Bambini senza nome 🗓

Bambini senza nome, lo speciale Rai realizzato con i vincitori e le vincitrici del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, in programma domenica 4 gennaio 2026 alle 9.15 su Rai 3, con replica alle 21.20 su Rai 3 bis.

 

 

TRIESTE, CITTÀ VIVA E PIENA DI LUCE, QUINTA SIMBOLICA E SUGGESTIVA DI “BAMBINI SENZA NOME”, LO SPECIALE DELLA RAI DEDICATO AI SERVIZI VINCITORI DEL PREMIO GIORALISTICO INTERNAZIONALE MARCO LUCHETTA. UN DOCUMENTO INTENSO, DISPONIBILE SU RAIPLAY, IN CUI LE STORIE DI BAMBINE E BAMBINI VITTIME DI GUERRE, SFRUTTAMENTO E VIOLENZA RIECHEGGIANO NEI LUOGHI PIÙ EMBLEMATICI DEL CAPOLUOGO. UN DIALOGO A DISTANZA TRA UNA CITTÀ CHE CUSTODISCE LA MEMORIA E RESTITUISCE VOCE AI BAMBINI CHE NON CE L’HANNO O A CUI L’HANNO TOLTA PER SEMPRE.

Trieste – C’è un filo speciale che lega i tanti volti di Trieste, luogo di incontro e di confine, incrocio di culture e di religioni, a quelli delle bambine e dei bambini protagonisti dei reportage vincitori della 22ª edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta raccontati in “Bambini senza nome”. È l’impegno a fare delle parole disarmate un atto di pace e di giustizia al servizio delle vittime, soprattutto quelle più giovani. Bambini senza nome, speciale prodotto dalla Rai, condotto da Manuela Moreno e con il prezioso contributo di Flavio Insinna, nel ruolo di narratore che interpreta alcune poesie legate ai temi trattati, ha trasformato Trieste in custode delle storie giunte da più parti del mondo. Il porto, piazza Unità d’Italia, la Kleine Berlin, la Grotta Gigante, il Teatro stabile sloveno, la centrale idrodinamica del Porto vecchio, il campo profughi di Padriciano, il castello di San Giusto hanno abbracciato le testimonianze di giornaliste e giornalisti che dai luoghi di guerra, di migrazione, di sfruttamento hanno dato voce a chi altrimenti non l’avrebbe. Riprese diurne e notturne, suggestive immagini aeree, scorci inediti e luoghi sconosciuti al grande pubblico parlano di una città che sa denunciare la crudeltà, l’ingiustizia, la disumanizzazione.

La giornalista Rai Manuela Moreno, volto noto al grande pubblico e conduttrice di Bambini senza nome, ha visitato le gallerie antiaeree della città, ha calcato il palcoscenico del Teatro stabile sloveno, è salita a bordo del rimorchiatore Centurion (grazie alla preziosa collaborazione con la Tripmare della famiglia Cattaruzza), è entrata nel campo profughi di Padriciano, ha attraversato la Kleine Berlin, il complesso di gallerie antiaeree sotterranee edificate nel corso della Seconda guerra mondiale. La sua narrazione, unita alle voci delle colleghe e dei colleghi vincitori, ha ricordato il ruolo del giornalismo. Da Trieste, città di pace, che custodisce nei luoghi la memoria delle ferite di guerre, migrazioni e violazioni di diritti, si è alzato forte il monito affinché chi fa informazione non smetta di sforzarsi a valicare quella linea rossa che a Gaza è sembrata insuperabile per il giornalismo.

«Trieste è una città che ci accoglie viva, piena di luce e in pace», ha esordito Manuela Moreno, che ha intervistato Daniela Schifani Corfini Luchetta, presidente della Fondazione, e Marco Damilano, presidente della giuria del Premio che ha ribadito l’attenzione e il rispetto per le parole: «Quelle disarmate — ha detto — sono un atto di pace e di giustizia se sono al servizio delle vittime, soprattutto quando sono bambini».

