{"id":5718,"date":"2011-12-07T14:28:59","date_gmt":"2011-12-07T13:28:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=5718"},"modified":"2011-12-09T17:49:41","modified_gmt":"2011-12-09T16:49:41","slug":"l%e2%80%99ultima-notte-anatomia-di-un-suicidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/l%e2%80%99ultima-notte-anatomia-di-un-suicidio.html","title":{"rendered":"L&#8217;ultima notte, anatomia di un suicidio"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_6034\" aria-describedby=\"caption-attachment-6034\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/23-11-2011-13-31-43_444697.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6034\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/23-11-2011-13-31-43_444697.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"145\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6034\" class=\"wp-caption-text\">foto dal sito IL ROSSETTI<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p>Si parla di un uomo, ma potremmo parlare di molti.<\/p>\n<p>Si riaccendono vecchi pezzi di storia attraverso vecchi filmati, per riacciuffare dalle ragnatele della memoria nomi infangati di un tempo che ancora popolano i nostri palchi politici amministrativi.<\/p>\n<p>Si parla di comunicazione, di strategia. Ci si chiede cosa serva ad un uomo per avere credibilit\u00e0: soldi, potere e tre televisioni, perlomeno.<\/p>\n<p>Si parla di un uomo e di come lui abbia pagato per tutti gli altri del suo tempo e del tempo a venire, che continuano forse a comportarsi come o peggio di lui.<\/p>\n<p>Si parla di moralit\u00e0 raccontando questa storia, come se la falsa morale non fosse accettata da ogni singolo pezzo della catena. Si parla di soldi, di\u00a0 tanti soldi, di uomini che\u00a0hanno giocato le sorti del paese, ma soprattutto si parla di rabbia del popolo, della sua incapacit\u00e0 a governarsi, ad essere migliore.<\/p>\n<p>Si parla di Raul Gardini, della famiglia Ferruzzi, di Enimont. Si parla di potere e di solitudine.<\/p>\n<p>Si parla di capri espiatori, di suicidi, che alla fine sono comunque sempre omicidi.<\/p>\n<p>Si parla di ieri, dell&#8217;altro ieri, di oggi, e soprattutto di un domani che non vuole evolversi.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima notte di Raul Gardini \u00e8, secondo Augias, una notte di considerazioni personali e di rimprovero nei confronti degli altri, perch\u00e8 in fondo in fondo nessuno \u00e8 diverso, nessuno santo, quando si tratta di trovarsi di fronte alla possibilit\u00e0 di possedere il potere.<\/p>\n<p>Quando si entra in sala, Raul \u00e8 gi\u00e0 sul palco, immerso in un cumulo di carte che continua a spargere sul pavimento del palcoscenico, mentre una luce fortissima acceca tutti impedendo di poter vedere quello che realmente sta accadendo.<\/p>\n<p>In fondo \u00e8 sempre cos\u00ec se ci pensiamo un attimo: il bagliore del successo ha sempre impedito alla massa di poter osservare realmente il groviglio che avvolge la matassa ingarbugliata. Solo con la volont\u00e0 di cambiare posizione, vestendo degli occhiali che ci permettono di vedere meglio, riusciamo in parte ad osservare quello che accade,\u00a0soltanto in parte per\u00f2.<\/p>\n<p>Lo spettacolo inizia con lo scemare della luce, e con lui che si volta, lentamente, verso il pubblico, rimanendo impassibile, in un silenzio che risulta durare un tempo infinito.<\/p>\n<p>Lo sguardo fisso nell&#8217;immobilit\u00e0 d&#8217;espressione risulta pian piano insostenibile a gran parte del pubblico, mentre i ruoli si invertono e quello che doveva essere l&#8217;osservato da molti, diviene improvvisamente l&#8217;osservatore di tutti.<\/p>\n<p>Iniziano i colpi di tosse, le risatine di imbarazzo, le mezze parole, poi, finalmente, lui inizia a parlare.<\/p>\n<p>E parla molto, Raul. Parla come se fosse con se stesso, e non si fa mai nessuna colpa.