Con “Pugni chiusi” , la nuova produzione del Teatro Stabile La Contrada, ha preso il via la sesta edizione di “AiFabbri2”, rassegna di tredici titoli, con la partecipazione di compagnie da tutta Italia. Molti spettacoli guardano alla storia del Novecento e ai suoi protagonisti, accanto a reading con musica dal vivo, teatro di narrazione e comicità.
Il 29 e 30 ottobre Koreja porta a Trieste “Modugno, prima di volare”, scritto da Angelo De Matteis con Salvatore Tramacere, che firma anche la regia. Lo spettacolo torna alle origini salentine di Domenico Modugno, a lungo creduto siciliano per un equivoco che lui stesso non si preoccupò mai di chiarire, e ricostruisce gli anni del dopoguerra in un piccolo paese del Nord Salento attraverso foto private, ritagli di giornale e testimonianze di chi lo conobbe prima di “Volare”. Il 5 e 6 novembre è la volta di un’altra produzione della Contrada, “Pace. Svuotare gli arsenali, riempire i granai”: Diana Höbel, autrice e interprete, costruisce con le musiche dal vivo del duo Baby Gelido un reading sulla propaganda di guerra. A sostenere il discorso, le voci di intellettuali da Tolstoj a Freud, da Einstein a Russell fino a Piero Calamandrei.
Domenica 15 novembre Giuseppe Nicodemo e Andrea Tich presentano “L’uomo dal cioccolatino in bocca” (Zatrocarama), che dialoga apertamente con Pirandello portando il tema della malattia in una dimensione domestica e concreta. Il 28 e 29 novembre Alessandro Bandini, vincitore del Premio Mariangela Melato per giovani attori, è in scena con “Per sempre”, prodotto dal LAC di Lugano insieme al Piccolo Teatro di Milano, al CTB e a ERT Emilia Romagna Teatro. La drammaturgia nasce dalle oltre duemila lettere, ancora inedite, che Giovanni Testori scrisse ad Alain Toubas tra il 1959 e il 1962, e restituisce un lato poco noto dello scrittore lombardo. L’anno si chiude l’11 e 12 dicembre con “Al fuoco” (Tangram Teatro), scritto e interpretato da Fabrizio Coniglio, che mette a confronto due tragedie del lavoro lontane cinquant’anni: Marcinelle, nel 1956, e il rogo della ThyssenKrupp di Torino, nel 2007.
Il 2027 si apre con Federica Fracassi e il violoncello di Lamberto Curtoni in “Dora pro nobis” di Concita De Gregorio (Teatro di Dioniso) in scena il 15 e 16 gennaio. Lo spettacolo è dedicato a Dora Maar e agli uomini che ne attraversarono la vita, da Bataille a Picasso, da Éluard a Lacan. «La storia di Dora Maar è il Novecento» scrive l’autrice. Il 27 e 28 gennaio torna la Contrada con “La vita resistente”, scritto e interpretato da Marcela Serli e Andrea Collavino a partire da “La scomparsa dei riti” di Byung-Chul Han: una tragicommedia sui gesti condivisi, dalle candeline spente al buio alla veglia accanto a una persona cara, che fanno della vita qualcosa di più della semplice sopravvivenza.
A febbraio spazio alla comicità di Alessandro Ciacci, già apparso in LOL 5 e su Rai 3, che il 12 e 13 porta ai Fabbri “Fricassea” (Sillaba), un one man show in cui Shakespeare lavora in un call center e Socrate filosofeggia a mano armata. Il 26 e 27 febbraio Ariateatro presenta “Love Store, danza muta per due ossessioni” di Giulio Macrì, in scena con Ariele Celeste Soresina: due clienti avvolti in guanti di lattice e strati di plastica si contendono l’ultimo flacone di detersivo rimasto sullo scaffale, e da quella lotta nasce una storia d’amore.
A marzo la Contrada propone “Mastro Geppetto” (10 e 11 marzo), dal romanzo di Fabio Stassi, con riduzione e regia di Daniela Gattorno, in scena con Maurizio Zacchigna, Lorenzo Zuffi e Andrea Neami. Il falegname di Collodi diventa qui un uomo fragile e solitario, deriso dai suoi compaesani, che insegue il desiderio di un figlio. Il 17 marzo Isabella Russinova racconta “Francesca Madre Cabrini” (Fondazione Mira), con la musica dal vivo del maestro Marco Gerolin e il tenore Alexandru Tiba: la storia della santa dei migranti, prima santa americana, che attraversò l’Atlantico ventotto volte per assistere i migranti italiani. «Siamo sempre stati popoli in cammino» osserva l’attrice. «Da sempre ci spostiamo, ci mescoliamo, cresciamo attraverso il movimento». Chiude la rassegna, il 24 e 25 marzo, “Moana Pozzi Revolution” (Z.I.A. – Zona Indipendente Artistica), in cui Irene Serini, diretta da Marcela Serli, parla con ironia di desiderio, di corpo e di chi guarda e giudica.
Tutti gli appuntamenti
La rassegna si apre con “Pugni chiusi” (La Contrada) sabato 3 ottobre alle 18.00 e domenica 4 ottobre alle 16.30, e prosegue con “Modugno, prima di volare” (Koreja) il 29 e 30 ottobre alle 20.30. A novembre “Pace. Svuotare gli arsenali, riempire i granai” (La Contrada) il 5 e 6 alle 20.30, “L’uomo dal cioccolatino in bocca” (Zatrocarama) il 15 alle 20.30 e “Per sempre” (LAC Lugano Arte e Cultura) il 28 alle 18.00 e il 29 alle 16.30; a dicembre “Al fuoco” (Tangram Teatro) l’11 alle 20.30 e il 12 alle 18.00. Nel nuovo anno, a gennaio, “Dora pro nobis” (Teatro di Dioniso) il 15 alle 20.30 e il 16 alle 18.00 e “La vita resistente” (La Contrada) il 27 e 28 alle 20.30; a febbraio “Fricassea” (Sillaba) il 12 alle 20.30 e il 13 alle 18.00 e “Love Store” (Ariateatro) il 26 alle 20.30 e il 27 alle 18.00. A marzo “Mastro Geppetto” (La Contrada) il 10 e 11, “Francesca Madre Cabrini” (Fondazione Mira) il 17 e “Moana Pozzi Revolution” (Z.I.A. – Zona Indipendente Artistica) il 24 e 25, tutti alle 20.30.
Biglietti e informazioni
I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro Orazio Bobbio (via Ghirlandaio 12), aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30, e online sul circuito Vivaticket; la biglietteria apre un’ora prima dello spettacolo. Per la rassegna è disponibile la Card Fabbri, non nominale, valida per cinque ingressi.
Teatro dei Fabbri, via dei Fabbri 2/A, Trieste. Informazioni: 040 948471 – contrada@contrada.it – www.contrada.it.