Candide 🗓

 “Volli uccidermi 100 volte, ma amavo ancora la vita. Questa ridicola debolezza è forse una delle più funeste delle inclinazioni umane: infatti può darsi una cosa più sciocca che ostinarsi a portare il fardello che si vorrebbe continuamente buttare a terra?”

Candide, foto di F.Parenzan
Candide, foto di F.Parenzan
Candide, foto di F.Parenzan

 

Candide, foto di F.Parenzan
Candide, foto di F.Parenzan

Candide, foto di F.Parenzan

 

 

 

 

 

 

 

Nell’aula di un’università avvolta dal candore del bianco tra muri, pavimenti e sedie, scopriamo quasi subito nella scena delle pareti semovibili.  Siamo nella zona del Vestfalia dove si svolge l’operetta comica in due atti basata sull’omonimo romanzo di Voltaire.

 

 

L’impatto della prima scena è buono. C’è una commistura tra abiti di un tempo e abiti moderni sottolineando quanto non cambino anche le scene delle vita e si ripresentino nonostante lo scorrere del tempo e l’insegnamento della storia. La scena lascia scorrere delle pareti e fa intravedere, oltre allo smacco della scena fissa completamente bianca, un tono rosso passione acceso di fondo che accolgono scene di un tempo passato.

A tratti scopriamo carrelli appendiabiti ricolmi di vestiti e bandierine prevenienti da ogni parte del mondo e raccolte su di un lungo filo: è l’anticipo di un racconto che raramente viene messo in scena causa la quantità di fatti e di spostamenti nel mondo, di una moltitudine di cambi d’abito, per non dire degli innumerevoli morti e di rinascite improbabili e continue. Un racconto che potrebbe benissimo divenire una soap-opera lunga anni, ma che deve ridursi al massimo per esser contenuta nelle tre ore di rappresentazione e per questo motivo c’è una grande attesa nel vedere come il regista sia riuscito a creare la magia senza farla diventare una farsa.

Inizialmente il coro si sente da distante perché canta dietro le quinte, in una seconda fase si presenterà dapprima nella esclusiva parte maschile e poi nella parte completa.

Il presentatore inizialmente veste una camicia di forza, quasi a indicare la follia di questo spettacolo che racconta la storia di un amore impossibile tra una lei abituata alla ricchezza ed un lui abituato alle cose semplici ma importanti della vita, come il nome stesso lo indica: Candido ovvero puro, innocente, schietto.

La soluzione scenografica per interpretare una storia di questo tipo con luoghi così distanti è riuscita perfettamente in questo miscuglio tra passato e moderno che permette anche una grande libertà di scena, mescolando la serietà di alcuni tratti alla spiritosaggine di altri, creando una magia anche con pochi elementi come il buon teatro deve fare, ma in questa grande dimostrazione di capacità scenografica, costumistica, di cambi e di movimenti tra gli artisti soprattutto dietro le quinte, è la musica di Leonard Bernstein a fare da padrona indiscussa.

Diretta dal Maestro Concertatore e Direttore Kevin Rhodes, l’Orchestra del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, ha eseguito l’opera di Bernstein avvolgendo il pubblico ed il racconto con quella leggerezza che la vita dovrebbe donare nei momenti più difficili. Bernstein, di nascita ebreo, esprime nelle sue opere sempre un senso di sacralità che porta l’ascolto verso vette più elevate. Infatti anche in questa occasione, nonostante tutto lo strazio della guerra rappresentata sul palcoscenico, tra le parole di Verlaine e la musica di Bernstein, non si può togliere il pensiero dal confronto con quanto accade nel mondo oggi.

Il racconto tratta certamente la tormentata storia d’amore ed è il filo conduttore che scorre nell’opera ma lo strazio della guerra non può e non deve passare inosservato.

I protagonisti rimangono immortali quasi a evidenziare l’immortalità dei sentimenti, mentre  abiti di grande genialità vengono presentati sulla scena con continui cambi coinvolgendo anche le file del coro ed i ballerini.

Degna di nota Tetiana Zhuravel, la prima cantante soprano che interpretando il ruolo della protagonista Cunegonda dimostra la sua potente estensione vocale.

Lo spettacolo scorre leggerissimo ed esprime la massima espressione artistica di scena nella parte finale quando, alla sfilata in maschera a Venezia, mascherine riportanti i volti noti nel nostro periodo sfilano al gran ballo. Vediamo in scena quindi personaggi famosi che vanno dalla Carrà alla regina Elisabetta, da Trump a Freddie Mercury senza tralasciare Tina Turner e moltissimi altri all’interno del Casinò di Venezia.

