Artemisia Gentileschi-L’incontro 🗓

Mia illustre signoria, Le mostrerò cosa può fare una donna

 

Uno spettacolo in sloveno, perfettamente capibile a tutti anche senza sovratitolatura, ma che essendoci riesce a far entrare nel dialogo anche gli spettatori che non parlano lo sloveno: questo è L’incontro con Artemisia Gentileschi di Lino Marrazzo che dal Teatro Sloveno di Trieste si è spostato in tourneè al Kulturni center Lojze Bratuž di Gorizia.

Artemisia Gentileschi è il simbolo delle donne che si ribellano all’ingiustizia, delle donne che hanno subito violenza fisica, spirituale, psicologica e ambigua. Artemisia è l’espressione della giustizia per la parità di genere, ma Artemisia in questo caso è anche una eccellente dimostrazione professionale di recitazione da parte dei due interpreti.

In questa nuova produzione la protagonista è l’attrice Nikla Petruška Panizon e il suo coprotagonista maschile è stato Vladimir Jurc nei panni di Orazio Gentileschi. Le scene sono state realizzate da Marjan Kravos, i costumi in stile da Aleš Čakš, mentre l’autore delle musiche di scena è Michele Budai, che nelle registrazioni le interpreta assieme al giovane violinista triestino Vanja Zuliani.

Il pregiuzio sulla parte di colpevolezza negli atteggiamenti, il voler mutare il ricordo, la predominanza maschile, il sopruso anche durante la denuncia quando l’accusataria diviene l’accusata per l’opinione pubblica pilotata da una mentalità di fratellanza maschilista, è capibile in qualsiasi lingua la si tratti perchè purtroppo è ancor troppo viva nella nostra società.

Uno spettacolo che inizia con un temporale e termina con l’ìlluminazione sulla protagonista che fieramente solleva il torace e il volto, fiera delle sue scelte e della sua caparbietà.

Una donna che è divenuta un mito nell’arte e nella lotta contro la discriminazione di genere.

Laura Poretti Rizman

Artemisia Gentileschi SSG foto Luca Quaia fornita da TSS

Slovensko stalno gledališče / Teatro Stabile Sloveno

 

Lino Marrazzo

ARTEMISIA GENTILESCHI – L’INCONTRO

produzione: Slovensko stalno gledališče – Teatro Stabile Sloveno

Un’artista che per anni aveva subito violenze d’ogni genere meritava uno scritto

che potesse ridare dignità e valore non solo alla sua pittura,

ma soprattutto  al suo essere donna.

Lino Marrazzo

 

Venerdì 11 giugno il Teatro Stabile Sloveno presenterà il secondo debutto dal riavvio della stagione. Dopo l’omaggio alla carismatica stilista Coco Chanel, anche la nuova produzione sarà basata su una storia vera e tratterà in modo ancora più diretto la questione della parità di genere. Artemisia Gentileschi-L’incontro dell’autore e regista Lino Marrazzo è infatti uno spettacolo sul coraggio di una donna che si è affermata come artista e imprenditrice in un’epoca e un ambiente ostili a qualsiasi tentativo di emancipazione femminile.

Il titolo suggerisce il ruolo fondamentale dell’incontro con la persona sbagliata che condizionerà la vita e l’opera di questa grande artista, nata a Roma nel 1593. Riconosciuto il talento della giovanissima pittrice, il padre Orazio, anch’egli apprezzato pittore, la affida per il perfezionamento a un collega di discutibile moralità. Ne deriva una violenza che costringerà Artemisia a dare una svolta radicale alla propria vita e che si rifletterà anche nei soggetti delle sue opere. Nonostante il trauma subito, anche a causa di un processo che ha amplificato l’ingiustizia, Artemisia è riuscita a conquistare una notevole fama per le sue doti artistiche ed è diventata la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti del Disegno a Firenze.

