{"id":7264,"date":"2012-03-01T19:00:58","date_gmt":"2012-03-01T18:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=7264"},"modified":"2012-04-20T08:17:38","modified_gmt":"2012-04-20T07:17:38","slug":"omaggio-alla-val-di-susa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/omaggio-alla-val-di-susa.html","title":{"rendered":"Omaggio alla Val di Susa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"right\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/tav.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7267\" style=\"margin: 3px;\" title=\"tav\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/tav-300x186.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/tav-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/tav.jpg 448w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Trieste, 1 marzo 2012 &#8211; Torniamo, dopo una breve pausa, a parlare di monti: ma veri, stavolta, in legno e roccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Situata all&#8217;estremo occidente d\u2019Italia (e della provincia di Torino), la Val di Susa \u00e8 attraversata dalla Dora Riparia, affluente di sinistra del fiume Po, e presenta rilievi che superano i tremila metri. Abitata da 120 mila persone circa, in parte ancor dedite alle attivit\u00e0 tradizionali, la valle \u00e8 sempre stata luogo di transito: di qua sembra sia passato Annibale, prima di dilagare, con torme di elefanti, nella Pianura Padana, ed anche i soldati napoleonici calpestarono, marciando, i suoi sentieri. Crocevia di genti e di scambi, quindi, sin da epoche remote: a partire dall\u2019Ottocento, in Valsusa, ha fatto la sua comparsa il treno, che attraverso il Traforo del Frejus trasporta merci e passeggeri da e per la Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiss\u00e0 come reagirono, i valligiani, all\u2019apparire delle prime locomotive a vapore, chiss\u00e0 se si spaventarono udendo il loro fischio acuto e prolungato, che squarciava un silenzio millenario. Magari, frugando tra le pagine dei giornali di allora, si troverebbero anche una o pi\u00f9 risposte; ma quella odierna al progetto TAV \u00e8 inequivocabile: i valsusini della linea ad alta capacit\u00e0 tra Torino e Lione non vogliono proprio sentir parlare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni sono molteplici, e largamente condivise: preoccupano soprattutto i rischi ambientali e quelli per la salute della popolazione, causati da amianto, uranio e gas radon presenti in grandi quantit\u00e0 nel sottosuolo, oltre che dal prevedibile aumento dell\u2019inquinamento acustico ed atmosferico. Inoltre, si argomenta, l\u2019opera sarebbe del tutto inutile (in quanto persino la c.d. Linea Storica, oggetto di un potenziamento nel 2010, \u00e8 attualmente <em>sottoutilizzata<\/em>) ed economicamente insostenibile: si vocifera di 16-17 miliardi di euro, che andrebbero a gravare su un bilancio statale gi\u00e0 in sofferenza\u00a0<strong><span style=\"color: #ff6600;\"><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/E:\/Dati%20Utenti\/04917050\/Desktop\/Val.doc#_ftn1\"><span style=\"color: #ff6600;\">[1]<\/span><\/a><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, chi contesta il progetto sostiene che la realizzazione della tratta, e dell\u2019intero \u201ccorridoio\u201d ferroviario Lisbona-Kiev, rappresenti un affare soltanto per i grandi gruppi industriali coinvolti, cui vengono assicurati lauti profitti: saremmo in presenza di una curiosa caricatura del <em>keynesismo<\/em>, con l\u2019Unione Europea che, attraverso i singoli Stati, finanzia lavori pubblici non per rilanciare occupazione e domanda, bens\u00ec per foraggiare le imprese private \u2013 e (giustamente) nessuno, in valle, \u00e8 disposto a vivere peggio per consentire a questo o a quel paperone di cambiare Ferrari. Tutto il resto \u00e8 conseguenza; ci\u00f2 che non era preventivabile era il carattere