Lo spettacolo rimane in scena fino a il prossimo fine settimana con orari prestabiliti e con una particolare scontistica per quanti nel momento dell’acquisto del biglietto, presentino la precedente acquisizione per il Cirque du Soleil in scena anch’esso a Trieste.

Laura Poretti Rizman

KEVIN RHODES, foto di F.Parenzan

 

STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2024-2025

CANDIDE di Leonard Bernstein

Ed. musicali: Boosey & Hawkes

Rappresentante per l’Italia: Casa Ricordi, Milano

Maestro Concertatore e Direttore KEVIN RHODES

Regia e coreografie RENATO ZANELLA

Scene MAURO TINTI

Costumi DANILO COPPOLA

Assistente alla regia OSCAR CECCHI

Maestro del Coro PAOLO LONGO

NUOVO ALLESTIMENTO DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE IN COPRODUZIONE CON LA FONDAZIONE TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Personaggi e interpreti 

Candide

ENRICO CASARI (13, 15, 21/VI)

MARCO MIGLIETTA (14, 19, 22/VI)

Maximilian/Capitain/Tsar Ivan

FELIX KEMP (13, 15, 21/VI)

MICHELE PATTI (14, 19, 22/VI)

Cunegonde

TETIANA ZHURAVEL (13, 15, 21/VI)

FRANCESCA BENITEZ (14, 19, 22/VI)

Voltaire/Dott. Pangloss/ Martin/Cacambo

BRUNO TADDIA (13, 15, 21/VI)

VALDIS JANSONS (14, 19, 22/VI)

The Old Lady

MADELYN RENÉE (13, 15, 21/VI)

BENEDETTA MAZZETTO (14, 19, 22/VI)

The Governor/Vanderdendur/Ragotski

DAVID ASTORGA (13, 15, 21/VI)

RAFFAELE FEO (14, 19, 22/VI)

Paquette

ALOISA AISEMBERG (13, 15, 21/VI)

ELEONORA FILIPPONI (14, 19, 22/VI)

Inquisitor I/Charles Edward/Father Bernardo/First Jesuit

SAVERIO PUGLIESE

Inquisitor II/Croupier

YURI GUERRA

Inquisitor III/King Stanislau

GIULIO IERMINI

Sultan Achmet/Crook

XIN ZHANG

Hermann Augustus

ZHIBIN ZHAN

Cosmetic Merchant

DAX VELENICH

Alchemist

FRANCESCO CORTINOVIS

Junkman

ARMANDO BADIA

Bear Keeper

GIANLUCA DI CANITO

Doctor

RUSTEM EMINOV

ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE

 

Si chiude la fortunata stagione del Verdi con un titolo raro, il Candide di Leonard Bernstein, nel nuovo allestimento in coproduzione col Comunale di Bologna, che marca il debutto alla regia di Renato Zanella, storico coreografo dell’Opera di Vienna e quindi di Lubiana. Sul podio per questa spumeggiante satira in bilico tra operetta, musical, opera fino ad incursioni jazzy e latinoamericane, il solido direttore americano Kevin Rhodes, perfetto per questa pietra miliare della cultura musicale d’oltre oceano e ormai grande classico di un Novecento raffinato e popolare al contempo.

Mentre negli anni ’50 l’Europa musicale seguiva le avanguardie più rigorosamente sfidanti l’orecchio del pubblico generalista, il genio irrituale di Leonard Bernstein trovava, pur nelle sue tempeste personali a causa della persecuzione maccartista, una strada originale, colta, sofisticata ma al contempo sorridente, garbatamente ironica e di grande presa sul pubblico, per creare un’opera contemporanea che da un lato presentasse un nuovo linguaggio, d’altro canto divenisse una vera satira danzante del potere. Il titolo è ovviamente derivato dall’omonimo romanzo di Voltaire del 1759, dove il giovane Candido viene sottoposto dallo scrittore ad una serie di catastrofi assolute e paradossali per dimostrare che l’assunto di Leibniz – che il nostro fosse il migliore dei mondi possibili – era semplicemente una madornale sciocchezza di fronte all’evidente sofferenza e disperazione della maggior parte del genere umano. Bernstein crea dunque una musica scintillante, venata di lirismo beffardo, un pastiche di stili meravigliosamente armonizzati tra loro, che subito decretano il successo del Candide da Broadway fino ai grandi teatri d’opera di tutto il mondo, nonostante le complesse vicissitudini del libretto sottoposto a multiple revisioni fino a quella che finalmente troverà nel 1973 con Hugh Wheeler, la perfetta corrispondenza tra la giocosità della partitura e la deliziosa ironia del testo, a tratti davvero comico.