<\/p>\n<p>Osservando spezzoni di filmati tratti dai telegiornali del tempo ritroviamo volti conosciuti, forse ai molti dimenticati per quello scandalo.<\/p>\n<p>Ci rendiamo improvvisamente conto che nulla \u00e8 cambiato, ed a\u00a0 pagare \u00e8 stato uno soltanto.<\/p>\n<p>Ci rendiamo improvvisamente conto che lo stesso format di scalata al potere \u00e8 stato adottato da pi\u00f9 persone, nel corso della storia.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 di nuovo un brusio in sala. Si odono nomi e riferimenti politici, bisbigliati nel buio.<\/p>\n<p>Lo sparo in fondo, che conclude lo spettacolo, porta solo un po&#8217; di pace. Un attimo soltanto, che poi ci sono le meditazioni a rovinarci il fegato.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 in fondo il popolo, cosa \u00e8 capace di fare?<\/p>\n<p>\u00a0Laura Poretti Rizman<\/p>\n<figure id=\"attachment_6035\" aria-describedby=\"caption-attachment-6035\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/23-11-2011-13-32-21_414612.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6035\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/23-11-2011-13-32-21_414612.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"145\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6035\" class=\"wp-caption-text\">foto dal sito IL ROSSETTI<\/figcaption><\/figure>\n<p><em><\/em>\u00a0<\/p>\n<p><em><\/em>\u00a0Comunicato Stampa<\/p>\n<p>Una figura entra in scena, spavaldamente, a passo celere: \u00e8 Luciano Roman. Sar\u00e0 la sensitiva adesione di questo ottimo interprete alle inquietudini del protagonista, ad accompagnarci lungo la parabola di un uomo che dalla ostentata sicurezza, arroganza dell&#8217;inizio, ceder\u00e0 progressivamente, svuotandosi.<\/p>\n<p>La scena prosegue: l&#8217;uomo beve qualcosa, estrae una pistola e una mazzetta di banconote. Squilla il telefono. Si getta su una poltrona, affaticato. Accende una sigaretta, guarda un filmato: belle barche, vele che schioccano, ragazze in costume, capelli al vento&#8230; Risponde: \u00abStavo ricordando, che momenti, che avvenire &#8230;. Non ti preoccupare, torneranno vedrai. &#8230; Siamo troppo forti, ci sono troppi interessi &#8230; Se cado io ne porto a fondo parecchi&#8230; Non ci sono pi\u00f9 innocenti, i peccati sono collettivi\u00bb.<\/p>\n<p>Che possa prevedere di usare su di s\u00e9 quella stessa arma con cui ha sparato per rabbia al vuoto, \u00e8 una inquietante intuizione che percorre quasi immediatamente lo spettatore.<\/p>\n<p>Il teso soliloquio dell&#8217;uomo ha il tono, la cadenza, di chi stia finalmente facendo i conti con se stesso. Per compiacersi, o forse per trovare motivi di un coraggio che comincia a mancare. Il suo monologo \u00e8 intervallato da proiezioni di filmati che rievocano momenti di vita, un&#8217;ascesa che per qualche anno \u00e8 parsa inarrestabile. L&#8217;ascesa di Raul Gardini. Il pubblico indovina velocemente anche la sua identit\u00e0 e il tempo in cui ci troviamo: una notte molto simile a quella del 23 luglio 1993, a Milano\u2026<\/p>\n<p>A fare oggetto di teatro di una figura cos\u00ec vicina, amata, controversa poteva riuscire soltanto la scrittura sensibile ma anche determinata e meticolosa di Corrado Augias, un intellettuale, giornalista, drammaturgo che gi\u00e0 \u00e8 stato apprezzato sul palcoscenico dello Stabile regionale (lo ricorderemo autore e interprete nel febbraio 2010 dell&#8217;affascinante <em>Le fiamme e la ragione<\/em> e \u2013 assieme a Vladimiro Polchi con cui anche qui collabora \u2013 di <em>Aldo Moro. Una tragedia italiana<\/em>).<\/p>\n<p>Il nuovo spettacolo, intitolato <em>L&#8217;Ultima notte, anatomia di un suicidio<\/em> analizza in 100 minuti proprio le ultime dolorose ore che hanno preceduto la definitiva scelta di Gardini. Le immagini e le parole che seguiremo sono spesso legate a trionfi velistici ed esistenziali, ma rievocano anche gli scontri e i pericoli della politica. Si capisce che la storia di quest&#8217;uomo esemplifica l&#8217;abbraccio tra potere e capitale, tra esigenze politico-sociali e avventura, brutalmente: tra politica e denaro. La storia di un equilibrio difficile, forse impossibile, un abbraccio che pu\u00f2 diventare mortale.