{"id":53692,"date":"2024-09-13T06:37:57","date_gmt":"2024-09-13T05:37:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=53692"},"modified":"2024-09-13T06:38:10","modified_gmt":"2024-09-13T05:38:10","slug":"lets-museo-della-letteratura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/lets-museo-della-letteratura.html","title":{"rendered":"Lets, Museo della Letteratura"},"content":{"rendered":"<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53693\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/0-2-8-234x300.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"300\" \/><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td rowspan=\"2\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><span data-hovercard-id=\"segreteria@volpesain.com\">\u00a0<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify\">TRIESTE &#8211; C&#8217;era una volta il <strong>Museo Sveviano<\/strong>. Sorto dall&#8217;intuizione della figlia dello scrittore, <strong>Letizia Svevo Fonda Savio<\/strong>, che nel suo testamento lasciava al Comune di Trieste, dopo la sua scomparsa (1993) un fondo di libri, documenti e pochi arredi e oggetti sopravvissuti al bombardamento del 1945 di Villa Veneziani, affinch\u00e9 nascesse \u2013 quattro anni dopo, nel 1997 &#8211;\u00a0 il <strong>Museo dedicato a Italo Svevo, nello storico edificio della Biblioteca Civica di Trieste, Palazzo Biserini in piazza Hortis:<\/strong> un luogo che il padre stesso raccontava di aver a lungo frequentato. Pochi anni dopo, <strong>nel 2004, centenario dell&#8217;arrivo a Trieste di James Joyce<\/strong> &#8211; il grande romanziere amico di Svevo, l\u2019autore di <em>Ulisse<\/em>, <em>Gente di Dublino<\/em>, <em>Finnegans Wake<\/em> \u2013 <strong>prendeva vita a Trieste anche il Museo Joyce, posizionato accanto al Museo Sveviano<\/strong>, su proposta dell\u2019accademico e saggista Renzo Crivelli, studioso emerito del genio letterario irlandese. Per oltre vent\u2019anni i due musei \u201camici\u201d hanno fatto vita in comune, traslocando entrambi, insieme al Museo Petrarchesco Piccolomineo, in via Madonna del Mare a Trieste, accogliendo migliaia di visitatori e di scolaresche, diventando motore propulsivo di attivit\u00e0, pubblicazioni di testi e commenti, e partner di progetti nazionali e internazionali e persino fulcro di due festival \u2013 <em>Bloomsday <\/em>a giugno e <em>Buon compleanno Svevo <\/em>a dicembre \u2013 concepiti intorno alle iconiche figure di Svevo e Joyce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E ora? <\/strong><strong>Nel 2024, settantesimo anniversario del definitivo ritorno di Trieste all&#8217;Italia, il Comune di Trieste ha inaugurato oggi, alla presenza del sindaco Roberto Dipiazza e dello scrittore e germanista Claudio Magris, il suo Museo della Letteratura<\/strong>. \u00ab<strong>Sar\u00e0 la casa di tutti gli scrittori che hanno raccontato al mondo la citt\u00e0, il suo mare, il suo territorio\u00bb<\/strong>, ha spiegato <strong>l&#8217;Assessore alle Politiche dell&#8217;Educazione e della Famiglia del Comune di Trieste<\/strong>, <strong>Maurizio De Blasio<\/strong>. Il nuovo Museo <strong>LETS, acronimo di Letteratura Trieste<\/strong>, realizzato con il sostegno della <strong>Regione autonoma Friuli Venezia Giulia<\/strong> e il contributo di <strong>Trieste Trasporti<\/strong>, sar\u00e0 un importante contenitore culturale <strong>dove la multimedialit\u00e0 sposa la materialit\u00e0 dei libri e dei documenti<\/strong>. Al suo interno <strong>troveranno posto non solo i Musei Svevo e