Ti ho sposato per allegria 🗓

DAL 12 AL 15 MARZO 2026

Teatro Orazio Bobbio

Via del Ghirlandaio, 12 – Trieste

Ti ho sposato per allegria

di Natalia Ginzburg

regia Emilio Russo

con Giampiero Ingrassia, Marianella Bargilli, Lucia Vasini Claudia Donadoni e Viola Lucio
assistente alla regia Claudia Donadoni

scene Fabiana Di Marco

Costumi Pamela Aicardi

musiche Alessandro Nidi e Andrea Centonze

luci Mattia De Pace

video Marco Schiavoni

manichini Raffaella Montaldo

 

 

Disinnamorarsi è bruttissimo, tutti gli uomini ti sembrano scemi, non sai dove si sono ficcati quelli che si possono amare

 

 

Natalia  è stata una scrittrice e traduttrice siciliana; nata nel 1916 da padre scienziato ebreo e madre cattolica, ha trascorso l’intera gioventù a Torino ricevendo un’educazione atea e privata che inevitabilmente l’hanno portata alla solitudine dove scoprì il piacere della scrittura.

Rimasta vedova di Leone Ginzburg, morto in seguito a torture subite in carcere sotto l’accusa di editoria clandestina, si risposò con il docente di letteratura inglese Gabriele Baldini, in seguito tra le vittime della strage di Piazza Fontana. Da allora Natalia abbandona la scrittura per dedicarsi attivamente alla politica, divenendo un’esponente dell’allora Partito Comunista.

Nonostante questo aveva già scritto molto tra romanzi, raccolte, racconti, saggi e memorie. Si era impegnata anche in traduzioni di testi importanti, ma anche per il teatro.

La prima commedia Ti ho sposato per allegria, risale al 1966, ma solamente un anno dopo ne traggono un film sotto la regia di  Luciano Salce e con Monica Vitti e Giorgio Albertazzi quali interpreti principali; nel 1982 venne realizzata una versione per Rai 2, per la regia di Carlo Battistoni.

Per il cartellone di prosa della Contrada Teatro Stabile di Trieste 2026, arriva la commedia teatrale con la regia di Emilio Russo.

Gli interpreti in scena sono Giampiero Ingrassia, Marianella Bargilli, Lucia Vasini, Claudia Donadoni e Viola Lucio. Un cast degno di attenzione per la bravura e la professionalità.

Tutti i personaggi hanno caratterialità ben distinte che sono ben evidenziate nella rappresentazione teatrale. L’allegria e la malinconia si alternano in maniera molto leggera, sfumando volutamente le grandi problematiche toccate dall’autrice: il tema dell’aborto, del matrimonio civile, del divorzio e dell’abbandono dell’appartenza ai vari ceti sociali.

La scena è molto particolare e ben studiata, pur rimanendo costante. Lo spettacolo, nato per un unico atto, in realtà offre l’intervallo. Durante la prima, nonostante alcuni problemi tecnici importanti, tutto il cast ha saputo mantenere costante l’attenzione del pubblico e gli applausi non sono mancati.

Lo spettacolo rimane in scena fino a domenica 15 marzo con orari concordati nella programmazione.

 

Laura Poretti Rizman

 

Produzione Tieffe Teatro e Quirino srl Il palcoscenico del Teatro Orazio Bobbio di Trieste si prepara ad accogliere una delle pagine più brillanti e profonde della drammaturgia italiana del Novecento: “Ti ho sposato per allegria” di Natalia Ginzburg. Inserito nella stagione della Contrada, questo allestimento riporta in scena la prima commedia scritta dall’autrice di “Lessico famigliare”, un testo che dal 1965 continua a interrogare il pubblico con una leggerezza solo apparente, nascondendo tra le pieghe del dialogo riflessioni taglienti sulle dinamiche di coppia e sulle convenzioni sociali.

Al centro della vicenda troviamo Pietro e Giuliana, interpretati rispettivamente da Giampiero Ingrassia e Marianella Bargilli. Lui è un avvocato borghese, abitudinario e rassicurante; lei è una giovane donna vitale, disordinata e reduce da un passato inquieto e precario. Il loro matrimonio, celebrato dopo una conoscenza di appena un mese, rappresenta l’incontro tra due mondi lontanissimi che cercano un punto di contatto in una convivenza che sembra sfidare ogni logica. La narrazione si snoda attraverso una quotidianità fatta di conversazioni stravaganti e piccoli incidenti domestici, come i tentativi culinari di Giuliana che propone ossessivamente la parmigiana di melanzane come unico menù possibile.

La regia di Emilio Russo sceglie di contestualizzare l’opera in quel limbo sospeso degli anni Sessanta, rendendo però le parole della Ginzburg incredibilmente vicine alla sensibilità contemporanea. Accanto ai due protagonisti, un cast di grande spessore che vede la partecipazione di Lucia Vasini, Claudia Donadoni e Viola Lucio, contribuisce a delineare un coro di personaggi che si muovono tra gli obblighi dei vincoli familiari e il desiderio di un’autenticità a tratti brutale. L’ironia pervade l’intero spettacolo, ma non serve a nascondere il distacco quasi cechoviano che i personaggi sembrano nutrire verso i propri sentimenti.

Lo spettacolo approda a Trieste per quattro repliche consecutive, da giovedì 12 a domenica 15 marzo 2026, offrendo agli spettatori della Contrada l’opportunità di immergersi in un labirinto di assenze e presenze, dove la domanda fondamentale “perché ci siamo sposati?” risuona con una sincerità paradossale. È un invito a riscoprire il teatro di parola in una forma che diverte ed emoziona, portando alla luce la complessità del vivere insieme e la fragile bellezza di quelle scelte fatte, appunto, per una strana e imprevedibile allegria.

La Contrada si avvale del sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste, della Fondazione CRTrieste e nella realizzazione delle sue attività può contare sulla collaborazione, tra le altre, di istituzioni importanti come l’Ente Regionale Teatrale, la Coop Alleanza 3.0, l’Università degli studi di Trieste.

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