SONATA PER TUBI
mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio 2026
ore 20.30
Teatro dei Fabbri
Via dei Fabbri 2/A – Trieste

Circensi si nasce, come nel mio caso, oppure si diventa. Il nostro speaker ha due lauree, in economia e in ingegneria, ma è stato conquistato dalla magia del circo e non lo ha lasciato più. Anche mia nipote, che fa la quarta liceo, studia al mattino e si esercita sotto il tendone al pomeriggio. Non l’ha obbligata nessuno, ma vuole fare la circense.
Moira Orfei
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Al Teatro dei Fabbri mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio è arrivato l’incanto del circo contemporaneo musicale con la Compagnia Nando e Maila che, insieme alla figlia Marilù, hanno portato in scena lo spettacolo “Sonata per Tubi”.
Lo spettacolo, inserito nella rassegna di teatro contemporaneo “AiFabbri2” della Contrada, è stato ideato e interpretato da Ferdinando D’Andria, Maila Sparapani e Marilù D’Andria.
Con molta curiosità un attento pubblico si è diretto alla visione nelle due serate di programmazione. Un camper posteggiato fuori dal teatro anticipava l’idea circense di quanto si stava delineando all’interno.
Gli artisti, hanno raggiunto la scena dal fondo sala, quando tutti aspettavano l’ingresso dal palcoscenico e si sono diretti dietro le quinte in tre mentre uno raggiungeva la sala di gestione del suono.
L’inizio dello spettacolo, ricordava l’arrivo dei clown al centro del tendone circense: palloncini colorati, scherzi e scambi di materiale al fine di preparare una scena musicale molto particolare, dove la fusione di stili musicali hanno evidenziato una altissima preparazione musicale esibita con impensabili tubi che man mano componevano degli strumenti suonati singolarmente e in modalità combinata a quattro mani.
Dal Beethoven agli ACDC, da Bach ai Pink Floyd passando per l’esecuzione di molte altre arie e canzoni, Ferdinando D’Andria e Maila Sparapani hanno unito la loro voce alle esecuzioni, facendo esaltare in maniera particolare il timbro canoro di Maila Sparapani.
Ai tubi si sono aggiunti altri strumenti che inizialmente hanno svolto funzione di giocoleria, ma che presto hanno iniziato a suonare nelle sapienti mani e fiati dei due protagonisti dimostrando le loro grandi qualità non soltanto come musicisti e cantanti ma anche come acrobati e giocolieri.
Nota di grande importanza è stata donata dagli interventi di acrobazia aerea di Marilù, presentata solamente alla fine dello spettacolo come loro figlia, ma che in molti avevano intuito dalle grandi capacità in un’età così giovanile.
Marilù inoltre si è esibita, accompagnata dai genitori, con una sua canzone, dimostrando una grandissima qualità sonora.
Tutte le tipologie di artisti circensi sono professionisti dello spettacolo che si esibiscono in una varietà di discipline che spaziano dall’acrobazia alla giocoleria, dall’illusionismo al contorsionismo. In questo caso la teatralità dello spettacolo non ha spezzato la magia circense ma l’ha arricchita di note divertenti e sapienti..
Laura Poretti Rizman
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Il Teatro dei Fabbri il 21 e 22 gennaio alle 20.30 si trasforma in un tendone immaginario pieno di suoni e meraviglie per il nuovo appuntamento originale e sorprendente della rassegna della Contrada “AiFabbri2”. In scena va l’estro della Compagnia Nando e Maila ETS con “Sonata per Tubi”, uno spettacolo ideato e interpretato da Ferdinando D’Andria, Maila Sparapani e Marilù D’Andria, un’opera che fonde musica colta, rock e arti circensi in un racconto poetico sul passaggio all’età adulta.
La scena si apre su un insolito cantiere sonoro dove semplici pezzi di tubo volano nell’aria per assemblarsi in un contrabbasso e un violoncello. Da questo momento prende il via un concerto imprevedibile che attraversa i secoli, intrecciando le note di Rossini, Bach e Beethoven con i ritmi iconici di Pink Floyd, Rolling Stones e Louis Armstrong. Al centro della narrazione emerge un’eroina moderna che rompe ogni armonia prestabilita, portando sul palco l’esigenza adolescenziale di compiere gesti straordinari per trovare il proprio posto nel mondo.
Il circo alimenta la follia del trio attraverso un contrappunto visivo in cui le clave si trasformano in sassofoni e i diaboli diventano strumenti sonori. Il pubblico viene trascinato in un crescendo di canti polifonici a tre voci e danze acrobatiche, prove di coraggio che non sono solo atletiche ma profondamente umane. Il linguaggio universale del clown musicale permette ai tre protagonisti di incontrarsi e scontrarsi, svelando l’anima dei personaggi in un rituale finale che celebra la metamorfosi della vita.
La creazione si avvale del prezioso supporto di Marta Dalla Via e Federico Cibin per l’aiuto alla creazione, con Cibin curatore anche del disegno luci e audio. Le scenografie sono firmate da Ferdinando D’Andria, mentre i giochi circensi sono stati sviluppati con la consulenza di Riccardo Massidda e Gaby Corbo. La produzione, sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Emilia Romagna, è il risultato di un percorso di residenze artistiche nazionali e internazionali tra cui PerformingLands by IdeAgorà, Teatro dell’Argine, IntercettAzioni e la spagnola Eje Producciones culturales.