{"id":53709,"date":"2024-09-15T16:58:03","date_gmt":"2024-09-15T15:58:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=53709"},"modified":"2024-09-15T16:58:03","modified_gmt":"2024-09-15T15:58:03","slug":"magnum-sul-set","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/magnum-sul-set.html","title":{"rendered":"Magnum sul set"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">\u201cMAGNUM SUL SET\u201d: UNA MOSTRA A PORDENONE ESPLORA LA BELLEZZA DELL\u2019INCONTRO TRA FOTOGRAFIA E CINEMA.<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">\u201cLo sguardo dei grandi fotografi sui divi di Hollywood\u201d\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">nella galleria Harry Bertoia dal 15 settembre all\u20198 dicembre. Un\u2019occasione unica per gli appassionati di cultura visiva e cinematografica e per il grande pubblico della settima musa. \u201cFotografi iconici e film leggendari firmati dai grandi maestri\u201d, sottolinea il vicesindaco e assessore alla Cultura di Pordenone, Alberto Parigi.\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53710\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/magnum-sul-set-300x86.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"86\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Con 116 fotografie, 18 grandi fotografi e 12 set dei pi\u00f9 celebri film hollywoodiani, la mostra \u201cLo sguardo dei grandi fotografi sui divi di Hollywood\u201d si appresta a diventare l\u2019evento espositivo di richiamo di fine estate a Pordenone, offrendo un\u2019ampia retrospettiva sull\u2019incontro \u201cmagico\u201d tra i maestri della fotografia e quelli del cinema.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">L\u2019inaugurazione ufficiale, prevista per sabato 14 settembre alle ore 17, \u00e8 stata preceduta oggi da un\u2019anteprima stampa alle ore 11 presso la sede espositiva, la Galleria civica Harry Bertoia, al n. 60 di Corso Vittorio Emanuele II, dove la mostra sar\u00e0 visitabile al pubblico dal 15 settembre all\u20198 dicembre, insieme al Vicesindaco Assessore alla Cultura di Pordenone, Alberto Parigi, la co-curatrice Suleima Autore, Riccardo Costantini, per Cinemazero e da remoto la curatrice Alessandra Mauro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Proposta dal Comune di Pordenone, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con Contrasto, Pordenonelegge, Cinemazero, Craf, Magnum e Versicherungskammer Kulturstiftung celebra l\u2019intenso legame tra il mondo della fotografia e quello del cinema, mostrando il \u201cdietro le quinte\u201d di alcune leggendarie pellicole hollywoodiane, da \u201cImprovvisamente l\u2019estate scorsa\u201d (1959) a \u201cZabriskie Point\u201d (1970) e \u201cMorte di un commesso viaggiatore\u201d (1975), solo per citarne alcune.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">\u201cUn\u2019occasione imperdibile per tutti gli appassionati di cultura visiva e cinematografica, perch\u00e9 offre un viaggio affascinante e uno sguardo inedito sui protagonisti e le atmosfere del cinema\u201d, sottolinea il vicesindaco e assessore alla Cultura di Pordenone Alberto Parigi. \u201c\u00c8 un onore \u2013 aggiunge \u2013 poter ospitare nella nostra citt\u00e0 un evento culturale di tale rilievo, che rende omaggio alla storia del cinema attraverso l\u2019occhio dei grandi fotografi della Magnum\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Grazie alla collaborazione con Cinemazero di Pordenone, l\u2019esposizione presenta anche una selezione di poster e locandine promozionali dei film hollywoodiani proveniente dalle prestigiose collezioni \u201cLa Cineteca del Friuli\u201d, \u201cLa Cineteca del Friuli &#8211; Fondo Gianni Da Campo\u201d, e \u201cCollezione Isidoro Brizzi\u201d, arricchendo ulteriormente l\u2019esperienza immersiva.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Dalla storica collaborazione tra\u00a0<b>l\u2019agenzia Magnum Photos<\/b>\u00a0e il mondo del cinema, l\u2019esposizione presenta\u00a0ritratti e scene che catturano momenti irripetibili:\u00a0Charlie Chaplin mentre dirige \u201cLuci della ribalta\u201d (fotografato da\u00a0<b>Eugene Smith),<\/b>\u00a0Billy Wilder e Marilyn Monroe in \u201cQuando la moglie \u00e8 in vacanza\u201d (scatti\u00a0di Elliott Erwitt), e James Dean in \u201cGiovent\u00f9 bruciata\u201d (fotografato da\u00a0<b>Dennis Stock<\/b>). Le grandi dive come\u00a0Elizabeth Taylor e Katharine Hepburn in \u201cImprovvisamente, l\u2019estate scorsa\u201d (fotografate da\u00a0<b>Burt Glinn<\/b>) e l\u2019intero cast di \u201cThe Misfits \u2013 Gli Spostati\u201d, immortalato da diversi autori Magnum, rappresentano solo alcune delle straordinarie immagini in mostra. Tanti i\u00a0<b>grandi fotografi<\/b>\u00a0della\u00a0<b>Magnum Photos<\/b>\u00a0presenti in mostra,\u00a0da\u00a0<b>Henri Cartier Bresson<\/b>\u00a0a\u00a0<b>Eugene Smith, Inge Morath<\/b>,\u00a0<b>Dennis Stock<\/b>,\u00a0<b>Elliot Erwitt<\/b>,\u00a0<b>David Hurn<\/b>,\u00a0<b>Peter Marlow<\/b>,\u00a0<b>Guerogui Pinkhassov.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Curata da Alessandra Mauro di Contrasto, questa nuova edizione della mostra mette in risalto il profondo legame tra Magnum e il cinema attraverso 12 reportage dettagliati che esplorano i retroscena di altrettante pellicole iconiche. Ogni sezione sar\u00e0 accompagnata da pannelli informativi che racconteranno la storia del film, il suo impatto culturale e curiosit\u00e0 inedite, offrendo ai visitatori una narrazione completa e coinvolgente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">\u201cNon si tratta di una mera esposizione fotografica \u2013 spiega la curatrice \u2013, ma di un vero e proprio viaggio\u00a0nelle emozioni e nelle sorprese che un set cinematografico pu\u00f2 riservare agli occhi di un fotografo.