Bambini senza nome 2025, diretto da Ciro D’Aniello e scritto da Anna Migotto, dopo gli ottimi risultati della messa in onda di sabato 6 dicembre su Rai1 (che ha radunato 569 mila spettatori ottenendo il 17,7% di share e il miglior risultato della fascia di competenza) in attesa di nuove repliche è ora disponibile su Raiplay https://www.raiplay.it/video/2025/12/Premio-Luchetta-Bambini-senza-Nome—07122025-3f1e294a-233e-4e52-8d2e-e8eb67545ab1.html

Hanno collaborato alla realizzazione il Comune di Trieste, la famiglia Cattaruzza e l’equipaggio del rimorchiatore Centurion, la Fvg Film Commission, Promotorismo Fvg, il Teatro Stabile Sloveno/Slovensko Stalno Gledališče, il Club Alpinistico Triestino, l’Unione degli Istriani e il Museo di Carattere Nazionale Crp Padriciano.

 

 

 

BAMBINI SENZA NOME: SABATO 6 DICEMBRE SU RAI1, LO SPECIALE GIRATO NEI LUOGHI PIÙ SUGGESTIVI DI TRIESTE CON LE GIORNALISTE E I GIORNALISTI VINCITORI DELLA VENTIDUESIMA EDIZIONE DEL PREMIO LUCHETTA, LA CONDUZIONE MANUELA MORENO E IL CONTRIBUTO DI FLAVIO INSINNA.

Uno speciale prodotto dalla Rai, condotto da Manuela Moreno e con protagonisti i vincitori e le vincitrici della 22^ edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta. È Bambini senza nome, l’appuntamento televisivo che si rinnova anno dopo anno per tenere desta l’attenzione sui drammi che si consumano nel mondo a danno dei bambini e delle bambine. Il documentario, girato nei luoghi più rappresentativi di Trieste e del suo golfo, andrà in onda su Rai1 il 6 dicembre in seconda serata. Questa edizione si avvarrà anche del prezioso contributo di Flavio Insinna che, nel ruolo di narratore, interpreterà alcune poesie legate ai temi trattati.

Bambini senza nome raccoglie le testimonianze delle giornaliste e dei giornalisti premiati dalla giuria presieduta da Marco Damilano. Sono inchieste che hanno scandagliato le periferie del mondo e i luoghi di marginalità dove i diritti dell’infanzia sono tra quelli più calpestati. Sono il frutto del giornalismo che approfondisce temi sociali e civili, ingiustizie e drammi che rischiano di passare inosservati.

La serata, condotta da Manuela Moreno, storica giornalista Rai e volto noto al grande pubblico, sarà inoltre opportunità preziosa per conoscere le attività della Fondazione Luchetta, che da oltre trent’anni lavora in aiuto e a sostegno dei bambini e dei loro diritti. La presidente Daniela Schifani Corfini Luchetta, moglie di Marco Luchetta, ribadirà l’impegno della Fondazione nel promuovere il Premio, riconoscimento ispirato a Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, trucidati da una granata a Mostar il 28 gennaio 1994, e a Miran Hrovatin, colpito insieme ad Ilaria Alpi a Mogadiscio il 20 marzo 1994

Anche Trieste, luogo di incontro e di confine, incrocio di culture e di religioni, diventa a sua volta una voce narrante speciale, facendo da quinta con la sua storia e la sua geografia al racconto dei vincitori e delle vincitrici del Premio. Le immagini dal mare al tramonto, quelle nella Grotta Gigante o nella Kleine Berlin, il complesso di galleria antiaeree sotterranee edificate nel corso della Seconda guerra mondiale sono solo alcuni degli esempi di un lavoro corale al quale hanno partecipato il Comune di Trieste, la famiglia Cattaruzza e l’equipaggio del rimorchiatore Centurion, la Fvg Film Commission, Promotorismo Fvg, il Teatro Stabile Sloveno/Slovensko Stalno Gledališče, il Club Alpinistico Triestino e l’ Unione degli Istriani e il Museo di Carattere Nazionale

Scheduled Arte e spettacolo Associazioni Italia Trieste

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