{"id":53333,"date":"2024-07-16T17:42:06","date_gmt":"2024-07-16T16:42:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=53333"},"modified":"2024-07-16T17:42:33","modified_gmt":"2024-07-16T16:42:33","slug":"memorie-di-un-museo-1924-2024-il-racconto-della-grande-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/memorie-di-un-museo-1924-2024-il-racconto-della-grande-guerra.html","title":{"rendered":"Memorie di un Museo. 1924-2024. Il racconto della Grande Guerra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>MEMORIE DI UN MUSEO. 1924-2024. IL RACCONTO DELLA GRANDE GUERRA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un viaggio attraverso sei sezioni che illustreranno come il Museo dedicato alla memoria della<\/strong><strong><br \/>\nGrande Guerra di Gorizia \u00e8 stato concepito e allestito nel corso di cent\u2019anni. La narrazione degli<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>artefici di queste diverse impostazioni museografiche guider\u00e0 i visitatori in un percorso di riflessione<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>sull\u2019importanza della pace come valore universale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Sede della mostra: Palazzo Attems Petzenstein di Gorizia\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Date: dal 13 luglio al 20 ottobre 2024<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In occasione del centenario del Museo della Redenzione, istituito a Gorizia<br \/>\nl\u20198 giugno 1924, una nuova mostra intitolata \u201c<strong>Memorie di un Museo. 1924-2024. Il racconto\u00a0della\u00a0Grande Guerra<\/strong>\u201d sar\u00e0 allestita dal 13 luglio al 20 ottobre 2024 presso Palazzo Attems Petzenstein<br \/>\na Gorizia a cura di\u00a0<strong>Erpac \u2013 Ente Regionale per il Patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra presenter\u00e0, in una veste contemporanea e inedita, una preziosa raccolta di documenti fotografici,\u00a0quadri, cimeli e altri ricordi che testimoniano un\u2019epoca di lacerazioni fisiche e psicologiche.\u00a0Un viaggio\u00a0attraverso nove sezioni che illustreranno come il Museo dedicato alla memoria della Grande Guerra \u00e8 stato\u00a0concepito e allestito nel corso di un secolo. La narrazione degli artefici di queste diverse\u00a0impostazioni museografiche guider\u00e0 i visitatori in un percorso di riflessione sull\u2019importanza della pace come valore universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019evento rappresenta una celebrazione significativa anche in vista della riapertura, prevista per il 2025, del rinnovato Museo della Grande Guerra, situato nel Castello di Gorizia, voluto da\u00a0<strong>Raffaella Sgubin<\/strong>, direttore\u00a0dei Musei Provinciali della citt\u00e0.<strong>Il nuovo allestimento, che coincider\u00e0 con \u201cGo! 2025 Nova Gorica<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>e Gorizia Capitale europea della cultura 2025\u201d, \u00e8 stato pensato come un \u201cMuseo per l\u2019Europa\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Alessandra Martina<\/strong>, conservatore del Museo della Grande Guerra e curatrice della mostra, spiega:\u00a0\u201cQuesta mostra parler\u00e0 di\u00a0come la guerra \u00e8 stata interpretata nei musei a seconda delle diverse stagioni\u00a0storiche\u201d. Il progetto di allestimento \u00e8 nato\u00a0\u00a0grazie alla\u00a0stretta collaborazione tra l\u2019architetta\u00a0<strong>Chiara<\/strong>\u00a0<strong>Lamonarca<\/strong>\u00a0e lo studio di design +fortuna dell\u2019architetta\u00a0<strong>Paola Fortuna<\/strong>.