Boston Marriage 🗓

BOSTON MARRIAGE
di David Mamet
traduzione Masolino D’Amico
con Maria Paiato, Mariangela Granelli, Ludovica D’Auria
regia Giorgio Sangati
scene Alberto Nonnato
luci Cesare Agoni
costumi Gianluca Sbicca
musiche Giovanni Frison
assistente alla regia Michele Tonicello
produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Biondo di Palermo
In accordo con Arcadia & Ricono Ltd
Per gentile concessione di A3 Artists Agency

 

“Maria Paiato e Mariangela Granelli assieme a Ludovica D’Auria portano in scena dirette da Giorgio Sangati la dirompente commedia di David Mamet “Boston Marriage” il 24 e 25 febbraio al Politeama Rossetti. Lo spettacolo sarà preceduto alle ore 18 da una prolusione a cura di Peter Brown direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, a ingresso libero. “Boston Marriage” è ospite della stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.

Assistere ad una conferenza di Peter Brown nell’anticipare lo spettacolo serale è quanto di più completo si possa auspicare.

Il direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, con la sua tipica cadenza inglese, ha saputo raccontare, passando dal Bardo a Wilde, la storia della commedia, le sue origini, e soprattutto il lavoro di Mamet e la dicitura che nel titolo identifica una scelta amorosa.

L’espressione “matrimonio bostoniano” è stata usata in New England nei decenni a cavallo tra il XIX ed il XX secolo per descrivere la relazione tra due donne conviventi, anche senza una relazione sessuale, indipendenti da supporto finanziario di un uomo, troviamo nella ricerca del termine, ma in realtà nello spettacolo la dipendenza economica era in relazione all’aiuto di un uomo.

Gelosia e inscenato melodramma, conditi da una grandissima dose di fine umorismo inglese, aggiunti alla meraviglia dei colori scelti, della bellezza dei costumi e di alcuni elementi di scena di arredamento, nulla sarebbero valsi senza la grande capacità attoriali delle attrici sul palcoscenico.

Maria Paiato, Mariangela Granelli e Ludovica D’Auria, hanno saputo interpretare eccellentemente i loro ruoli in questa commedia che ha presentato nel finale anche una musica degna di nota che, data la sua bellezza, a mio avviso avrebbe impreziosito ulteriormente anche il risultato nell’utilizzo in scena.

Lo spettacolo, diretto da Giorgio Sangati, rimane in scena al Politeama Rossetti ancora stasera, mercoledì 26 febbraio, con inizio alle 20.30

Laura Poretti Rizman

Boston Marriage Foto fornita da Teatro Stabile del FVG

Maria Paiato, Mariangela Granelli, Ludovica D’Auria un terzetto d’attrici impeccabili per la scrittura dirompente di David Mamet autore cinematografico e teatrale pluripremiato e di grande successo. A dirigere uno spettacolo da non perdere – al Politeama Rossetti martedì 25 e mercoledì 26 febbraio alle 20.30 – Giorgio Sangati.

«Stati Uniti, fine Ottocento – racconta il regista – un salotto, due dame e una cameriera. Tutto farebbe pensare a una trama convenzionale, un incontro tra amiche un po’ affettate, ma alla forma non corrisponde la sostanza: nella conversazione dal vocabolario ricercato fioccano volgarità e veniamo a sapere che le due sono state un tempo una coppia molto affiatata. L’espressione “Boston Marriage”, infatti, era in uso nel New England a cavallo tra il XIX e il XX secolo per alludere a una convivenza tra donne economicamente indipendenti da uomini.
Dopo la separazione, Anna, la padrona di casa, ha trovato un uomo ricco che la mantiene e vorrebbe ora approfittare della protezione di lui per riprendere con sé Claire, appena arrivata in visita. Ma Claire non è lì per quello; è tornata per ben altri motivi e la riconquista si rivelerà molto più complicata del previsto, con colpi di scena rocamboleschi che coinvolgeranno anche la giovane cameriera, in un crescendo ritmico esilarante, quasi da farsa.
È un Mamet diverso dal solito, che si prende una vacanza dalla gravità e gioca per il gusto di giocare, strizza l’occhio agli esperimenti brillanti di Tennessee Williams, ma, soprattutto, all’“Importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde. Protagonista assoluto, infatti, insieme alle interpreti, è il linguaggio e, di contro, il non-detto, l’allusione, la stravaganza, il paradosso. Mamet si diverte a parodiare la prosa ampollosa dell’epoca, ma dietro l’apparente assurdità della superficie si nasconde l’intento ambizioso di rovesciare la realtà attraverso uno scherzo che mira a creare anche un po’ di raffinatissimo scandalo.

Qui sta il senso anche “politico” di un testo che divertiva e stupiva insieme il pubblico americano del 1999 così come oggi può sorprendere quello italiano.
Il continuo gioco di facciate diventa la chiave di questa messa in scena che cerca di amplificare la funzione di prestidigitazione dell’opera, che nasconde da un lato per rivelare dall’altro: un set di un film o di una serie dove la finzione sembra essere l’unico modo per dire la verità.
È una prova per grandissime attrici come Maria Paiato e Mariangela Granelli, vere e proprie funambole della parola e dell’emozione che giocheranno insieme a Ludovica d’Auria questa bizzarra partita all’ultimo sangue per smascherare ogni convenzione riguardo l’Amore».

È in programma il giorno della prima – martedì 25 febbraio alle ore 18 alla Sala Bartoli – una prolusione allo spettacolo per il ciclo “Peter Brown presents…” con il direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, che è coorganizzatrice dell’iniziativa assieme allo Stabile regionale.
L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Biglietti e abbonamenti sono ancora disponibili presso i punti vendita e nei circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.

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