Roman e il suo Cucciolo

 

 
 
 
 
 
 
 
Una splendida interpretazione, quella di Gassman nel ruolo di un padre che pur vivendo una vita di illegalità, cerca di tenere il figlio lontano dagli ambienti che lui stesso frequenta, sperando per quest’ultimo una vita migliore.
Purtroppo vivere accanto alla morte non allontana il figlio dalla morte stessa, vista negli occhi del padre, ed abbracciata in un futuro incerto ed oramai segnato.
Un ruolo difficile nel quale Gassman si impegna al massimo, interpretando magistralmente anche la difficile parlata di un popolo che non è abituato alla nostra lingua, ma che con una facilità che a noi stupisce, la impara davvero velocemente.
Intorno gli amici, più o meno legati da interessi, più o meno toccati dalla morte stessa di Roman, i quali continuano la loro vita di televisione e affanni come se niente fosse successo.
Il dolore iniziale e il successivo scorrere della vita, quasi allontana quella continua frase che così fortemente rieccheggia in tutto il teatro da sentirla nel tempo. Una frase di Roman ripetuta in maniera ossessiva sia al figlio che all’amico, quasi fosse un mantra. Una frase che risuona così potente da sembrare più una richiesta che un’offerta :  Ti voglio bene!

Laura Poretti Rizman

foto dal sito IL ROSSETTI

“Alessandro Gassman presenta Roman e il suo Cucciolo al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, dal 14 al 18 dicembre. Lo spettacolo di forte impegno sociale è stato adattato da Edoardo Erba da Cuba and his Teddy Bear dell’americano Reinaldo Povod e vede Gassman nel doppio ruolo di regista e protagonista. Venerdì 16 dicembre alle ore 17.30 alla Sala Bartoli Alessandro Gassman e Riccardo Noury – direttore dell’ufficio comunicazione e portavoce di Amnesty International – Sezione Italiana – incontreranno il pubblico”.

 

Arriva sul palcoscenico del Politeama Rossetti a Trieste l’atteso Roman e il suo Cucciolo, di Reinaldo Povod, diretto da Alessandro Gassman che ne è anche il protagonista. L’appuntamento – per l’abbonamento Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – è da mercoledì 14 a domenica 18 dicembre.

 

Lo sfondo su cui scorre la vicenda di Roman e il suo Cucciolo è di desolazione e ignoranza, esclusione e bisogno. Da qui alla violenza, all’illegalità il passo è breve: anche se permane in qualcuno il desiderio di riscatto.

 

«Non hai ancora capito che la gente ti tratta per quello che sembri? Sembri una merda, ti trattano da merda». Quanta velenosa verità, in questa battuta di Roman, tutto teso a spiegare al figlio adolescente il peso dell’apparenza nelle dinamiche sociali… Quanta cattiveria, quanto cinismo, ingiustizia della società “civile” è racchiusa in questa banale osservazione, che per un immigrato è solo uno dei miliardi di punti che lo “distinguono” irreparabilmente dagli altri e gli precludono l’inserimento nella realtà in cui vive… Lingua, cultura, immagine, necessità: sono tutti aspetti che sottolineano l’estraneità di chi è esule. A ciò aggiungiamo il pregiudizio, la paura del mondo che dovrebbe accogliere, ed ecco che la prospettiva più immediata diventa quella dell’emarginazione, delle periferie vissute come apartheid, del degrado.

Ma per Roman – immigrato e spacciatore – c’è un sogno di futuro e s’incarna nel figlio adolescente, Cucciolo: un ragazzino su cui egli proietta tutte le sue speranze. Per assicurargli benessere, egli è stato ed è pronto a tutto…

 

Alessandro Gassman sulla scena è Roman, l’immigrato che il drammaturgo americano Reinaldo Povod pone al centro di Cuba and his Teddy Bear, dramma che negli anni Ottanta ebbe a New York successo notevolissimo e fu interpretato da Robert De Niro. Da attore e regista, Gassman ha scelto questo testo livido e incisivo e ne ha affidato l’adattamento a Edoardo Erba, che pur rimanendo fedelissimo, traduce la comunità cubana di esuli dell’originale, in un gruppo di rumeni che vivono alla periferia di una città italiana. Un modo per sentire ancor più dolenti i pugni nello stomaco che lo spettacolo, a ragione, non risparmia.