\u00a0\u201cIl museo isontino \u2013 sottolinea ancora Martina\u00a0\u00a0\u2013 \u00e8 stato concepito per rammentare sia il costo umano del conflitto sia l\u2019ambiente operativo specifico della\u00a0trincea. Dunque, una sezione speciale sar\u00e0 dedicata alla citt\u00e0 di Gorizia, descrivendo la vita quotidiana di\u00a0una citt\u00e0 in prima linea, con i suoi abitanti costretti a rifugiarsi nelle\u00a0cantine, soffrendo privazioni e paure per i bombardamenti incessanti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuesto racconto \u2013 continua Alessandra Martina \u2013 vuole fungere da stimolo per il presente ed il futuro, motivo per cui si \u00e8 scelto di rileggere i documenti del passato partendo dai diversi allestimenti del Museo della Redenzione succedutisi nel tempo. La mostra utilizzer\u00e0 documenti originali e una scenografia che riproduce le atmosfere e i linguaggi dell\u2019epoca, documentando come la narrazione di qualunque evento sia sempre influenzata dal momento storico in cui si svolge\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA STORIA DEL MUSEO DELLA GUERRA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Museo della Redenzione nasce nel 1924 e diviene in seguito Il Museo della Grande Guerra, inizialmente\u00a0ospitato a Palazzo Attems Petzenstein, poi trasferito e inaugurato nel 1990 nella sede definitiva di Borgo Castello, ora in restauro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo allestimento del Museo della Redenzione fu curato da\u00a0<strong>Giovanni Cossar<\/strong>, direttore dell\u2019istituzione goriziana, che attinse alla raccolta di cimeli iniziata gi\u00e0 durante la guerra, poco dopo l\u2019entrata delle truppe italiane a Gorizia, dal Generale Giovanni Cattaneo. \u201cFu questo uno dei primi tentativi di musealizzazione di un evento, la Grande Guerra, che ha segnato la vita di milioni di persone e influenzato l\u2019assetto geopolitico dell\u2019Europa\u201d, evidenzia Alessandra Martina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Come si articola l\u2019esposizione<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra, allestita nell\u2019ala sud del piano nobile di Palazzo Attems Petzenstein, ripercorre dunque i cent\u2019anni\u00a0di musealizzazione della Grande Guerra a Gorizia attraverso documenti, oggetti storici, ingrandimenti\u00a0fotografici e ricostruzioni multimediali. Il volto della citt\u00e0 di Gorizia, profondamente segnato da trenta mesi<br \/>\ndi guerra, verr\u00e0 riproposto con ingrandimenti fotografici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La guerra sar\u00e0 richiamata da due mitragliatrici, una italiana, una austriaca, puntate una contro l\u2019altra.<br \/>\nI tentativi di realizzare un museo della guerra in quegli anni saranno descritti soprattutto con\u00a0documentazione\u00a0d\u2019archivio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Divisa in quattro periodi, l\u2019esposizione permette ai visitatori di immergersi negli allestimenti museali\u00a0susseguitisi dal 1924 al 2024:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1924-1937: Museo della Redenzione<\/strong>\u00a0\u2013 Ideato da Giovanni Cossar, mirava a documentare l\u2019anima italiana di Gorizia con un\u2019esposizione etnografica e due sale dedicate alla guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1938-1945: Museo della Guerra e della Redenzione<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0Curato dallo scultore Celestino Petrone, esaltava<br \/>\nla guerra e l\u2019eroismo secondo l\u2019ideologia fascista. Il percorso narrativo era influenzato dal regime e\u00a0documentato attraverso materiali d\u2019archivio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Anni \u201850-\u201980: Museo della Guerra 1915-1918<\/strong>\u00a0\u2013 Post Seconda Guerra Mondiale, l\u2019allestimento eliminava\u00a0riferimenti fascisti, includendo due sale dedicate all\u2019esercito austroungarico. L\u2019architetto Paolo Caccia\u00a0Dominioni introdusse nuove sale e acquerelli descrittivi della guerra sul fronte isontino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1990-2024: Museo della Grande Guerra<\/strong>\u00a0\u2013 Inaugurato nel 1990, l\u2019allestimento si concentrava sulla vita\u00a0quotidiana dei soldati e dei civili, promuovendo un messaggio di pace. Foto e video documentano\u00a0il\u00a0trasferimento del museo a Borgo Castello dopo l\u2019alluvione del 1983.