduto per altre mostre organizzate da Accerboni a Bruxelles).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I numerosi materiali, diversi dei quali inediti, rari e poco noti esposti nelle mostre e l\u2019impostazione un po\u2019 anticonvenzionale delle stesse, che propone l\u2019interpretazione della figura degli artisti attraverso un taglio multimediale contemporaneo, e alcuni appuntamenti collaterali serviranno a mettere in luce le molte eccellenze della Regione Friuli Venezia Giulia anche in proiezione europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Come Amministrazione regionale<\/em>\u00a0\u2013 afferma il\u00a0<strong>Governatore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia<\/strong>\u00a0<strong>Massimiliano Fedriga<\/strong>\u00a0&#8211; s<em>tiamo investendo risorse importanti per sostenere la diffusione dell\u2019arte e della cultura. La mostra che fa conoscere a livello europeo alcuni apprezzati artisti del nostro territorio \u00e8 motivo di grande soddisfazione. Anche con iniziative di questa portata vogliamo svelare l&#8217;anima della nostra regione, una terra che ha una forte vocazione internazionale e che da sempre rappresenta un ponte di collegamento con gli altri Paesi europei e con il mondo intero. Siamo estremamente orgogliosi che la bellezza espressa da questi artisti nati e vissuti in Friuli Venezia Giulia possa diventare patrimonio di quella casa comune che deve essere l\u2019Unione europea<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il nostro sistema di produzione artistica e creativa<\/em>\u00a0\u2013 precisa\u00a0<strong>l\u2019Assessore alle autonomie locali della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Pierpaolo Roberti\u00a0<\/strong>&#8211;\u00a0<em>supera il 5 per cento dell\u2019economia dell&#8217;intera Regione per un valore che sfiora i 2 miliardi di euro. L\u2019industria culturale del Friuli Venezia Giulia d\u00e0 inoltre lavoro a oltre 31mila addetti. Numeri significativi che testimoniano quanto questi settori siano strategici per la vita della nostra comunit\u00e0. Un territorio, dove convivono comunit\u00e0 linguistiche diverse, che ospita costantemente grandi manifestazioni e si sta preparando a organizzare Go!2025, l\u2019evento che vedr\u00e0 Nova Gorica e Gorizia diventare &#8211; insieme &#8211; Capitale europea della cultura. Portare testimonianze artistiche di indiscusso valore a Bruxelles, nel cuore dell\u2019Europa, \u00e8 pertanto il miglior biglietto da visita per la nostra regione<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019iniziativa si svolge con la media partnership de<\/strong>\u00a0<strong>Il Piccolo<\/strong>, quotidiano di Trieste,\u00a0<strong>con il sostegno di<\/strong>\u00a0<strong>Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia<\/strong>,\u00a0<strong>Fondazione CRTrieste<\/strong>,\u00a0<strong>Ciaccio Arte &#8211; Big Broker Insurance Group\u00a0<\/strong>(Milano),\u00a0<strong>Francesco\u00a0<\/strong><strong>Katalan casa di spedizioni S.r.l.\u00a0<\/strong>(Muggia, Trieste),\u00a0<strong>Azienda Agricola Zidarich<\/strong>\u00a0(Trieste),\u00a0<strong>Famiglia Melan Bruxelles<\/strong>,\u00a0<strong>Rotary Club Trieste Alto Adriatico<\/strong>,\u00a0<strong>Biesse Forniture elettriche Studio Luce,<\/strong>\u00a0<strong>Videoest Trieste<\/strong>\u00a0e<strong>in collaborazione con Associazione Giuliani nel Mondo e il Circolo AGM di Bruxelles<\/strong>,\u00a0<strong>Ente Friuli nel Mondo<\/strong>,\u00a0<strong>Associazione Foemina APS<\/strong>\u00a0di Trieste.<br \/>\n<strong><em>____________________________________________________________________________________________________<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>L\u2019ARTE TRIESTINA AL FEMMINILE NEL &#8216;900 D\u2019AVANGUARDIA ITALIANO ED EUROPEO<\/em><\/strong><br \/>\n<strong>ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI BRUXELLES<\/strong><br \/>\n<strong>14 maggio \/ 31 luglio 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nell\u2019ambito del progetto, all\u2019ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI BRUXELLES<\/strong>,\u00a0<strong>dal 14 maggio al 31 luglio 2024<\/strong>, sar\u00e0 dunque allestita un\u2019unica grande rassegna, intitolata\u00a0<strong><em>L\u2019ARTE TRIESTINA AL FEMMINILE NEL &#8216;900 D\u2019AVANGUARDIA ITALIANO ED EUROPEO<\/em>, ideata e curata da Marianna Accerboni<\/strong>. In mostra circa\u00a0<strong>130\u00a0opere<\/strong>\u00a0<strong>tra dipinti,\u00a0disegni, bozzetti teatrali e non, sculture e ceramiche accanto a fotografie, lettere, documenti, libri,\u00a0abiti, accessori, profumi, gioielli e oggetti<\/strong>. I pezzi in esposizione non sono mai stati presentati in Belgio: tra questi, vari materiali inediti, rari e poco noti. L\u2019esposizione\u00a0intende\u00a0focalizzare e approfondire\u00a0la creativit\u00e0 triestina femminile d\u2019avanguardia nel contesto del Novecento\u00a0italiano ed europeo\u00a0<strong>attraverso cinque artiste emblematiche<\/strong>, note per la maggior parte a livello internazionale:\u00a0<strong>Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina<\/strong>. A ognuna di loro, tutte molto apprezzate da\u00a0<strong>Gillo Dorfles<\/strong>, verr\u00e0 dedicata una sezione che ne ricostruir\u00e0 sinteticamente la creativit\u00e0 e la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00c8 un vero piacere ospitare questa mostra presso il nostro Istituto<\/em>\u00a0\u2013 afferma la\u00a0<strong>direttrice dell\u2019Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles Allegra Iafrate<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>perch\u00e9 racconta il profondo cosmopolitismo di una regione da sempre aperta a molteplici influssi culturali<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal canto suo l\u2019<strong>ambasciatrice d\u2019Italia a Bruxelles<\/strong>\u00a0<strong>Federica Favi<\/strong>\u00a0dichiara:\u00a0<em>Siamo molto felici di realizzare questo progetto, che \u00e8 il frutto di un\u2019importante collaborazione con la Regione Friuli-Venezia Giulia, perch\u00e9 far\u00e0 conoscere anche all\u2019estero l\u2019opera e il percorso di alcune artiste straordinarie<\/em>.