Mistero buffo 🗓

Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.

Dario Fo

 

 

Ho avuto la fortuna di veder recitare anche dal vivo molteplici volte Dario Fo, da solo o insieme a Franca Rame.

Ho avuto anche la fortuna di veder recitare dal vivo, ancor di più, Giorgio Gaber .

Entrambi sono stati ammirati ed apprezzati non soltanto personalmente ma anche dall’innumerevole pubblico triestino nel contesto dei teatri di questa città.

Mi sono approcciata alla visione dell’interpretazione del Mistero buffo di Ugo Dighero in punta di piedi, per un rispetto che rasenta la sacralità.

Ugo Dighero è un bravo attore, e nella sua interpretazione ha saputo dimostrarlo, ricevendo moltissimi applausi ed omaggiando il pubblico con un pezzo che ineggiava alla democrazia, ed è proprio in questa occasione che mi viene spontanea l’assonanza a Gaber.

Saper rimanere sul palcoscenico con dei pezzi così importanti come Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola, è veramente una dimostrazione artistica di grande difficoltà. Chi ha avuto la possibilità di goderne l’originale, seppur applaudendo la buonissima esibizione, non può far a meno di ricordare la grandezza e la maestria di Fo. Per chi si approccia al teatro con una giovinezza più fresca, l’impatto è entusiasmante, infatti in tutte le serate non c’erano posti liberi per assistervi, e questo è stato un bene: anche Dario ne sarebbe stato felice, perchè andare a Teatro, poter fare Teatro è di per se un atto di libertà, di conoscenza e di coscienza.

 

Laura Poretti Rizman

 

 

 

 

 

 

 

Nasceva 100 anni fa, proprio a marzo, Dario Fo: e portare due dei suoi più amati monologhi, scritti con Franca Rame, nuovamente in scena è un modo bello e teatraleper ricordare il grande artista premio Nobel. Protagonista del dittico racchiuso in Mistero buffo” è Ugo Dighero, protagonista alla Sala Bartoli da lunedì 9 marzo.

100 anni fa, proprio a marzo, nasceva Dario Fo: e portare in scena il suo teatro – un capolavoro come il dittico dei suoi grandi monologhi Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola scritti con Franca Rame, sembra il modo più vivo e adeguato per fare omaggio al suo genio.

Ecco dunque sul palcoscenico della Sala bartoli, per la stagione Scena Contemporaneadel Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, approdare Mistero buffo che questi due brani riunisce in un dittico che mette davvero alla prova linterprete che coglie la sfida: Ugo Dighero, versatile, originale, colto e ironico lo porta in scena da lunedì 9 a mercoledì 11 marzo.

Tra i più famosi del repertorio di Fo, questi due brani uniscono un grande divertimento a un forte contenuto, il tutto condito con la leggerezza e la poesia tipici dei racconti dellautore italiano più rappresentato nel mondo. Il ritmo incalzante e linterpretazione simultanea di tutti i personaggi delle due storie consentono a Dighero di mettere in campo le sue brillanti capacità attoriali, e al pubblico di assistere a un momento di teatro davvero coinvolgente.

Il primo miracolo di Gesù Bambino è tratto dallo spettacolo Storia della tigre e altre storie del 1977. Dario Fo e Franca Rame costruiscono questa storia prendendo spunto dai Vangeli apocrifi, quellinsieme di storie legate alla vita di Gesù e degli apostoli, che furono alla base di tutta la letteratura paleocristiana. Il vangelo apocrifo dal quale è ricavata la storia è quello detto protovangelo, e vi si narra la vita di Gesù Cristo dalla fuga in Egitto fino al momento in cui ritorna nel deserto. Durante la fuga in Egitto Gesù, Giuseppe e Maria si fermano a Jaffa: Gesù rimane da solo in mezzo alla strada e tenta di fare amicizia con i ragazzini del posto per giocare con loro. Purtroppo viene deriso in quanto foresto, un povero emigrante figlio di emigranti che parla un dialetto incomprensibile. Gesù si trova nella condizione del diverso, cerca di vincere il rifiuto che gli altri ragazzini gli oppongono e, pur di farseli amici, di riuscire a giocare e ridere con loro, decide di compiere un piccolo miracolo. Subito i bimbi entusiasti lo eleggono capo dei giochi, ma quel divertimento assurdo e fantastico viene distrutto dallantipatico figlio del padrone della città.

La parpàja topola è tratto da Il fabulazzo oscenodel 1982. Narra di un giovane e sempliciotto capraio, Giavan Pietro, che si è arricchito dimporvviso grazie alleredità lasciatagli dal suo padrone che era in sostanza un misogino paranoico. Il povero pastore, terrorizzato dai racconti del padrone, fuggiva ogni contatto con le ragazze, accucciandosi in mezzo alle pecore. Ovviamente la notizia della sua ricchezza si diffonde velocemente e il poveretto si trova circondato da aspiranti spose. Tra tutte ha la meglio Alessia, che con la sua bellezza vince le paure di Giavan Pietro. La splendida ragazza non disdegnava nemmeno i favori di Don Faina sotto lo sguardo compiacente della madre, ed il giovane pastore diviene una soluzione alla scabrosa situazione. La prima notte di nozze tutto viene combinato perché il povero Giavan Pietro rimanga a bocca asciutta e faccia posto al prelato, ma lingenuità del capraio tocca a tal punto il cuore della ragazza che tutto si conclude in suo favore trasformando il tema oscenodella storia in una favola poetica di grande purezza.

Le repliche si succedono alle ore 19.30 (quelle di lunedì e martedì) mentre mercoledì come di consueto lo spettacolo inizia alle ore 21.

Info sui biglietti presso i punti vendita e nei circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.itInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.

MISTERO BUFFO

Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola

di Dario Fo e Franca Rame

interpretazione e regia Ugo Dighero

produzione Teatro Nazionale di Genova

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Scheduled Arte e spettacolo Trieste

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