duraturo (oramai possiamo dirlo: permanente) della mobilitazione, la sua caratterizzazione politica \u201cdi sinistra\u201d e la solidariet\u00e0 <em>attiva <\/em>riscossa in tutta Italia, che ne fa un movimento di rilievo nazionale. Se per gli abitanti la valle \u00e8 innanzitutto un territorio, <em>il<\/em> <em>loro territorio<\/em>, chi si sobbarca centinaia di chilometri (ironia della sorte, spesso in treno), nei fine settimana, per sostenerne la causa ha eretto la Val di Susa a simbolo dell\u2019opposizione ad un \u201cprogresso\u201d e ad un modello economico che violentano la natura senza recare benefici generali, traducendosi, al contrario, in tagli alle risorse per la collettivit\u00e0 decisi nell\u2019interesse di pochissimi. Altro che protesta <em>nimby\u00a0<\/em><span style=\"color: #ff6600;\"><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/E:\/Dati%20Utenti\/04917050\/Desktop\/Val.doc#_ftn2\"><span style=\"color: #ff6600;\"><strong>[2]<\/strong><\/span><\/a><\/span>: quello contro l\u2019alta velocit\u00e0\/capacit\u00e0 \u00e8 un impietoso e consapevole atto d\u2019accusa nei confronti della bulimia capitalista, percepito come tale nei palazzi del potere economico\/politico che, difatti, mostrano di prenderlo molto sul serio. Il risultato non \u00e8 ovviamente il dialogo, bens\u00ec la repressione: di fronte ad una contestazione non generica, ma puntuale e dunque insidiosa, non c\u2019\u00e8 finzione (<em>alias <\/em>\u201cdemocrazia\u201d) che tenga, anche quando a scendere in strada sono pacifici ed attempati sindaci con tanto di fascia tricolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invero, la rovinosa caduta dal traliccio di Luca Abb\u00e0 (cui vanno i nostri auguri di ristabilimento) \u00e8 solo l\u2019ultimo episodio sintomatico di un clima teso, quasi da caccia all\u2019uomo. Tralasciamo gli esiti del \u201csondaggio\u201d di Libero \u2013 da quel giornale e dal becerume che lo legge non ci si pu\u00f2 attendere altro \u2013 ed ogni giudizio sull\u2019efficacia di quello che voleva essere un gesto dimostrativo: come riconosce, tra le righe, lo stesso Ezio Mauro, a sconcertare \u00e8 la scelta, da parte delle forze di ordine, di lanciarsi all\u2019inseguimento di un giovane che, senza minacciare nessuno, stava arrampicandosi, a suo rischio e pericolo, su un pilone. Sar\u00e0 la magistratura ad accertare eventuali responsabilit\u00e0, ma appare censurabile \u2013 e gravissimo \u2013 l\u2019atteggiamento di chi, incaricato di proteggere la vita dei cittadini, la mette ingiustificatamente a repentaglio. Non \u00e8 la prima volta che avviene: gi\u00e0 in svariate occasioni la condotta di agenti e militari ha sollevato scandalo, ed i pestaggi di persone inermi, cos\u00ec come l\u2019utilizzo sconsiderato (?) di gas nocivi, sono ormai una sinistra prassi, tanto che lo Stato, temendo la crescente impopolarit\u00e0 dei suoi sbirri, ha inscenato la pietosa buffonata dell\u2019encomio al \u201ccarabiniere taciturno\u00a0<strong><span style=\"color: #ff6600;\"><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/E:\/Dati%20Utenti\/04917050\/Desktop\/Val.doc#_ftn3\"><span style=\"color: #ff6600;\">[3]<\/span><\/a><\/span><\/strong>\u201d, che diligentemente le radiotelevisioni di regime hanno provveduto a pubblicizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il massiccio impiego di manganelli, opinionisti e lacrimogeni, la strategia del terrore non sta tuttavia sortendo alcun effetto: i montanari non cedono di un metro, ed attivisti di tutte le et\u00e0 continuano ad affluire in valle. V\u2019\u00e8 in questa sfida all\u2019oppressore un pizzico di romanticismo: la stessa natura \u2013 bucolica, quasi \u201ctolkieniana\u201d \u2013 dei luoghi, il ricordo delle lotte partigiane in quelle terre invogliano all\u2019azione, per tacere del fatto che la presenza di boschi, saliscendi e ripari annulla