Joyce, oggetto di un totale riallestimento, ma anche il nuovo Museo Saba,<\/strong> dedicato al poeta che, con i primi due, completa un ideale <em>dream team<\/em> della scena letteraria fiorita a Trieste dal Novecento ad oggi: generazioni di autrici e autori si sono avvicendate, alimentando un numero straordinario di esperienze di altissimo livello di elaborazione poetica e narrativa. Oltre a Svevo, Joyce e Saba, infatti, LETS ospiter\u00e0 documenti e libri di e su <strong>Scipio Slataper e Claudio Magris, Susanna Tamaro e Boris Pahor, Mauro Covacich, Giani Stuparich, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Fulvio Tomizza, Giorgio Pressburger, Paolo Rumiz, Pino Roveredo, Anita Pittoni, Virgilio Giotti, Bobi Bazlen, Giorgio Voghera, Carolus Cergoly, Richard Francis Burton, Rainer Maria Rilke, Stelio Mattioni<\/strong> e tanti altri autori che, dalla fine dell&#8217;Ottocento ai giorni nostri hanno fatto e fanno di questa citt\u00e0 una capitale della letteratura europea modernista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00ab<strong>Questo museo \u2013 ha sottolineato lo scrittore Claudio Magris nel corso del suo indirizzo di saluto &#8211; non \u00e8 solo un luogo da visitare per quello che espone: \u00e8 anche un luogo dove ritrovarsi, lo dimostra il fatto che oggi siamo qui, tutti insieme.<\/strong> E stare qui produce quella sensazione molto triestina della \u2018clapa\u2019, la combriccola. <strong>Mi chiedevo se c\u2019\u00e8 un momento in cui \u00e8 possibile dire che la letteratura triestina comincia a esistere e a \u201cmarcare\u201d il suo carattere: a mio parere questo momento risale al 1909, quando Scipio Slataper, trasferitosi a Firenze, comincia a collaborare con le <em>Lettere triestine<\/em> a \u00abLa <em>Voce<\/em>\u00bb di Prezzolini<\/strong>. \u00c8 cos\u00ec che la letteratura triestina accende il suo rapporto peculiare con la letteratura italiana, e quella prima generazione avr\u00e0 <strong>tanti nomi significativi per il loro valore oggettivo: fra tutti quello sovrastante di Italo Svevo, a lungo inconsapevole della sua grandezza e del suo genio<\/strong>. Se ne accorger\u00e0 con successo tardivo, quando saranno gli altri a fargli capire la sua grandezza. Fra le pagine di Svevo, una \u00e8 emblematica per ironia, bellezza e capacit\u00e0 di inquietare: quella che ci proietta a mezzanotte, nella sua camera da letto e nell\u2019idea che da un momento all\u2019altro potrebbe materializzarsi davanti a lui Mefistolfele: <strong>nessun problema a mettere in gioco l\u2019anima \u2013 valuta Svevo fra s\u00e9 e s\u00e9 \u2013 ma cosa chiedergli in cambio? Non certo l\u2019immortalit\u00e0<\/strong> \u2026 Svevo non riesce a trovare niente di allettante per buttare sul piatto la sua anima, e nel silenzio della notte scoppia in una grande risata: perch\u00e9 Mefistofele gli sembra un imprenditore ormai privo di prodotti appetibili \u2026\u00a0 <strong>Questo Museo \u2013 ha osservato ancora Magris &#8211; \u00a0ispira anche riflessioni sulla frontiera: un tema che mi appartiene. Ero un ragazzino quando la frontiera era qualcosa di straniero ma che sentivo anche mio.<\/strong> Il <strong>tema \u00e8 ricorrente per la letteratura triestina: dopo Svevo penso a un gigante come Umberto Saba,<\/strong> e penso agli autori e autrici molto pi\u00f9 giovani di me che hanno forte legame con la citt\u00e0 e il suo mondo, <strong>da Mauro Covacich a Susanna Tamaro, Paolo Rumiz, Federica Manzon, Mary Barbara Tolusso.