<br \/>\n<em>Le caratteristiche socioculturali\u00a0delle donne triestine<\/em>\u00a0&#8211; spiega la\u00a0<strong>curatrice Marianna Accerboni<\/strong>\u00a0-,\u00a0<em>che risultano uniche in Italia per un intrecciarsi di fattori storici, sociali e politici complessi e particolari, legati alla plurisecolare centralit\u00e0 nel contesto europeo e alla multiculturalit\u00e0 di Trieste, hanno\u00a0\u00a0determinato la creativit\u00e0 e le scelte artistiche innovatrici di queste artiste, proiettandole verso un\u2019avanguardia europea, secondo un percorso unico nell\u2019arte italiana. Questa mostra propone dunque un quadro inatteso dell\u2019avanguardia artistica femminile triestina dell\u2019epoca, che si pose<\/em><em>\u00a0al pari con la pi\u00f9 spiccata avanguardia\u00a0\u00a0europea e internazionale, e sar\u00e0 accompagnata da vari eventi collaterali in tema<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>CONCEPT<\/strong><br \/>\nLa mostra all\u2019<strong>Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles<\/strong>\u00a0intende testimoniare, attraverso la vita e le opere di cinque emblematiche artiste triestine,\u00a0<strong>Leonor Fini<\/strong>,\u00a0<strong>Maria Lupieri<\/strong>,\u00a0<strong>Maria Melan<\/strong>,\u00a0<strong>Anita Pittoni<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Miela Reina<\/strong>, l\u2019elevato e particolare\u00a0<em>milieu<\/em>\u00a0culturale che ha caratterizzato il Novecento a Trieste &#8211; citt\u00e0 che nel corso del tempo aveva assunto una straordinaria connotazione internazionale &#8211; e la valenza creativa e innovativa dell\u2019elemento femminile sviluppatasi in tale contesto. Queste artiste, accomunate da un talento spesso geniale, avevano infatti apportato, attraverso modi diversi, ma affini in quanto d\u2019avanguardia e poliedrici, una ventata di novit\u00e0 in un emisfero artistico culturale gi\u00e0 molto avanzato come quello della Trieste dell\u2019epoca. Una citt\u00e0 in cui albergava un\u2019anima europea e mitteleuropea, che sopravvive ancor oggi in vari artisti triestini, i cui modelli di riferimento \u2013 cio\u00e8 i pittori e gli scultori locali di un tempo &#8211; si erano formati tra la fine dell\u2019Ottocento e il primo Novecento seguendo due direttrici: l\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, da cui avevano tratto una cognizione gioiosa della luce, ma soprattutto l\u2019Accademia di Monaco (dove erano state presenti, tra gli altri, con ruoli diversi, personalit\u00e0 eminenti come Klee e Kandinsky) e quelle di Vienna e Berlino, autentiche culle e fucine della modernit\u00e0. E, a Trieste, tali artisti avevano altres\u00ec raccolto anche i semi di quella coeva avanguardia internazionale germinata all\u2019Est che, transitando per Trieste e Fiume, si raccordava alle istanze pi\u00f9 avanzate della modernit\u00e0 francesi e austro tedesche, collegando Mosca e il mondo slavo a Parigi.<br \/>\nLa collocazione della citt\u00e0 era infatti,\u00a0\u00a0gi\u00e0 nell\u2019Ottocento, centro europea e la sua composizione cosmopolita, essendo allora Trieste l\u2019unico porto del vasto Impero asburgico e il secondo porto d\u2019Europa dopo Marsiglia. Successivamente al crollo dell\u2019assetto austro-ungarico, la citt\u00e0 adriatica,\u00a0allora avanzatissima, sospesa tra pensiero mitteleuropeo e suggestioni italiane, rappresent\u00f2 &#8211; nel primo Novecento e tra le due\u00a0guerre mondiali &#8211; l\u2019<em>humus<\/em>\u00a0ideale per la formazione di queste artiste, vissute a stretto contatto con il colto\u00a0<em>milieu<\/em>\u00a0internazionale ed\u2019avanguardia che connotava la citt\u00e0, nel cui contesto ebbero modo di frequentare assiduamente personaggi triestini loro\u00a0coetanei, che sarebbero divenuti famosi a livello mondiale. Tra questi, per esempio, il futuro gallerista\u00a0<strong>Leo Castelli<\/strong>, che, promuovendo la Pop art, avrebbe cambiato la storia dell\u2019arte del\u00a0secondo Novecento; il famoso critico, estetologo e artista\u00a0<strong>Gillo Dorfles<\/strong>,\u00a0<strong>Bobi Bazlen<\/strong>, grande traghettatore della letteratura dell\u2019Est europeo in Italia, e il pittore\u00a0<strong>Arturo Nathan<\/strong>, accanto a\u00a0<strong>Italo Svevo<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Umberto Saba<\/strong>. E non va dimenticato che anche i genitori di\u00a0<strong>Richard Rogers<\/strong>, grande archistar internazionale e Leone d\u2019Oro alla Carriera alla Biennale di Architettura del 2006, erano triestini e a Trieste Rogers rimase sempre molto legato anche perch\u00e8 in questa citt\u00e0 aveva frequentato assiduamente il cugino Ernesto Nathan Rogers (architetto triestino cofondatore del celebre Gruppo BBPR di Milano con Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti), che lo aveva fortemente\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0indirizzato e infine convinto a scegliere la professione di architetto. Un po\u2019 diversa tra tutte appare la vicenda della pi\u00f9 giovane Miela Reina, nata nel \u201932 da padre siciliano, provveditore agli studi, e da una valente giornalista triestina. Una pittrice che viaggi\u00f2 molto ma che, vivendo a Trieste, fu anche molto attenta ai venti innovatori dell\u2019arte contemporanea che provenivano dall\u2019Est e da altri centri europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA MOSTRA<\/strong><br \/>\nA ogni artista \u00e8 dedicata una sezione, in cui la personalit\u00e0 e l\u2019arte di ciascuna sono testimoniate nei loro molteplici aspetti.