Eri con me, Alice canta Battiato 🗓

Alice canta Battiato, foto fornita dall’ufficio stampa del Comune di Trieste

Alice e Battiato: due artisti legati e intramontabili. L’una con una voce suadente e melodica che con i suoi toni bassi ti avvolge ed accarezza il cuore, l’altro con i suoi componimenti e testi che ti salvificano l’anima. Hanno fatto la storia della musica e quando l’uno è mancato lasciando l’altra sola, ecco che il ricordo ne pregna ogni attimo.

Ieri sera, al Castello di San Giusto di Trieste, si respirava un’aria magica di quiete.

Aiutati dal contesto della location e dal gran lavoro apparentemente semplice di luci e sonoro che hanno saputo donare la magia alle mura antiche e hanno regolato il suono in un contesto non sempre facile dovuto al mutare del vento seppur debole, il concerto ha preso forma fin dall’inizio deliziando il pubblico dapprima con un’alternarsi di brani tratti dall’ultimo lavoro di Alice, Eri con me, poi con gli intramontabili successi di Franco Battiato.

Alice ha interpretato in maniera unica il repertorio dell’amico e maestro, ricordandolo più volte con apprezzamenti, ricordi e dediche. Ha saputo onorare i due musicisti con lei sul palcoscenico divedendo gli applausi ogni volta. Ha nominato i tecnici e gli organizzatori ma soprattutto il pubblico al quale ha dedicato due bis, richiamata a gran voce.

Il concerto è iniziato con Da Oriente ad Occidente, canzone di Franco Battiato contenuta in 3 dei suoi album usciti fra il 1998 e il 2012, “Gli Anni ’70 / New Package”, “Sulle corde di Aries”e “Un’ora con…”

Riduci le stelle in polvere
E non invecchierai

Con queste parole Alice parte con la sua interpretazione, apparendo come Venere, immutata nell’aspetto vestendo un elegantissimo completo nero composto da casacca e pantalone morbidi; presenta dunque i suoi accompagnatori, i maestri musicisti Carlo Guaitoli al pianoforte e Chiara Trentin al violoncello, ricordando che il concerto, è interamente dedicato a Franco Battiato.

Ciò che deve accadere accadrà

Eri con me e Lode all’inviolato portano il pubblico nell’incanto dell’esibizione e nella profondità dei testi. Ognuno si ritrova nel suo mondo a vagare tra i pensieri delle tempeste attraversate e d’improvviso in testi ancora poco comprensibili come Sui giardini della preesistenza tratto dall’album Caffè de la Paix del 1993.
E lungo questo viaggio mistico ma reale, mi ritrovo a pensare al pubblico che si reca al concerto. Appassionati del genere, illuminati o semplici amanti della buona musica, concittadini nel Castello di San Giusto o stranieri arrivati qui per affari o piacere?Milanesi, triestini e abitanti del mondo, mentre in quel piazzale pieno di persone il silenzio e l’incanto regnano sovrano. In quanti avranno assistito ai vari concerti durante gli anni? Concerti che si sono tenuti nel capoluogo e nella regione stessa. Quanti potranno ricordare lo scorrere del tempo sul filosofo Battiato, dai tempi della sua amata musica elettronica, al misticismo che lo portava a sedersi in posizione yoga su di uno sgabello rivestito da tappeti persiani? Il concerto tenutosi con Alice stessa, ed il suo ultimo saluto al pubblico? In quanti saranno andati a seguire Alice con i suoi omaggi a Battiato o a Pasolini, in giro per la Regione Friuli Venezia Giulia?
Con grande riconoscenza alla Vita posso dire di aver avuto l’onore di seguirne parecchi ed ogni volta ne esco beata e stravolta al tempo stesso.
Sotto lo stesso cielo disoccupati e dirigenti che sono obbligati a licenziare, ascoltano lo stesso testo nella stessa sera. Sotto lo stesso cielo medici e malati, buoni e cattivi, onesti e bugiardi: a tratti la rabbia mi sale e mi chiedo cosa riesce a trasmettere un messaggio così chiaro a persone così diverse?
Non finisco neppure di formulare il mio personale pensiero che Alice narra un aneddoto di Franco, arrivato al suo periodo di vita, mentre stava girando il documentario Il Bardo, mettendo tutti in guardia e offrendoci la risposta. Nel testo Veleni di Alice è forte la sua influenza e la risposta arriva anche per me

In fondo è proprio quello che dice sempre il mio babbino caro: lascia perdere, ognuno avrà da rispondere per i suoi meriti e per i suoi danni. La saggezza d’Oriente mescolata a quella popolare si fondono e sotto lo stesso cielo adesso ognuno pensa ai fatti suoi, ai suoi problemi che spesso offuscano il male che troppo spesso rechiamo.

Quando la terra si dissolverà nell’acqua
E l’acqua nel fuoco
E il fuoco nell’aria
E l’aria nello spazio
Saremo liberi dalla materia

L’avidità, l’odio, la rabbia, l’ignoranza
La confusione, l’attaccamento, la gelosia
Il possesso, la follia, il rancore
Sono veleni, veleni

Con te dietro la finestra guardavamo
Le rondini sfrecciare in alto in verticale

Con l’Addio di Franco percorriamo il suo viaggio attraversando l’Animale che è in noi, consapevoli che il Tempo cambia molte cose nella vita e sicuri che Certe notti all’imbrunire ci ritroveremo a considerare che quello che ci ha lasciato va oltre la musica.

Ma è con la canzone Io chi sono che l’ascetismo post meditazione fa raggiungere l’elevazione, e non riesco a domare i pensieri scaturiti anche questa volta durante un concerto in questa che non risulterà essere una recensione ma spiragli di considerazioni personali, proprio come sarebbe piaciuto a Franco.

Io sono. Io chi sono?

La luce si unisce allo spazio in una cosa sola indivisibile

Io sono. Io chi sono?

Battiato ed il suo poeta Manlio Sgalambro con il quale collaborava ai testi o inseriva dei parlati, si sono riconosciuti in quello che lui ha definito un incontro fortunato che ha scaturito tanti pensieri, filosofia, musica e canzoni e che Alice con la sua grande voce e con il suo carisma, in perfetta sintonia, ha saputo accompagnare ed interpretare.

Potrei raccontarvi ancora della scaletta meravigliosa scelta per la serata, di come la musica colorava l’anima, dei ricordi storici d’inizio carriera, e di tanto altro ancora, ma lascio la curiosità per la partecipazione di una prossima volta, riportando un tratto di quelli che in molti considerano la più bella dedica d’amore, e che molto probabilmente, è dedicata all’Assoluto.

Ti salverò da ogni malinconia
Perché sei un essere speciale
Ed io avrò cura di te

Laura Poretti Rizman

Scheduled Arte e spettacolo Trieste

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