Libera scienza in libero stato

Ieri pomeriggio c’è stata la conferenza tenuta dall’emerita professoressa Margherita Hack, organizzata da noi ragazzi del presidio, dal titolo “Libera scienza in libero stato”. L’affluenza può dare una chiara idea del successo: l’aula magna dell’H3 non è stata sufficiente, al punto che si è dovuta allestire l’aula A di fisica con un videoproiettore per permettere la partecipazione a tutti quanti. L’evento è stato seguito con grande successo anche via Internet, tramite il sistema di streaming online. Dopo i ringraziamenti a tutti coloro che hanno collaborato per organizzare tutto questo, è iniziato l’intervento della Hack con una riflessione sui tempi attuali, in particolare sull’incapacità della classe dirigente di riconoscere il valore dell’istruzione e della ricerca scientifica, in uno stato che vorrebbe competere su questo piano con i paesi emergenti.

Ha poi spostato l’accento sulle ingerenze della politica nelle varie branche di ricerca, in particolare nella biologia, per tornare in seguito di nuovo al tema della riforma, citando come esempio positivo quella del 1980, che mirava a garantire una possibilità di carriera ai ricercatori introducendo le tre fasce di docenza. È seguito lo spontaneo confronto con l’odierna riforma, che invece istituisce una nuova forma di precariato per questa categoria, eliminando la figura del ricercatore a tempo indeterminato. La critica alla riforma da parte della Hack non si è ovviamente risolta in un rifiuto a priori, ma sono stati presi in considerazione anche aspetti positivi, come il limite di due mandati per il rettorato. È stata apprezzata anche l’idea di introdurre una valutazione del merito in ambito di didattica e ricerca, anche se sono stati espressi dei dubbi circa i criteri. La Hack ha avanzato anche proposte in merito a questo, ad esempio utilizzare le pubblicazioni per valutare la ricerca e, prendendo ad esempio quanto fatto negli osservatori astronomici, il confronto diretto all’interno delle università per la didattica.

A questo punto la Hack si è dichiarata disponibile a rispondere ad eventuali domande. Ha preso la parola il Magnifico Rettore Peroni, che ha espresso la sua posizione in merito ai problemi sollevati dalla professoressa, con la quale si è detto d’accordo su molti punti. In particolare ha sottolineato la lucida analisi del reciproco contributo tra didattica e ricerca. Ha posto poi l’attenzione su quelle che ha definito questioni urgenti, in primis quella delle risorse, che da tempo ci incalza, e ha additato la poca chiarezza nei programmi politici. Dal suo punto di vista, le risorse per la riforma dell’università ci sono, ma non esiste un progetto politico basato sulle priorità: l’istruzione è sì una priorità, ma solo nominale, scavalcata spesso da altre questioni, per esempio quelle riguardanti la politica internazionale. Ha poi lanciato una provocazione, chiedendo all’auditorio in quanti fossero al corrente dell’attuale stato della riforma sul federalismo e delle sue ricadute sul sistema universitario, come ad esempio la cessione delle competenze dal governo nazionale al governo regionale. Ha infine invitato a interrogarsi su come fare politica su questioni complesse come quella della riforma della scuola. A tal proposito uno studente ha chiesto consiglio alla Hack su come procedere per far sentire maggiormente la nostra voce di protesta e per renderla più efficace: la strada intrapresa finora ha riscontrato la sua approvazione, tanto che l’astrofisica ha dichiarato che se fosse oggi una studentessa probabilmente la vedremmo qui in dipartimento a presidiare!Ringraziamo tantissimo Margherita Hack per il suo intervento e la sua partecipazione, che ha concretizzato gli sforzi di noi studenti; ci auguriamo che anche in futuro ci sia la possibilità di ospitare eventi simili nella nostra università.

Ulteriori informazioni sulla protesta studentesca su:  http://infomfn.wordpress.com/

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