\u00a0Verr\u00e0 proiettato anche un\u00a0<strong>video\u00a0<\/strong>della\u00a0<strong>Videoest Trieste<\/strong>, inedito per il Belgio, con\u00a0l\u2019unica intervista in cui Leonor Fini racconta la sua vita\u00a0e ricorda in particolare gli anni triestini.<br \/>\nIn linea con le tendenze del linguaggio contemporaneo e con il concetto di multimedialit\u00e0 delle arti, l\u2019inaugurazione sar\u00e0 sottolineata da una performance musicale, rievocante l\u2019atmosfera d\u2019avanguardia degli anni Sessanta espressa da Miela Reina a Trieste e altrove nelle sue scenografie viventi. Tali momenti musicali saranno realizzati con il supporto di basi musicali, immagini registrate all\u2019epoca e\u00a0<strong>interventi live del celebre flautista e compositore toscano<\/strong><strong>Roberto Fabbriciani<\/strong>, considerato oggi il miglior interprete di musica contemporanea, che ha gi\u00e0 operato pi\u00f9 volte in rievocazioni musicali legate alla cultura triestina.<br \/>\nL\u2019auspicio \u00e8 che il pubblico italiano e straniero riscopra attraverso la mostra anche la colta e multietnica Trieste d\u2019inizio \u2018900 e degli anni fra le due guerre: una citt\u00e0 allora eccezionalmente all\u2019avanguardia sul piano culturale e dei costumi, da cui germina certamente il suo fascino attuale, recentemente riscoperto. Inoltre, i numerosi i documenti, foto, lettere, oggetti, abiti, testimonianze, opere, che caratterizzano la maggior parte dell\u2019esposizione, potranno costituire un punto fermo di partenza, utile a svolgere ulteriori studi di approfondimento sulla personalit\u00e0 delle artiste presenti, fornendo altres\u00ec nuovi spunti d\u2019interpretazione e di ricerca soprattutto al pubblico internazionale pi\u00f9 giovane, che non conosce le vicende artistiche del \u2018900 nel Nord Est italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LE ARTISTE<\/strong><br \/>\n<strong>Leonor Fini<\/strong>\u00a0(Buenos Aires 1907 \u2013 Parigi 1996),\u00a0<strong>pittrice<\/strong>,<strong>\u00a0costumista<\/strong>,<strong>\u00a0scenografa<\/strong>,<strong>illustratrice<\/strong>,<strong>\u00a0disegnatrice\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0scrittrice triestina<\/strong>. Voce solista del Surrealismo francese e internazionale, che seppe originalmente modulare attraverso varie tematiche, si form\u00f2 nel contesto dell\u2019eccezionale\u00a0<em>milieu<\/em>\u00a0multietnico e multiculturale della Trieste del primo \u2018900, a stretto contatto con personalit\u00e0 quali\u00a0<strong>Umberto Saba<\/strong>,<strong>\u00a0Italo Svevo<\/strong>,<strong>\u00a0Bobi Bazlen<\/strong>,<strong>\u00a0Gillo Dorfles<\/strong>,<strong>\u00a0Leo Castelli<\/strong>,<strong>\u00a0Arturo Nathan<\/strong>, e a Milano, dove assimil\u00f2 l\u2019influenza novecentista a contatto con il classicismo di\u00a0<strong>Achille<\/strong>\u00a0<strong>Funi\u00a0<\/strong>e il tonalismo di\u00a0<strong>Carlo Carr\u00e0<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Arturo Tosi<\/strong>. Linguaggio che abbandon\u00f2 per il Surrealismo, quando nel 1931 si trasfer\u00ec a Parigi, dove intraprese, da autentica\u00a0<em>self made women<\/em>, una brillante carriera artistica internazionale, che la port\u00f2 a esporre in sedi di grande prestigio quali, tra le altre, la\u00a0<strong><em>Julien Levi Gallery<\/em><\/strong>, il\u00a0<strong><em>MoMA<\/em>\u00a0<\/strong>di New York e diverse\u00a0<strong>Biennali veneziane<\/strong>. Autodidatta, indipendente, molto colta, originale, misteriosa, poliedrica ed esoterica, fu autrice fin da giovanissima di ritratti d\u2019eccezione. Condusse per decenni un\u00a0<em>menage a trois<\/em>\u00a0con l\u2019importante intellettuale polacco Costantin Jelenski e con il pittore ed ex diplomatico Stanislao Lepri, accanto ai quali \u00e8 sepolta nel piccolo cimitero di Saint-Dy\u00e9-sur Loire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Maria Lupieri\u00a0<\/strong>(Trieste 1901 \u2013 Roma 1961),\u00a0<strong>pittrice<\/strong>\u00a0e<strong>\u00a0scenografa triestina<\/strong>.\u00a0Formatasi nell\u2019elevato\u00a0<em>milieu\u00a0<\/em>artistico culturale della Trieste del primo \u2018900, fu in contatto con\u00a0<strong>Gabriele D\u2019Annunzio<\/strong>\u00a0e amica, tra gli altri, fin da giovanissima di\u00a0<strong>Eugenio Montale<\/strong>,\u00a0<strong>Carlo Levi<\/strong>,\u00a0<strong>Umberto Saba\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0la figlia Linuccia<\/strong>,\u00a0<strong>Arturo Nathan<\/strong>,\u00a0<strong>Leonor Fini<\/strong>,\u00a0<strong>Anita Pittoni<\/strong>,\u00a0<strong>Virgilio Giotti<\/strong>,\u00a0<strong>Gillo Dorfles<\/strong>\u00a0e poi di\u00a0<strong>Maria Pospisilova<\/strong>, pittrice surrealista cecoslovacca, rivelatasi molto importante per la sua formazione. Gi\u00e0 nel 1927 fu\u00a0<strong>scenografa\u00a0<\/strong>al<strong>\u00a0<em>Teatro alla Scala<\/em><\/strong>\u00a0di Milano.