JAPAN
Corpi, memorie, visioni
a cura di Filippo Maggia e Guido Comis
14 febbraio – 7 giugno 2026
Magazzino delle Idee
Corso Cavour, 2 | Trieste
In mostra oltre 80 opere, tra fotografie e video di 16 artisti:
Asakai Yoko, Hayashi Noriko, Ishikawa Naoki, Kai Keijiro, Kawauchi Rinko, Momose Aya, Nagashima Yurie, Nomura Sakiko, Shimonishi Susumu, Sato Tokihiro, Sugimoto Hiroshi, Suzuki Risaku, Suzuki Ryoko, Tomoko Yoneda, Miyagi Futoshi, Yokota Daisuke.
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Il Magazzino delle Idee di Trieste presenta, dal 14 febbraio al 7 giugno 2026, la mostra JAPAN. Corpi, memorie, visioni prodotta e organizzata da ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia e a cura di Filippo Maggia e Guido Comis.
La mostra di Trieste intende raccogliere attorno a tre temi – Memoria e Identità, Corpo e Corpi, Realtà e Visione – un nucleo di lavori di 16 artisti giapponesi contemporanei che attraverso l’utilizzo delle immagini offrono una panoramica di grande respiro sull’attuale scena fotografica e video nipponica, dal dialogo con i maestri alle ricerche delle nuove generazioni impegnate a rileggere la storia recente del Giappone, interrogandosi sulle questioni di genere, sul quotidiano e usando talvolta il corpo come mezzo politico.
«Riconosciuta sin dagli anni Trenta del secolo scorso come una delle scuole fotografiche più importanti a livello internazionale, capace di affermarsi nei primi anni del terzo millennio con autori come Hiroshi Sugimoto, Nobusyoshi Araki, Daido Moriyama e altri ancora, la fotografia giapponese contemporanea – osserva il curatore Filippo Maggia – sembra oggi aprirsi a interpretazioni che corrispondono a un rinnovamento generazionale certamente più vicino a temi e istanze di derivazione occidentale».
Se infatti la fotografia giapponese del Novecento è stata a lungo caratterizzata da un linguaggio fortemente identitario e autoreferenziale, si assiste oggi a un cambio di direzione significativo: molti artisti giovani e già affermati assumono come riferimento non solo la complessità del proprio Paese, ma anche i mutamenti globali, costruendo un dialogo serrato con temi di matrice occidentale, quali le questioni di genere, la memoria collettiva, le relazioni sociali, l’ambiente e la percezione dell’immagine.
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Noriko Hayashi, “Sawasawato” series
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Memoria e Identità
Gli sguardi di Noriko Hayashi e Tomoko Yoneda rileggono periodi e avvenimenti cruciali della storia giapponese recente attraverso un approccio insieme documentaristico e partecipato. Susumu Shimonishi, con una ripresa zenitale e un’immagine in movimento che diventa misura del tempo, riflette sulla continuità e sulle fratture del passato. La vita quotidiana della penisola di Okunoto – ancora oggi sospesa tra tradizione e marginalità – è al centro delle opere di Naoki Ishikawa, allievo di Moriyama. Le celebrazioni e i riti che definiscono il tessuto culturale del Paese emergono nelle fotografie di Keijiro Kai, mentre i video di Miyagi Futoshi indagano la memoria personale e la costruzione dell’identità di genere, attraverso un racconto intimo di ricordi e relazioni.
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Susumu Shimonishi, Tokyo, 2014
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Naoki Ishikawa, Okunoto Peninsula #036, 2015
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Keijiro Kai, Clothed in Sunny Finery. Photographs ©︎ Keijiro Kai, courtesy of Zen Foto Gallery
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