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esposizione evidenzia l\u2019evoluzione museale e storica, partendo dai primi tentativi di realizzare\u00a0un\u2019esposizione di guerra da parte degli eserciti italiano e austriaco. In particolare, nel 1916 il generale\u00a0Cattaneo promosse una\u00a0mostra per raccontare gli sforzi del Regio Esercito, mentre nel 1918 l\u2019esercito\u00a0austroungarico immagin\u00f2<br \/>\ndi allestire una esposizione di guerra a Palazzo Attems Petzenstein, per un museo della guerra sul fronte dell\u2019Isonzo. L\u2019esposizione offre un\u2019immersione completa nella storia e nell\u2019evoluzione\u00a0della memoria della Grande Guerra, sottolineando l\u2019importanza della pace come valore universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra \u00e8 completata da una video installazione interattiva curata da camerAnebbia, e presentata da Matteo Tora Cellini, \u00a0che ripercorre attraverso ricostruzioni digitali e tecniche fotogrammetriche i vari allestimenti del museo della \u00a0Grande guerra. Grazie ad un touchscreen \u00a0da cui emerge una proiezione immersiva sar\u00e0 \u00a0possibile entrare negli spazi del museo del 1924, 1938 \u00a0e degli anni \u201960 e esplorare gli archivi cos\u00ec che \u00a0il visitatore non \u00e8 pi\u00f9 \u00a0solo uno spettatore passivo \u00a0ma \u00a0diventa il \u00a0protagonista di un suo viaggio interattivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Scheda sintetica su Palazzo Attems Petzenstein<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sede della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, Palazzo Attems Petzenstein \u00e8 stato completato in stile rococ\u00f2 nel 1750 su commissione del conte Sigismondo d\u2019Attems Petzenstein. Le stanze affrescate dal\u00a0cividalese Francesco Chiarottini nel 1780 includono la Stanza delle Metamorfosi di Ovidio, nota per gli stucchi a tema archeologico. Il palazzo vanta anche un giardino all\u2019italiana con la Fontana dell\u2019Ercole,\u00a0progettata da Nicol\u00f2 Pacassi dopo il 1769.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 1900, il palazzo ospita i Musei Provinciali di Gorizia e la Pinacoteca al piano nobile, con quasi cento\u00a0opere tra dipinti, disegni, incisioni e sculture dal Settecento al Novecento. Il salone d\u2019onore, decorato con gli Dei dell\u2019Olimpo di Antonio Paroli, espone la monumentale Pala Attems (1758) di Giambettino Cignaroli.<br \/>\nLa collezione include opere significative di Giuseppe Tominz, come l\u2019Autoritratto con il fratello Francesco\u00a0(1818), e una collezione permanente di Josef Maria Auchentaller, rappresentante della Secessione viennese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di rilievo sono anche le opere di artisti della prima met\u00e0 del Novecento, come Italico Brass, Gino de Finetti, Luigi Spazzapan, Veno Pilon, Ivan \u010cargo, e i futuristi Soforonio Pocarini, Tullio Crali, Raoul Cenisi, Rudolf Saxida. Altri artisti presenti sono Avgust Cernigoj, Vittorio Bolaffio, Giannino Marchig, Marcello Mascherini, Ferruccio Patuna, Mario Sartori, Ugo Carr\u00e0, France Gor\u0161e, Giorgio Carmelich, Arturo Nathan e Anton Zoran Music, famoso per i suoi Cavallini dalmati e il ciclo: Non siamo gli ultimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>MEMORIE DI UN MUSEO. 