\u00a0Influenzata dalle avanguardie coeve, si avvicin\u00f2 al Futurismo e, a partire dal 1930, espose in molte mostre di rilievo, tra cui le\u00a0<strong>Triennali milanesi<\/strong>, le\u00a0<strong>Quadriennali di Roma<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>Biennale di Venezia<\/strong>. Infaticabile sperimentatrice, dagli interessi esoterici, colse gli afflati del suo tempo, tra cui il Surrealismo e la pittura organica, capace di transitare da un\u2019intensa rappresentazione narrativa (nature morte di fiori, intensi paesaggi e ritratti), condotta sul filo dell\u2019Espressionismo figurativo, a esiti astratti e informali, esplicitati attraverso una forte sensibilit\u00e0 per la luce e il colore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Maria Melan\u00a0<\/strong>(Gorizia 1923 \u2013 Bruxelles 2023),\u00a0<strong>architetto<\/strong>,<strong>\u00a0pittrice<\/strong>,<strong>\u00a0illustratrice<\/strong>,<strong>\u00a0grafica pubblicitaria<\/strong>,<strong>\u00a0docente e atelierista triestina<\/strong>. Di antica e nobile famiglia triestina, temperamento riservato, visse nel capoluogo giuliano fin dall\u2019infanzia, trasferendosi quindi a Bruxelles. Laureata in Architettura a Venezia, fu per anni collaboratrice del grande architetto\u00a0<strong>Carlo Scarpa<\/strong>. Vicina alla poetica di\u00a0<strong>Bruno Munari\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Riccardo Dalisi<\/strong>, fu\u00a0<strong>cofondatrice del\u00a0<em>Gruppo Immagine<\/em>\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0del\u00a0<em>MiniMu &#8211; Museo dei Bambini\u00a0<\/em>di Trieste.<\/strong>\u00a0I suoi lavori testimoniano una grande freschezza d\u2019inventiva, un modo armonico ed equilibrato di tener conto del pensiero delle avanguardie del Novecento senza tuttavia citarle, ma redigendo un proprio alfabeto di accostamenti raffinati e un po\u2019 giocosi che alludono alla memoria futurista e costruttivista. Ha operato ed esposto ripetutamente in sedi e spazi urbani di prestigio in Toscana, a Trieste e a Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Anita Pittoni\u00a0<\/strong>(Trieste 1901 \u2013 1982),\u00a0<strong>stilista<\/strong>,<strong>\u00a0costumista teatrale<\/strong>,<strong>\u00a0pittrice<\/strong>,<strong>\u00a0poetessa<\/strong>,<strong>scrittrice\u00a0<\/strong>ed\u00a0<strong>editrice triestina<\/strong>. Animo indipendente e combattivo, temperamento irrequieto non facile, artista poliedrica, fond\u00f2 a Trieste, con una filiale a Milano nell\u2019atelier dell\u2019architetto\u00a0<strong>Agnoldomenico Pica<\/strong>, il suo\u00a0<strong>Studio d\u2019Arte Decorativa<\/strong>, importante casa di alta moda femminile e maschile e di arredi tessili d\u2019avanguardia, che faceva uso di tessuti innovativi quali per esempio il filo di ginestra e creava modelli antesignani per tipologia ed essenzialit\u00e0. Come costumista teatrale lavor\u00f2, tra gli altri, per il regista\u00a0<strong>Anton Giulio Bragaglia<\/strong>\u00a0e, apprezzata da<strong>Gio Ponti<\/strong>, scrisse su\u00a0<em>Domus<\/em>. Espose, tra l\u2019altro, a Parigi, Berlino, Buenos Aires e New York,\u00a0<strong>Medaglia d\u2019oro nel 1936 alla Triennale di Milano, e nel \u201937 Gran Prix all\u2019Esposizione universale di Parigi<\/strong>. Dopo il secondo conflitto mondiale, chiuse l\u2019atelier e fond\u00f2, con il sostegno di scrittori e poeti quali Umberto Saba, Giani Stuparich, Virgilio Giotti, Pier Antonio Quarantotti Gambini e Luciano Budigna, la\u00a0<strong>Casa editrice\u00a0<em>Lo Zibaldone<\/em><\/strong>\u00a0e un importante salotto letterario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Miela Reina\u00a0<\/strong>(Trieste 1935 \u2013 Udine 1972),\u00a0<strong>pittrice<\/strong>,<strong>\u00a0grafica<\/strong>,<strong>\u00a0fumettista<\/strong>,<strong>\u00a0scenografa e scultrice triestina<\/strong>. Laureata all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, grande viaggiatrice, fu molto apprezzata da\u00a0<strong>Gillo Dorfles<\/strong>\u00a0e una\u00a0delle personalit\u00e0 pi\u00f9 importanti e significative dell\u2019arte triestina del secondo Novecento.\u00a0Artista originale e fantastica, capace di divertire, far riflettere e sognare attraverso invenzioni antesignane e ludiche, connotate dalla freschezza dell\u2019intuizione e da una genialit\u00e0 lieve e profonda, rimase molto\u00a0legata alla Sicilia, regione d\u2019origine del padre, da cui aveva tratto, nella sua prima fase creativa, ispirazione, dipingendo, nell\u2019ambito dell\u2019espressionismo figurativo, personaggi e ambientazioni emblematici e, pi\u00f9 avanti, magma materici che tendevano a sganciarsi dalla figurazione. Per poi passare a un\u2019inclinazione pi\u00f9 visionaria, che dal \u201967 si trasform\u00f2 in un segno netto.\u00a0Ide\u00f2 anche originali storie a fumetti e ardite, poetiche sperimentazioni per il teatro, per la scuola e l\u2019<em>happening<\/em>, decorazioni di edifici pubblici e motonavi. Punta di diamante, coraggiosa e sorprendente, dell\u2019avanguardia triestina, attenta anche ai venti culturali dell&#8217;Est, partecip\u00f2 per esempio pi\u00f9 volte alla Biennale Musica di Zagabria: qui cre\u00f2 insieme al musicista\u00a0<strong>Carlo de Incontrera<\/strong>\u00a0una serie di lavori teatrali, dove, nel momento stesso dell\u2019accadimento musicale, inventava in diretta sul palcoscenico fatti visivi particolarmente affascinanti. Al suo raffinato eclettismo e alla sua arte indipendente Trieste ha dedicato un teatro d\u2019avanguardia che porta il suo nome e una\u00a0scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>EVENTI COLLATERALI<\/strong><br \/>\nideati, curati e condotti da Accerboni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2022\u00a0<strong><em>La creativit\u00e0 femminile nel \u2018900 triestino<\/em><\/strong><br \/>\nIncontro con\u00a0<strong>Cristina Battocletti<\/strong>. Giornalista de\u00a0<em>Il Sole 24 Ore<\/em>\u00a0e scrittrice,\u00a0esperta di cultura del Nord Est italiano e di quella triestina in particolare. Nata e cresciuta a Cividale, oggi vive a Milano.