<\/strong> <strong>Hans Magnus Ensesberger<\/strong> mi ha insegnato che il progresso pu\u00f2 avere volti diversi, a volte progresso \u00e8 anche il naufragio del Titanic. Oggi assistiamo a scene raccapriccianti, alla speranza e disperazione dei migranti, e pu\u00f2 capitare che oggi uno scrittore si senta impari e inerme di fronte a cose che il nostro tempo chiede di raccontare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Aspetto peculiare e unico dell\u2019esperienza letteraria triestina \u00e8 che la sua ricchissima produzione ha trovato voce e parole scritte in tutte le lingue del territorio, compreso il dialetto triestino. \u00a0LETS racconter\u00e0 questo elemento di originalit\u00e0 attraverso una serie di metafore narrative che sono anche i principali veicoli della comunicazione letteraria nei periodi via via focalizzati. L&#8217;<strong>Edicola della Storia<\/strong>, lo spazio al cui centro campeggia un chiosco di giornali, sintetizza la storia della citt\u00e0, lo sfondo senza il quale molta della letteratura legata a Trieste resterebbe incomprensibile. Due gigantografie a parete mettono in dialogo la citt\u00e0 di ieri e di oggi vista dall&#8217;alto e accolgono i visitatori assieme a due citazioni tratte da guide turistiche, che, a quasi duecento anni di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra, invitano a immergersi nelle storie della citt\u00e0, a &#8220;staccare l&#8217;ombra da terra in una giornata di bora&#8221; come scrive Federica Manzon per i <em>percorsi d&#8217;autore<\/em> del Touring. La <strong>Libreria degli Scrittori<\/strong>, la sala principale e di pi\u00f9 grande impatto visivo, racconta attraverso la metafora della libreria \u2013 con tanto di scaffali alle pareti, totem girevoli, spazi promozionali per le nuove (e le vecchie) uscite, cassetti espositivi per i documenti e postazioni multimediali \u2013 <strong>autrici e autori che a Trieste sono nati o hanno vissuto, compresi i contemporanei, ai quali sono dedicati i due grandi tavoli central<\/strong>i (i cosiddetti \u201ctavoli di lavoro\u201d, a indicare che il loro lavoro \u00e8 <em>in progress<\/em>) dove <strong>Luigi Nacci, Mary Barbara Tolusso, Veit Henichen, Laila Wadia, Diego Marani, Claudio Grisancich, Marko Kravos, Paolo Rumiz <\/strong>&#8211; per citare alcuni &#8211; sono presenti con le loro opere, tasselli di una &#8220;citt\u00e0 di carta&#8221; sempre <em>in fieri<\/em>. Del resto il nome LETS, come acronimo di LEtteratura a TrieSte, \u00e8 invenzione di due poeti contemporanei, <strong>Christian Sinicco<\/strong> e <strong>Roberto Cescon<\/strong>. Tutta questa vitalit\u00e0 letteraria viene raccontata nella Libreria anche attraverso la galleria di ritratti fotografici di molti dei protagonisti della letteratura a Trieste, dal passato glorioso al presente vivacissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Libreria mette in mostra autentiche &#8220;chicche&#8221;, come il primo libro letto da Claudio Magris<\/strong>, <strong>dono dello scrittore stesso: una &#8220;copia fatale&#8221; de <em>I misteri della Jungla nera<\/em> di Salgari nell&#8217;edizione Vallecchi del 1938, \u201cla mappa del tesoro\u201d grazie alla quale ha scoperto come &#8220;sia la vita a raccontare le storie,<\/strong> <strong>che poi passano di bocca in bocca, di libro in libro&#8221;. <\/strong>Nello spazio dedicato a <strong>Fulvio Tomizza<\/strong> troviamo una antica <strong>carta geografica dell&#8217;Istria<\/strong> (una stampa del 1635 donata dalla vedova Laura Levi Tomizza) che rappresenta il tramite fra la prima e la seconda parte della sua vita, simbolicamente