\u00a0Come sottolineava Elliott Erwitt, \u2018quel che la vita ha di meraviglioso sono le sorprese. Non vedo perch\u00e9 dimenticarsene quando si fa un film\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Inoltre, dal 18 settembre al 17 novembre, al 2\u00b0 piano di Galleria Bertoia, sar\u00e0 allestita la\u00a0<b>mostra fotografica \u201cIl tempo di una fotografia\u201d<\/b>, in cui saranno esposte le opere dei giovani dai 15 ai 30 anni che hanno partecipato al concorso indetto dal Comune, assieme alle associazioni SOMSI e Panorama. Questa \u201cmostra nella mostra\u201d, che proporr\u00e0 le opere selezionate da una giuria tecnica, sar\u00e0 ad ingresso gratuito e visitabile secondo gli orari di \u201cMagnum sul set\u201d. Tutti i visitatori potranno esprimere una preferenza e votare la fotografia preferita. Gli autori delle 3 foto pi\u00f9 votate saranno premiati in una cerimonia ufficiale a dicembre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Parallelamente, saranno organizzati diversi eventi collaterali. Durante l\u2019esposizione internazionale SICAM, il m\u00b0 Francesco Tizianel si esibir\u00e0 in alcuni\u00a0<b>concerti dedicati alle colonne sonore<\/b>\u00a0dei film rappresentati nelle foto dei grandi maestri. Prevista anche la\u00a0<b>proiezione di alcune pellicole<\/b>\u00a0relative alle foto esposte, in collaborazione con Cinemazero. Inoltre saranno organizzate\u00a0<b>visite guidate didattiche<\/b>\u00a0per i ragazzi delle scuole.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">In occasione dell\u2019apertura di \u201cMagnum sul set\u201d, sar\u00e0\u00a0<b>attivato il biglietto unico<\/b>\u00a0che consentir\u00e0 ai visitatori l\u2019ingresso ad un prezzo speciale per ammirare le opere esposte in Galleria Bertoia, al Museo civico Palazzo Ricchieri e al Paff!.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">L\u2019esposizione sar\u00e0 aperta al pubblico nei seguenti orari: venerd\u00ec &#8211; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (<a href=\"http:\/\/www.comunepordenone.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/www.comunepordenone.it&amp;source=gmail&amp;ust=1726500839172000&amp;usg=AOvVaw1nDe2xNHyfIqD1oz5W0ydO\">www.comunepordenone.it<\/a>)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">Informazioni sulla mostra<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>MAGNUM SUL SET. <\/b><b>LO SGUARDO DEI GRANDI FOTOGRAFI SUI DIVI DI HOLLYWOOD\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>dal 15 settembre all\u20198 dicembre\u00a0 2024\u00a0<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Galleria civica Harry Bertoia,\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Corso Vittorio Emanuele II, n.60 &#8211; Pordenone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">Biglietti<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Intero\u00a0 \u20ac 5,00<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Ridotto \u20ac 3,00<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><u><span style=\"font-size: xx-large\">\u00a0<\/span><\/u><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: xx-large\"><u>I FOTOGRAFI<\/u><\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>EVE ARNOLD <\/b>\/ 1912-2012<br \/>\nNata a Philadelphia, Pennsylvania, USA, da genitori immigrati russi, comincia a fotografare nel 1946, mentre lavora in un laboratorio fotografico di New York City. Studia poi fotografia con AlexeY Brodovitch nel 1948 alla New School for Social Research di New York. Entra a Magnum 1951 e diventa un membro effettivo nel 1957. Nel 1962 si trasferisce in Gran Bretagna.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Nel 1995 entra a far parte della Royal Photographic Society ed \u00e8 eletta \u201cMaster Photographer\u201d dall\u2019ICP di New York. Eve Arnold muore nel gennaio 2012.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>CORNELL CAPA <\/b>\/ 1918-2008<br \/>\nCornell Capa, all\u2019anagrafe Cornell Friedmann, nasce a Budapest da una famiglia ebrea. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Nel 1936 si trasferisce a Parigi per raggiungere il fratello Andre (cio\u00e8, Robert Capa) e aiutarlo a stampare le fotografie. Nel 1937 si trasferisce a New York con la madre, Julia. Nel 1946, Cornell diventa fotografo di staff per <i>Life<\/i>: viaggia a lungo e copre eventi politici e sociali. Dopo la morte del fratello, nel 1954, entra a far parte di Magnum e quando Chim (David Seymour) muore a Suez nel 1956, ne diventa presidente fino al 1960. Dopo aver curato importanti mostre e libri, nel 1974 Capa fonda a New York l\u2019International Center of Photography.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>HENRI CARTIER-BRESSON <\/b>\/ 1908-2004\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Nato\u00a0 a Chanteloup, Francia, Henri Cartier- Bresson \u00e8 subito attratto dal disegno, dalla pittura al Surrealismo. Nel 1932, dopo aver trascorso un anno in Costa d\u2019Avorio, scopre la Leica e comincia a fotografare. Nel 1933 espone alla Julien Levy Gallery di New York. Diventa poi assistente del regista Jean Renoir. Prigioniero di guerra nel 1940, riesce a fuggire al terzo tentativo, nel 1943. Nel 1947, con Robert Capa, George Rodger, David \u2018Chim\u2019 Seymour fonda Magnum Photos. Viaggia a lungo in Oriente e nel 1952, tornato in Europa, pubblica <i>Images \u00e0 la Sauvette <\/i>(in inglese: <i>The Decisive Moment<\/i>). Dal 1968 comincia a diradare le sue attivit\u00e0 fotografiche e torna a concentrarsi sul disegno e la pittura. Nel 2003, con la moglie e la figlia, crea a Parigi la Fondation Henri Cartier-Bresson per la valorizzazione del suo lavoro. Muore nella sua casa in Provenza, il 3 agosto 2004.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>BRUCE DAVIDSON <\/b>\/ 1933<br \/>\nBruce Davidson nasce a Oak Park, Illinois, USA, nel 1933. Studia al Rochester Institute of Technology e all\u2019Universit\u00e0 di Yale. Nel 1957 comincia a lavorare come fotografo per <i>Life <\/i>e nel 1958 entra a far parte dell\u2019Agenzia Magnum. Per il suo lungo lavoro ha ottenuto molti, importanti premi e ha esposto in importanti musei come il MoMA di New York, lo Smithsonian di Washington, l\u2019ICP di New York, il Museum of Photographic Arts di San Diego e la Fondation Cartier-Bresson di Parigi. \u00c8 inoltre autore di due mediometraggi. Davidson continua a tenere conferenze, condurre workshop e realizzare straordinarie immagini.