{"id":57222,"date":"2025-06-08T11:10:20","date_gmt":"2025-06-08T10:10:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=57222"},"modified":"2025-11-26T17:22:45","modified_gmt":"2025-11-26T16:22:45","slug":"architetture-trasparenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/architetture-trasparenti.html","title":{"rendered":"Architetture Trasparenti"},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-59090 alignleft\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/foto-fornita-dallufficio-stampa-1-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p><b>ANCORA VISITABILE FINO AL 30 NOVEMBRE LA MOSTRA\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>ARCH<\/b><b>ITETT<\/b><b>URE TRA<\/b><b>SPAR<\/b><b>ENTI<\/b><\/p>\n<p><b>A VILLA MANIN<\/b><\/p>\n<p><b>CHE CONTA AD OGGI 25.000 VISITE<\/b><\/p>\n<p>Passariano,\u00a025 novembre\u00a02025<i>\u00a0<\/i>\u2013 Ancora pochi giorni, fino\u00a0al 30 novembre, per visitare la mostra\u00a0&#8220;ARCHITETTURE TRASPARENTI&#8221; a Villa Manin, che in 25 settimane di apertura\u00a0ha avuto gi\u00e0 25.000 visitatori. Un risultato eccezionale che testimonia la straordinaria capacit\u00e0 di questa esposizione di coinvolgere e conquistare il pubblico.<\/p>\n<p><i>Architetture Trasparenti<\/i> \u2013 curata da Guido Comis e Linda Carello con Daniele Capra e organizzata dall\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (Erpac) \u2013 \u00e8 un viaggio tra spazi che si trasformano, volumi attraversabili, trasparenze e riflessi che mettono in discussione i confini tra interno ed esterno, tra realt\u00e0 e percezione. La mostra \u00e8 nata da una riflessione sul concetto di confine non come barriera, ma come soglia valicabile, passaggio fisico e mentale e si inserisce all\u2019interno del\u00a0programma \u201cGO! 2025&amp;Friends\u201d, rassegna di eventi collegata a \u201cGO! 2025 Nova Gorica \u2013 Gorizia Capitale\u00a0Europea della Cultura\u201d. La riflessione \u00e8 affidata all\u2019interazione diretta con le opere, all\u2019immersione in spazi nuovi, al rapporto con riflessi, suoni, volumi percorribili che hanno conquistato anche moltissime famiglie con bambini. I materiali impiegati \u2013 vetro, specchi, fili colorati, suoni \u2013 superano spesso l\u2019idea tradizionale di opera d\u2019arte come oggetto da osservare da una distanza rispettosa. Ricchissima di attivit\u00e0 pensate per le scuole, <i>Architetture trasparenti<\/i> ha visto la partecipazione di numerosi studenti, molti dei quali provenienti anche da fuori regione<\/p>\n<p>\u00abIl successo di\u00a0<i>Architetture trasparenti<\/i>, davvero straordinario per una mostra d\u2019arte contemporanea, nasce anche dalla capacit\u00e0 delle opere di superare la diffidenza di molti nei confronti dell\u2019arte contemporanea e dialogare con tutti, grandi e piccoli, visitatori abituali di mostre e coloro che di abitudine non le frequentano, e offrire un punto di vista sorprendente sulle cose\u00bb \u00e8 il commento del curatore Guido Comis.<\/p>\n<p>Le sedici installazioni selezionate sono\u00a0di artisti internazionali di spicco come Robert Irwin, Giulio Paolini, Jeppe Hein e Dan Graham danno vita a un\u00a0percorso che inizia dalla barchessa di levante, prosegue all\u2019interno del corpo gentilizio e si estende nel parco storico della villa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abIl grande apprezzamento che il pubblico ha dimostrato verso Architetture Trasparenti a Villa Manin, con 25.000 presenze, &#8211; ha affermato il Vicepresidente e Assessore regionale alla cultura e allo sport\u00a0<b>Mario Anzil\u00a0<\/b>&#8211; testimonia la forza di un progetto capace di coinvolgere e sorprendere. La decisione di prolungarne l\u2019apertura nasce proprio dall\u2019attenzione che la mostra ha saputo conquistare e conferma il valore di un percorso espositivo che dialoga in modo originale con gli spazi della villa. \u00c8 un risultato che d\u00e0 slancio al nostro impegno per una proposta culturale di alta qualit\u00e0, capace di ampliare la partecipazione e di valorizzare pienamente uno dei luoghi pi\u00f9 rappresentativi del nostro patrimonio\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>PROROGATA FINO AL 30 NOVEMBRE LA MOSTRA\u00a0<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>ARCH<\/b><b>ITETT<\/b><b>URE TRA<\/b><b>SPAR<\/b><b>ENTI<\/b><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>A VILLA MANIN<\/b><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_58363\" aria-describedby=\"caption-attachment-58363\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-58363 size-medium\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/foto-fornita-dallufficio-stampa-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-58363\" class=\"wp-caption-text\"><\/b> <b>foto fornita dall&#8217;ufficio stampa<\/b><\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif\">Passariano,\u00a0 8 ottobre\u00a02025\u2013 Prorogata fino al 30 novembre 2025 la mostra\u00a0<b>&#8220;ARCHITETTURE TRASPARENTI&#8221; a Villa Manin,\u00a0<\/b>curata dal direttore del servizio Erpac Guido Comis e da Linda Carello con Daniele Capra, e organizzata