1924-2024. IL RACCONTO DELLA GRANDE GUERRA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gorizia, Palazzo Attems Petzenstein<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">13 luglio \u2013 20 ottobre 2024<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Palazzo Attems Petzenstein<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gorizia, piazza Edmondo De Amicis 2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Telefono: +39\u00a0<a href=\"https:\/\/studioesseci.musvc2.net\/e\/tr?q=0%3d7W5X8b%26p%3dX%26t%3dS7fC%26G%3d8g8a9%26R%3dnLxMy_JUzV_UE_OWuT_YL_JUzV_TJT3O.kLu9pB.iGq_OWuT_YLKi8x5l_OWuT_ZLI_vxYr_7kV3p86Rs_OWuT_YHcxQkEw_OWuT_YH-_JUzV_TFwkL4BtKxBoF_vxYr_6cxD4_OWuT_ZJSGXMeI2_oLM1DY5pZZAX_xsWw_8XsN_xsWw_9fT8r34Wu_JUzV_TFhzLiJy_JUzV_TF-_OWuT_YHriQ67rPz7mK_xsWw_8XeNy_JUzV_UH0nJsJk..XCFAYngoT6F9bngoT6F9bmc8W8g3e.5bCangpY_vxYr_6cyGyOi7mA_xsWw_9fgExGqB_xsWw_8XmB_xsWw_9fY1L-Z%26h%3dJ1Kz08.FiQ%26oK%3d6g7V%26xP%3d8b6aFXDaFY5d8Y%26l%3dC9Z0bi3DfhUf9kSjAAU78DZ7CDZefga6Bj7fa0T7cFZD0936c9TDX0UhekV0BDZD&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/studioesseci.musvc2.net\/e\/tr?q%3D0%253d7W5X8b%2526p%253dX%2526t%253dS7fC%2526G%253d8g8a9%2526R%253dnLxMy_JUzV_UE_OWuT_YL_JUzV_TJT3O.kLu9pB.iGq_OWuT_YLKi8x5l_OWuT_ZLI_vxYr_7kV3p86Rs_OWuT_YHcxQkEw_OWuT_YH-_JUzV_TFwkL4BtKxBoF_vxYr_6cxD4_OWuT_ZJSGXMeI2_oLM1DY5pZZAX_xsWw_8XsN_xsWw_9fT8r34Wu_JUzV_TFhzLiJy_JUzV_TF-_OWuT_YHriQ67rPz7mK_xsWw_8XeNy_JUzV_UH0nJsJk..XCFAYngoT6F9bngoT6F9bmc8W8g3e.5bCangpY_vxYr_6cyGyOi7mA_xsWw_9fgExGqB_xsWw_8XmB_xsWw_9fY1L-Z%2526h%253dJ1Kz08.FiQ%2526oK%253d6g7V%2526xP%253d8b6aFXDaFY5d8Y%2526l%253dC9Z0bi3DfhUf9kSjAAU78DZ7CDZefga6Bj7fa0T7cFZD0936c9TDX0UhekV0BDZD%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1721232472621000&amp;usg=AOvVaw3tmrrqS4qpXGxkrUT9OsUt\">0481 385335<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"mailto:musei.erpac@regione.fvg.it\">musei.erpac@regione.fvg.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/studioesseci.musvc2.net\/e\/tr?q=5%3dFa0SGf%26u%3dS%263%3dWBaL%26K%3dCbGeD%26M%3dwP3H8_NZue_YJ_JfyY_TU_NZue_XOE0OnA.7ApA4Jn.8AC.rL_7wbr_Gl%26m%3dE0O55G.JnL%26xO%3dAbFZ%263K%3dGfAVO3p7jbIVOc0YGc%26q%3d6rdEaG9IbOdmas0DTH8B7tBkbMACSqfAas0mbrdlWrWB5OWG3GX05tWHbM8oWuBF&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/studioesseci.musvc2.net\/e\/tr?q%3D5%253dFa0SGf%2526u%253dS%25263%253dWBaL%2526K%253dCbGeD%2526M%253dwP3H8_NZue_YJ_JfyY_TU_NZue_XOE0OnA.7ApA4Jn.8AC.rL_7wbr_Gl%2526m%253dE0O55G.JnL%2526xO%253dAbFZ%25263K%253dGfAVO3p7jbIVOc0YGc%2526q%253d6rdEaG9IbOdmas0DTH8B7tBkbMACSqfAas0mbrdlWrWB5OWG3GX05tWHbM8oWuBF%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1721232472621000&amp;usg=AOvVaw0Yw2YPNOduimu1ElJtvoqu\">https:\/\/musei.regione.fvg.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Orari<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marted\u00ec, mercoled\u00ec, gioved\u00ec\u00a0\u00a0e domenica dalle 10 alle 18<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venerd\u00ec e sabato dalle 10 alle 22<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chiuso luned\u00ec. Ogni prima domenica del mese ingresso gratuito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Biglietti d\u2019ingresso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Biglietto intero: 6 euro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Biglietto ridotto: 3 euro (ragazzi tra i 18 e i 25 anni; gruppi di almeno 10 persone; nuclei familiari con minorenni;\u00a0soci Coop; soci Cec; soci FAI).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_53334\" aria-describedby=\"caption-attachment-53334\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-53334 size-medium\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/0-6-10-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-53334\" class=\"wp-caption-text\">Didascalie immagini allegate (\u00a0dall&#8217;archivio \u00a0ERPAC- Foteca Musei provinciali Gorizia Regione A FVG) foto allestimento<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MEMORIE DI UN MUSEO. 1924-2024. 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