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>ELLIOTT ERWITT <\/b>\/ 1928-2023<br \/>\nNato a Parigi nel 1928 da genitori russi, Erwitt trascorre la sua infanzia a Milano per poi emigrare negli USA via Francia insieme alla famiglia nel 1939. Da adolescente vive a Hollywood e comincia a interessarsi di fotografia. Nel 1948 si sposta a New York e baratta le<br \/>\nore di pulizia con le lezioni alla New School for Social Research. Conosce Edward Steichen, Robert Capa lo \u201carruola\u201d nella Magnum e Roy Stryker gli procura un importante lavoro per documentare la citt\u00e0 di Pittsburgh. Innumerevoli sono le pubblicazioni, i libri che raccolgono le sue straordinarie foto e le mostre organizzate nei principali musei del mondo. Muore a New York City nel 2023.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>JEAN GAUMY <\/b>\/ 1948<br \/>\nNato a Pontaillac, in Francia, nel 1948, Gaumy termina i suoi studi a Rouen dove lavora come giornalista e fotografo freelance per il quotidiano locale. Collaborer\u00e0 poi con le agenzie Viva e Gamma. Nel 1975 realizza due lunghi lavori di documentazione sulla vita in un ospedale e sulle prigioni francesi. Nel 1977 entra a far parte di Magnum. Dal 1986 e fino al 1997 realizza diversi viaggi in Iran, fotografando il conflitto con l\u2019Iraq. Ai suoi diversi lavori sociali, ha accoppiato ultimamente una serie di progetti pi\u00f9 personali e contemplativi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>BURT GLINN <\/b>\/ 1925-2008<br \/>\nNato a Pittsburgh, Pennsylvania, USA, Burt Glinn studia letteratura all\u2019universit\u00e0 di Harvard. Dal 1949 al 1950, lavora per <i>Life <\/i>prima di diventare fotografo. Realizza spettacolari serie a colori sui mari del sud, Giappone, Russia, Messico e California. Nella sua lunga carriera, ha documentato la Guerra del Sinai, il Libano e la presa del potere a Cuba da parte di Fidel Castro. Versatile e brillante, Glinn \u00e8 stato tra i pi\u00f9 rappresentativi fotografi di Magnum, sia per i progetti di documentazione che per quelli di corporate e commerciali. Glinn \u00e8 morto a Southampton, NY, nel 2008.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>ERNST HAAS <\/b>\/ 1921-1986<br \/>\nConsiderato tra i pionieri della fotografia a colori, Ernst Haas nasce a Vienna nel 1921 e dopo la guerra si avvicina alla fotografia. Uno dei suoi primi lavori, sui reduci di ritorno in Austria, attira l\u2019attenzione della rivista <i>Life<\/i>. Invitato da Robert Capa, entra a far parte di Magnum nel 1949. Nel 1951 si trasferisce negli USA e poco dopo, comincia a sperimentare con la pellicola Kodachrome. Nel 1962 una retrospettiva delle sue foto a colori \u00e8 presentata al MoMA di New York. Durante tutta la sua carriera ha continuato a realizzare importanti libri e mostre nei principali musei del mondo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>ERICH HARTMANN <\/b>\/ 1922-1999<br \/>\nNato a Monaco di Baviera, all\u2019et\u00e0 di 16 anni con la famiglia lascia la Germania nazista per trasferirsi ad Albany, New York. Durante la guerra, Erich combatte nell\u2019esercito americano in Europa e, terminato il conflitto, a New York comincia a lavorare come fotografo.<br \/>\nEntra a far parte di Magnum nel 1952: per molti anni \u00e8 nel board della direzione e ne diventa poi presidente nel 1985. Realizza molti lavori fotografici sulla scienza, l\u2019industria, l\u2019architettura e la tecnologia, cos\u00ec come progetti a lungo termine sull\u2019Inghilterra di Shakespeare, la Dublino di Joyce, il Wessex di Thomas Hardy. Negli ultimi anni, realizza una straordinaria ricognizione fotografica sui resti dei campi di concentramento e sterminio nazisti. Erich Hartmann muore a New York City nel 1999.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>DAVID HURN <\/b>\/ 1934<br \/>\nNato in una famiglia del Galles, David Hurn \u00e8 un fotografo autodidatta che comincia la sua carriera nel 1955. Come fotografo freelance si fa conoscere per le sue immagini sulla rivoluzione di Ungheria del 1956. Col tempo, preferisce dare spazio a progetti pi\u00f9 personali. Entra a far parte di Magnum nel 1965 e nel 1973 fonda la celebre School of Documentary Photography di Newport, nel Galles. Realizza una serie di manuali sul mestiere di fotografo ma il suo lavoro pi\u00f9 noto \u00e8 il libro dedicato alla sua terra, <i>Wales: Land of My Father<\/i>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>ERICH LESSING <\/b>\/ 1923-2018<br \/>\nFiglio di un dentista e di una pianista classica, Erich Lessing nasce a Vienna nel 1923. Nel 1939, l\u2019occupazione dell\u2019Austria da parte di Hitler lo costringe a emigrare in Israele (all\u2019epoca, Mandato Britannico della Palestina). La madre, restata a Vienna, morir\u00e0 ad Auschwitz. Tra diversi lavori per mantenersi, Erich coltiva anche l\u2019hobby studentesco della fotografia e, tornato in Austria nel 1947, lavora per l\u2019Associated Press ed entra poi a Magnum nel 1951. Documenta soprattutto eventi politici e sociali, come la rivolta d\u2019Ungheria. Dopo il 1960 concentra la sua attenzione su personalit\u00e0 ed eventi storici che riporta alla luce in una serie di \u201cevocazioni\u201d personali e originali. Nel 1996 viene fondato a Vienna il Lessing Photo Archive che raccoglie il suo immenso archivio visivo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>PETER MARLOW <\/b>\/ 1952-2016<br \/>\nTra i pi\u00f9 e brillanti fotografi inglesi della sua generazione, Peter Marlow nel 1976 lavora per l\u2019agenzia francese Sygma ma capisce presto che la competizione tra fotogiornalisti non fa per lui. Col tempo, cambia quindi lo stile anche se l\u2019approccio dei suoi lavori rimane simile e realizza, di fatto, una sorta di circolo completo: cominciando la carriera come fotogiornalista internazionale per poi tornare in Gran Bretagna ed esaminare da vicino la sua esperienza scoprendo una nuova poetica visiva utile per comprendere meglio il suo stesso paese. Trovata questa cifra stilistica, ha compiuto una serie di lavori in tutto il mondo, dal Giappone all\u2019Europa, agli USA.