Carlo Goldoni
KAVARNA (LA BOTTEGA DEL CAFFÈ)
traduzione Srečko Fišer
autori dell’adattamento Srečko Fišer, Janusz Kica
REGIA JANUSZ KICA
scene e costumi Karin Fritz
musiche Tamara Obrovac
light designer Aleksandar Čavlek
consulente linguistico Martin Vrtačnik
La notte di Halloween è stata presentata la nuova produzione del Teatro Stabile Sloveno che, con la rivisitazione de La bottega del Caffè di Carlo Goldoni, ha aperto la sua stagione, anticipata da Fokus, una inaugurazione eccezionale di una mostra che porta le Opere d’arte presenti nel Kulturni dom di Trieste.
Il lavoro conta la coproduzione con il Festival Estivo del Litorale, ed è un lavoro internazionale che conta la regia del pluripremiato regista polacco Janusz Kica e dall’affermata scenografa e costumografa tedesca Karin Fritz, per la prima volta in collaborazione con il Teatro Stabile Sloveno.
Ottimo il continuo riferimento al buono ed al cattivo, al rispettato ed al denigrato. Ottima la scelta di equilibrare i diversi lati dell’animo umano senza prendere in effetti una vera posizione: il maldicente in fondo ha una patologia di carattere e la ballerina che, da parte sua non sapeva di distruggere un matrimonio.
Anche il cast è internazionale e vede impegnati diversi attori ospiti di grande rilievo: Alojz Svete nel ruolo del buon uomo e caffettiere Ridolfo, Aleš Valič in quello della figura contraria, il maldicente ma riverito gentiluomo napoletano Don Marzio, Primož Forte veste i panni del mercante Eugenio, Romeo Grebenšek in quello del marito fuggitivo e traditore Flaminio sotto nome di conte Leandro, Tina Gunzek impersonificherà la pellegrina che in realtà è Placida la moglie di Flaminio alla sua ricerca. Ci saranno ancora Vittoria, la moglie di Eugenio, un ruolo che Nikla Petruška Panizon vestirà alla perfezione, così Lara Jankovič vestirà quello di Lisaura, la ballerina di cui in molti s’inamoreranno. Ultime tre figure della popolare commedia saranno quelle del biscazziere Pandolfo, del garzone Trappola e dello Sbirro, ruoli rispettivamente ricoperti da Franko Korošec, Francesco Borchi e Nejc Kravos.
I ruoli recitati, ma anche o soprattutto, quelli cantati dal vivo, hanno entusiasmato il pubblico, ma la nota di merito va alla scelta di regia: lo spettacolo veste abiti di un tempo non corrispettivo alla datazione dell’opera, ma si avvicina più alla fine del secolo appena passato.
La musica risulta essere una scelta fondamentale ed in lingua italiana, ovvero quella d’appartenenza all’autore del testo: Carlo Goldoni. Nel mezzo del dialogo in lingua slovena, a tratti cenni di lingua italiana è stata intrapposta per accentuarne l’appartenenza e questa delicatezza da parte del regista è degna di tanto rispetto contraccambiato e forse anche da valutare nel rispetto di rappresentazioni in altre lingue da quella originale come ad esempio potrebbe esser una qualsiasi rappresentazione shakespeariana.
Alla fine dello spettacolo si spezza l’armonia dell’amore, nella sua scritta che echeggia nell’ambiente, ma che in fondo è destinata a non resistere intatta.
Lo spettacolo prosegue nella sala principale del Teatro Stabile Sloveno a Trieste fino al 16 novembre 2025, con una rappresentazione al 10 novembre presso il Kulturni center Lojze Bratuž di Gorizia.
Laura Poretti Rizman

SLOVENSKO STALNO GLEDLIŠČE – TEATRO STABILE SLOVENO
e PPF-FESTIVAL ESTIVO DEL LITORALE
Carlo Goldoni
KAVARNA (LA BOTTEGA DEL CAFFÈ)
dal 31 ottobre al TSS
La bottega del caffè di Carlo Goldoni aprirà la stagione del Teatro Stabile Sloveno nella città del caffè. Dal 31 ottobre al 16 novembre a Trieste, il 10 novembre invece a Gorizia, il pubblico potrà assistere al nuovo allestimento in una coproduzione con il Festival estivo del Litorale, una commedia che invita a sorridere delle debolezze umane con un intreccio di vicende e intrighi che ruotano attorno a tazzine di caffè.
Il capolavoro goldoniano, scritto nel 1750, verrà presentato nella nuova traduzione in sloveno di Srečko Fišer e con il testo originale in italiano nei sovratitoli. Lo spettacolo nella regia del pluripremiato regista polacco Janusz Kica presenta diversi elementi di interesse, dal cast internazionale con diversi attori ospiti di grande rilievo fino all’affermata scenografa e costumografa tedesca Karin Fritz, attiva nell’ambito dell’opera e del musical, che in questo caso collaborerà per la prima volta con il Teatro Stabile Sloveno.