dall\u2019Ente\u00a0Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (Erpac). Il progetto espositivo si inserisce all\u2019interno del\u00a0programma \u201cGO! 2025&amp;Friends\u201d, rassegna di eventi collegata a \u201cGO! 2025 Nova Gorica \u2013 Gorizia Capitale\u00a0Europea della Cultura\u201d, che coinvolge l\u2019intera regione. Le sedici installazioni selezionate sono\u00a0di artisti internazionali di spicco come Robert Irwin, Giulio Paolini, Jeppe Hein e Dan Graham e\u00a0\u00a0si articolano in un\u00a0percorso che inizia dalla barchessa di levante, prosegue all\u2019interno del corpo gentilizio e si estende nel parco storico della villa, dove le opere dialogano in modo dinamico con l\u2019architettura barocca e il paesaggio. Si tratta di\u00a0<\/span><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif\">un viaggio tra spazi che si trasformano, volumi attraversabili, trasparenze e riflessi che mettono in discussione i confini tra interno ed esterno, tra realt\u00e0 e percezione nato da\u00a0una riflessione sul concetto di confine, inteso non come barriera, ma come soglia valicabile,\u00a0passaggio fisico e mentale, stimolo per nuove modalit\u00e0 di esplorazione dello spazio. Alcune installazioni\u00a0alterano la percezione degli ambienti, altre costruiscono\u00a0architetture\u00a0leggere da attraversare, mentre le opere all\u2019aperto rendono incerto il limite tra spazio chiuso e aperto. I materiali impiegati \u2013 vetro, specchi, fili colorati, tessuti, luce, suono \u2013 invitano a esperienze sensoriali che superano l\u2019idea tradizionale di architettura come spazio fisso, chiuso, opaco.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif;font-size: 14pt\">Ricchissima di attivit\u00e0 pensate per le scuole la mostra ha visto la partecipazione di numerosi studenti, molti dei quali provenienti anche da fuori regione come i 240\u00a0 del\u00a0\u00a0Liceo Artistico Sacro Cuore di Milano, venuti appositamente per visitare\u00a0questo particolare\u00a0percorso giocoso e immersivo nell\u2019arte contemporanea. Villa Manin sar\u00e0 regolarmente aperta sabato 1 novembre.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: left\">\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><strong><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif\">Per i pi\u00f9 piccoli a Villa Manin<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>ARCHITETTURE TRASPARENTI<\/b><\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif\">diventa un&#8217;avventura\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><strong><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif\">Visite-gioco e laboratori estivi per bambini dai 6 ai 10 anni\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><strong><span style=\"font-family: garamond, times new roman, serif\">per esplorare l&#8217;arte contemporanea tra riflessi e trasparenze<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_57367\" aria-describedby=\"caption-attachment-57367\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-57367\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/0-9-24-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-57367\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 14pt\">foto fornita da ufficio stampa Sartogo<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<div>\n<div>\n<div id=\"m_-7249557239422865697m_9083882421200624899x_x_m_1162299509012694553m_6341183305401323192AppleMailSignature\">\n<div>\n<div>\n<div id=\"m_-7249557239422865697m_9083882421200624899x_x_m_1162299509012694553m_6341183305401323192AppleMailSignature\">\n<div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Passariano, 17 giugno 2025<\/b>\u00a0\u2013 Anche quest&#8217;estate\u00a0<b>Villa Manin<\/b>\u00a0apre le sue porte ai visitatori pi\u00f9 giovani con\u00a0<b>&#8220;ARTEVENTI DIDATTICA \u2013 ARCHITETTURE TRASPARENTI&#8221;<\/b>, un programma di giochi e laboratori d&#8217;arte,\u00a0a partire dal 29 giugno,\u00a0pensato per bambini e bambine dai 6 ai 10 anni . L&#8217;iniziativa \u00e8 inserita nell&#8217;ambito della mostra\u00a0<b>&#8220;Architetture Trasparenti&#8221; &#8211;\u00a0<\/b>un viaggio immersivo nell&#8217;arte contemporanea curata dal direttore del servizio Erpac Guido Comis e da Linda Carello con Daniele Capra e\u00a0aperta fino al 26 ottobre 2025 &#8211; ed \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 unica per esplorare l&#8217;arte attraverso il gioco e la creativit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">La mostra &#8220;Architetture Trasparenti&#8221;, organizzata\u00a0dall\u2019Ente\u00a0Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (Erpac)\u00a0e\u00a0inserita nella programmazione di GO! 2025&amp;Friends per celebrare Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura nel 2025, propone 16 installazioni di artisti internazionali di spicco come Robert Irwin, Giulio Paolini, Jeppe Hein e Dan Graham, invitando i visitatori a un percorso giocoso tra spazi trasformabili, volumi attraversabili, trasparenze e riflessi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Le attivit\u00e0 di\u00a0<b>ARTEVENTI DIDATTICA<\/b>\u00a0sono state ideate per guidare i