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>INGE MORATH <\/b>\/ 1923-2002<br \/>\nNata a Graz, in Austria, nel 1923, Inge Morath studia lingue a Berlino e diventa traduttrice, giornalista e photo editor per la rivista Heute. Arriva a Magnum come redattrice nel 1949 e comincia a fotografare solo nel 1951 diventando poi fotografa di Magnum nel 1953. Morath lavora a lungo in Europa, Africa e Medio Oriente. Dopo<br \/>\nil suo matrimonio con il commediografo Arthur Miller, nel 1962, si stabilisce tra New York e il Connecticut. La coppia collabora su diversi libri. Molte delle principali fotografie di Inge Morath sono ritratti, soprattutto di artisti come Alexander Calder, Louise Bourgeois, Philip Roth o Victoria Sackville-West. Muore a New York City nel 2002.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>GUEORGUI PINKHASSOV <\/b>\/ 1952<br \/>\nPinkhassov comincia a interessarsi di fotografia ancora al liceo. Dopo gli studi in cinematografia, lavora presso gli studi della Mosfilm e diventa poi fotografo di set. Nel 1978 ottiene lo statuto di artista indipendente. Il suo lavoro attrae il grande regista russo Andrei Tarkovsky che lo invita a realizzare un reportage sul set di Stalker (1979). Pinkhassov si trasferisce a Parigi nel 1985 e nel 1988 raggiunge Magnum Photos. Il suo lavoro Sightwalk esplora dettagli, riflessi, luci particolari e dimostra il suo personale, poetico approccio astratto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>DAVID (CHIM) SEYMOUR <\/b>\/ 1911-1956<br \/>\nNato a Varsavia nel 1911, David Szymin studia all\u2019Accademia di Grafica di Lipsia e poi alla Sorbona di Parigi per diventare editore. A Parigi si avvicina alla fotografia; inizia a lavorare come freelance e conosce Capa e Cartier-Bresson. Dal 1934 le sue foto cominciano ad apparire<br \/>\nsu riviste come Paris soir e Regards. Dal 1936 al 1938 documenta la vita nella Spagna della Guerra civile. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, con l\u2019avanzare dei nazisti in Europa, fugge dalla Francia e si trasferisce a New York, dove cambia il cognome in Seymour. Nel 1942 si arruola nel corpo dell\u2019intelligence americana come interprete. Nel 1947 \u00e8 tra i fondatori dell\u2019agenzia Magnum. Firma in seguito reportage e lavori molti servizi in tutto il mondo, con una speciale predilezione per l\u2019Italia. Realizza anche un importante reportage sul nuovo stato d\u2019Israele. Muore nel 1956, durante la crisi di Suez, colpito da una scarica di proiettili egiziani.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>W. EUGENE SMITH <\/b>\/ 1918-1978<br \/>\nWilliam Eugene Smith nasce nel 1918 a Wichita, Kansas, USA. Inizia a fotografare all\u2019et\u00e0 di 15 anni per i giornali locali ed entra alla Notre Dame University dove viene creata una speciale borsa di studio fotografica per lui. Comincia a lavorare nel 1937 per le riviste e poi per l\u2019agenzia Black Star. Durante la guerra \u00e8 corrispondente per Flying magazine (1943-44) e poi per <i>Life<\/i>. Segue l\u2019offensiva americana contro il Giappone nel Pacifico e riporta una serie di ferite che lo costringono a una lunga convalescenza. Lavora poi di nuovo per <i>Life <\/i>tra il 1947 e il 1955, anno in cui entra a far parte di Magnum. Particolarmente coinvolto dal suo lavoro, Smith ha realizzato splendidi reportage che per\u00f2 gli hanno spesso alienato simpatie e attenzioni da parte delle redazioni delle riviste. Dopo il trasferimento a Tucson, per insegnare all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Arizona, muore di ictus.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>DENNIS STOCK <\/b>\/ 1928-2010<br \/>\nNato a New York City nel 1928, Dennis Stock nel 1947 diventa assistente del fotografo Gjon Mili. Entra poi a far parte di Magnum nel 1951. Lavora a lungo a Hollywood, realizzando grandi reportage sulle stelle del cinema, come James Dean e pi\u00f9 tardi sui grandi musicisti jazz. Nel 1968 crea \u201cVisual Objectives\u201d, una compagnia di produzione cinematografica con cui realizza diversi documentari. In quegli anni, fotografa anche le comunit\u00e0 hippy della California. Tra gli anni \u201870 e \u201890 realizza una serie di volumi a colori sulla bellezza e variet\u00e0 della natura e dell\u2019architettura moderna.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\"><b>NICOLAS TIKHOMIROFF <\/b>\/ 1927-2016<br \/>\nNato a Parigi da genitori russi immigrati, Nicolas Tikhomiroff raggiunge l\u2019esercito francese a 17 anni e segue la liberazione di Parigi. In seguito, passa diversi mesi in Germania e poi in Indocina. Trova poi lavoro nella camera oscura di un fotografo di moda e, cominciando a utilizzare una Rolleiflex, inizia a collaborare con una serie di riviste importanti. Con il giornalista Michel Chevalier realizza una serie di progetti a quattro mani in Unione Sovietica, Africa e in Medio Oriente. Nel 1959 entra a far parte di Magnum e realizza una serie di progetti giornalistici nel mondo. Inoltre, si interessa di cinema e lavora con Orson Welles, Fellini, Visconti e altri.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: xx-large\"><u>I FILM<\/u>\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">Zabriskie Point\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Zabriskie Point, 1970. