Credo nel sole anche quando non splende
Credo nell’amore anche quando non lo sento
Credo in Dio anche quando tace
Gli ebrei usano definire in forma poetica Yama Shoah il giorno nel quale ricordano il dramma della deportazione. In Israele tutto si ferma in quel giorno e chiunque fa due minuti di raccoglimento, ma anche in tutte le altre comunità ebraiche del mondo avviene la stessa cosa. Quest’anno per la messa in scena di questo spettacolo, la coincidenza volle che alla richiesta della sala Bartoli al teatro Il Rossetti, casualmente gli unici posti disponibili fossero per il ventotto e il ventinove aprile. Il giorno del debutto coincideva con la corrispondenza del Yama Shoah nel calendario ebraico. Il testo portato in scena è stato scritto nel 1943 e riporta la data del ventotto aprile.
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Un sax soprano entra in scena creando un suono melodico struggente e virtuoso mentre una voce fuori campo inizia a raccontare il dramma di quei giorni.
A pieno schermo scorrono immagini del tempo, che illustrano una Varsavia provata dalla guerra.
L’attore in scena inizia a scrivere mentre sulle sue spalle la proiezione di un particolare delle sue mani e un racconto in lingua ebraica pian piano sfuma sulla traduzione presentata al pubblico.
Sul pavimento del palcoscenico alcuni pupazzi simboleggiano i morti dei bombardamenti; sul tavolo di una casa una piramide e delle bottiglie e seduto alla sedia il protagonista nei suoi ultimi dialoghi con Dio.
Il testo è molto aspro e crudo, ma in fondo non fa che raccontare la realtà straziante e orrenda di quel periodo.
Francesco Gusmitta ha proposto un reading di ottima interpretazione, così come le musiche del Maestro Massimiliano Donninelli.
Di seguito riporto alcune delle frasi più forti del racconto
Denigrando se stessi si bestemmia Dio.
Dio ha nascosto il suo volto al mondo e la purezza ne è la prima vittima.
Chi crede deve considerare questo periodo un disegno divino.
Dio delle vendette, Signore.
Gli ebrei non gridano: accolgono la morte come una liberazione.
Non vi è popolo più eletto di uno sempre colpito.
Uno spettacolo interessante che si conclude con la morte del protagonista che avviene in coincidenza con un bombardamento su Varsavia, che, nella scena finale, scuote la sala con un boato immenso che si espande in ogni coscienza.
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©Laura Poretti Rizman

“Yossl Rakover si rivolge a Dio di Kolitz Zvi è un monologo struggente di uno degli ultimi combattenti/resistenti del Ghetto di Varsavia: lo interpreta Francesco Gusmitta con l’allestimento musicale del Maestro Massimiliano Doninelli e per la regia di Marisandra Calacione. Lo spettacolo è in scena alla Sala Bartoli lunedì 28 e martedì 29 aprile ospite “fuori abbonamento” dello Stabile regionale ”
Yossl Rakover si rivolge a Dio di Kolitz Zvi, è un monologo struggente di uno degli ultimi combattenti/resistenti del Ghetto di Varsavia che, nel 1943, sotto l’assedio delle truppe naziste, è in attesa della propria fine. In questi istanti tragici, circondato dalla distruzione e dalla morte si rivolge al Signore. Il racconto della propria vita, delle tragedie personali e familiari che l’antisemitismo e la guerra hanno portato, diventano motivo di dialogo con Dio.
Yossl racconta, si confida con il Signore ma soprattutto gli chiede il perché di tutto questo. Il rivolgersi al Signore rappresenta proprio l’occasione straordinaria di poter rivolgere la propria attenzione verso sé stesso, sentendo le proprie sofferenze, dubbi e speranze.
Il racconto, se pur di invenzione, è stato considerato per decenni relativo a fatti realmente accaduti, tanto verosimili sono le sofferenze e le violenze descritte.
La pièce vedrà, quale interprete protagonista l’attore triestino Francesco Gusmitta, con l’allestimento musicale del Maestro Massimiliano Donninelli, la voce fuori-campo è di Renzo Sagues, mentre le immagini e le foto sono opera di Massimo Cetin. Firma la regia Marisandra Calacione, da un’idea di Renzo Sagues.
Questo spettacolo è una delle manifestazioni patrocinate dalla Comunità Ebraica di Trieste ed è organizzato dall’Associazione Culturale Prisma.
Yossl Rakover si rivolge a Dio, di Zvi Kolitz debutta alla Sala Bartoli lunedì 28 e replica martedì 29 aprile alle ore 21.
Biglietti ancora disponibili presso i punti vendita e i circuiti consueti dello Stabile regionale e sul sito del teatro www.ilrossetti.it.