partecipanti in un viaggio attivo tra opere d&#8217;arte che non solo si guardano, ma si attraversano con il corpo e si esplorano con uno sguardo curioso. Ogni laboratorio \u00e8 &#8220;su misura&#8221; per l&#8217;et\u00e0 dei bambini, trasformando l&#8217;esperienza in un&#8217;opera personale da costruire, toccare e condividere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Il Calendario delle Avventure Artistiche:<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Domenica 29 giugno 2025, 17:00<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b>COLORE<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Visita attiva con laboratorio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">In questa avventura tra le opere, il colore non sta mai fermo! Corre, si arrampica, si mescola alla luce e cambia a seconda di come lo guardiamo. Le opere ci inviteranno a esplorare il colore non solo con gli occhi, ma anche con il corpo, con le emozioni e con tutti i sensi.<br \/>\nNel laboratorio, ci divertiremo a costruire veri e propri arcobaleni da toccare: intrecci di fili colorati o polveri leggere che si possono soffiare, mescolare e trasformare in opere uniche e personali. Il colore diventa un compagno di giochi\u2026 pronto a sorprenderci!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Domenica 20 luglio 2025, 17:00<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b>CORPO<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Visita attiva con laboratorio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Qui non si guarda e basta\u2026 si entra nell\u2019arte con tutto il corpo! Le opere diventano spazi da attraversare, forme che ci fanno muovere, pensare, inventare nuovi equilibri. Il corpo diventa bussola e misura: camminiamo, ci fermiamo, ci pieghiamo e ci allunghiamo per scoprire come l\u2019arte pu\u00f2 trasformare il nostro modo di stare nello spazio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Nel laboratorio, lasceremo il segno del nostro passaggio: gesti, impronte, ombre e silhouette ci aiuteranno a raccontare chi siamo e come ci muoviamo. Un gioco tra corpo e immaginazione, per sentirsi parte viva dell\u2019opera!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Domenica 24 agosto 2025, 17:00<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b>LUCE\u00a0<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Visita attiva con laboratorio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Che cosa succede quando la luce incontra l\u2019arte? Si trasforma in magia! In questa visita esploreremo opere d\u2019arte contemporanea che giocano con riflessi, trasparenze, ombre danzanti e luci sorprendenti. Ogni angolo nasconde un trucco ottico, ogni opera cambia aspetto se la guardi da un altro punto di vista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Nel laboratorio, ci trasformeremo in piccoli architetti di luce: usando acetati colorati, pellicole trasparenti e forme sovrapposte, costruiremo composizioni che brillano, si trasformano e si animano con la luce del giorno. Un viaggio luminoso tra arte e immaginazione!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Costo:<\/b>\u00a0Il costo per ciascun laboratorio \u00e8 di\u00a0<b>10\u20ac<\/b>, pi\u00f9 l&#8217;ingresso gratuito alla mostra per i partecipanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Le attivit\u00e0 si svolgono all&#8217;interno del suggestivo contesto di Villa Manin, un&#8217;esperienza che unisce dimensione estetica e concettuale a un&#8217;intenzione ludica ed esperienziale, come sottolineato da Guido Comis, direttore artistico di Villa Manin: &#8220;Non una mostra da osservare a distanza, ma un contesto da abitare, percorrere, vivere&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Contatti per prenotazioni:<\/b>\u00a0Per prenotazioni e maggiori informazioni, \u00e8 possibile contattare: Email:\u00a0<a href=\"mailto:prenotazionididattica@arteventiudine.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">prenotazionididattica@arteventiudine.it<\/a>\u00a0Telefono: 347 4429515<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\">Non perdete l&#8217;occasione di far vivere ai vostri bambini un&#8217;estate all&#8217;insegna dell&#8217;arte, del gioco e della scoperta a Villa Manin!<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt\"><b><span style=\"color: #ff0000\">ARCH<\/span><span style=\"color: #ff00ff\">ITETT<\/span><span style=\"color: #9900ff\">URE TRA<\/span><span style=\"color: #0000ff\">SPAR<\/span><span style=\"color: #6fa8dc\">ENTI<\/span><\/b><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>IN MOSTRA A VILLA MANIN<\/b><b><span style=\"color: #6fa8dc\"><br \/>\n<\/span><\/b><\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<figure id=\"attachment_57224\" aria-describedby=\"caption-attachment-57224\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-57224\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ArchitettureTrasparenti_CSpresentazione_168_Ph_AliceDurigatto-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-57224\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 14pt\">Passariano i Codroipo, 07-06-2025 &#8211; Villa Manin &#8211; Architetture trasparenti<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14pt\">Attraverso l\u2019arte contemporanea &#8211; Conferenza stampa di presentazione &#8211; Esposizione curata da Guido Comis, Linda Carello e Daniele Capra, e organizzata dall\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale Friuli Venezia Giulia (ERPAC) &#8211; Foto \u00a9 2025 Alice BL Durigatto<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Illusioni, riflessi e passaggi oltre il visibile: l\u2019arte contemporanea trasforma la residenza dogale in un labirinto di percezioni. Apertura dall\u20198 giugno al 26 ottobre.