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Fotografie di Bruce Davidson \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Una grande, liberatoria esplosione: forse la scena pi\u00f9 celebre di <i>Zabriskie Point<\/i>, secondo lungometraggio americano di Michelangelo Antonioni, \u00e8 proprio la scena finale, quando Daria, appresa la morte di Mark ucciso dalla polizia, fa saltare in aria, letteralmente, i simboli della societ\u00e0 oppressiva che ora sono scagliati nel cielo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Per lungo tempo <i>Zabriskie Point <\/i>ha costituito un riferimento cinematografico irrinunciabile; per la storia d\u2019amore improvvisa e profonda tra Daria e Mark (due attori agli esordi: Mark Frechette e Daria Halprin), per gli scenari da favola, quasi irreali, in cui i due si amano, nel deserto californiano di <i>Zabriskie Point<\/i>; per la musica dei Greatful Dead e dei Pink Floyd; per l\u2019anelito di libert\u00e0, il desiderio<br \/>\ndi viaggiare, la necessit\u00e0 di trovare nuovi modi di vita di una generazione \u2013 quella dei figli della rivoluzione degli studenti californiani degli anni Sessanta. E soprattutto, per il colore straordinario che Antonioni \u00e8 riuscito a creare con la sua pellicola e per la sua capacit\u00e0 di intercettare, come sempre in anticipo, le ansie, i timori, i fermenti che la societ\u00e0 occidentale stava per scoprire.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">The Trial\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Il processo, 1962.<br \/>\nFotografie di Nikos Tikhomiroff\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">\u201cQualcuno doveva aver denunciato Joseph K. perch\u00e9 senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato\u201d.<br \/>\nCos\u00ec si apre Il <i>processo <\/i>di Franz Kafka, capolavoro della letteratura, pubblicato nel 1925 e diventato nel 1962 anche un classico del cinema. Orson Welles lo reinterpreta in maniera personale, trasportando in immagini la cupa vicenda di K., interpretato da Anthony Perkins affiancato dallo stesso Welles, Jeanne Moreau, Romy Schneider, Arnoldo Fo\u00e0, Madeleine Robinson ed Elsa Martinelli.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Dallo spaesamento delle prime scene del risveglio in cui il protagonista, anonimo impiegato, scopre di essere accusato di un reato di cui non \u00e8 a conoscenza, si procede, con un ritmo sempre pi\u00f9 incalzante, all\u2019interno dell\u2019incubo a occhi aperti in cui \u00e8 catapultato K. Cos\u00ec ha inizio la disavventura di un uomo comune, perso tra la burocrazia, il potere e gli ambienti giudiziari, che si ritrova a fare i conti con una serie di figure oscure, complici<br \/>\ndi un gioco incomprensibile, come l\u2019avvocato Hastler (interpretato da Welles) cui non interessa la sorte dei propri clienti. Sempre pi\u00f9 scoraggiato nel proseguire la battaglia verso la giustizia, K. \u00e8 costretto a rassegnarsi.<br \/>\nIl suo destino \u00e8 segnato: viene giustiziato da due funzionari in una cava fuori citt\u00e0, senza neanche sapere il perch\u00e9. Il film \u00e8 girato tra Italia, Francia e Jugoslavia, al di fuori del sistema degli Studios hollywoodiani. Lo stesso Welles, infatti, \u00e8 a sua volta vittima di una persecuzione: nella celebre lista nera di Hollywood, in cui figurano i nomi di artisti sospettati di antiamericanismo, appare anche il suo: nel 1948 il regista \u00e8 costretto a lasciare gli Stati Uniti per l\u2019Europa. Torner\u00e0 solo nel 1956.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">The Seven Year Itch\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Quando la moglie \u00e8 in vacanza, 1955. Fotografie di Elliott Erwitt\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Tra le migliori commedie americane di tutti i tempi, <i>Quando la moglie \u00e8 in vacanza <\/i>esce nelle sale nel 1955, diretto da Billy Wilder. Il film \u00e8 tratto dalla commedia teatrale di George Axelrod, <i>The Seven Year Itch <\/i>(titolo originale della pellicola). Nel cast dello spettacolo teatrale, il protagonista \u00e8 interpretato da Tom Ewell, scritturato per lo stesso ruolo nella versione cinematografica, mentre Vanessa Brown, protagonista femminile, verr\u00e0 sostituita da Marilyn Monroe.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">\u00c8 una calda estate a New York e Richard Sherman, che lavora in una casa editrice, rimane solo in citt\u00e0 dopo la partenza della moglie Helen e del figlio per le vacanze nel Maine; cos\u00ec incontra la giovane annunciatrice televisiva che abita al piano di sopra, Marilyn Monroe. Combattuto tra la volont\u00e0 di essere fedele alla moglie e la tentazione di approfittare dell\u2019occasione per sedurre l\u2019attraente vicina, Sherman prima fantastica sul riuscire a conquistarla, poi si dispera convinto di essere stato tradito a sua volta; l\u2019immaginazione si mescola pericolosamente alla realt\u00e0, dando vita a una spiritosa satira sui costumi della societ\u00e0 americana.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Il film \u00e8 una raccolta di scene leggendarie, come quella dove, all\u2019uscita di una sala cinematografica, lo spostamento d\u2019aria attraverso una grata, provocato<br \/>\ndal passaggio della metropolitana, solleva la gonna del vestito bianco di Marilyn.<br \/>\nA renderla immortale saranno anche le circostanze: venne girata la prima volta a Manhattan, di notte, tra la Lexington Avenue e la 52esima strada, ma per il gran numero di giornalisti e curiosi, il regista fu costretto a ricostruirne il set negli studi della Fox. Qui ne gir\u00f2 un\u2019ulteriore versione: i numerosi scatti realizzati avevano per\u00f2 gi\u00e0 trasformato la sequenza in un mito.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">The Misfits\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Gli spostati, 1961. Fotografie di autori vari\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Ribelle, romantico, nostalgico: <i>The Misfits <\/i>diventa subito un classico del cinema. Scritto da Arthur Miller, diretto da John Huston, esce nelle sale nel 1961 e costruisce una perfetta analisi del malessere della societ\u00e0 americana, in procinto di affacciarsi a una nuova epoca.