\u00a0Ha\u00a0pubblicato, tra gli altri, con\u00a0<em>La Nave di Teseo<\/em>\u00a0dei volumi sul regista Giorgio Strehler, sul critico letterario Bobi Bazlen e sullo scrittore Boris Pahor, tutti triestini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2022\u00a0<strong><em>Trieste \u00e8 un\u2019isola<\/em><\/strong><br \/>\nPresentazione, con la partecipazione dell\u2019autore, del libro\u00a0<em>Trieste \u00e8 un\u2019isola<\/em>\u00a0dello scrittore, saggista e giornalista\u00a0<strong>Francesco De Filippo<\/strong>\u00a0(Castelvecchi editore, pgg. 171):\u00a0un poliziesco intenso e complesso che, ambientato nella Trieste odierna, svela un underground torbido e misterioso ed \u00e8 attraversato dalla voce ironica del suo protagonista, ex agente dei servizi segreti sotto copertura, che cancella la linea sempre illusoria che divide il presente dal passato, unendo i tasselli scomposti di esistenze dolorose che chiedono di essere testimoniate. De Filippo (Napoli, 1960) ha scritto oltre venti libri, tra romanzi, saggi e varia, diversi dei quali tradotti all\u2019estero; numerosi suoi racconti sono stati pubblicati su quotidiani e periodici (<em>la Repubblica,\u00a0Carta, Il manifesto<\/em>). Gi\u00e0 corrispondente per\u00a0<em>Il Sole 24 Ore<\/em>, \u00e8 responsabile dell\u2019Agenzia Ansa per il Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2022\u00a0<strong><em>Maria Melan: Il segno efficace<\/em><\/strong><br \/>\nIncontro con lo studioso triestino Ferruccio But<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le opere esposte all\u2019Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles provengono dal Civico Museo Revoltella di Trieste, Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, Biblioteca Civica\u00a0<em>A. Hortis<\/em>\u00a0(Fondo Anita Pittoni) di Trieste, Collezione d\u2019arte della Fondazione CRTrieste,\u00a0La Wolfsoniana\u00a0&#8211;\u00a0Palazzo Ducale\u00a0Fondazione per la Cultura di Genova e da vari collezionisti privati, tra cui\u00a0Maurizio Zanei, importante collezionista e detentore, tra l\u2019altro, della pi\u00f9 ampia collezione esistente del pittore Zoran Music. Alcune delle opere della Fini, in linea con il concept della mostra, sono particolarmente legate al periodo di formazione a Trieste e alla citt\u00e0, che lei riteneva \u201cla citt\u00e0 degli affetti\u201d e a cui rimase sempre profondamente legata. Le opere di Miela Reina, di Maria Lupieri e di Maria Melan sono state scelte da Accerboni di concerto con le rispettive famiglie che le hanno ereditate, tra le pi\u00f9 significative prodotte dalle artiste al fine di offrire un quadro sintetico ma esaustivo della loro creativit\u00e0.\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong><em>__________________________________________________________________________________________<\/em><\/strong><strong>__________<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>LA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES ATTRAVERSO I SUOI ARTISTI<\/em><\/strong><br \/>\n<strong>UFFICIO DI COLLEGAMENTO DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES<\/strong><br \/>\n<strong>5 settembre 2024 \/ 21 febbraio 2025<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda il\u00a0<strong>Friuli<\/strong>, si esporranno\u00a0<strong>dal 5 settembre 2024 al 21 febbraio 2025, all\u2019UFFICIO DI COLLEGAMENTO DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES<\/strong>, cinque singole personali dedicate ad altrettanti pittori. Il ciclo di mostre, intitolato\u00a0<strong><em>LA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES ATTRAVERSO I SUOI ARTISTI<\/em><\/strong>\u00a0e ideato e curato, come l\u2019intero progetto, da\u00a0<strong>Marianna Accerboni<\/strong>, propone\u00a0<strong>dipinti e sculture &#8211; in totale circa 120 &#8211; di cinque pittori regionali di livello<\/strong>: i friulani\u00a0<strong>Giorgio Celiberti<\/strong>,\u00a0<strong>Claudio Mario\u00a0\u00a0Feruglio\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Toni Zanussi<\/strong>,\u00a0<em>cercando di porgere, attraverso una sintesi della poliedricit\u00e0 e della vis creativa di tali autori,<\/em>\u00a0&#8211; scrive la curatrice &#8211;\u00a0<em>un\u2019immagine quanto pi\u00f9 esaustiva possibile dell\u2019arte del Friuli, i cui\u00a0\u00a0artisti sono da sempre radicalmente legati alla terra e quindi alla natura. Fatto che induce s\u00ec al concetto di concretezza, ma anche a quel sentire bucolico, magico e onirico, che la natura stessa offre a chi sa ascoltarla. E, in questo caso, l\u2019ascolto diventa un privilegio, che i tre artisti succitati sanno bene interpretare. In tale contesto, accanto a loro, verr\u00e0 esposta anche l\u2019opera dell\u2019istriano\u00a0<strong>Livio\u00a0\u00a0Rosignano\u00a0<\/strong>(attivo poi a Trieste, ma mai dimentico delle sue origini), che testimonia con la sua precipua origine un\u2019altra sfera artistico culturale ben presente nella realt\u00e0 triestina e della Regione Friuli Venezia Giulia, e l\u2019opera del triestino\u00a0<strong>Edoardo Devetta<\/strong>, artista di valore (espose pure alla Biennale di Venezia) anche\u00a0\u00a0se oggi un po\u2019 dimenticato, fatto che per altro pu\u00f2 costituire un elemento di ulteriore curiosit\u00e0 e interesse nei suoi confronti<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles ospiter\u00e0\u00a0dal\u00a05\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0settembre al 31 ottobre 2024\u00a0le personali dei pittori friulani\u00a0Mario Claudio Feruglio e Toni Zanussi, allestite\u00a0rispettivamente nell\u2019Orangerie e nella Sala mostre. In occasione del suo 95\u00b0 compleanno Giorgio Celiberti esporr\u00e0 dal\u00a07\u00a0novembre al\u00a031 dicembre 2024\u00a0in ambedue gli spazi. I triestini Edoardo Devetta e Livio Rosignano saranno presenti dal\u00a09\u00a0gennaio al 21 febbraio 2025\u00a0rispettivamente nella Sala Mostre e nell\u2019 Orangerie.