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\">L\u2019esposizione rientra nella programmazione di GO! 2025&amp;Friends per celebrare Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura nel 2025.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>16 INSTALLAZIONI DI ARTISTI INTERNAZIONALI DI SPICCO<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>ROBERT IRWIN, GIULIO PAOLINI, JEPPE HEIN, PAE WHITE, INSIDE OUTSIDE, GABRIEL DAWE, JANUSZ GR\u00dcNSPEK, DAN GRAHAM, CHRISTINA KUBISCH, ALBERTO GARUTTI, PATRICK TUTTOFUOCO, MATTEO NEGRI E ANNA PONTEL<\/b>\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\">Un percorso giocoso e immersivo nell\u2019arte contemporanea, un viaggio tra spazi che si trasformano, volumi attraversabili, trasparenze e riflessi che mettono in discussione i confini tra interno ed esterno, tra realt\u00e0 e percezione. \u00c8 questa l\u2019esperienza proposta da <i>Architetture Trasparenti<\/i>, mostra che prende vita dall\u20198 giugno al 26 ottobre 2025 negli spazi monumentali di Villa Manin a Codroipo (Udine).<br \/>\nIl progetto nasce da una riflessione sul concetto di confine, inteso non come barriera, ma come soglia valicabile, passaggio fisico e mentale, stimolo per nuove modalit\u00e0 di esplorazione dello spazio. Alcune installazioni alterano la percezione degli ambienti, altre costruiscono architetture leggere da attraversare, mentre le opere all\u2019aperto rendono incerto il limite tra spazio chiuso e aperto. I materiali impiegati \u2013 vetro, specchi, fili colorati, tessuti, luce, suono \u2013 invitano a esperienze sensoriali che superano l\u2019idea tradizionale di architettura come spazio fisso, chiuso, opaco.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\">Curata dal direttore del servizio Erpac Guido Comis e da Linda Carello con Daniele Capra, e organizzata dall\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (Erpac), la mostra si inserisce all\u2019interno del programma \u201cGO! 2025&amp;Friends\u201d, rassegna di eventi collegata a \u201cGO! 2025 Nova Gorica \u2013 Gorizia Capitale Europea della Cultura\u201d, che coinvolge l\u2019intera regione. Le sedici installazioni selezionate si articolano in un percorso che inizia dalla barchessa di levante, prosegue all\u2019interno del corpo gentilizio e si estende nel parco storico della villa, dove le opere dialogano in modo dinamico con l\u2019architettura barocca e il paesaggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\">Tra i protagonisti della mostra spiccano figure storiche dell\u2019arte contemporanea come Robert Irwin e Giulio Paolini, artisti affermati a livello internazionale come Jeppe Hein, Pae White, Petra Blaisse (Inside Outside) e Gabriel Dawe, insieme a presenze emergenti e significative del panorama italiano come Matteo Negri e Anna Pontel. Alcune installazioni \u2013 come quella sonora di Christina Kubisch \u2013 introducono anche una dimensione uditiva nello spazio, ampliando ulteriormente il coinvolgimento del pubblico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\">Tre importanti ritorni rendono ancora pi\u00f9 significativa questa edizione. Dan Graham \u00e8 presente con <i>Two-Way Mirror Pavilion<\/i>, un\u2019architettura in vetro e acciaio concessa in prestito da Egidio Marzona, figura di riferimento per il collezionismo internazionale e legato alla storia espositiva di Villa Manin fin dal 2001. Jeppe Hein, gi\u00e0 ospite a Passariano nel 2004 con <i>Appearing Rooms<\/i>, propone oggi <i>Double Ellipse<\/i>, un labirinto specchiante allestito nel parco. Inoltre, Petra Blaisse con Inside Outside accompagna il visitatore con installazioni tessili che segnano l\u2019ingresso e attraversano il cuore della villa. Le opere di Alberto Garutti e di Patrick Tuttofuoco infine, realizzate nel parco di Villa Manin gi\u00e0 nel 2005 in occasione di un\u2019altra mostra, sono state incluse nel percorso di Architetture trasparenti in quanto coerenti con il tema dell\u2019esposizione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\">\u201c\u00c8 un viaggio in cui lo sguardo e il corpo sono chiamati ad attraversare spazi che non sono mai ci\u00f2 che sembrano\u201d, osserva Guido Comis, direttore artistico di Villa Manin. \u201cUn\u2019esperienza che unisce alla dimensione estetica e concettuale anche un\u2019intenzione ludica ed esperienziale. Non una mostra da osservare a distanza, ma un contesto da abitare, percorrere, vivere\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><i>Architetture Trasparenti<\/i> \u00e8 visitabile dall\u20198 giugno al 26 ottobre 2025, dal marted\u00ec alla domenica con orario continuato dalle 10 alle 19. Il biglietto intero \u00e8 di 8 euro, ridotto 5 euro, gruppi 4 euro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\">Per informazioni e prenotazioni: 0432 821258 \u2013 <a href=\"mailto:bookshop@villamanin.