PEQUOD itinerari di letteratura e giornalismo
Mercoledì 25 giugno, ore 18.00 – Teatro Miela
BELLA E PERDUTA
Canto dell’Italia garibaldina

Paolo Rumiz dialoga con Alessandro Mezzena Lona del suo ultimo libro “Bella e perduta. Canto dell’Italia garibaldina” (Feltrinelli Editore)
Quadri scenici con Veronica Dariol e Omar Giorgio Makhloufi
Cos’è rimasto di Garibaldi in questa Italia senza memoria e senza senso delle istituzioni, dove l’unità sognata non si è mai davvero realizzata? Con la sua penna affilata e il suo cuore garibaldino, Rumiz nel suo nuovo entusiasmante libro si mette in viaggio alla ricerca delle camicie rosse, quelle di ieri ma soprattutto quelle di oggi.
Pungolato dalle domande di Alessandro Mezzena Lona (scrittore e giornalista, per 16 anni responsabile delle pagine culturali del quotidiano «Il Piccolo» e attuale curatore del festival letterario “Barcolana – Un mare di racconti”), Paolo Rumiz racconterà al pubblico cos’è oggi il Garibaldi che rievoca nel suo libro. Sicuramente un linguaggio forte e liberatorio che rompe col politicamente corretto, stronca ogni rigurgito di fascismo e non teme di chiamare le cose col proprio nome. Una topografia corsara che riaccende memorie ovunque e compone il ritratto di un eroe sconfitto, che non può riconoscersi in un’Italia che ha tradito le premesse del Risorgimento. Un uomo appassionato e irruento, che oggi, dal suo sepolcro di Caprera, guarda al mondo dominato dai ricchi e dalle guerre tra poveri e non può far altro che indignarsi, prendere in mano la penna e scrivere una lettera infuocata agli italiani come nella potente apertura del libro. Una lettera in cui l’eroe dei due mondi ci esorta tutti a “disobbedire” e le cui parole verranno riprese dagli attori Veronica Dariol e Omar Giorgio Makhloufi per dare il via alla serata.
In un Paese che in apparenza non si indigna e nemmeno canta più, Paolo Rumiz attraversa borghi, città e campagne incontrando un popolo inatteso, fatto di uomini e donne retti, coraggiosi e – anche nel dissenso – carichi di passione civile, che spesso guardano a Garibaldi come emblema di libertà, giustizia e ribellione: ideale scandaglio per proporre una narrazione diversa sull’Italia di oggi, le sue divisioni, le sue contraddizioni e una memoria che tende a svaporare. Con indosso una camicia rossa commissionata per la traversata dello Stivale, Rumiz si fa protagonista di questa rievocazione avventurosa anche con azioni spavalde, come quando con un commando di “ribelli” si diverte a scalare di notte una ciminiera di Montecchio Maggiore in Veneto, per appendere a 40 metri d’altezza un enorme tricolore sotto il naso degli antitaliani.
E ci accompagna in un viaggio patriottico fisico, spirituale e piano di sorprese, che ha suscitato una valanga inattesa di lettere arrivate dall’Italia e anche dall’estero. Fra riferimenti letterari, storici, simbolici legati a una tradizione risorgimentale di ardore e visione, Bella e perduta è un’opera appassionata e, qualità ormai rarissima, capace di unire.
Bonawentura con il contributo della Fondazione CRTrieste
In collaborazione con la Libreria Minerva
Ingresso libero