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>CONCEPT<\/strong><br \/>\nSecondo il progetto, all\u2019Ufficio di Collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles incontreremo l&#8217;icastico messaggio di\u00a0<strong>Giorgio Celiberti<\/strong>, la magica, surreale laicit\u00e0 di\u00a0<strong>Toni Zanussi<\/strong>, che opera arroccato nell&#8217;alto Friuli, sul Monte Stella; la sensibilit\u00e0 religiosa, tradotta in una pittura di luce, dell\u2019udinese\u00a0<strong>Mario Claudio Feruglio<\/strong>, il raffinato percorso verso l&#8217;astrazione e le brillanti intuizioni cromatiche del triestino\u00a0<strong>Edoardo Devetta<\/strong>, il valente guizzo e l\u2019intenso\u00a0\u00a0gesto pittorico espressionista, ma nel contempo neoromantico, di\u00a0<strong>Livio Rosignano<\/strong>, artista giuliano di origine istriana, legato alla natura di terra e di mare delle sue origini. In tale percorso la curatrice Marianna Accerboni intende testimoniare attraverso una breve selezione di valenti artisti del Friuli Venezia Giulia, l&#8217;anima e la cultura composita di questa regione, che non \u00e8 solo speciale sotto il profilo amministrativo, ma lo \u00e8 anche sotto quello culturale e artistico per i molteplici intrecci e le numerose influenze che ne sottendono la storia e l\u2019anima di territorio di confine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>GLI ARTISTI<\/strong><br \/>\n<strong>Mario Claudio Feruglio\u00a0<\/strong>(Udine 1953),\u00a0<strong>pittore.<\/strong>\u00a0Formatosi\u00a0all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, in pi\u00f9 di cinquant\u2019anni ha tenuto mostre personali in musei, gallerie private e prestigiose istituzioni pubbliche in tutto il mondo. Tra queste, la\u00a0<strong>Biennale di Venezia<\/strong>,<strong>\u00a0il Museo Villa Merkel a Esslingen in Germania<\/strong>,<strong>\u00a0il Museo Archeologico nazionale di Firenze<\/strong>,<strong>\u00a0il Museo FAD di Barcellona<\/strong>,<strong>\u00a0la Sala Rosa dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Siena<\/strong>,<strong>\u00a0il Museo Diocesano e le Gallerie del Tiepolo a Udine<\/strong>. I suoi dipinti, realizzati secondo una tecnica ineccepibile, intrisi di sensibilit\u00e0 e di intensi contrappunti luministici, affascinanti ma non estetizzanti, sono ispirati alla poetica del silenzio e inducono all\u2019ascolto interiore. La sua ricerca di trascendenza \u00e8, fin dagli esordi, tema fondante della propria opera: un\u2019arte sospesa tra rigore, lirismo e percezione dell\u2019infinito, con un battito d\u2019ali che tocca e coinvolge il sentire collettivo. Avvalendosi di un cromatismo intenso, impreziosito da molteplici velature e simbiotico in relazione alle predilezioni espressioniste, Feruglio costruisce con abile tocco un ponte di luce tra realt\u00e0 e infinito, tra individuo e universo, con intuizioni poeticamente e intellettualmente elevate, che addolciscono la vitalit\u00e0 graffiante propria dell\u2019espressionismo secondo una vena neoromantica molto attuale ed emozionante. La sua arte rappresenta una riflessione di natura intimista, che eleva la sua ricerca pittorica al livello di spazio etico, rendendoci tutti partecipi della sua concentrata introspezione di apertura universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Toni Zanussi\u00a0<\/strong>(Qualso, Udine 1952),\u00a0<strong>pittore.<\/strong>\u00a0Rimasto precocemente orfano dei genitori, si imbarc\u00f2 giovanissimo su navi da crociera, formandosi sotto il profilo artistico nel corso dei suoi viaggi. Autodidatta, \u00e8 stato molto apprezzato dal grande critico\u00a0<strong>Gillo Dorfles<\/strong>, che lo defin\u00ec\u00a0<em>Pittore della cosmogonia e della contaminazione tra materia e realt\u00e0 sociale, artista del recupero degli sprechi e poeta.\u00a0<\/em><strong>Da oltre quarant\u2019anni le sue opere sono raccontate da molti scrittori e intellettuali ed esposte in giro per il mondo, da Venezia a Parigi, dove raccolgono successi sempre crescenti<\/strong>. Armoniosa sintesi tra sperimentazione estetica e concettuale ininterrotta, raffinata ricerca cromatica, accesa ma nel contempo sobria, e forte volont\u00e0 di esprimere il proprio impegno civile, l\u2019arte poetica di Zanussi veicola un messaggio di pace, quale mezzo espressivo universale per combattere chiusure\u00a0ideologiche e\u00a0ingiustizie sociali: un ricco immaginario, stilato secondo una cifra molto personale, equilibrata e sottilmente dinamica, che genera una pittura astrale, sgorgata dal cuore di un artista buono, intenso e riservato, dal gesto pittorico incantato.<br \/>\nI suoi lavori ci parlano del reale, trascendendone il significato e idealizzandolo attraverso simbolismi iconici e di speranza e collocandosi nell\u2019ambito di quel filone espressivo orientato a un\u2019interpretazione\u00a0della realt\u00e0 arricchita da suggestioni oniriche, fantastiche, metafisiche e surreali, che ha caratterizzato, in nome della libert\u00e0, buona parte dell\u2019arte e persino dell\u2019architettura del Novecento e contemporanea, a partire da Mir\u00f2 per arrivare alle forme organiche dell\u2019architetto statunitense Frank Gehry.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Giorgio Celiberti\u00a0<\/strong>(Udine 1929),\u00a0<strong>pittore e scultore<\/strong>.\u00a0<strong>Considerato tra i pi\u00f9 grandi protagonisti dell\u2019arte italiana, \u00e8 autore di un\u2019estetica al di fuori del tempo<\/strong>. Opera in un vastissimo studio\/ laboratorio nel cuore della citt\u00e0 natale, dove da decenni riesce a raccontare in modo personalissimo la tragedia della vita ma anche a trasformare e a elevare magicamente un oggetto di uso comune a multiplo d\u2019arte, destando interesse e stupore per la sua capacit\u00e0 d\u2019intrecciare in esso creativit\u00e0, funzione e un pizzico d\u2019ironia.