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bookshop@villamanin.it<\/a>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\">Tutti i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale: <a href=\"https:\/\/www.villamanin.it\/evento\/architetture-trasparenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.villamanin.it\/evento\/architetture-trasparenti\/&amp;source=gmail&amp;ust=1749454029393000&amp;usg=AOvVaw2BA-zbZ1tuuPSLtCsJXGRw\">www.villamanin.it<\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Villa Manin \u2013 Piazzale Manin 10, Passariano di Codroipo (UD)<\/b><br \/>\n<b>#ArchitettureTrasparenti #VillaManin2025 #GO2025andFriends<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Gli artisti e le loro opere in \u201cArchitetture trasparenti\u201d a Villa Manin<br \/>\n<\/b>a cura di Guido Comis e Linda Carello con Daniele Capra<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Inside Outside<\/b> \u00e8 un collettivo fondato ad Amsterdam nel 1991 dalla designer e architetta <b>Petra Blaisse<\/b>.<br \/>\nLa ricerca di Inside Outside \u2013 collettivo noto a livello internazionale per progetti negli spazi pubblici \u2013 fonde architettura, interventi sul paesaggio e design spesso servendosi di materiali tessili, elementi naturali e soluzioni spaziali flessibili, capaci di trasformare e modulare gli ambienti. L\u2019installazione <i>Welcome!<\/i>, collocata lungo la barchessa che conduce all\u2019ingresso della villa, impone ai visitatori di compiere un percorso a zig-zag attraverso tende di voile sospese tra le colonne e la parete. Il tessuto, su cui sono riprodotte architetture stilizzate che riprendono il disegno del colonnato d\u2019ingresso, scompagina la nitida prospettiva della barchessa, moltiplica gli intervalli regolarmente ritmati degli archi e rende allo stesso tempo incerto il confine tra interno ed esterno. <i>Welcome!<\/i> \u00e8 il benvenuto allo spettatore che, a partire da quest\u2019opera affronta un percorso fra arte e gioco, immagini riflesse e occasioni di riflessione, prospettive vere e immaginate, incontri inaspettati e smarrimenti. L\u2019installazione<i> \u2026\u2026to the sixth dimension<\/i> che occupa l\u2019intero salone centrale di Villa Manin, amplifica fino a raddoppiarlo lo spazio grazie a un pavimento specchiante. Come suggerisce il titolo, l\u2019opera apre lo sguardo \u2013 e le sensazioni \u2013 a una dimensione ulteriore, non misurabile con parametri convenzionali. Il pavimento restituisce allo spettatore l\u2019impressione di avere non solo un soffitto sedici metri sopra la testa, ma anche altrettanti sotto i piedi. L\u2019opera consente cos\u00ec di percepire visivamente dettagli spesso trascurati come gli stucchi, la struttura del ballatoio o l\u2019intera volumetria della volta. E, nel contempo, lo specchio d\u00e0 la sensazione di camminare fluttuando ludicamente nello spazio, sospesi a mezz\u2019aria tra spinte ascensionali e abissi riflessi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Gabriel Dawe<\/b> (Citt\u00e0 del Messico, 1973) vive e lavora a Dallas. Le opere della serie <i>Plexus<\/i>, tutte realizzate in relazione agli spazi cui sono destinate, sono al centro della ricerca di Gabriel Dawe. Ottenute con migliaia di fili colorati tesi nello spazio le opere trasformano l\u2019architettura in scenari di luce e colore. Il termine <i>Plexus<\/i>, letteralmente intreccio, e in senso medico rete nervosa, evoca visivamente strutture di energia e luce.<br \/>\nCon un materiale semplice come il filo da ricamo, teso con precisione matematica Dawe d\u00e0 vita a una struttura sospesa tra scultura e pittura, visibile e al tempo stesso intangibile. I colori si fondono in sfumature iridescenti che mutano con la luce e la posizione dello spettatore e hanno la capacit\u00e0 di mutare la percezione stessa<br \/>\ndegli spazi che attraversano. Per la mostra Architetture Trasparenti a Villa Manin, ha realizzato <i>Plexus no. 46<\/i>: una trama sospesa e monumentale che, come un miraggio, da lontano sembra solida e palpabile, ma che man mano che ci si avvicina acquista la consistenza dell\u2019arcobaleno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Robert Irwin<\/b> (Long Beach, USA, 1928 \u2013 La Jolla, USA, 2023). Al centro della poetica di Robert Irwin ci sono la luce e i suoi effetti spaziali e atmosferici. In<i> Multiple Configurations #1<\/i> l\u2019artista si sofferma sugli effetti dell\u2019illuminazione su lastre verticali trasparenti di plexiglas di diversi colori, e d\u00e0 vita a un\u2019opera che appare come il modello di una moderna architettura in vetro. La scultura \u00e8 composta da elementi alti oltre tre metri con base a L, T e a croce, collocati sul pavimento a distanze regolari secondo una precisa configurazione iscritta in un rettangolo. Esposta intenzionalmente presso le finestre della villa rivolte a sud, l\u2019opera reagisce al passaggio della luce nelle diverse ore del giorno, ne filtra i raggi generando effetti che variano a seconda del grado di inclinazione del sole. In contrasto con la rimarcata geometria dell\u2019oggetto <i>Multiple Configurations #1<\/i> produce nel chiuso di una stanza effetti atmosferici e luminosi che si caricano di connotazioni emotive.