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">La bellissima Roslyn Taber (interpretata da Marilyn Monroe) sembra portare una ventata di aria fresca nel caldo afoso del Nevada. In un soggiorno a Reno per ottenere il divorzio, la ragazza incontra Gay (Clark Gable), un vecchio cowboy ormai solo, e Guido (Eli Wallach), ex aviatore, vedovo inconsolabile. La delicatezza e l\u2019ingenuit\u00e0 della ragazza conquistano i due uomini ma entra in gioco anche il giovane Perce (Montgomery Clift). In una costante ricerca della libert\u00e0, tra una natura forte, a volte crudele, i rodei sanguinosi e la caccia ai cavalli selvaggi da catturare, sembra che tutti siano attratti e allo stesso tempo respinti da Roslyn. Alla fine, Gay restituisce la libert\u00e0 a uno stallone conquistato da poco: un gesto che chiude i conti con il passato e forse un omaggio alla sensibilit\u00e0 di Roslyn, e la definitiva dichiarazione d\u2019amore nei suoi confronti.<br \/>\n<i>Gli spostati <\/i>sar\u00e0 l\u2019ultimo film di Clark Gable, che morir\u00e0 per infarto una decina di giorni dopo il termine delle riprese, e di Marilyn Monroe, che si suicider\u00e0 l\u2019anno successivo, dopo aver realizzato probabilmente l\u2019interpretazione pi\u00f9 profonda ed umana della sua carriera. Per questo film Magnum ottenne un\u2019esclusiva con<br \/>\nla produzione e sul set si alternarono a coppia molti dei fotografi dell\u2019agenzia, da Henri Cartier-Bresson a Elliott Erwitt, da Inge Morath a Erich Hartmann. La documentazione fotografica de <i>Gli spostati <\/i>\u00e8 diventata cos\u00ec il racconto visivo di un film che ha segnato uno spartiacque nel cinema internazionale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">The Alamo\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">La battaglia di Alamo, 1960. Fotografie di Dennis Stock\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">L\u2019assedio pi\u00f9 celebre della storia degli USA segna l\u2019esordio alla regia di John Wayne. <i>The Alamo <\/i>ricostruisce infatti l\u2019omonima battaglia del 1836, evento chiave della rivoluzione texana, con l\u2019assedio da parte delle forze messicane della vecchia missione spagnola vicino San Antonio ricostruita per le riprese nei pressi di Brackettville, in Texas, e da allora utilizzata per la realizzazione di numerosi altri western. Sam Houston, capo dell\u2019esercito texano, \u00e8 incaricato\u00a0 di riunire un gruppo di soldati per attaccare l\u2019armata messicana guidata da Antonio L\u00f3pez de Santa Anna e, nel tentativo di guadagnare il tempo necessario ad arruolare e addestrare i soldati, Houston affida la difesa di Alamo al Colonnello Travis. A lui si uniscono i volontari dell\u2019avventuriero Jim Bowie e gli uomini di David Crockett, pioniere ed ex membro del Congresso del Tennessee.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">La parte spettacolare del film ricostruisce i tre giorni di battaglia e la morte dei protagonisti sotto il fuoco nemico. Travis, Bowie e Crockett vengono uccisi, ma il sacrificio eroico non sar\u00e0 vano: alcuni giorni pi\u00f9 tardi, il generale Sam Houston riuscir\u00e0 a sconfiggere e fare prigioniero Santa Anna, che riconoscer\u00e0 l\u2019indipendenza del Texas.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Al film and\u00f2 il premio Oscar 1961 per la Miglior colonna sonora, assieme a 6 nomination come Miglior film, Miglior attore non protagonista, Miglior fotografia, Miglior montaggio, Miglior sonoro e Miglior canzone.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">Suddenly, Last Summer\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Improvvisamente, l\u2019estate scorsa, 1959. Fotografie di Burt Glinn\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Joseph L. Mankiewicz firma nel 1959, con la collaborazione dello scrittore Gore Vidal, la riduzione cinematografica del celebre dramma di Tennessee Williams che affronta temi cruciali come il malessere psichico, il perbenismo della societ\u00e0 borghese, l\u2019omosessualit\u00e0 e il senso di colpa.<br \/>\nNew Orleans, 1937. La ricca e diabolica Violet Venable, una straordinaria Katharine Hepburn, si rivolge a una clinica psichiatrica perch\u00e9 la nipote Catherine Holly (Elizabeth Taylor) rimasta traumatizzata in seguito<br \/>\nalla misteriosa morte del cugino Sebastian durante le vacanze estive, venga sottoposta a una lobotomia. Ma i colloqui con il dottor Cukrovicz (Montgomery<br \/>\nClift) lasciano lentamente emergere una realt\u00e0 ben pi\u00f9 complessa: Violet \u00e8 ossessionata dalla paura che la nipote possa rivelare i retroscena che hanno determinato la morte del suo unico figlio. L\u2019intensa recitazione dei protagonisti rende ancora pi\u00f9 avvincente la pellicola, cos\u00ec come le scene che svelano l\u2019omosessualit\u00e0 di Sebastian, vera causa della follia di Violet.<br \/>\nIl Codice Hays, in vigore a quei tempi, costrinse Vidal a eliminare qualsiasi riferimento diretto a questi temi e a rivedere molti dialoghi: la censura proib\u00ec inoltre che fosse associato un vero e proprio volto al personaggio di Sebastian, che appare solo di spalle.<br \/>\nIl film ebbe un grande successo, con tre nomination ai premi Oscar del 1960: e per Elizabeth Taylor un Golden Globe come Migliore attrice in un film drammatico.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">Rebel without a cause\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Giovent\u00f9 bruciata, 1955. Fotografie di Dennis Stock\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Film cult per eccellenza, diretto da Nicholas Ray nel 1955, \u00e8 una delle prime pellicole ad affrontare il tema dell\u2019inquietudine giovanile e diventer\u00e0 l\u2019emblema di un\u2019intera generazione. Il titolo originale si riferisce a un libro del 1944 dello psichiatra Robert Lindner, <i>Ribelle senza causa<\/i>: analisi di uno psicopatico criminale di cui la Warner aveva acquistato i diritti. Il film, inoltre, ha contribuito a rendere James Dean un mito: nessuno meglio di lui avrebbe potuto interpretare Jim Stark, adolescente turbato e in contrasto con il padre e la societ\u00e0, che in una stazione di polizia incrocia due altri ragazzi, Judy (Natalie Wood) e Plato (Sal Mineo). Una volta rilasciati, i tre avranno a che fare con una banda capitanata da Buzz, che sfider\u00e0 Jim nella \u201cchicken run\u201d, prova di coraggio che consiste nel lanciarsi a forte velocit\u00e0 a bordo di una macchina e gettarsi fuori prima che questa precipiti da uno strapiombo. Jim partecipa ma sar\u00e0 Buzz a rimanere ucciso. Sconvolto, Jim, decide di raccontare tutto alla polizia mentre i presunti amici di Buzz tentano di farlo tacere sulla loro colpevolezza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">La situazione precipita rapidamente e, mentre i genitori e la polizia accorrono, Plato spara inavvertitamente a un poliziotto, rimanendo a sua volta vittima di una sparatoria. Nicholas Ray ottenne una nomination agli Oscar per questo film, considerato una pietra miliare e selezionato dall\u2019American Film Institute tra i primi 100 migliori film americani.