Come ogni anno lo spettacolo di apertura viene realizzato con il contributo di Fondazione CRTrieste.
Il »teatro del mondo«, descritto da Goldoni con i suoi piccoloborghesi, camerieri, pettegoli, sedicenti nobili, rivivrà nei vivaci tempi comici dati dai protagonisti di questo spaccato di vita: gli attori della compagnia del TSS Primož Forte, Tina Gunzek, Nikla Petruška Panizon e Franko Korošec e gli attori ospiti Alojz Svete, Aleš Valič (apprezzato nella scorsa stagione nello spettacolo »Amadeus«), Romeo Grebenšek, la cantante e attrice Lara Jankovič, Francesco Borchi e il giovane attore triestino emergente Nejc Kravos.
La stagione, nata nel segno del motto »Anime inquiete« inizierà con un’inquietudine dai tratti umoristici, in una caffetteria senza tempo che diventa il punto di incontro e il crocevia di molte storie e rapporti. Amore, interesse, gioco d’azzardo si intrecciano nei discorsi e nelle avventure, ma soprattutto nei pettegolezzi dei clienti. Al centro dell’allestimento ci sono soprattutto le interpretazioni degli attori che danno a questo spazio un tempo e una temperatura particolarmente vivaci.
Il traduttore Srečko Fišer ha descritto così i protagonisti di questa incantevole commedia: »I personaggi descritti da Goldoni lottano per il proprio posto in un mondo che non brilla certo di salute; il commediografo sarebbe piuttosto sciocco se lo dipingesse senza sapere cosa sta dipingendo (per di più, Goldoni era anche un giurista). Allo stesso tempo, però, sono proprio i personaggi a creare questo mondo: condannandolo e, allo stesso tempo, anche idealizzandolo.«
Il regista Janusz Kica ha affrontato molte volte nella propria carriera l’opera e la poetica di Goldoni. Recentemente ha messo in scena con successo al teatro viennese Theater in der Josefstadt la celebre Trilogia della villeggiatura. Di questo autore ammira la profonda comprensione dell’animo umano e il fatto che sia riuscito a liberarsi delle convenzioni e delle maschere della commedia dell’arte per virare decisamente in direzione di un realismo perfettamente credibile, nonostante tra le righe siano rimasti impigliati elementi della grande tradizione italiana del passato, che occorre riconoscere e considerare nel mettere in scena i suoi lavori. A proposito dell’allestimento, ha sottolineato il desiderio di non essere comici a tutti i costi, nel rispetto del sottile umorismo descritto dal testo.
Questo nuovo capitolo della sua esplorazione dell’opera del commediografo italiano sarà uno spaccato di vita che mette in evidenza gli umanissimi punti deboli di ognuno dei personaggi, comuni al popolo come anche alla supponenza della borghesia. Il proprietario della caffetteria è il punto di riferimento degli uni e degli altri, confessore e chiave per ogni soluzione. »Nelle commedie di Goldoni mi affascina la conoscenza e padronanza delle situazioni teatrali, che in questo caso mostrano il confronto tra due mondi e due approcci alla vita: la facciata piccoloborghese di virtù stereotipate da una parte, dall’altra invece il desiderio archetipico di liberarsi dalle pressioni e dalle convenzioni sociali« – ha detto Kica, che ha aggiunto: »In primo luogo mi interessano i magnifici personaggi dipinti da Goldoni. Ognuno di essi è unico e ha un profilo ben definito. In particolar modo mi piacciono i suoi personaggi femminili, donne forti e non convenzionali, davvero molto moderne.«
Le musiche dello spettacolo sono state scritte e selezionate da Tamara Obrovac, le scene e i costumi da Karin Fritz, che lavora in diversi importanti teatri di prosa e opera (Deutsche Oper Berlin, Theater an der Wien, Theater in der Josefstadt e molti altri) e collabora con il regista Kica da ben 33 anni. Nella sua scenografia la macchina del caffè ha un ruolo centrale, è un perno attorno al quale ruotano tutte le dinamiche. Il Teatro Stabile Sloveno ha colto immediatamente l’occasione di questa assonanza tematica e inaugurerà con questo spettacolo una nuova collaborazione che per tutto l’anno accompagnerà gli spettatori nel foyer del teatro. L’azienza triestina Primo Aroma ha contribuito alla realizzazione dello spettacolo offrendo il caffè e la vera macchina da caffè per la scena dello spettacolo. In questa stagione la torrefazione sarà anche il fornitore per il bar del teatro.
