Lettere a Bernini 🗓

“La rivalità fra Bernini e Borromini, ma anche l’apprezzamento che un artista sa dare al proprio rivale, riecheggiano dentro “Lettere a Bernini” spettacolo di Marco Martinelli, con protagonista Marco Cacciola che è in scena dal 23 al 26 aprile alla Sala Bartoli ”.

Enrico Fedrigoli

“Lettere a Bernini” – uno degli ultimi appuntamenti della stagione “Scena contemporanea” in scena dal 23 al 26 aprile alla Sala Bartoli – trasporta il pubblico in un’assolata giornata della Roma barocca.

Lo spettacolo di una delle punte di diamante della ricerca italiana, Marco Martinelli, con protagonista Marco Cacciola, si svolge infatti interamente in un giorno d’estate dell’anno 1667, esattamente il 3 agosto.

In scena, nel suo studio di scultore, pittore e architetto, il vecchio Gian Lorenzo Bernini, la massima autorità artistica della Roma barocca, è infuriato con Francesca Bresciani, intagliatrice di lapislazzuli che ha lavorato per lui nella Fabbrica di San Pietro e che ora lo accusa, di fronte ai cardinali, di non pagarle il giusto prezzo per il suo lavoro.

Nell’infuriarsi con la donna, Bernini evoca l’ombra dell’odiato rivale, Francesco Borromini, il geniale architetto ticinese. Un’evocazione ‘in absentia’, al pari di quelle dei suoi allievi, ai quali Bernini si rivolge, discutendo con loro, mettendoli in posa, facendoli recitare nelle commedie da lui scritte e dirette, perché imparino a incarnare gli ‘affetti’, i sentimenti che dovranno trasferire nel marmo.

Quando, poi, giungerà la notizia inaspettata del suicidio di Borromini, la furia cederà il passo alla pietas: per la tremenda depressione che aveva colpito il rivale in quegli ultimi anni e, al contempo, per l’incessante guerra che gli artisti si fanno, tutti contro tutti, per il loro ‘sgomitare sotto il cielo’, come direbbe Thomas Bernhard.

Travolto da quella pietas, Bernini giungerà a riconsiderare l’opera del collega, riconoscendone l’alto valore. Chi può comprendere fino in fondo la grandezza di un artista? Il suo rivale. Il suo avversario. Il suo simile.  

Attraverso una drammaturgia in cui la voce monologante dell’attore e quella di Bernini si rincorrono e sovrappongono senza soluzione di continuità a generare sulla scena, come scolpendo nel vuoto, presenze, figure e ricordi, l’opera di Martinelli ci mostra un Seicento che parla di noi, sospeso tra il secolo della Scienza nuova e l’attuale imbarbarimento, sempre più incombente.

Marco Martinelli è drammaturgo, regista di teatro e di cinema, fondatore del Teatro delle Albe (1983) insieme a Ermanna Montanari, con la quale ne condivide la direzione artistica. Le sue drammaturgie sono pubblicate e messe in scena in Italia e in altre dieci lingue nel mondo. Numerosi i riconoscimenti nazionali e internazionali ricevuti: sette Premi Ubu (l’Oscar del teatro italiano) come regista, drammaturgo, pedagogo; il Premio Mess del Festival di Sarajevo, il Premio Hystrio alla regia, il Premio alla Carriera assegnato dal Festival “Les Journées Theatrales de Carthage” (Tunisi). Nel 2016 pubblica Aristofane a Scampia (Ponte alle Grazie) in cui racconta l’esperienza della non-scuola, nata a Ravenna e divenuta un paradigma pedagogico in ambito internazionale. Il libro, tradotto in francese e pubblicato da Actes Sud, ha ricevuto il Prix de la Critique come “miglior libro sul teatro” del 2021. Nel campo cinematografico ha realizzato i film Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi (2017), The Sky over Kibera (2019), ER (2020), fedeli d’Amore (2021).  Nel 2024 è stato nominato, insieme a Ermanna Montanari, alla direzione artistica del Festival Internazionale Ciclo dei Classici del Teatro Olimpico di Vicenza.

Lo spettacolo va in scena giovedì e sabato alle ore 21venerdì alle 19.30 e domenica alle 17: i biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.

LETTERE A BERNINI

di Marco Martinelli

in scena Marco Cacciola

disegno luci Luca Pagliano

scenografia Edoardo Sanchi

musiche originali e sound design Marco Olivieri

tecnico audio Paolo Baldini

voce del cardinale Rinaldo D’Este Ivan Simonini

voce del primo allievo Gianni Vastarella

voce del secondo allievo Riccardo Savelli

realizzazione immagini video Filippo Ianiero

tecnici video  Filippo Ianiero, Fagio

realizzazione scene  Antonio Barbadoro con la squadra tecnica delle Albe Alessandro Pippo Bonoli, Gilberto Bonzi, Fabio Ceroni, Enrico Isola, Danilo Maniscalco, Lorenzo Parisi in collaborazione con Rinaldo Rinaldi

assistente alla scenografia Laura Pigazzini

consulenza linguistica Valeria Pollice, Gianni Vastarella

organizzazione Silvia Pagliano, Francesca Venturi

ufficio stampa Alessandro Gambino-GDG Press, Federica Ferruzzi

fotografie dello spettacolo Enrico Fedrigoli

ideazione Marco Martinelli, Ermanna Montanari

regia Marco Martinelli 

coproduzione Albe / Ravenna Teatro – Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

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Scheduled Arte e spettacolo Trieste

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