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">Planet of the Apes\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Il pianeta delle scimmie, 1968. Fotografie di Dennis Stock\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Basato sull\u2019omonimo romanzo del 1963 di Pierre Boulle, <i>Il pianeta delle scimmie<\/i>, diretto da Franklin J. Schaffner, \u00e8 una vera pietra miliare della fantascienza<br \/>\nsul grande schermo, passato alla storia anche grazie alla sceneggiatura di Rod Serling e alle interpretazioni di Charlton Heston e Roddy McDowall.<br \/>\nA bordo dell\u2019astronave Icarus, gli astronauti Taylor, Landon, Dodge e Stewart partono alla ricerca di un nuovo mondo da ripopolare. \u00c8 una missione complessa, che prevede un viaggio spaziale di 700 anni e i quattro saranno ibernati per poter sopravvivere. L\u2019astronave per\u00f2 precipita su un pianeta sconosciuto, Stewart muore e gli altri, al risveglio, si ritrovano nel 3978.<br \/>\nI sopravvissuti scoprono l\u2019esistenza di un pianeta popolato da scimmie intelligenti, organizzate in una civilt\u00e0 piuttosto evoluta e in una societ\u00e0 divisa in caste: i gorilla sono guerrieri, gli oranghi amministratori e politici, gli scimpanz\u00e9 scienziati e intellettuali, mentre gli umani sono considerati animali selvaggi e sfruttati per esperimenti scientifici. Il misterioso pianeta conserva per\u00f2 una parte proibita e l\u00ec, alla fine, si avventurano i due ultimi astronauti rimasti. Troveranno i resti della Statua della Libert\u00e0 che affiorano dal mare e il monumento in parte sepolto svela la triste realt\u00e0: l\u2019astronave ha solo attraversato un tunnel temporale, e il pianeta strano e ostile non \u00e8 altro che la Terra.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">Moby Dick\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Moby Dick, la balena bianca, 1956. Fotografie di Erich Lessing\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">L\u2019epica impresa del Capitano Achab alla caccia della sua balena, narrata nel capolavoro di Herman Melville, non poteva che diventare per il cinema un colossal memorabile, diretto da John Huston, adattato per lo schermo da Ray Bradbury con presenze nel cast di divi come Gregory Peck e Orson Welles.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Solo uno spirito controcorrente come Huston poteva lavorare a una simile produzione cinematografica e come spesso nelle sue imprese, anche la lavorazione di questo film divent\u00f2 a suo modo un\u2019epica avventura. Huston aveva sempre voluto ricavare un film da <i>Moby Dick<\/i>, e avrebbe addirittura voluto scritturare suo padre per il ruolo di Achab ma sfortunatamente, il padre mor\u00ec prima di trovare i finanziamenti. Stanco delle diffidenze dei produttori di Hollywood, Huston decise di produrre personalmente il film che venne girato tra<br \/>\nil Galles, l\u2019Irlanda, il Portogallo, la Spagna e gli studi cinematografici di Shepperton, a Londra. La stesura della sceneggiatura avvenne tra aspri contrasti tra Huston e Bradbury fin da quando lo scrittore confess\u00f2 al regista di non aver mai letto il libro di Melville. Molte vicissitudini accompagnarono anche<br \/>\nla creazione della balena del film. In gomma, lunga 23 metri, con 12 tonnellate di peso e un complesso sistema per poter galleggiare, durante le riprese la finta balena si stacc\u00f2 dagli ormeggi e si perse nelle nebbie del mare costringendo la troupe a lavorare con modelli di varia grandezza in una vasca artificiale degli studi londinesi. Alla fine, Huston non recuper\u00f2 mai il costo del film.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">Limelight\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Luci della ribalta, 1952. Fotografie di W. Eugene Smith\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">S\u00ec, la vita \u00e8 meravigliosa, se non se ne ha paura. Il celebre monologo che Charlie Chaplin interpreta in <i>Luci della ribalta<\/i>, comincia con queste parole lapidarie e folgoranti. <i>Limelight<\/i>, <i>Luci della ribalta<\/i>, appunto, \u00e8 un film del 1952 scritto, diretto e interpretato da Chaplin e tratto da un suo breve romanzo del 1948, <i>Footlights<\/i>, rimasto a lungo inedito.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Siamo nella Londra del 1914 dove la carriera del clown Calvero (interpretato da Chaplin) \u00e8 in declino. Una notte, riesce a sventare il tentativo di suicidio della bella e sfortunata ballerina Terry (interpretata da Claire Bloom), sola e paralizzata agli arti inferiori per un trauma infantile. Calvero riesce a salvarla: grazie ai suoi incoraggiamenti, la ragazza torna con successo al suo lavoro e fra i due nasce un amore impossibile, data la differenza d\u2019et\u00e0. Raggiunto ormai il culmine del successo, Terry proporr\u00e0 di nuovo a Calvero di partecipare a uno spettacolo insieme al suo partner di scena, il grande Buster Keaton. Sotto i riflettori, il clown spicca un salto prodigioso e cade sull\u2019orchestra tra applausi del pubblico.