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Jeppe Hein<\/b> (Copenaghen, 1973), vive tra Copenaghen e Berlino. Jeppe Hein muove dall\u2019arte concettuale e da forme minimaliste per realizzare opere che sollecitano la partecipazione del pubblico. La sua poetica si basa sull\u2019interazione tra opera e spettatore e mira ad annullare la distanza tra arte e pubblico. Spesso, come nel caso di <i>Geometric Mirror X<\/i>, ricorre a materiali riflettenti, per sollecitare percezioni e coinvolgimento emotivo. Le sue installazioni incoraggiano l\u2019esplorazione dello spazio, la riflessione sull\u2019identit\u00e0 e sulle relazioni fra persone in chiave ludica, ma profonda. L\u2019opera confonde chi ci \u00e8 vicino, con chi \u00e8 oltre l\u2019oggetto, chi vediamo riflesso e chi scorgiamo attraverso le aperture. Nel contesto della villa, caratterizzato dal frequente ricorso a decorazioni illusionistiche \u2013 si vedano le sale delle prospettive affrescate a trompe l\u2019oeil e alla sala della tenda caratterizzata da elementi di stucco aggettanti \u2013 <i>Geometric Mirrors X<\/i> diviene una forma di aggiornamento del gusto per l\u2019inganno ottico che caratterizza la dimora dei Manin gi\u00e0 nel Settecento. Come gi\u00e0 <i>Geometric Mirror X <\/i>che abbiamo incontrato all\u2019interno della villa, anche <i>Double Ellipse<\/i> si serve di semplici elementi geometrici e di materiali riflettenti per sollecitare il coinvolgimento del pubblico. L\u2019opera \u00e8 composta da parallelepipedi verticali di metallo di altezze diverse, lucidati a specchio. Infitti nel terreno a distanze regolari essi descrivono due archi concatenati che accolgono lo spettatore e ne frazionano l\u2019immagine confondendola con quella del contesto. Porzioni di ci\u00f2 che l\u2019osservatore ha di fronte si alternano a ritagli di quello che sta alle sue spalle in un continuo rimando visivo che, reagendo al movimento del visitatore all\u2019interno dell\u2019opera, assume una dimensione quasi cinematografica. Pur basandosi su di una geometria semplice l\u2019opera ha la capacit\u00e0 di disorientarci come un labirinto. Lo smarrimento non \u00e8 fisico, ma mentale in quanto <i>Double Ellipse<\/i> contamina vertiginosamente percezione di s\u00e9, dell\u2019ambiente e degli altri visitatori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Janusz Gr\u00fcnspek<\/b> (1979 Germania). Come suggerisce il titolo di questa serie, <i>Drawings in Space<\/i>, Janusz Gr\u00fcnspek lavora al confine tra disegno e scultura, ricrea oggetti familiari come tavoli, sedie, utensili, utilizzando semplici listelli di legno incollati. Le opere, dall\u2019aspetto di disegni tridimensionali sospesi nello spazio, hanno la dimensione dei manufatti che rappresentano, ma sono cavi e suggeriscono la loro presenza al visitatore piuttosto che imporsi attraverso volumi conclusi. Le sculture di Gr\u00fcnspek contrappongono visivamente idea e oggetto, forma e funzione, presenza e assenza. Sono realt\u00e0 evanescenti che, ponendosi al confine tra visibile e invisibile, sembrano voler rivelare ironicamente i principi di funzionamento, i meccanismi alla base degli oggetti fatti dall\u2019uomo, come se togliendo la pelle delle cose fosse possibile rivelarne i misteri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Matteo Negri<\/b> (San Donato Milanese, 1982) vive e lavora a Milano. <i>Piano Piano Bellagio <\/i>fa parte di una serie di opere di Matteo Negri costituite dall\u2019intersezione di due piani in metallo e vetro. Le lastre di vetro sono dotate di pellicole dicroiche, il cui colore cambia in base al punto di osservazione, cos\u00ec che lo spettatore \u00e8 indotto a muoversi attorno all\u2019opera per verificarne le caratteristiche. Allo stesso tempo filtrando la luce l\u2019opera contamina lo spazio in cui \u00e8 collocata. Grazie ai riflessi e alle trasparenze l\u2019immagine del pubblico e lo stesso contesto diventano permeabili e instabili, frammentati e cangianti come fossero osservati attraverso la lente di un caleidoscopio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Giulio Paolini<\/b> (Genova, 1940). La ricerca di Giulio Paolini ha per oggetto gli strumenti, le tecniche e le forme della rappresentazione. <i>Contemplator enim<\/i> \u00e8 costituito da sette elementi di plexiglas ritmati da profili incisi di colonne che si snodano nello spazio come un paravento. Sui due elementi che aprono e chiudono la successione \u00e8 rappresentato un valletto in abiti del Settecento. Il ragazzo pare reggere un oggetto, forse una tela dipinta, da offrire allo spettatore. Lo spazio dell\u2019oggetto \u00e8 in realt\u00e0 forato, l\u2019immagine \u00e8 mancante.