 

Dopo La parola ai giurati di Reginald Rose – che anche allo Stabile nel 2008 ha entusiasmato sera dopo sera la platea – Alessandro Gassman guarda dunque ancora alla drammaturgia contemporanea e al teatro d’impegno sociale. A capo di un’ottima compagnia d’attori, in cui figurano Manrico Gammarota e Sergio Meogrossi, egli ci propone dunque una storia ruvida, tratteggiata con un linguaggio a tratti violento e scabroso, ma sempre coerente con l’umanità che viene ritratta. Emarginazione, droga e un irrisolto rapporto padre-figlio si intrecciano in maniera struggente ma scevra da sentimentalismi in Roman e il suo Cucciolo. Semianalfabeta, disposto a tutto per guadagnare e garantire al proprio figlio una vita migliore, Roman spaccia droga. Verso il figlio alterna momenti di rabbiosa nevrosi e altri di toccante tenerezza, è onesto con lui, non gli nasconde le proprie miserie né le aspirazioni, s’impegna – alle volte con commovente frustrazione – nel tentativo di comprenderlo… L’adolescente vive nei suoi confronti un rapporto carico di conflittualità. Sembra schiacciato dall’autorità paterna, ma allo stesso tempo convinto di volersi emancipare attraverso lo studio; sembra rifiutare le proprie radici rumene, ma è poi legato alla gente che appartiene al suo mondo. Al padre però nasconde la propria tentazione verso l’eroina, la fascinazione che subisce da parte di un pericoloso intellettuale drogato e la consapevolezza, forse, delle proprie illusorie prospettive esistenziali.

Il loro legame, fatto di voragini d’amore e incomprensione, si risolve in un finale catartico e inquieto, da cui il cast trae ispirazione per prove di rara tensione, e gli spettatori – ci auguriamo – fondamentali induzioni per pensare e cambiare.

 

Roman e il suo Cucciolo è  tradotto e adattato da Edoardo Erba da Cuba and His Teddy Bear di Reinaldo Povod. Si avvale della regia di Alessandro Gassman.

Alessandro Gassman è Roman, Manrico Gammarota interpreta Geco, Sergio Meogrossi è Che, Giovanni Anzaldo sostiene il ruolo di Cucciolo, Matteo Taranto è Dragos, Natalia Lungu interpreta Lourdes e Andrea Paolotti il Pusher.

 

Le scene sono di Gianluca Amodio ed i costumi di Helga H. Williams, le musiche sono firmate da  Pivio&Aldo De Scalzi, mentre è light design Marco Palmieri. La videografia è a cura di Marco Schiavoni.

Lo spettacolo ha il patrocinio di Amnesty International.

 

Venerdì 16 dicembre alle ore 17.30 alla Sala Bartoli si terrà una conversazione con Alessandro Gassman e Riccardo Noury, direttore dell’ufficio comunicazione e portavoce di Amnesty International – Sezione Italiana.  Si parlerà di teatro ma anche di integrazione e altre tematiche sociali di grande attualità: l’incontro sarà condotto da Noemi Calzolari e sarà ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti a disposizione.

 

Roman e il suo Cucciolo di Povod va in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, nella Sala Assicurazioni Generali, da mercoledì 14 a sabato 17 dicembre alle ore 20.30 e domenica 18 dicembre alle ore 16. Lo spettacolo è programmato nell’ambito del cartellone Prosa.

 

La Stagione 2011-2012 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

 

Informazioni dettagliate sulla stagione ­nonché su tutte le formule di abbonamento con i relativi prezzi, sono disponibili in tutti i punti d’informazione e vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: dedicato agli studenti universitari, dal 2011-2012 è attivo il punto vendita di Radio Incorso, nel campus universitario.

Tutta la stagione e le possibilità di adesione ai diversi cartelloni sono illustrate anche sul sito www.ilrossetti.it; inoltre il Teatro può essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.

 

L’ufficio stampa

foto dal sito IL ROSSETTI

 

Comunicato Stampa
del 13 dicembre 2011

 

Venerdì 16 dicembre alle ore 17.30 alla Sala Bartoli si terrà una conversazione con Alessandro Gassman e Riccardo Noury, direttore dell’ufficio comunicazione e portavoce di Amnesty International – Sezione Italiana.
Si parlerà di teatro ma anche di integrazione e altre tematiche sociali di grande attualità: l’incontro sarà condotto da Noemi Calzolari e sarà ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti a disposizione.

 

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