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Il vecchio Calvero viene portato dietro le quinte, dove muore per un attacco di cuore. <i>Luci della ribalta <\/i>\u00e8 l\u2019ultimo film di Chaplin girato negli Stati Uniti: la Commissione per la repressione delle attivit\u00e0 antiamericane mette sotto inchiesta il regista britannico per via delle sue presunte simpatie comuniste e proprio mentre \u00e8 in viaggio con la famiglia verso Londra per presentare il film, a Chaplin viene annullato il permesso di rientro negli USA.<br \/>\nSolo nel 1972 a 83 anni, Chaplin rientrer\u00e0 negli Stati Uniti per ritirare l\u2019Oscar alla carriera e con l\u2019occasione gli verr\u00e0 attribuito anche il premio della migliore colonna sonora per <i>Luci della ribalta<\/i>: il primo caso nella storia di Oscar retroattivo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">L\u2019important c\u2019est d\u2019aimer\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">L\u2019importante \u00e8 amare, 1975. Fotografie di Jean Gaumy\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Tratto dal romanzo <i>La nuit am\u00e9ricaine <\/i>di Christopher Frank, <i>L\u2019important c\u2019est d\u2019aimer<\/i>, \u00e8 il primo film del regista Andrzej Z\u0307u\u0142awski girato fuori dalla Polonia, dopo il suo trasferimento in Francia vista la censura del suo film precedente.<br \/>\nSi tratta di un crudo melodramma dalle interpretazioni forti e intense, che ha inizio sul set di un film a luci rosse dove il fotografo Servais Mont (interpretato da Fabio Testi) conosce Nadine Chevalier, una divina Romy Schneider. Un tempo famosa attrice ora in rovina, la protagonista \u00e8 ridotta a recitare in pellicole di dubbia qualit\u00e0 per mantenere s\u00e9 stessa e il marito Jacques, attore disoccupato. Mont rimane ammaliato dalla donna e cercando di aiutarla, finanzia l\u2019allestimento di uno spettacolo teatrale, il <i>Riccardo III <\/i>di Shakespeare, diretto dallo stravagante Messala.<br \/>\nDa quel momento, i loro destini saranno tragicamente intrecciati. In un susseguirsi di atmosfere tetre e barocche, ci si avvia al tragico epilogo quando lo spettacolo si riveler\u00e0 un insuccesso ma Kessler, il ricchissimo primo attore della compagnia, intuite le vere intenzioni del fotografo, gli lascia una grande somma<br \/>\ndi denaro. Mont, tuttavia, decide di non saldare i propri debiti con il malvagio strozzino Mazelli, ma cerca ancora di aiutare Nadine, regalando quel denaro proprio al marito Jacques che per\u00f2, umiliato, si toglie la vita. Servais riuscir\u00e0 a raccogliere la somma necessaria per sdebitarsi, riconsegnandola con un solo giorno di ritardo a Mazelli, ma verr\u00e0 aggredito dai suoi feroci scagnozzi. Nel finale, Nadine, rimasta sola e disperata, stringe in un abbraccio il corpo del suo amato ancora sanguinante. Per la sua interpretazione, giudicata da lei stessa la migliore della sua carriera, Romy Schneider vinse il C\u00e9sar del 1976.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: large\">Death of a Salesman\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Morte di un commesso viaggiatore, 1985. Fotografie di Inge Morath\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: large\">Willy Loman, il commesso viaggiatore di 63 anni, che vive la ricerca della felicit\u00e0 come un insieme di sfide impossibili segnate da insuccessi e fallimenti, \u00e8 il protagonista del testo forse pi\u00f9 famoso di Arthur Miller e tra i pi\u00f9 celebri della storia della narrativa americana. Il suo dramma \u00e8 stato portato innumerevoli volte sui palcoscenici di tutto il mondo, sempre con molto successo (in Italia si ricorda ancora la rappresentazione del 1951 per la regia di Luchino Visconti e con Paolo Stoppa e Rina Morelli come protagonisti).\u00a0 La versione cinematografica forse pi\u00f9 celebre \u00e8 quella del regista tedesco Volker Schl\u00f6ndorff, classe 1939, dove Willy, con tutte le sue fragilit\u00e0 e delusioni,<br \/>\n\u00e8 un intenso Dustin Hoffman reduce dai successi di Broadway, mentre nei panni del figlio Biff, speranza frustrata del padre, si afferma un giovane ma gi\u00e0 talentuoso John Malkovic.<br \/>\nSul set di questo film, diventato presto un classico del genere letterario, apprezzato per la misura compositiva e per la fedelt\u00e0 della trasposizione del testo, a documentare la lavorazione viene chiamata Inge Morath, tra le prime donne fotografe di Magnum e moglie di Arthur Miller. La vicinanza con il drammaturgo, la familiarit\u00e0 con il testo e le sue mille sfumature le permette una capacita introspettiva e una sensibilit\u00e0 che emergono con tutta evidenza in queste immagini.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMAGNUM SUL SET\u201d: UNA MOSTRA A PORDENONE ESPLORA LA BELLEZZA DELL\u2019INCONTRO TRA FOTOGRAFIA E CINEMA.<\/p>\n<p>\u201cLo sguardo dei grandi fotografi sui divi di Hollywood\u201d\u00a0<\/p>\n<p>nella galleria Harry Bertoia dal 15 settembre all\u20198 dicembre. Un\u2019occasione unica per gli appassionati di cultura visiva e cinematografica e per il grande pubblico della settima musa. \u201cFotografi iconici e film leggendari firmati dai grandi maestri\u201d, sottolinea il vicesindaco e assessore alla Cultura di Pordenone, Alberto Parigi.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":53710,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318,8],"tags":[27774,371,12919,27773,797,16234,799,1673,27772,27771,49],"class_list":["post-53709","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-spettacolo","category-italia","tag-agenzia-magnum-photos","tag-arte","tag-cinemazero","tag-cultura-di-pordenone","tag-fotografia","tag-galleria-harry-bertoia","tag-laura-poretti-rizman","tag-live","tag-lo-sguardo-dei-grandi-fotografi-sui-divi-di-hollywood","tag-magnum-sul-set","tag-trieste-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53709","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53709"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53709\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53711,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53709\/revisions\/53711"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53710"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}