parzialmente il vantaggio militare e tecnologico delle forze dell\u2019ordine, pi\u00f9 avvezze ad operare nei centri urbani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parere di chi scrive, c\u2019\u00e8 anche dell\u2019altro. Alcuni giorni fa, il Comitato No Debito greco ha fatto pervenire ai compagni di tutta Europa un accorato e commovente appello che, tra le altre cose, conteneva un sensato parallelismo tra la Greciain lotta e la Repubblica Spagnola degli anni &#8217;30, difesa dalle brigate internazionali antifasciste. Ebbene, la Val di Susa \u00e8, oggi, la piccola Spagna d\u2019Italia, un\u2019<em>enclave <\/em>in cui si combatte, a viso aperto, contro un disegno reazionario sovranazionale. La posta in gioco non \u00e8 pi\u00f9 una super littorina: sono la libert\u00e0, la democrazia, la giustizia sociale. Niente a che vedere, dunque, con l\u2019inquinata e localistica protesta dei forconi siciliani, o con quella \u2013 meritevole di sostegno, ma circoscritta \u2013 dei pastori sardi: ai piedi delle Alpi sta germogliando un seme <em>potenzialmente<\/em> rivoluzionario, che pu\u00f2 essere esportato anche altrove. In effetti, dal nord al sud della penisola i focolai di rivolta si vanno moltiplicando, e le manifestazioni e i blocchi di solidariet\u00e0 tenutisi luned\u00ec scorso lo comprovano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fare il salto di qualit\u00e0, il movimento ha bisogno di un\u2019organizzazione e, come nelle arrampicate, di guide esperte: al momento non se ne vedono, malgrado il sostegno generoso di poche personalit\u00e0 politiche (Ferrero, pi\u00f9 che il camaleontico Vendola) e sindacali (Cremaschi, in parte Landini con la FIOM).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potere \u00e8 comunque in allarme: se le spore si diffondessero, la situazione italiana diverrebbe incandescente, e i carabinieri \u2013 \u201cbuoni\u201d o \u201ccattivi\u201d che siano \u2013 non basterebbero a controllare il Paese. Pertanto, si vuole chiudere in fretta, con l\u2019aiuto del partito dell\u2019ordine (PDL+PD+centristi), il capitolo valsusino, cercando lo \u201cscontro decisivo\u201d. E se qualcuno si fa male, o cade, peggio per lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La militarizzazione del Paese \u00e8 in corso (da almeno un decennio): tocca a noi reagire, in maniera democratica ma ferma.<\/p>\n<div style=\"text-align: right;\"><em>Norberto Fragiacomo<\/em><\/div>\n<div align=\"right\"><em>Segretario Lega dei Socialisti Nordest<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong><span style=\"color: #ff6600;\"><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/E:\/Dati%20Utenti\/04917050\/Desktop\/Val.doc#_ftnref1\"><span style=\"color: #ff6600;\">[1]<\/span><\/a><\/span><\/strong> Per approfondimenti, vedi il sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.notavtorino.org\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.notavtorino.org\/<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/E:\/Dati%20Utenti\/04917050\/Desktop\/Val.doc#_ftnref2\"><span style=\"color: #ff6600;\">[2]<\/span><\/a><\/strong><\/span> <em>Not in my back yard<\/em>, vale a dire: \u201cnon nel mio cortile\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff6600;\"><strong><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/E:\/Dati%20Utenti\/04917050\/Desktop\/Val.doc#_ftnref3\"><span style=\"color: #ff6600;\">[3]<\/span><\/a><\/strong><\/span> Il quale, stando a Repubblica, si \u00e8 detto sorpreso dalla\u2026 risonanza del suo silenzio: al Comandante generale dell\u2019Arma avrebbe infatti risposto di aver compiuto \u201csoltanto il mio dovere\u201d.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trieste, 1 marzo 2012 &#8211; Torniamo, dopo una breve pausa, a parlare di monti: ma veri, stavolta, in legno e roccia. 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