riassunta dalla fotografia che lo ritrae nell&#8217;atto di appendere quella stessa stampa nel suo appartamento a Trieste. La sezione dedicata all&#8217;editoria, dove domina la figura di <strong>Anita Pittoni<\/strong>, ci offre uno spazio dedicato agli <strong>oggetti che sono stati ritrovati nella stanza d&#8217;albergo in cui \u00e8 morto Bobi Bazlen<\/strong>: un pacchetto di sigarette, un&#8217;agenda, un orario ferroviario, delicati ricordi ereditati dal suo \u201csocio\u201d <strong>Luciano Fo\u00e0<\/strong> e ora generosamente prestati dalla figlia Anna che ha offerto anche uno dei disegni che Bazlen ha realizzato nel corso della sua terapia psicanalitica. E <strong>i disegni sono i protagonisti anche della sezione dedicata a Virgilio Giotti<\/strong>, messa a disposizione dal Centro Studi a suo nome. Giotti, infatti, oltre a cesellare i suoi ritratti familiari e triestini nel purissimo dialetto della sua poesia amava moltissimo disegnare e gli strumenti di questa sua passione, che lo porta anche a collaborare come \u201cgrafico\u201d &#8211; diremmo oggi \u2013 della libreria Saba, sono presenti al museo LETS per raccontarci la sua storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La libreria degli Scrittori ospita anche due ambienti, piccoli ma suggestivi perch\u00e9 affacciati sulla piazza alberata, dedicati all&#8217;ascolto: <\/strong>quelle delle <strong>Voci sulle Onde<\/strong>, le postazioni dove il visitatore potr\u00e0 accomodarsi per leggere, se lo vorr\u00e0, uno dei circa 2000 volumi messi a disposizione, oppure per ascoltare uno degli audiolibri del progetto LETSlisten o uno dei file provenienti dagli archivi della sede RAI del Friuli Venezia Giulia, vero scrigno contenente le voci di Biagio Marin, Fulvio Tomizza, Carolus Cergoly, Giani Stuparich, Claudio Grisancich e altri. Il <strong>Cinematografo delle Storie<\/strong> \u00e8 una vera e propria sala video nella quale si raccontano, attraverso la formula sintetica del <em>book-trailer,<\/em> alcune delle vicende che sono racchiuse fra le pagine dei libri della \u201clibreria\u201d. La citt\u00e0 letteraria, la sua storia, gli straordinari personaggi femminili che caratterizzano la sua letteratura sono oggetto di brevi filmati \u201cpromozionali\u201d, realizzati in collaborazione con la Casa del Cinema di Trieste, che ci invitano ad aprire le pagine di questi scrigni di \u201cstorie\u201d, appunto, per esserne arricchiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dalla sala cinema si passa direttamente al <strong>Museo Svevo<\/strong>, quindi a quello dedicato a <strong>Joyce<\/strong> e infine a quelle su <strong>Saba<\/strong>. Perch\u00e9 <strong>LETS \u00e8<\/strong> <strong>un museo che ne contiene altri tre<\/strong>, caratterizzati dal codice visivo del <strong>colore<\/strong>. Se lo spazio della \u201clibreria\u201d \u00e8 caratterizzato da uno rosso molto vivace e il cinema da un riposante blu, lo spazio del museo <strong>Svevo <\/strong>non poteva che essere di color tabacco, in omaggio all&#8217;iconica Ultima Sigaretta, quello ispirato a Joyce \u00e8 caratterizzato da un canonico <strong>verde <\/strong>Irlanda e quello dedicato a <strong>Saba <\/strong>\u00e8 <strong>azzurro<\/strong> come lo sguardo che il poeta spande sulla sua Trieste. Il nuovo<strong> Museo Svevo<\/strong> \u00e8 concepito come il <strong>salotto di casa Svevo<\/strong>, nella cui intimit\u00e0 sar\u00e0 possibile ascoltare la voce del violino di Ettore Schmitz, lo strumento tanto amato dallo scrittore, e ammirare dipinti