Le repliche in abbonamento dello spettacolo La bottega del caffè proseguiranno fino al 16 novembre, quando terminerà la campagna abbonamenti 2025-26. Le repliche della domenica pomeriggio prevedono come di consueto un servizio gratuito di navetta dalle zone limitrofe alla città di Trieste (partenze da Opicina, Sistiana e Muggia). Tutti gli spettacoli saranno sovratitolati in italiano. Dal debutto in poi gli spettatori potranno esprimere il proprio giudizio sugli spettacoli e partecipare così al Premio Primorski dnevnik, con il quale sarà possibile vincere un abbonamento completo gratuito per la prossima stagione.
Il giorno del debutto, venerdì 31 ottobre alle ore 19.00 l’associazione Duštvo Slovensko Gledališče aprirà nel foyer d’ingresso la mostra FOKUS – Opere d’arte al Kulturni dom, che fino alla fine del mese di marzo riporterà all’attenzione un patrimonio nascosto, ovvero le opere degli artisti triestini che su invito dell’architetto Edo Mihevc hanno collaborato agli arredi e alle decorazioni della sede del Teatro Stabile Sloveno (Jože Cesar, Avgust Černigoj, Franjo Felicijan, Robert Hlavaty, Avrelij Lukežič, Klavdij Palčič, Lojze Spacal e Frančišek Smerdu). La mostra è stata realizzata con la collaborazione del TSS e l’Associazione culturale per l’arte KONS. Gode inoltre del sostegno della Banca di credito cooperativo del Carso ZKB e dell’Ufficio della Repubblica di Slovenia per gli sloveni nel mondo.

Debutto e repliche
venerdì 31 ottobre, ore 20.00 –turno A1
venerdì 7 novembre, ore 20.00 –turni A2, A3
sabato 8 novembre, ore 20.00 –turno B1
domenica 9 novembre, ore 16.00 –turno C1
sabato 15 novembre, ore 20.00 –turni B2, B3
domenica 16 novembre, ore 16.00 –turni C2, C3
Sala principale TSS
lunedì 10 novembre, ore 20.00
Kulturni center Lojze Bratuž

Carlo Goldoni
KAVARNA (LA BOTTEGA DEL CAFFÈ)
traduzione Srečko Fišer
autori dell’adattamento Srečko Fišer, Janusz Kica
REGIA JANUSZ KICA
scene e costumi Karin Fritz
musiche Tamara Obrovac
light designer Aleksandar Čavlek
consulente linguistico Martin Vrtačnik
CON
Alojz Svete………………………………..Ridolfo, caffettiere
Aleš Valič………………………………….Don Marzio, gentiluomo napoletano
Primož Forte………………………………Eugenio, mercante
Romeo Grebenšek……………………. .Flaminio, sotto nome di conte Leandro
Tina Gunzek……………………………….Placida, moglie di Flaminio, in abito di pellegrina
Nikla Petruška Panizon………………..Vittoria, moglie di Eugenio
Lara Jankovič……………………………..Lisaura, ballerina
Franko Korošec…………………………..Pandolfo, biscazziere
Francesco Borchi………………………..Trappola, garzone
Nejc Kravos ……………………………….Sbirro
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FOKUS Opere d’arte presenti nel Kulturni dom di Trieste all’inaugurazione
31.10. 2025 – 31.3. 2026 Kulturni dom, via Petronio 4
A poco meno di un anno dalla cerimonia per il 60° anniversario dell’inaugurazione del Kulturni dom di Trieste, è previsto un altro evento legato alla ricorrenza. Questa volta saranno esposte al pubblico le opere d’arte di noti artisti triestini, che su invito dell’architetto Edo Mihevc hanno collaborato alla progettazione degli interni. Durante varie ristrutturazioni dell’edificio queste opere sono state rimosse e sono rimaste nei depositi. Con questa mostra, l’Associazione Slovensko gledališče desidera richiamare l’attenzione sulla loro importanza e sulla possibilità di esibirle nuovamente in una collocazione adeguata.
Il Kulturni dom aprì i battenti il 5 dicembre 1964. Per gli sloveni in Italia, in particolare per quelli di Trieste, è stato un giorno importante e a lungo atteso. La progettazione dell’edificio fu affidata a Edo Mihevc, originario di Trieste, che con esso realizzò uno dei suoi progetti architettonici più importanti e apprezzati. L’architetto scelse con cura anche i dettagli dell’arredamento interno e gli autori delle opere d’arte che adornavano i singoli spazi. Nell’opuscolo pubblicato in occasione dell’inaugurazione troviamo una descrizione della costruzione, dell’arredamento e l’elenco degli artisti: Jože Cesar, Avgust Černigoj, Franjo Felicijan, Roberta Hlavaty, Avrelij Lukežič, Klavdij Palčič, Lojze Spacal e Frančišek Smerdu. Le loro opere furono rimosse durante la ristrutturazione degli anni Novanta e successivamente nel 2008-2009, perciò i visitatori del Kulturni dom non possono vederle, motivo principale per cui l’Associazione Slovensko gledališče ha deciso, insieme al Teatro stabile sloveno e all’Associazione culturale per l’arte KONS, di esporle nuovamente, presentando la mostra anche come iniziativa per trovare uno spazio idoneo e ben visibile nell’edificio, in modo da riproporre le opere all’ammirazione dei visitatori e reperire i fondi per il loro evenuale restauro.