»Il pennello di Artemisia trasforma ogni soggetto in un’azione drammatica, carica di tensione e energia. Nulla nelle sue opere può dirsi grazioso o puramente decorativo« – scrive nel programma di sala la storica dell’arte Ermanna Panizon, che sottolinea quanto le vicende personali di Artemisia si riflettano nella scelta di rappresentare eroine che trionfano, anche con la violenza, sulla prepotenza maschile.

Nel 2014 Lino Marrazzo ha scritto un testo basato su documenti storici relativi in particolar modo al processo subito da Artemisia, ma che ruota anche attorno a vicende nebulose come il rapporto dell’artista con il padre. Lo spettacolo è andato in scena nella sua prima versione in una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Il nuovo debutto sul palcoscenico del Kulturni dom di via Petronio ne proporrà una versione aggiornata, nella traduzione slovena del corrispondente della Radiotelevisione slovena a Roma Janko Petrovec (e con sovratitoli in italiano per tutte le repliche). L’autore e regista dello spettacolo ha già collaborato con il TSS nelle stagioni precedenti, mettendo in scena l’atto unico Elisabeth, l’ultimo giorno di un’imperatrice, altra riflessione sull’universo femminile attraverso le vicende storiche di un personaggio entrato nella leggenda.

Le repliche della produzione proseguiranno fino al 20 giugno nella sala principale del TSS, mentre lunedì 21 giugno lo spettacolo andrù in scena al Kulturni center Lojze Bratuž di Gorizia. Gli spettacoli della domenica pomeriggio prevedono come di consueto un servizio gratuito di navetta bus da Sistiana, Opicina e Muggia.

PRIMA E INSTALLAZIONE – COM’ERI VESTITA?

Una donna che nel XVII secolo ha conquistato tra violenze e ingiustizie la strada dell’emancipazione e dell’indipendenza, è lo spunto ideale per una riflessione più ampia sulla condizione, il ruolo e i diritti delle donne attraverso i secoli. Per questo il Teatro Stabile Sloveno proporrà in concomitanza con il debutto dello spettacolo l’apertura ufficiale dell’installazione itinerante Com’eri vestita?, dedicata al tema della violenza sulle donne e dei pregiudizi sottintesi anche nel linguaggio che descrive questi episodi.

La mostra che prende avvio da un progetto di Jen Brockman, direttore del Centro per la prevenzione e formazione sessuale del Kansas, e da Mary A. Wyandt-Hiebert responsabile di tutte le iniziative di programmazione presso il Centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas, dove la mostra è stata esposta per la prima volta nella primavera del 2013. L’evento è arrivato in Italia grazie   all’Associazione Libere Sinergie che ne ha proposto un adattamento al contesto socio culturale del nostro Paese. L’idea alla base del lavoro è quella di sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza sulle donne partendo da una domanda ricorrente posta a chi subisce molestie o violenza sessuale. »Come eri vestita?« è una domanda che sottende importanti stereotipi sessisti e pesanti implicazioni sulla donna che ha subito violenza, poiché presuppone l’idea che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato  abiti meno provocanti.

Oltre alla narrazione delle singole storie, sono esposti abiti del tutto simili a quelli indossati dalle donne al momento dell’aggressione, che nella loro ordinarietà dimostrano l’infondatezza della tesi del titolo. Certamente anche nel caso di Artemisia Gentileschi, l’abito non è stato la causa della violenza che ha provocato un trauma incancellabile.

L’installazione è stata realizzata da Valentina Cunja e Peter Furlan. Finora è stata ospitata da oltre cinquanta città e in questa occasione verrà presentata per la prima volta a Trieste.  L’apertura avverrà in concomitanza con il debutto di Artemisia Gentileschi-L’incontro, alle 19.30 nel foyer d’ingresso del teatro. I contenuti verranno illustrati dalla psicologa del Consultorio familiare di Gorizia Jana Pečar.

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Scheduled Arte e spettacolo Trieste

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