e disegni del pittore triestino <strong>Umberto Veruda<\/strong>, amico fraterno di Svevo, grazie alla collaborazione con il Museo Revoltella. Alla pi\u00f9 ampia sezione espositiva dedicata ai rapporti tra il romanziere e gli artisti del pennello e della penna, scrittori, critici, intellettuali, si aggiunge un <strong><em>focus<\/em> sulla psicanalisi a Trieste<\/strong>. La carta da parati tappezzata di perentori giuramenti (rigorosamente disattesi) di Ultime Sigarette avvolge <strong>lo studiolo del Dottor<\/strong> <strong>S.<\/strong>, dove l&#8217;esperienza di una breve seduta psicanalitica offre al visitatore un <em>remix<\/em> degli appunti tratti dal quaderno di cura del paziente letterario Zeno Cosini e delle lettere di un giovanissimo Sigmund Freud studente di biologia a Trieste alla fine dell&#8217;Ottocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il flusso di coscienza &#8211; trasposto graficamente a parete in campiture di testo evidenziate dal verde brillante che caratterizza <strong>Museo Joyce <\/strong>&#8211; ci immette nel laboratorio di scrittura di Joyce, che negli anni trascorsi a Trieste (1904-1920) matura la propria visione artistica e inizia la stesura dell&#8217;<em>Ulisse<\/em>, il romanzo capolavoro del modernismo europeo. Ad accoglierci una gigantografia e una <strong>panchina<\/strong> <strong>della stazione<\/strong> <strong>di Trieste<\/strong> dove, assieme alla compagna Nora Barnacle, James arriva il 20 ottobre 1904. Alle sue spalle Dublino, rappresentata da una <strong>porta eduardiana<\/strong> che si spalanca offrendo un racconto per immagini della citt\u00e0 natale di Joyce. Di fronte, la <strong>finestra dell&#8217;appartamento al secondo piano di via Bramante 4<\/strong>, un affaccio &#8211; multimediale anche in questo caso &#8211; che restituisce le suggestioni dell&#8217;impasto etnico, religioso, linguistico, culturale e fisico di cui Joyce fa esperienza e tesoro a Trieste riversandolo nelle sue opere: <em>Giacomo Joyce<\/em>, <em>Ulisse<\/em>, <em>Finnegans<\/em> <em>Wake<\/em>. La centralit\u00e0 degli anni triestini nella vita e nella narrativa joyciana \u00e8 messa in risalto, accanto al rapporto speciale dello scrittore con Svevo e Livia Veneziani, con un focus sulla sua famiglia, in particolare su Stanislaus, fratello di James, importante testimone e custode della sua opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La poesia che diventa biografia e viceversa \u00e8 il <em>leitmotiv <\/em>che guida il percorso del nuovissimo<\/strong> <strong>Museo Saba<\/strong>, il primo spazio narrativo, didattico ed espositivo dedicato al grande poeta triestino. E perci\u00f2 il <em>Canzoniere,<\/em> l&#8217;opera complessiva eternamente accresciuta e rielaborata da Saba che di volta in volta cerca di farne il suo ritratto pi\u00f9 intimamente fedele, \u00e8 protagonista. Il visitatore viene accolto dal preziosissimo <strong><em>Canzoniere del 1919<\/em><\/strong>, il primo manoscritto conosciuto dell&#8217;opera, uno dei tesori della Biblioteca Hortis, madrina di LETS, e dalla sua <strong>versione digitale sfogliabile e navigabile<\/strong> per nomi di persone e di luoghi e per strati di scrittura, un progetto sviluppato <strong>in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati di Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari Venezia<\/strong>, con il sostegno dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino e con il contributo di Fondazioni Casali Trieste, nell&#8217;ambito delle <em>Digital Humanities,<\/em> progetto che