Verranno presentate le opere dei seguenti artisti:
Jože Cesar (1907–1980), ritrattista e paesaggista, primo scenografo e responsabile del laboratorio scenografico del teatro sloveno di Trieste, dove ha lavorato per ben vent’anni. Ha realizzato un dipinto con personaggi della tradizione teatrale mondiale. Avgust Černigoj (1898–1985), pittore, ha disegnato sei grandi intarsi per la sala del ridotto. Su di essi ha raffigurato scene di vita quotidiana: persone impegnate in vari mestieri o attività, contadini, contadine, pastori, animali domestici, pescatori e vendemmia. La loro realizzazione è stata affidata a Emanuela Marassi.
Franjo Felicijan (1913-1994), ceramista, ha realizzato un’opera monumentale: 12.000 piastrelle in ceramica dipinte con motivi tratti dalla tradizione popolare slovena che ricoprono le pareti del Kulturni dom.
Robert Hlavaty (1897–1982), medico, pittore/acquerellista e illustratore, ha realizzato quattro acquerelli con immagini paesaggistiche.
Avrelij Lukežič (1912–1980), pittore e decoratore, ha creato pannelli per il bar del teatro con motivi legati alla ristorazione, arricchiti da tipici ornamenti sloveni.
Klavdij Palčič (1940 – 2021), pittore, ha progettato una vetrata colorata con figure geometriche nell’atrio dell’ingresso laterale del Kulturni dom. È stata realizzata nel laboratorio La veneranda fabbrica del Duomo di Milano.
Frančišek Smerdu (1908–1964), scultore, è l’autore delle maniglie in bronzo con figure femminili: una tiene in mano un grappolo d’uva, l’altra un pesce. Porte e maniglie sono state rimosse e sostituite durante i lavori di ristrutturazione.
Lojze Spacal (1907 – 2000), pittore e grafico, ha progettato l’arazzo Città costiera per la nicchia del foyer della platea. È stato tessuto nell’Atelier 61 di Novi Sad.
La mostra è stata ideata da Sandi Renko e allestita dal servizio tecnico del Teatro stabile sloveno / Slovensko stalno gledališče. È accompagnata da un catalogo con testi di Magda Jevnikar e fotografie di Mario Magajna provenienti dall’archivio del Primorski dnevnik, conservato presso la Biblioteca Nazionale Slovena e degli studi di Trieste / Narodna in študijska knjižnica, e dallo Studio Link. È stato curato da Ksenija Majovski. Il progetto grafico è di Rado Jagodic – Studio Link.
La mostra e la pubblicazione del catalogo sono stati possibili grazie al contributo della Banca di credito cooperativo del Carso ZKB e dell’Ufficio della Repubblica di Slovenia per gli sloveni nel mondo. |
![]() PRIMO AROMA PER “LA BOTTEGA DEL CAFFÈ”
Quando il Teatro Stabile Sloveno ha contattato Primo Aroma, proponendo un incontro perché aveva bisogno del nostro aiuto, siamo rimasti sorpresi e piuttosto incuriositi: come può una torrefazione aiutare un teatro, visto che si tratta di due mondi completamente diversi? Durante un incontro interessante e piacevole, in cui abbiamo parlato in sloveno, croato, tedesco e inglese, ci hanno presentato il progetto dello spettacolo, La Bottega del Caffè di Goldoni, tradotto in sloveno e ambientato in un contesto più attuale. Abbiamo accettato immediatamente: il gruppo operativo del teatro è venuto da Primo Aroma, dove abbiamo approfondito un po’ il mondo del caffè e abbiamo trovato la macchina da caffè ideale, con macinacaffè incluso, aggiungendo tazze e altri accessori. Poi abbiamo messo la macchina sul palco e, con alcuni attori, abbiamo verificato o perfezionato le conoscenze sulla preparazione del caffè espresso e sull’utilizzo della macchina da caffè. Da allora sono passati più di 300 caffè… Mi verrebbe da pensare che il caffè e il teatro non siano poi così distanti tra loro. Per vivere abbiamo bisogno innanzitutto di cibo, naturalmente; senza teatro e senza caffè possiamo sopravvivere senza problemi. Ma una vita senza teatro – e senza un buon caffè – sarebbe vuota e triste.
Fabrizio Polojaz cofondatore, amministratore e partner della torrefazione PrimoAroma srl |