<br \/>\nCon <i>Contemplator enim<\/i> Paolini mette in scena l\u2019inganno della rappresentazione. L\u2019immagine che \u00e8 sottratta alla vista ci restituisce uno scampolo di realt\u00e0; alla finestra su di una realt\u00e0 fittizia rappresentata da un quadro dipinto si sostituisce una vera finestra, mentre \u00e8 la trasparenza dell\u2019opera stessa a rendere incerto il confine fra creazione artistica e contesto reale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Pae White<\/b> (Pasadena 1963), vive e lavora a Los Angeles, Stati Uniti. La ricerca di Pae White fonde arte visiva, design e architettura, dissolvendo i confini tra le discipline grazie all\u2019uso di una grande variet\u00e0 di materiali.<br \/>\nIl suo linguaggio unisce leggerezza e complessit\u00e0, evocando riflessioni sul tempo e sul potenziale nascosto degli oggetti quotidiani trasfigurati poeticamente. Le sue grandi installazioni sono caratterizzate dalla presenza di elementi collocati con un preciso ordine geometrico, che danno la sensazione di un volume immaginario in contrasto con la struttura rigida degli spazi. <i>In Love with Tomorrow<\/i> \u00e8 realizzata interamente in carta e filo. L\u2019opera si impone come un corpo sospeso, al tempo stesso leggero e monumentale, mentre il titolo \u2013 innamorati del domani \u2013 suggerisce un sentimento di apertura verso il futuro, alla ricerca della meraviglia, in intenzionale contrapposizione con la natura effimera dei materiali utilizzati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Christina Kubisch<\/b> (Brema, 1948) vive e lavora a Berlino. La ricerca di Christina Kubisch coniuga interesse per la musica, le arti visive e le interazioni tra suono e spazio. Molte sue opere sono veri e propri ambienti definiti pi\u00f9 ancora che da elementi materiali, dai suoni che li percorrono e che lo spettatore \u00e8 invitato a esplorare. Come suggerisce il titolo, <i>La serra<\/i> \u00e8 un\u2019installazione ispirata agli ambienti in cui vengono coltivate le piante. L\u2019opera presenta un complesso sistema di cavi sospesi dall\u2019alto. Dai fili si irradiano tracce audio in cui registrazioni di suoni naturali, versi di animali e elementi atmosferici, si mescolano a campi elettromagnetici prodotti da computer, trasmettitori digitali, sistemi di illuminazione. Lo spettatore munito di cuffie a induzione magnetica \u00e8 isolato acusticamente dalle altre persone e dal contesto, ma \u00e8 la presenza stessa del pubblico a determinare intensit\u00e0 e combinazione dei suoni che vengono percepiti. <i>La serra<\/i> \u00e8 dunque allo stesso tempo uno spazio\u00a0 di isolamento e di incontro, di smarrimento e di scoperta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Anna Pontel<\/b> (Aiello del Friuli, 1974) vive e lavora a Udine. <i>Corpo inclinato<\/i> \u00e8 il profilo in metallo, in dimensione reale, dell\u2019appartamento abitato dall\u2019artista, appoggiato su elemento di arredo. L\u2019opera \u00e8 stata ideata da Pontel nei mesi dell\u2019epidemia di Covid, nel periodo di confinamento all\u2019interno della propria casa. L\u2019installazione \u2013 quasi un disegno tridimensionale nello spazio \u2013 evidenzia la distribuzione e i volumi delle stanze di una casa che lo spettatore pu\u00f2 percorrere in prima persona. L\u2019opera \u00e8 una riflessione sugli spazi abitati, sui confini e i limiti pi\u00f9 o meno permeabili entro cui gli uomini si trovano a vivere, ma anche sulla precariet\u00e0 delle situazioni, suggerita dalla posizione inclinata della struttura. <i>Corpo inclinato<\/i> \u00e8 in rapporto con la sala in cui \u00e8 accolta.\u00a0 Il disegno tridimensionale realizzato dall\u2019artista dialoga con scorci gli architettonici a trompe-l\u2019oeil sulle pareti: la sagoma svuotata dell\u2019appartamento di Anna Pontel si contrappone alle prospettive piene eppure illusionistiche dipinte sui muri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Jes\u00fas Rafael Soto<\/b> (Ciudad Bol\u00edvar, 1923 \u2013 Parigi, 2005). Fra i protagonisti dell\u2019arte cinetica del XX secolo, Jes\u00fas-Rafael Soto ha dedicato la sua ricerca alla creazione di opere che fondono dimensione pittorica e scultorea e coinvolgono direttamente il visitatore. Soto mette cos\u00ec in discussione il concetto tradizionale di manufatto artistico statico a favore di un\u2019opera attiva in costante mutazione. <i>P\u00e9n\u00e9trable BBL Bleu<\/i> \u00e8 una struttura costituita da centinaia di sottili tubi in PVC blu sospesi. Volume e colore non sono destinati a essere osservati dall\u2019esterno, ma possono essere percepiti con il corpo, modificati nella forma e nella densit\u00e0 dalla presenza propria e di altri visitatori. Come un canneto sospeso, l\u2019opera esposta all\u2019interno del parco della villa, partecipa del mutare\u00a0 delle condizioni atmosferiche che fanno vibrare le foglie, mutare i riflessi dell\u2019erba, stormire le fronde, pur mantenendo nel colore e nella forma un aspetto del tutto innaturale, di manufatto umano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Dan Graham<\/b> (Urbana, USA, 1942 \u2013 New York, USA, 2022). Il lavoro di Dan Graham abbraccia arti visive e architettura. Nella sua ricerca \u00e8 ricorrente la