Dunque un’occasione imperdibile per gli amanti di filosofia, letteratura, lingua inglese, musical, opera, operetta, spirito jazzy e ritmi latinoamericani, per imparar o ricordar sorridendo, cantando, giocando, ballando in compagnia di una satira che è engagé senza pedanteria, ma anzi delicatamente leggera come la lunga lista di brillanti danze europee di cui è contesta la ricchissima partitura.

Racconta l’americano Kevin Rhodes per la prima volta impegnato sul titolo in Europa e in felice collaborazione con Renato Zanella, con cui quest’anno festeggia 30 anni di ininterrotto sodalizio artistico: “Leonard Bernstein definì Candide la sua ‘lettera d’amore musicale all’Europa’: un’affermazione tipicamente bernsteiniana su un’opera scritta in origine per il palcoscenico di Broadway. Dico ‘tipicamente’ perché Bernstein cercava sempre di rompere le convenzioni e, come il suo celebre idolo Gustav Mahler, amava mescolare forme e stili per creare qualcosa di nuovo ed eclettico. Ma chiariamolo subito: Candide non è un musical di Broadway. È piuttosto un’operetta, o uno Singspiel”.

E la nuova regia di Zanella saprà sottolineare la duplice natura del testo, nonché la gentile provocazione musicale di Bernstein con una ricca tessitura di citazioni dal mondo del gioco, che di certo intrigheranno il pubblico in una girandola colorata di memorie giovanili ed affettuosi ricordi d’antan.

Dopo migliaia di repliche a Broadway – 700 solo per l’edizione del 1973 – il Candide giunge dunque a Trieste nella sua ultima forma operistica, come nella celeberrima incisione Deutsche Grammophon del 1989, con un cast di brillanti voci capitanate dal giovane tenore Enrico Casari, che proseguirà poi per il San Carlo di Napoli e per il suo debutto all’Opera di Parigi, in alternanza con il leccese Marco Miglietta per il ruolo del titolo; i bei soprani Tetiana Zhuravel, che subito dopo canterà alla Komische Oper di Berlino, e Francesca Benitez per la travagliata Cunegonde; il filosofo estetico e celebrato baritono Bruno Taddia per il Dottor Pangloss, incarnazione sfortunata dello sbugiardato Leibniz, in alternanza all’affermato lettone Valdis Jansons. Completano il cartellone il mezzosoprano star americana, già partner di Pavarotti, Madelyn Renée nel ruolo spregiudicatissimo della Vecchia Signora insieme alla giovane Benedetta Mazzetto, quindi Felix Kemp, Michele Patti, Raffaele Feo ed Eleonora Filippini.

Sottolinea il Sovrintendente Giuliano Polo: “Si chiude con spirito giocoso e sorridente una stagione molto fortunata per il nostro teatro, a partire da Traviata fino ad un Rigoletto che in molti non dimenticheranno. Non potevamo dunque scegliere un titolo migliore per festeggiare questi lunghi mesi di successi e di un rinnovato rapporto col pubblico, sempre più partecipe alla vita del Verdi, anche grazie al costante sforzo per rendere il teatro sempre più aperto ed accogliente da parte di tutte le maestranze ed uffici. Credo che questa sia la linea corretta per il futuro ed i progetti per un ’25-’26 di conferma sono tutti pronti per essere attuati.”

Il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e il Teatro Verdi di Trieste offrono al pubblico per tutto il mese di giugno un’opportunità speciale: presentando nelle biglietterie fisiche (non on line) un biglietto dello spettacolo “Alegria – In a New Light” del Cirque du Soleil si potranno infatti acquistare col 15% di sconto i biglietti per gli spettacoli Tosca, Carmina Burana e Concerto Morricone a San Giusto, Candide di Bernstein al Verdi. Lo scambio è reciproco quindi con un biglietto di Candide, Tosca, Carmina Burana e Concerto Morricone si potrà avere lo stesso sconto del 15% sull’acquisto dei biglietti per “Alegria – In a New Light” in alcune repliche selezionate.

RECITE:

A Venerdì 13 giugno 2025 ore 20.00

C Sabato 14 giugno 2025 ore 19.00

D Domenica 15 giugno 2025 ore 16.00

B Giovedì 19 giugno 2025 ore 20.00

S Sabato 21 giugno 2025 ore 16.00

E Domenica 22 giugno 2025 ore 16.00

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Scheduled Arte e spettacolo Trieste

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