\u00a0<strong>Conta 76 anni di attivit\u00e0 a partire dalla storica Biennale di Venezia del \u201948, la prima del dopoguerra<\/strong>. Ha iniziato il suo percorso artistico studiando con\u00a0<strong>Emilio Vedova<\/strong>\u00a0ed esponendo in seguito nelle pi\u00f9 prestigiose manifestazioni artistiche in Italia e all\u2019estero.\u00a0<strong>La sua creativit\u00e0 \u00e8 caratterizzata da un forte impegno nel custodire e tramandare la memoria attraverso le opere d\u2019arte come accadde per esempio per la tragedia dei bambini ebrei internati e morti a migliaia nel campo di concentramento nazista di Terezin vicino a Praga<\/strong>: un simbolismo essenziale e crudo, che incide la materia di graffi e segni, racconta una vicenda lacerante, ma in esso codici e segnali d\u2019amore, espressi attraverso una gestualit\u00e0 decisa, intensa e fortemente allusiva, lanciano un messaggio di speranza e di luce. Una sperimentazione inarrestabile &#8211; espressa attraverso i materiali pi\u00f9 vari, dalla pittura, alla scultura, dalla ceramica all\u2019affresco \u2013 in cui l\u2019esperienza di Terezin ha generato una svolta determinante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Livio\u00a0\u00a0Rosignano\u00a0<\/strong>(Pinguente, Croazia 1924 &#8211; Trieste 2015),\u00a0<strong>pittore<\/strong>,<strong>\u00a0scrittore<\/strong>,<strong>\u00a0poeta e critico d\u2019arte d\u2019origine istriana<\/strong>. Temperamento poliedrico, estroso e molto vitale, risiedette fin dall\u2019infanzia a Trieste, dove inizi\u00f2 a esporre nel 1949. Negli anni Cinquanta si trasfer\u00ec per un periodo a Milano e qui la Scuola lombarda lo indusse ad attenuare la vivacit\u00e0 coloristica dei suoi dipinti: le accensioni cromatiche post-impressioniste, d\u2019impeto quasi\u00a0<em>fauve<\/em>, vennero superate e, in quel periodo giovanile, approd\u00f2 a una pittura pi\u00f9 tonale. Si appassion\u00f2 molto all&#8217;acquaforte e all&#8217;illustrazione e, da valente ritrattista, effigi\u00f2 numerose personalit\u00e0 a Trieste, Roma e Milano.\u00a0<strong>Partecip\u00f2 a tantissime mostre in Italia e all&#8217;estero, tra cui\u00a0<em>Biennale\u00a0<\/em>di Venezia,\u00a0<em>Triennale<\/em>\u00a0di Milano,\u00a0<em>Quadriennale<\/em>\u00a0di Roma, Premi\u00a0<em>Michetti<\/em>,\u00a0<em>Suzzara<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Marzotto<\/em>, con personali nelle principali citt\u00e0 italiane, a Bruxelles, Bucarest, Monaco di Baviera e New York, in Austria e nell\u2019ex Jugoslavia<\/strong>.<br \/>\nOltre al ritratto, suoi temi prediletti sono stati il paesaggio marino, spesso mosso dalla Bora (forte vento di Nord-Est che soffia verso l\u2019Alto e Medio Adriatico),\u00a0quello urbano, industriale e di campagna, in cui interpretava con intensit\u00e0 l\u2019Istria, Trieste e il Carso;\u00a0i meno fortunati (che chiamava\u00a0<em>i poveri cristi<\/em>),\u00a0l\u2019intimo sentire dell\u2019uomo colto nel rapporto di coppia o nel silenzio dei caff\u00e8 storici triestini o in attimi di struggente solitudine e malinconia\u00a0e la poetica del quotidiano. Aspetti della vita interpretati attraverso\u00a0un espressionismo di grande forza e sottile poesia.\u00a0<strong>Fu premiato in varie mostre nazionali, segnalato al Premio\u00a0<em>Bolaffi<\/em>\u00a0e insignito dal Comune di Trieste del Sigillo Trecentesco.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Edoardo Devetta\u00a0<\/strong>(Trieste 1912 \u2013 1993),\u00a0<strong>pittore<\/strong>.\u00a0Schivo, riflessivo, autodidatta,\u00a0\u00e8\u00a0stato autore di un linguaggio indipendente, intenso e nel contempo delicato, attraverso cui ha saputo testimoniare in modo personale le istanze di rinnovamento palesatesi nella prima met\u00e0 del Novecento, a cavallo del secondo conflitto mondiale e nel dopoguerra. In contatto con le avanguardie coeve pi\u00f9 significative come il Gruppo degli Otto (Basaldella, Birolli, Corpora, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova, con il critico Lionello Venturi), prefer\u00ec mantenere una posizione affine e sintonica, ma del tutto autonoma, &#8211;\u00a0come gi\u00e0 in passato rispetto ad altrimovimenti &#8211; conquistando prestigio nazionale, nonostante la riservatezza, le modeste origini famigliari e il particolare isolamento\u00a0in cui Trieste si era trovata in particolare fino al \u201954. Pittore di qualit\u00e0, dal tratto sapiente e sensibilissimo, ribad\u00ec la propria interpretazione del reale e le sue riflessioni sul mondo della natura, con una\u00a0<em>sobria eleganza d\u2019avanguardia<\/em>\u00a0che fin dagli esordi lo avvicin\u00f2 al migliore\u00a0<em>milieu\u00a0<\/em>artistico-culturale triestino, regionale e poi nazionale. Uno speciale filo d\u2019atarassia e di mite bellezza ha connotato sempre di morbida, luminosa delicatezza tutti i suoi lavori. L\u2019istintivo talento dimostrato nel comporre in modo armonico e contemporaneo cromie suadenti, arricchendole spesso di viva ma equilibrata matericit\u00e0, nell\u2019interpretare con poetica finezza la lezione francese e nell\u2019evolvere il proprio linguaggio sempre in modo elevato dal figurativo all\u2019informale, gli meritarono la\u00a0<strong>presenza a quasi tutte le Quadriennali romane e alla Biennale veneziana del \u201966\u00a0<\/strong>e innumerevoli premi e riconoscimenti da parte della critica pi\u00f9 accreditata.