riflessione sul doppio, la trasparenza, la relazione tra spettatore e opera d\u2019arte. L\u2019opera <i>Two-way Mirror Pavilion<\/i> \u00e8 costituita da due prismi a base triangolare concentrici e aperti. L\u2019installazione \u2013 a cavallo tra scultura e architettura urbana \u2013 \u00e8 parte della serie <i>Pavilions<\/i>, strutture percorribili dalle geometrie essenziali che Graham ha realizzato sin dagli anni Ottanta. Frequente in queste opere \u00e8 il ricorso a specchi semiriflettenti, in cui i riflessi si sommano all\u2019immagine di ci\u00f2 che sta oltre la lastra. La scelta del materiale \u00e8 suggerita a Dan Graham dall\u2019osservazione degli spazi urbani caratterizzati dall\u2019uso sempre pi\u00f9 frequente del vetro e dall\u2019ambiguit\u00e0 del suo ruolo. Da una parte esso rappresenta un invito voyeuristico ad osservare dentro le case e le vetrine dei negozi. Dall\u2019altra, il vetro specchiante permette a chi \u00e8 all\u2019interno degli edifici di vedere ci\u00f2 che succede all\u2019esterno da una posizione di vantaggio. Il padiglione \u00e8 allo stesso tempo luogo da osservare e in cui essere protetti, di incontro e di separazione. Nel parco della villa l\u2019opera dialoga con il tempietto neoclassico che sorge a poca distanza, esso stesso struttura aperta e chiusa, geometrica\u00a0 e simmetrica, luogo di osservazione e di incontro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Alberto Garutti<\/b> (Galbiate, 1948 \u2013 2023). L\u2019opera <i>Come se la natura avesse lasciato fuori gli uomini<\/i> \u00e8 stata realizzata nel parco di Villa Manin gi\u00e0 nel 2005, in occasione della mostra <i>Luna Park \u2013 Arte fantastica<\/i>. Abbiamo deciso di includerla nel percorso di <i>Architetture trasparenti<\/i> in quanto coerente con il tema dell\u2019esposizione. L\u2019opera si presenta come un\u2019inferriata il cui perimetro riprende, rielaborandolo, il profilo dello stemma della famiglia Manin. L\u2019inferriata delimita uno spazio inaccessibile agli uomini all\u2019interno del quale erba, piante, arbusti crescono liberamente. L\u2019opera pu\u00f2 essere dunque interpretata come una gabbia al contrario: \u00e8 condizionato e deve sottostare a regole umane ci\u00f2 che si trova all\u2019esterno, mentre l\u2019interno rappresenta per le piante e gli animali uno spazio di libert\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"font-size: 14pt\"><b>Patrick Tuttofuoco<\/b> (Milano, 1974). <i>Twister<\/i>,<i> <\/i>come l\u2019opera di Alberto Garutti, \u00e8 stata realizzata nel 2005 in occasione di <i>Luna Park \u2013 Arte fantastica<\/i>. Anche in questo caso ci \u00e8 sembrato appropriato includerla nel\u00a0 percorso della mostra dal momento che si tratta a tutti gli effetti di un\u2019architettura trasparente. <i>Twister<\/i> \u00e8 infattiun luogo abitabile, una successione di panchine incorniciate da una spirale colorata e aperta verso il parco. <i>Twister<\/i> definisce dunque uno spazio che, a dispetto dei colori sgargianti, si pone in continuit\u00e0 con la natura del parco e si propone allo stesso tempo come luogo di contemplazione e di incontro per i visitatori.\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0ARCHITETTURE TRASPARENTI<br \/>\nIN MOSTRA A VILLA MANIN<\/p>\n<p>Illusioni, riflessi e passaggi oltre il visibile: l\u2019arte contemporanea trasforma la residenza dogale<br \/>\nin un labirinto di percezioni. Apertura dall\u20198 giugno al 26 ottobre.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione rientra nella programmazione di GO! 2025&amp;Friends per celebrare<br \/>\nNova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura nel 2025.<\/p>\n<p>16 INSTALLAZIONI DI ARTISTI INTERNAZIONALI DI SPICCO<\/p>\n<p>ROBERT IRWIN, GIULIO PAOLINI, JEPPE HEIN, PAE WHITE, INSIDE OUTSIDE, GABRIEL DAWE,<br \/>\nJANUSZ GR\u00dcNSPEK, DAN GRAHAM, CHRISTINA KUBISCH, ALBERTO GARUTTI,<br \/>\nPATRICK TUTTOFUOCO, MATTEO NEGRI E ANNA PONTEL\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":58363,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318,8],"tags":[30433,30435,30434,30429,30417,30428,30427,30425,30421,30418,30424,30426,30422,30431,30419,30423,30432,30430,30420,5790],"class_list":["post-57222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-e-spettacolo","category-italia","tag-architetturetrasparenti","tag-go2025andfriends","tag-villamanin2025","tag-alberto-garutti","tag-architetture-trasparenti","tag-christina-kubisch","tag-dan-graham","tag-gabriel-dawe","tag-giulio-paolini","tag-go-2025friends","tag-inside-outside","tag-janusz-grunspek","tag-jeppe-hein","tag-matteo-negri-e-anna-pontel","tag-nova-gorica-gorizia-capitale-europea-della-cultura-nel-2025","tag-pae-white","tag-passariano-di-codroipo-ud","tag-patrick-tuttofuoco","tag-robert-irwin","tag-villa-manin"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57222"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57222\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59091,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57222\/revisions\/59091"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58363"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}