Il mondo non mi deve nulla

“I disertori sono adorabili: ne ho conosciuti molti ma ne ho amati soltanto due.”

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Immagini di Rimini disegnate fumettisticamente scorrono sullo schermo che a poco, a poco lascia spazio all’ingresso dell’attore e all’inizio dello spettacolo.

Chi conosce Rimini riesce a riconoscere i luoghi: c’è  l’immagine del Grand Palace Hotel, il  lussuoso albergo appartenente ad una generazione passata e felliniana, ci sono le piazze con i suoi simboli  misteriosi,  le vie strette,  le case con molte finestre,  il campanile e la ruota panoramica.

Una voce racconta l’importanza  della donna nella vita di un uomo.

Un uomo racconta il suo incontro con una finestra aperta. È un ladro ma pian piano si accorge che  quella finestra era rimasta aperta apposta in attesa di qualcuno che entrasse. 

Lo schermo di proiezione, trasparente e retinato, si apre al centro come fosse un sipario, lasciando la visione nitida sulla scena. Una donna vive in quell’appartamento e lasciando aperta quella finestra è un po’ come se avesse voluto lasciare aperto il suo cuore.

Anche  l’invito a derubarla e ad ucciderla a volte assume tutt’altro significato: un uomo in fondo può uccidere e derubare una donna  soltanto rubandole il cuore mentre una donna può uccidere un’altra donna con la ferita di un pugnale anche solo con usando le parole.

Lei è seduta su un divano: è bellissima e straniera. La sua  casa denota ricchezza: il divano è a forma di bocca ed è di color rosso.

Una bella scenografia ed effetti di videoproiezione e giochi di luce rendono la scena  magica.

C’è una dolcevita che sta morendo per lasciar spazio all’arrivo di una vita molto più difficile, fatta di  perdita di lavoro che rende tutti briganti.

Lui le chiede cosa ci fa al buio e lei risponde che preferisce il buio perchè non vuole vedere le cose ma preferisce ricordarle.

E’ evidente che la bella vita è preferibile ricordarla piuttosto che aprire gli occhi su una vita dove neppure i ladri hanno la professionalità del loro mestiere quindi per il momento  la cosa migliore da fare è farsi uccidere per uscire di scena prima che la difficoltà economica arrivi a deturpare la bellezza di una vita vissuta appieno.
“Se non mi avessero licenziato avrei vissuto e sarei morto senza accorgermene e mi sarebbe andato bene così!” dice l’operaio divenuto ladro. Viveva una vita basata sulla semplicità e sulla sicurezza o perlomeno aveva la sicurezza di un lavoro e quella  di una moglie ma allo stesso modo non sapeva cosa volesse dire la passione, l’amore, la danza.

Dolcezza e pazzia, fiori e missili sotto la luna felliniana di Rimini, per una sera diversa a teatro.

Rimini chiama, Trieste risponde.


Laura Poretti Rizman

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foto fornita da La Contrada
foto fornita da La Contrada

La Contrada presenta “Il mondo non mi deve nulla” con Pamela Villoresi e Claudio Casadio

Un debutto molto speciale quello fissato per venerdì 18 marzo alle ore 20.30 al Teatro Bobbio con  “Il mondo non mi deve nulla”, uno spettacolo di Massimo Carlotto con Pamela Villoresi e Claudio Casadio per la regia di Francesco Zecca.

È una Rimini in attesa dei turisti a fare da sfondo all’incontro tra due solitudini. Adelmo è un ladro stanco e sfortunato che casualmente nota una finestra aperta in una palazzina ricca e discreta e decide di mettersi in gioco, non sapendo che Lise, la padrona dell’appartamento, è in casa. Nessuno dei due incarna perfettamente il ruolo che dovrebbe ricoprire e tra equivoci, eccessi e ironia, si sviluppa un rapporto strano, bizzarro, complesso e molto intenso sul piano dei sentimenti. Per Adelmo è necessario sconfiggere la precarietà che lo allontana da un’esistenza altresì normale, Lisa, una croupier tedesca in pensione, è convinta di non avere più crediti con il mondo e spera solo che Rimini si stacchi dalla terra e vada alla deriva per l’eternità.

Due personaggi lontani, senza nulla in comune ma entrambe alla ricerca di comprensione e amore.

Il regista Francesco Zecca nelle sue note di regia spiega: “Massimo Carlotto con il suo noir lascia la possibilità di muoversi in un testo pieno di molteplici opzioni. Il suo testo non patteggia per nessuno, non salva nessuno è un testo senza vincitori e senza vinti ma è anche un testo senza Dio che restituisce all’uomo la chance di guidare i suoi propri fili fino alla fine. È dunque un testo ideale per un regista che voglia dare una sua personalissima interpretazione. Di questa battaglia senza vincitori né vinti, senza eroi, di questo testo in cui da un lato c’è chi sceglie che il mondo non gli deve più nulla e dall’altro chi va a prendersi ciò che ancora il mondo gli deve, io ho scelto di lasciarmi tentare dal vuoto come fa Lise resistendogli come fa Adelmo.”

“Il mondo non mi deve nulla” debutta venerdì 18 marzo alle 20.30 e rimane in scena fino a lunedì 21 marzo, con i consueti orari del Teatro Bobbio: serali 20.30, festivo 16.30.

Prevendita dei biglietti, prenotazione dei posti e cambi turno presso la biglietteria del Teatro Bobbio (tel. 040.390613/948471 – orari: 8.30-13.00; 15.30-18.30) o al TicketPoint di Corso Italia 6/C (tel. 040.3498276/3498277 – orari: 8.30-12.30; 15.30-19.00). Prevendita On Line: Circuito VIVATICKET by Charta (vivaticket.it) anche attraverso il sito www.contrada.it.

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