<br \/>\n<strong>____________________________________________________________________________________________<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019ARTE DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES<\/strong><br \/>\n<strong><em>L\u2019ARTE TRIESTINA AL FEMMINILE NEL &#8216;900 D\u2019AVANGUARDIA ITALIANO ED EUROPEO<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>DOVE<\/strong>:\u00a0Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles\u00a0\u2013 Rue de Livourne 38 \u2013 1000 Bruxelles, Belgio<br \/>\n<strong>QUANDO<\/strong>: 14 maggio \/ 31 luglio 2024<br \/>\n<strong>ORARIO<\/strong>: 9.30 \u2013 13.00 e 14.00 \u2013 17.00 \/ sabato e domenica chiuso<br \/>\n<strong>A CURA DI<\/strong>: Marianna Accerboni<br \/>\n<strong>COSTO BIGLIETTO<\/strong>: ingresso libero<br \/>\n<strong>INFO<\/strong>:\u00a0tel +32 (0)2 533 2720 \/ <a href=\"http:\/\/www.iicbruxelles.esteri.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/www.iicbruxelles.esteri.it&amp;source=gmail&amp;ust=1715774443619000&amp;usg=AOvVaw2PQbP-sjVQSTukNMS3ki4J\">www.iicbruxelles.esteri.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019ARTE DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES<\/strong><br \/>\n<strong><em>LA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES ATTRAVERSO I SUOI ARTISTI<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>DOVE<\/strong>:\u00a0Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles<br \/>\nRue de Commerce 49 \u2013 1000 Bruxelles, Belgio<br \/>\n<strong>QUANDO<\/strong>: 5 settembre 2024 \/ 21 febbraio 2025<br \/>\n<strong>ORARIO<\/strong>: 9 \u2013 17 \/ sabato e domenica chiuso<br \/>\n<strong>A CURA DI<\/strong>: Marianna Accerboni<br \/>\n<strong>COSTO BIGLIETTO<\/strong>: ingresso libero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>____________________________________________________________________________________________<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il progetto \u00e8 promosso\u00a0<\/strong><br \/>\ndalla\u00a0Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\u00a0e dall\u2019Associazione Foemina APS di Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>in coproduzione con<\/strong><br \/>\nIstituto Italiano di Cultura di Bruxelles<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>con il patrocinio di<\/strong><br \/>\nComune di Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>media partner<\/strong><br \/>\nIl Piccolo, quotidiano di Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>con il sostegno di<\/strong><br \/>\nAutonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione CRTrieste, Ciaccio Arte &#8211; Big Broker Insurance Group (Milano), Francesco\u00a0Katalan casa di spedizioni S.r.l. (Muggia, Trieste),\u00a0Azienda Agricola Zidarich (Trieste),\u00a0Famiglia Melan Bruxelles, Rotary Club Trieste Alto Adriatico, Biesse Forniture elettriche Studio Luce, Videoest Trieste<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>con l\u2019organizzazione di<\/strong><br \/>\nAssociazione Giuliani nel Mondo e Circolo AGM di Bruxelles, Ente Friuli nel Mondo e Fogol\u00e2r Furlan di Bruxelles,\u00a0Associazione Foemina APS di Trieste<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ARTE DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES<br \/>\nL\u2019ARTE TRIESTINA AL FEMMINILE NEL &#8216;900 D\u2019AVANGUARDIA ITALIANO ED EUROPEO<\/p>\n<p>DOVE:\u00a0Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles\u00a0\u2013 Rue de Livourne 38 \u2013 1000 Bruxelles, Belgio<br \/>\nQUANDO: 14 maggio \/ 31 luglio 2024<br \/>\nORARIO: 9.30 \u2013 13.00 e 14.00 \u2013 17.00 \/ sabato e domenica chiuso<br \/>\nA CURA DI: Marianna Accerboni<br \/>\nCOSTO BIGLIETTO: ingresso libero<br \/>\nINFO:\u00a0tel +32 (0)2 533 2720 \/ www.iicbruxelles.esteri.it<\/p>\n<p>L\u2019ARTE DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES<br \/>\nLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA A BRUXELLES ATTRAVERSO I SUOI ARTISTI<\/p>\n<p>DOVE:\u00a0Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles<br \/>\nRue de Commerce 49 \u2013 1000 Bruxelles, Belgio<br \/>\nQUANDO: 5 settembre 2024 \/ 21 febbraio 2025<br \/>\nORARIO: 9 \u2013 17 \/ sabato e domenica chiuso<br \/>\nA CURA DI: Marianna Accerboni<br \/>\nCOSTO BIGLIETTO: ingresso libero<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":52759,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318,9],"tags":[26861,371,27227,10400,27228,2077,6863,27229,27230,12866,14940,27225,799,6856,3726,27221,17858,27222,1849,27226,27223,5432,27224,14254],"class_list":["post-52758","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-spettacolo","category-mondo","tag-anita-pittoni","tag-arte","tag-associazione-foemina-aps-trieste","tag-associazione-giuliani-nel-mondo","tag-circolo-agm-di-bruxelles","tag-comune-di-trieste","tag-edoardo-devetta","tag-ente-friuli-nel-mondo","tag-fogolar-furlan-di-bruxelles","tag-giorgio-celiberti","tag-istituto-italiano-di-cultura-di-bruxelles","tag-la-regione-friuli-venezia-giulia-a-bruxelles-attraverso-i-suoi-artisti","tag-laura-poretti-rizman","tag-leonor-fini","tag-livio-rosignano","tag-larte-triestina-al-femminile-nel-900-davanguardia-italiano-ed-europeo","tag-maria-lupieri","tag-maria-melan","tag-marianna-accerboni","tag-mario-claudio-feruglio","tag-miela-reina","tag-regione-autonoma-friuli-venezia-giulia","tag-regione-friuli-venezia-giulia-a-bruxelles","tag-toni-zanussi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52758","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52758"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52758\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52773,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52758\/revisions\/52773"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52759"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52758"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52758"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52758"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}