fa capo alle azioni di LETSdigit. <strong>Ma il percorso offre anche l&#8217;approfondimento del rapporto di Saba con gli artisti affini alla sua sensibilit\u00e0 come Vittorio Bolaffio,<\/strong> presente nell&#8217;allestimento con una sua opera grazie di nuovo alla collaborazione con il Museo Revoltella. Per non parlare dei documenti sonori che offrono l&#8217;emozione di ascoltare le liriche del poeta lette dalla sua stessa voce, dei preziosi documenti manoscritti patrimonio della Hortis e dei reperti come la pipa donata dal poeta a Sergio Miniussi e, a sua volta, generosamente offerta a LETS da Rosinella Celeste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\u00ec, perch\u00e9 <strong>s<\/strong><strong>ono davvero tanti i donatori e i prestatori che hanno arricchito le collezioni di LETS Museo Letteratura Trieste:<\/strong> da quelli <strong>istituzionali<\/strong> come l&#8217;Archivio di Stato, l&#8217;Archivio degli Scrittori e della Cultura Regionale dell&#8217;Universit\u00e0 di Trieste, il Centro Studi Virgilio Giotti, la N\u0160K, Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, ai tanti <strong>privati<\/strong>, con donazioni in qualche caso degli stessi autori rappresentati nel museo o dei loro familiari: Michael Walton, Erik Schneider, Laura Pelaschiar, Francesco Carbone, Jurij Devetak, Riccardo Mauroner, Simone Volpato, Gianfranco Paliaga, Adelio Paladini, Letizia Svevo Fonda Savio, Anna Fo\u00e0, Laura Levi Tomizza, la famiglia Doplicher, la famiglia Pressburger, la famiglia Mattioni, Roberta Carpinteri, Boris Pahor, Octavio Prenz, Claudio Grisancich, Claudio Magris. Senza contare le pi\u00f9 diverse <strong>collaborazioni prestate da istituzioni e privati<\/strong> che hanno fornito informazioni, immagini, filmati, registrazioni sonore e tantissimo aiuto ai curatori: il <strong>Dipartimento di Studi Umanistici dell&#8217;Universit\u00e0 di Trieste<\/strong> con il professor Paolo Quazzolo, i Civici Musei di Storia e Arte e, in particolare, la Fototeca e la sua responsabile Claudia Colecchia, la <strong>sede RAI del Friuli Venezia Giulia<\/strong> che ha messo a disposizione le voci degli scrittori dal suo ricchissimo archivio; e ancora: il <strong>Civico Museo della Civilt\u00e0 Istriana Fiumana Dalmata<\/strong>, la <strong>Casa della Musica di Trieste<\/strong>, <strong>l&#8217;Archivio Storico delle Assicurazioni Generali<\/strong>, il <strong>Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia<\/strong>, l&#8217;associazione <strong>Museo del Caff\u00e8<\/strong>, la <strong>Societ\u00e0 Ginnastica Triestina<\/strong>, il <strong>Centro Studi Biagio Marin<\/strong>, il <strong>MOLI &#8211; Museum of Literature Ireland<\/strong> e la <strong>National Library of Ireland di Dublino,<\/strong> la <strong>James Joyce Collection della Buffalo University di New York<\/strong>, il <strong>DLA &#8211; Deutsches Literaturarchiv Marbach<\/strong>, la <strong>Narodna in Univerzitetna Knji\u017enica di Lubiana<\/strong>, il <strong>CCCB Centre de Cultura Contempor\u00e0nia de Barcelona,<\/strong> <strong><a href=\"http:\/\/Mu.Fo.Co\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/Mu.Fo.Co&amp;source=gmail&amp;ust=1726290479000000&amp;usg=AOvVaw29dsUdADmTtDykmtjemRWp\">Mu.Fo.Co<\/a>. Museo Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo<\/strong>, la fa<strong>miglia Patellani, Miran Ko\u0161uta, Claudio Ern\u00e9, Roberto Curci, Marco Favetta, Milo\u0161 Ciuk <\/strong>e molti altri ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chiude l&#8217;allestimento lo <strong>spazio polifunzionale<\/strong> in cui troveranno posto le <strong>mostre temporanee di LETShow<\/strong>, le <strong>conferenze<\/strong> e le <strong>presentazioni di LETStalk<\/strong>, le <strong>letture<\/strong> e le <strong>drammatizzazioni di LETSplay<\/strong> e tutte le altre iniziative che un museo contemporaneo come LETS intende promuovere e produrre. Tutto questo, naturalmente, presso la <strong>storica sede della Biblioteca Civica di piazza Hortis. Museo LETS &#8211; Letteratura Trieste <\/strong>non poteva che nascere l\u00ec, perch\u00e9 la \u201c<strong>Civica<\/strong>\u201d non \u00e8 solo \u00e8 il luogo in cui tutta questa letteratura viene conservata, in forma di libro, ma \u00e8 stato anche <strong>un luogo storicamente frequentato da quasi tutti gli scrittori di cui si tratta e da non pochi ritratto nelle loro pagine letterarie:<\/strong> Svevo, presente sotto forma di statua nella piazza antistante, effigiato dallo scultore Nino Spagnoli nell&#8217;atto di dirigersi verso lo storico portone, ne parla a pi\u00f9 riprese e nel suo primo romanzo, <em>Una vita<\/em>, vi fa entrare il protagonista Alfonso Nitti. Scipio Slataper ne parla \u2013 malissimo, ma come stimolo a farla crescere e migliorare \u2013 nelle sue <em>Lettere triestine<\/em> del 1909 su \u201cLa Voce\u201d. Umberto Saba ci lascia un curioso frammento intitolato <em>Della Biblioteca Civica ovvero della Gloria<\/em> e Pier Antonio Quarantotti Gambini ne \u00e8 stato per un po&#8217; il direttore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Museo LETS &#8211; Letteratura Trieste valorizza una delle specificit\u00e0 culturali pi\u00f9 riconosciute e longeve del capoluogo giuliano,<\/strong> la <strong>Biblioteca Civica<\/strong> cittadina, e nasce per la cura scientifica di <strong>Riccardo Cepach, Cristina Fenu, Laura Pelaschiar<\/strong> e <strong>Susan Petri,<\/strong> e per il coordinamento della direttrice del Servizio Biblioteche <strong>Manuela Salvadei<\/strong>. Hanno contribuito, attraverso un impegno collettivo, i bibliotecari e archivisti della biblioteca Hortis, i responsabili amministrativi, i grafici, il direttore artistico e progettista dell&#8217;allestimento arch. <strong>Lorenzo Greppi<\/strong>, i responsabili della ditta Fallani che lo ha realizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Museo <\/strong>L<strong>ETS &#8211; Letteratura Trieste si presenta per la stampa GIOVED\u00cc 12 SETTEMBRE, alle 11. Alla Preview interverr\u00e0 anche lo scrittore, saggista e germanista Claudio Magris. LETS &#8211; Letteratura Trieste sar\u00e0 regolarmente aperto al pubblico da venerd\u00ec 13 settembre, ogni giorno dalle 10 alle 17, la domenica dalle 10 alle 13 con ingresso libero.\u00a0 Chiusura settimanale: marted\u00ec. Info oline: <a href=\"https:\/\/lets.trieste.it\/\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/lets.trieste.it\/&amp;source=gmail&amp;ust=1726290479000000&amp;usg=AOvVaw0ahAkt1EdmnU7VdLA1KHv6\">https:\/\/lets.trieste.it\/<\/a> (attivo dal 12 settembre).<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Museo LETS &#8211; Letteratura Trieste si presenta per la stampa GIOVED\u00cc 12 SETTEMBRE, alle 11. Alla Preview interverr\u00e0 anche lo scrittore, saggista e germanista Claudio Magris. LETS &#8211; Letteratura Trieste sar\u00e0 regolarmente aperto al pubblico da venerd\u00ec 13 settembre, ogni giorno dalle 10 alle 17, la domenica dalle 10 alle 13 con ingresso libero.\u00a0 Chiusura settimanale: marted\u00ec. 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