<\/p>\n<p>Luciano Roman, con la misura e l&#8217;intelligenza che lo contraddistinguono, diretto sapientemente da Andrea Liberovici, rivive quei minuti lancinanti, e i ricordi, le riflessioni, le immagini che devono aver attraversato la mente del suo personaggio.<\/p>\n<p>\u00ab<strong><em>L&#8217;ultima notte<\/em><\/strong><strong> <\/strong>\u2013 sottolinea il regista Andrea Liberovici &#8211; \u00e8 un testo di un&#8217;attualit\u00e0 impressionante: un&#8217;attualit\u00e0 che non risiede soltanto nelle analogie fra le crisi personali e sistemiche di questo Occidente, ma approfondisce anche l&#8217;aspetto personale, intimo e assolutamente tragico di un protagonista, che aveva tutto quello che si ritiene essere l&#8217;occorrente per la felicit\u00e0, ma felice non lo era affatto. Il dialogo in scena fra il protagonista e la sua Ombra suggella quindi lo sgretolarsi delle fondamenta di un sistema di valori, ponendo a noi contemporanei la responsabilit\u00e0 di una nuova proposta\u00bb.<\/p>\n<p><em>Prodotto dallo Stabile genovese, <\/em>L&#8217;ultima notte <em>\u00e8 uno spettacolo riconducibile alla nobile tradizione del teatro civile. Il suo tema centrale \u00e8 offerto dalla discussa personalit\u00e0 di uno dei protagonisti della storia italiana del secondo Novecento. Scrivono gli autori Corrado Augias e Vladimiro Polchi: \u00abEnrico Mattei diceva dei partiti italiani: \u201cLi uso come un taxi\u201d. Ma oggi \u2013 per mantenere il potere \u2013 non basta chiedere un passaggio, quel taxi bisogna guidarlo. Gardini nello spettacolo afferma: \u201cChe ci voleva, tre mesi e trasformavo tutto in un partito. Si giocava alla pari, finalmente. Sai che ci vuole per comprarsi questo paese? Poco: una banca, una squadra di calcio, un giornale. Si gioca a tre punte\u2026\u201d. Ma l&#8217;Ombra \u00e8 pronta a replicare: \u201cTi rendi conto di quanto costa la politica? Non dico finanziarla, dico farla! Non i giornaletti, i direttori che ti brucano in mano, che tiri gi\u00f9 dal letto quando ti pare\u2026 I telegiornali, i variet\u00e0, i grandi rotocalchi. I comizi, i manifesti, fanno ridere, soldi buttati. Devi creare il consenso, una visione del mondo, imporre il tuo copione alle signore che sfogliano i settimanali dal parrucchiere, devi far sognare i giovani, imbottirgli la testa, e che nessuno ti rubi mai la scena. Ripeti una bugia mille volte e diventa la verit\u00e0\u201d\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>L&#8217;ultima notte, anatomia di un suicidio<\/em> \u00e8 un testo di Corrado Augias e Vladimiro Polchi, diretto da Andrea Liberovici \u2013 che cura anche i video (Teche Rai) e la scenografia acustica \u2013 e interpretato da Luciano Roman. La voce fuori campo \u00e8 di Mario Menini. La scena ed i costumi sono di Guido Fiorato e le luci sono firmate da Sandro Sussi.<\/p>\n<p><em>L&#8217;ultima notte, anatomia di un suicidio<\/em> va in scena a Trieste, alla Sala Bartoli, ospite del cartellone <em>altri<\/em>percorsi dello Stabile regionale da marted\u00ec 29 novembre a\u00a0 domenica 4 dicembre. Le repliche sono tutte serali con inizio alle 21 tranne quella di domenica che \u00e8 pomeridiana e inizia alle ore 17.<\/p>\n<p>La Stagione 2011-2012 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.<\/p>\n<p>Tutta la stagione e le possibilit\u00e0 di adesione ai diversi cartelloni sono illustrate anche sul sito <a href=\"http:\/\/www.ilrossetti.it\/\">www.ilrossetti.it<\/a>; inoltre il Teatro pu\u00f2 essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne L&#8217;ultima notte, anatomia di un suicidio, Corrado Augias e Vladimiro Polchi ripercorrono la parabola di Raul Gardini. 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