Un testo, quello di Beniamino, che tratta un argomento di non facile ascolto. Non è l’omosessualità oggi, a scuotere l’opinione moralistica ma la dichiarazione di pedofilia. Innamorarsi di un bambino sotto la statua di William Shakespeare non riesce ad essere compreso neppure quando le battute tentano di portare il sorriso. Il racconto di un pervertito che non riesce ad accettare l’opinione degli altri che a suo dire hanno comunque molto da nascondere. La deviazione di questa persona, raccontata nei minimi dettagli, partendo da una mancata accettazione del suo essere, nel nascondersi continuo agli occhi degli altri, per arrivare forse anche ad un fraintendimento, che però non viene neppure considerato, ma giudicato e condannato immediatamente senza neppure ascoltare una difesa. Internato in un’ospedale psichiatrico, dove la pazzia lo divora fino a portarlo al gesto estremo, cercherà nella morte la pace tanto voluta.
Un ruolo davvero difficile da interpretare nel quale Ennio Fantastichini ha saputo immergersi appieno.
Un testo che fa emergere quanto fossero collegate dall’opinione comune della società, l’omosessualità alla pazzia. Ma è altrettanto vero che la pazzia spesso è la diretta derivazione di una vita passata a subire continue umiliazioni, dove l’anima si macchia di nero perchè ha smarrito la propria coscienza.
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©Laura Poretti Rizman
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“Ennio Fantastichini è protagonista di Beniamino di Steve J. Spears. Un monologo in cui autoironia e tragedia s’intrecciano a denunciare il dramma – attualissimo – della difficoltà di vivere autenticamente. Beniamino è il secondo appuntamento che unisce il Teatro Stabile regionale e Teatro Miela, nella cui sala lo spettacolo va in scena da mercoledì 11 fino a venerdì 13 dicembre”.

Beniamino con Ennio Fantastichini in scena dall’11 al 13 dicembre al Teatro Miela rappresenta il secondo appuntamento realizzato in sinergia dal Teatro Stabile regionale (nel cui cartellone altripercorsi l’appuntamento è inserito) e Bonawentura/Teatro Miela.
Ambiguità, solitudine, ferocia… c’è tutto questo nel monologo in cui, nel 1976, Steve J. Spears decideva antesignanamente di affrontare i temi dell’omofobia e della pedofilia. Una scelta coraggiosa e difficile, premiata da un successo clamoroso per l’autore australiano, che deve proprio a questo lavoro – il cui titolo originale è The elocution of Benjamin Franklin – la sua fama: l’esito della sua messinscena a Londra lo rese infatti un cult internazionale, che arriva in Italia grazie alla sensibilità di un regista come Giancarlo Sepe.
Nel ruolo del protagonista ha voluto un attore carismatico, potentemente fisico ma capace di notevoli profondità: Ennio Fantastichini. Il pubblico dello Stabile lo ha apprezzato l’ultima volta dal vivo nel 1999, nel testo di Koltès La solitudine nei campi di cotone, ma è impossibile non averlo ammirato in una delle tante prove cinematografiche, fra cui ricordiamo almeno i film di Ferzan Ozpetek Saturno contro e Mine vaganti.
In Beniamino, monologa nel ruolo del maturo protagonista un professore di eloquenza shakespeariana che a Toorak, il paesino dell′Australia dove si svolge la vicenda, offre lezioni di dizione alle signore ed ai giovani afflitti da difetti di pronuncia.
Il professor O’Brien è un anziano omosessuale, ma ha sempre mantenuto il più stretto riserbo rispetto alla propria vita e alle proprie inclinazioni: nel privato sfoga qualche eccentricità indossando a volte capi femminili, esprimendo le sue passioni per Shakespeare e Mick Jagger, confidandosi al telefono con l’amico Bruce, anche lui gay. Ma nulla trapela all’esterno.
A scardinare questa situazione giunge un giorno Beniamino, un dodicenne di chiare tendenze omosessuali, che la madre affida al professore peché gli sia curata la balbuzie: O’Brian se ne innamora.
Nel racconto di Fantastichini-O’Brian autoironia e tragedia s’intrecciano sempre più indissolubilmente a denunciare il dramma – attualissimo – della difficoltà di vivere autenticamente e (ha un valore metaforico, sicuramente, il fatto che il professore curi proprio difetti di parola) di comunicare sé stessi al mondo. È uno spettacolo contro l’omofobia, che continua tutt’oggi a mietere vittime, uno spettacolo in cui il protagonista tratteggia non solo il proprio profilo ma anche l’eco delle voci e delle figure degli altri personaggi di Toorak:
personaggi che decreteranno il terribile epilogo dell’esistenza di O’Brian. Accusato – ingiustamente – di pedofilia spenderà i suoi giorni rinchiuso in manicomio.
Beniamino di Steve J. Spears, per la regia di Giancarlo Sepe, con in scena Ennio Fantastichini e la voce di Pino Tufillaro, va in scena al Teatro Miela – per il cartellone altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – dall’11 al 13 dicembre.
Le scene sono di Fabiana Di Marco, i costumi di Giovanni Ciacci, le luci di Umile Vainieri, le musiche di Harmonia Team. È una produzione di Marionetta Bideri per Bis Tremila.
Lo spettacolo debutta mercoledì 11 dicembre alle ore 21. Va in scena in orario serale anche il 12 e il 13 dicembre.
I biglietti si possono acquistare presso i consueti punti vendita del Teatro Stabile regionale, attraverso il sito www.ilrossetti.it e, a partire da un’ora prima dello spettacolo, presso la Biglietteria del Teatro Miela.